Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

Accessibilità per i visitatori: sola lettura, ma potrete presto chiedere la registrazione ed esprimere i vostri pareri.

Categorie

 
mar, feb 14, 2017  Valentina
Concorso Polizia di Stato. Habemus Concorso!
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Concorso polizia di statoÈ proprio il caso di annunciarlo con ironia questo concorso per nuovi allievi agenti di polizia di stato, aperto anche ai civili. Lo si attendeva per lo scorso anno. La causa del ritardo va ricercata nella diatriba sul numero di posti da bandire.

 

Molti sindacati avevano promesso che sarebbe stato pubblicato in Gazzetta ufficiale entro settembre. E invece ne parliamo ora, a febbraio 2017. Meglio tardi che mai.

Ma ne parliamo solamente purtroppo. Perché di fatto, nonostante tutti i requisiti richiesti e le informazioni per potersi scrivere siano nota a tutti da mesi, di fatto non si può ancora procedere a inoltrare la domanda, perché manca la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale.

 

 

 

Concorso Polizia. Ricordiamo i requisiti

 

 

 

 

Anche se non ci sono ancora certezza su quando uscirà ufficialmente il bando è bene ricordare quali sono i requisiti necessari per poter presentare domanda. Elenchiamoli uno ad uno:

• possesso della cittadinanza italiana e godimento dei diritto politici;• età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 30;
• idoneità culturale, fisica, psichica ed attitudinale al servizio di polizia;
• titolo di studio di scuola media dell’obbligo;
• non essere stati espulsi dalle Forze Armate;
• non aver riportato condanne per delitti colposi;

 

 

Per i requisiti fisici invece, come da nuove disposizioni del consiglio dei ministri, l’altezza non sarà più un limite, poiché, si legge “non precludere l’accesso alle Forze Armate, alle Forze di Polizia, e al Corpo dei Vigili del Fuoco in ragione della mancanza del requisito dell’altezza minima prevista dalle attuali disposizioni, ma di consentire la valutazione dei soggetti in base a differenti parametri dai quali possa comunque desumersi la più generale, ma imprescindibile idoneità fisica del candidato allo svolgimento del servizio militare o d’istituto”.

 

 

 

 

Concorso Polizia di Stato. I Motivi del ritardo e le prospettive dei vincitori

 

 

 

 

Come abbiamo già accennato, le motivazioni di questo ingiustificato ritardo sembrano essere da ricercare nella volontà del ministero di vagliare il potenziale aumento dei posti da mettere a disposizione dei candidati.

Lo scorso anno pareva che i posti a disposizione fossero 488. Oggi invece si parla di circa 1000.
Va poi ricordato che, come stabilito dal DL del 28 gennaio 2014, a partire dal 2016/2017 i concorsi riserveranno il 50% di posti ai civili, e dal 2018 la percentuale salirà al 75%.
Quindi anche il prossimo concorso per il reclutamento di 600 agenti di polizia penitenziaria, che dovrebbe uscire tra poco, la metà dei posti sarà riservata ai civili.
Coloro che usciranno vincitori da questo concorso verranno nominati agenti della polizia di stato e dovranno partecipare a un corso di formazione della durata di 6 mesi per divenire agenti in prova.
Alla fine della prova diverranno finalmente agenti effettivi e saranno assegnati a un reparto situato in una regione diversa da quella di residenza.

 

 

 

Fonte: lavoroeconcorsi/isolaverdetv
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lun, feb 13, 2017  Valentina
Vota Questo Articolo

Fonte: militariassodipro.org

Fonte: militariassodipro.org

Dopo la tanto dibattuta fusione tra arma dei carabinieri e corpo forestale, che ha suscitato proteste e una valanga di ricorsi, i cui effetti veri si vedranno nei mesi più avanti, diventa naturale iniziare a pensare a una tutela sindacale anche per quelle categorie, alle quali fino a ora tale prerogativa era negata.

 

 

 

 

Sindacato Carabinieri. Un passato da superare

 

 

 

Il didattico sulla sindacalizzazione delle forze armate in generale e dei carabinieri in particolare arieggia da molti anni in realtà. Lo sa bene la Ficiesse, un’associazione dedicata che da molto si batte per una riforma della rappresentanza militare, con particolare attenzione alla Guardia di Finanza.

Al fianco della Ficiesse c’è anche il sindacato Cgil, il quale, è storia di pochi giorni fa, ha addirittura presentato un reclamo al Comitato Europeo dei Diritti Sociali.
Va ricordato che in Italia la libertà sindacale vige dal lontano 1981 non senza una dura lotta di classe e di potere. E all’epoca anche le rappresentanze delle forze armate si batterono lungamente per poter vedere riconosciuto il loro diritto. Ma prevalse il compromesso e ci si accontentò di una sindacalizzazione limitata che di fatto è praticamente inesistente.
Basta leggere gli articoli 82 e 83 della legge 121 per capirlo: “gli appartenenti alla Polizia di Stato hanno diritto di associarsi in sindacati che non siano diversi da quelli del personale in divisa” e che “gli stessi debbano essere formati, diretti e rappresentati solo da appartenenti alla stessa Polizia di Stato”.

Parziale modifica a questa legge è del 2013, con il quale è stato invece prevista la possibilità per i soggetti in quiescenza, quindi non più assoggettabili ad obblighi di servizio, di esercitare il diritto alla rappresentanza sindacale.

Carabinieri. È tempo di adeguarsi

Le premesse per le quali le forze di polizia e militari come i carabinieri non hanno diritto alla rappresentanza sindacale nelle medesime condizioni degli altri lavoratori sono tutte decadute ormai.

E lo dimostrano anche le esperienze dei nostri vicini tedeschi, per i quali il sindacato non è un taboo da molti anni ormai.

 

 

E’ tempo dunque di adeguarsi, di cambiare. per il buon nome dell’Italia e di chi, nei secoli fedele, la rappresenta.

 

 

 

 

 

Fonte: nonsolomarescialli / huffingtonpost

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

gio, feb 9, 2017  Valentina
Vota Questo Articolo

Fonte: scuolainforma.it

Fonte: scuolainforma.it

 

Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha finalmente trovato un intesa con le sigle sindacali  Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals-Confsal in tema di contratto integrativo di mobilità sul personale docente.
La notizia è di pochissimi giorni fa e ha portato a una dichiarazione soddisfatta e orgogliosa del neo ministro Fedeli. “Ringrazio le organizzazioni sindacali e l’amministrazione per il lavoro svolto. Come ho sottolineato anche in Parlamento, illustrando le Linee programmatiche di questo Ministero, dobbiamo tutti lavorare per centrare tempestivamente e nel migliore dei modi possibili tutti i passaggi necessari per iniziare, senza le difficoltà del passato, il prossimo anno scolastico”.
 

 

Mobilità Scuola. Cosa prevede il contratto

 

 
Di fatto rispetto a quanto era stato accordato lo scorso dicembre non è cambiato molto.
Il tutto dovrà svolgersi in una fase unica per ogni grado scolastico; ogni docente senza distinzione di anzianità di servizio potrà presentare domanda ed esprimere fino a 15 preferenze, indicando gli ambiti che le scuole fino a un massimo di 5 per queste ultime.
Queste regole sono valide sia per gli spostamenti all’interno della stessa provincia che fuori.
Questo contratto avrà validità esclusivamente per l’anno 2017/2017 e prevede tra le altre cose anche lo svincolo dall’obbligo di permanenza triennale nel proprio ambito o nella propria scuola; questo è possibile grazie a quanto è stato deciso nella legge di stabilità ovvero il passaggio di una parte dell’organico di fatto in organico di diritto comporterà una variazione dell’organico della scuola.

 

 

Tale svincolo non prescinde però dalla garanzia della continuità scolastica, prerogativa decantata e prevista dalla Buona Scuola.
 

Mobilità Scuola. Non tutti sono però contenti

 

 

 

 

Nonostante l’accordo segni un punto di tregua tra le parti, tra i sindacati di categoria c’è chi coerentemente, ha deciso di non accettare di buon grado questa intesa.

È il sindacato della Gilda che grida tutta la sua insoddisfazione: “per noi si tratta di coerenza. Siamo stati in piazza contro la buona scuola contro gli ambiti, la chiamata diretta, il licenziamento dei precari dopo 36 mesi ora non possiamo abbassare la testa. I colleghi hanno ottenuto qualche risultato ma non basta”.
Al di là delle prese di posizione però non si può non riconoscere che questo accordo, se non altro, cancella definitivamente l’algoritmo, nelle mani del quale era la scelta dei docenti. Questo è senza dubbio un passo avanti positivo.

 

 

 

 

 

 

Fonte: rainews / ilfattoquotidiano

 

 

 

 

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

lun, feb 6, 2017  Valentina
Vota Questo Articolo

Fonte: rassegna.it

Fonte: rassegna.it

L’italia, il paese dei paradossi e delle contraddizioni. Sempre. Anche quando i numeri dovrebbero farla da padrone. Come nel caso degli organici delle forze armate. Tema sensibile in un momento di allerta mondiale.

 

Che la polizia abbia una carenza di organico del 15% è assodato. I numeri ci dicono che nel 1989 la polizia poteva contare su un organico di 117.200 unità, mentre oggi si contano 99.630 con un decremento medio del 15%.

 

Certamente la legge Madia non ha portato un miglioramento in questo panorama, procedendo ad un ulteriore abbassamento dell’organico, fino alle 106 mila unità. Non solo. Ma non ha contribuito neanche a migliorare la questione del turn over, ormai quasi fermo e che, se non cambia qualcosa dei prossimi mesi, è stato stimato che nel 2020 ci saranno il 40% di agenti in meno e con un’età media compresa tra i 48 e i 51 anni. La sicurezza nazionale certamente non ne trarrà giovamento.

 

 

Polizia di Stato. Eppure ci sono città che fanno eccezione

 

 

 

È tuttavia anche pacifico che esistono dei luoghi, definitivi giornalisticamente anche “feudi”, nei quali non solo l’organico è sufficiente, ma è addirittura maggiore di quanto servirebbe.

A dirlo, non senza amarezza è il capo della polizia, Franco Gabrielli: “il nostro Paese ha situazioni particolari. Per esempio, Varese è sopra organico. Come mai? Forse perché c’è stato un ministro dell’Interno. A Lecce sono sopra forse perché c’è stato un sottosegretario all’interno. Modena è sopra organico perché c’è il segretario generale del Siulp (Felice Romano). Sono cose che in questo Paese sono facilmente intellegibili”.

 

Un vero pugno nello stomaco questa dichiarazione di Gabrielli, rilasciate alla Camera dei Deputati lo scorso 10 gennaio durante la riunione della commissione parlamentare di inchiesta sulla sicurezza e il degrado delle città.

 

Una riunione durante la quale i deputati presenti non hanno battuto ciglio. In nessuna direzione però.

Né per sconcerto né per vergogna. Come a dire che tutto sommato è difficile smentire delle deduzioni così precise e supportate da numeri.

 

 

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

lun, feb 6, 2017  Roberta Buscherini
Dipendente statale si fa rimborsare € 4524,00 di commissioni della cessione del quinto rinegoziata.
4.41 (88.1%) 79 Vota Questo Articolo

Dopo una mia personale indagine sulle anomalie bancarie ho deciso di scrivere questo articolo per  fare luce su un aspetto completamente sconosciuto all’opinione pubblica:

Come ottenere il rimborso delle commissioni della cessione del quinto rinnovata:

 

Mi riferisco ai costi anticipati sui contratti di cessione del quinto e prestito delega che le banche e le finanziarie hanno fatto sottoscrivere ai propri clienti prima del 2012. Nel corso della mia ricerca ho incontrato molti dipendenti e pensionati che avevano sottoscritto questo tipo di finanziamento ed ho avuto modo di visionare pratiche, contratti , conteggi estintivi sottoponendoli alle verifiche di tecnici commerciali e legali. I risultati sono stati sorprendenti. rimborso cessione quintoDa questo studio è emerso che la gran parte dei contratti di cessione del quinto o prestito delega che sono stati rinegoziati o estinti anticipatamente non erano in regola con le normative vigenti. Infatti cosi come una assicurazione auto è rapportata al periodo di copertura i costi contrattuali dovrebbero essere rapportati alla durata del finanziamento. Una chiusura o rinegoziazione della cessione del quinto  dovrebbe determinare la restituzione  di una parte dei costi, interessi compresi.

 

Quante banche o finanziarie hanno informato i propri clienti di questo loro obbligo; cioè del rimborso commissioni della cessione del quinto?

 

Quasi nessuna. La mia sorpresa però è stata avere intervistato quasi per caso un collaboratore scolastico che nel 2008 aveva stipulato sia una cessione del quinto che un prestito delega e che contrariamente alle mie aspettative aveva già ricevuto un rimborso delle commissioni della cessione del quinto di oltre quattro mila euro. Fino a quel momento non ero a conoscenza che si potesse verificare una tale possibilità. Come era potuto succedere? Forse mi ero imbattuto nella unica finanziaria rispettosa delle normative? Purtroppo no. Il sig Franco, già in una delicata situazione di sovraindebitamento, era stato informato dei suoi diritti da una Associazione Difesa Consumatori ADICONFI. Di conseguenza il nostro collaboratore scolastico ha deciso di farsi assistere da ADICONFI ottenendo così il rimborso commissioni della cessione del quinto e del prestito delega rinegoziati in passato. La procedura non è stata ne breve ne semplice ma il sig Franco non ha dovuto affrontare nessuna spesa anticipata. Qui di seguito ho voluto riportarvi l’intervista al presidente di ADICONFI il sig Alessandro Lega per aiutare tutti coloro che si trovano in situazioni simili a quella del sig Franco.  

 

verifica200

 

 

 

 

 

 

Presidente Lega; cos’è ADICONFI e a chi si rivolge?

 

alessandro lega presidente ADICONFI

Alessandro Lega; Presidente di ADICONFI – Associazione Difesa Consumatori Finanziari

Adiconfi è una Associazione di Difesa dei Consumatori di servizi Finanziari. E’ un’associazione senza fine di lucro. Il nostro compito principale è quello di educare i consumatori sulle varie anomalie bancarie come ad esempio; il recupero dei rimborsi dovuti dalle finanziarie per cessioni del quinto dello stipendio/pensione, usura e anatocismo. Ci rivolgiamo principalmente alle persone fisiche quindi non alle aziende. I nostri associati sono fondamentalmente lavoratori dipendenti statali/pubblici o privati e tanti pensionati.

 

Chi fa parte dell’organico professionale di ADICONFI?

 

Il nostro staff è composto principalmente di avvocati specializzati in contrattualistica, dottori commercialisti, periti ed ex consulenti bancari. Oltre chiaramente a molti associati che collaborano con noi su tutto il territorio nazionale.

 

Qual è il vostro principale obbiettivo come associazione ADICONFI?

 

Fare recuperare i denari dei cittadini in mano alle banche. Soldi trattenuti indebitamente dagli istituti di credito e dalle finanziarie.

Questa è una affermazione molto forte presidente.

 

Lo so, ma è forte anche il disaggio che molte famiglie stanno passando per colpa di questa crisi economica, e mi creda in questo momento se ADICONFI può aiutare queste famiglie ad avere dei rimborsi che per legge li spettano faremo tutto quello che è possibile per farli avere.

verifica200

 

 

 

 

 

Mi spieghi meglio esattamente di quali rimborsi stiamo parlando?

 

Guardi facciamo un esempio pratico in modo da capire meglio. Se lei per esempio decide che la sua auto ormai è troppo vecchia e quindi la porta a demolire, ma se ne accorge tardi che però la sua assicurazione RC Auto scade fra 8 mesi lei ha diritto al rimborso del premio per gli 8 messi di cui non usufruirà della stessa. E’ normale. Le basterà presentare all’assicurazione il certificato di demolizione e le sarà rimborsata la quota parte non goduta del premio. Con moltissime finanziarie questo non succede, specialmente con i rimborsi commissioni della cessione del quinto dello stipendio/pensione. Facciamo un altro esempio pratico molto recente e di cui lei è già a conoscenza; in questo caso è un esempio di un dipendente della scuola pubblica che si è rivolto a noi qualche settimana fa per richiedere tramite la nostra Associazione il rimborso commissioni della cessione del quinto e del prestito delega. accessi entrambi nel 2008 e di una durata di 10 anni. Nel 2012 decide di rinegoziare sia la cessione del quinto che il prestito delega per ottenere maggiore liquidità. E fin qui nulla di strano per questo collaboratore scolastico, fino a che non ha deciso di affidarsi ad ADICONFI  per scoprire dopo una verifica gratuita da parte dei nostri legali e periti dei suoi contratti di cessione del quinto che non li erano stati restituiti delle somme.

Per farla breve; questa persona ha usufruito del suo prestito per soli 4 anni dei 10 prestabiliti, ragione per cui ha diritto al rimborso delle commissioni della cessione del quinto pagati anticipatamente, per esempio: ( assicurazione caso morte, assicurazione per rischio credito, assicurazione rischio impiego, commissioni banca, commissioni intermediari, interessi ecc ecc)  per il periodo non usufruito, cioè 6 anni.

La prima anomalia è data dal fatto che la maggior parte di questi dice espressamente che il cliente non ha diritto a questo rimborso. La seconda grave anomalia è data dal comportamento della finanziaria che  come spessissimo succede, non consegna al suo cliente il conteggio per estinzione anticipata, evitando così che il consumatore stesso possa verificare in prima persona le voci di costo che li vengono addebitate in fase di rinnovo del prestito. La terza anomalia riguarda invece la non restituzione di questi importi se non in minima parte. Dopo l’analisi dei contratti e di tutta la casistica specifica, ADICONFI tramite i propri legali ha impugnato il contratto e successivamente ha dato avvio alla richiesta di rimborso commissioni della cessione del quinto facendo ottenere al nostro associato quello che li era dovuto. In questo caso €4524,00.

 

verifica200

 

 

 

 

 

Il consumatore non potrebbe ottenere i rimborsi commissioni della cessione del quinto in completa autonomia senza appoggiarsi alla vostra associazione?

 

Assolutamente si, noi come ADICONFI speriamo vivamente che tutti possano rientrare in posesso dei loro soldi come prevede la legge. Purtroppo però viviamo in una Italia dove i poteri forti delle banche soffocano il diritto naturale del consumatore, di conseguenza  per ottenere il rispetto dei propri diritti ci si trova nella necessità di utilizzare le vie legali. Le faccio un esempio pratico; pensi per esempio che la maggior parte dei contratti di cessione del quinto prevedono espressamente la non rimborsabilità delle commissioni  pagati anticipatamente.  Nessuno informa i cittadini che questo non è più legale. Dare questa informazione è il nostro scopo statutario. In conclusione il consumatore per agire in autonomia è costretto a rivolgersi ad un proprio legale specializzato in materia a un perito che valuti i conteggi vari anticipando dei costi fino ad un eventuale ricorso, non avendo nemmeno la certezza del risultato finale. I nostri associati invece sono coperti da questo rischio grazie ad una convenzione tra ADICONFI  e tecnici e legali specializzati che saranno retribuiti solo nel caso in qui la pratica si concluda a favore del associato ADICONFI, ottenendo tutto il rimborso commissioni della cessione del quinto rinegoziata. E’ proprio l’associazione stessa ad anticipare le spese di avvio pratica senza dover chiedere nulla ai propri associati.

 

Presidente Lega; quanto è frequente questo tipo di anomalie dei rimborsi sui contratti di cessione del quinto? E’ possibile stabilire una percentuale?

 

Questo tipo di anomalie si presenta unicamente nei contratti di cessione del quinto dello stipendio/pensione sottoscritti fino a meta del 2011. Abbiamo riscontrato che il 92% dei contratti da noi controllati hanno questo tipo di anomalie, quindi i titolari di questi contratti hanno diritto a un rimborso commissioni della cessione del quinto che a volte può essere anche di una certa entità.

 

Cosa succede se il prestito è stato rinnovato con altro istituto? Il cliente ha comunque diritto a questi rimborsi sulla cessione del quinto?

 

Certamente, non importa se questo finanziamento è ormai “nel dimenticatoio”. E’ sempre possibile fare la richiesta di rimborso purché la cessione del quinto non sia stata rinegoziata o estinta da oltre 10 anni.

E se non avessi più in mio possesso la copia del vecchio contratto posso comunque ottenere il rimborso delle commissioni della cessione del quinto?

 

Certamente. E’ necessario però in questo caso reperire tutti i contratti di cessione del quinto rinegoziati, e per farlo abbiamo tre opzioni:

  • La prima opzione è decisamente la più veloce e conveniente; chiedere una copia completa di tutti i contratti al proprio datore di lavoro o amministrazione. (loro hanno sempre una copia del contratto che a suo tempo è stato notificato dalla finanziaria)
  • La seconda opzione è quella di rivolgersi alla propria finanziaria chiedendo copia di tutti i contratti.
  • La terza opzione ; con apposita delega ADICONFI li chiederà alla finanziaria tramite i propri legali.

Ci tenevo a sottolineare con i consumatori che ci leggono, che il diritto al rimborso delle commissioni della cessione del quinto è su ogni rinnovo o estinzione fatta. Non solo sul ultimo rinnovo ma anche su quelli precedenti.

 

 

verifica200

 

 

 

 

 

 

 

Spesso la gente ha un po’ timore delle questioni legali. Esiste qualche rischio per chi richiede i rimborsi che li spettano tramite ADICONFI?

 

No, non ce alcun rischio da parte dell’associato. Alle questione legali e burocratiche ci pensa ADICONFI con i suoi professionisti. Una volta fatta la richiesta tramite ADICONFI, l’associato deve solo aspettare il rimborso.

 

Presidente per farsi tutelare dalla vostra associazione e valutare i contratti di cessione del quinto per successivamente fare richiesta di rimborso alla finanziaria è necessario anticipare delle spese?

 

No; non è necessario anticipare alcuna spesa. La valutazione dei propri contratti di cessione estinti o rinegoziati viene fatta gratuitamente a tutti i cittadini.

 

Puo dirci quant’è la quota annuale per associarsi ad ADICONFI?

 

Attualmente la tessera associativa per l’anno 2016 e di €5 (cinque).

 

Come è possibile entrare in contatto con l’associazione ADICONFI?

 

Sicuramente la via più comoda è attraverso il nostro sito web: http://www.adiconfi.it/richiesta-rimborsi-cessione-del-quinto-rinegoziate/

 

Grazie presidente Lega per il tempo che ci ha dedicato

 

Grazie a voi per averci dato l’opportunità di mettere a conoscenza il vostro grande pubblico sui propri diritti.

 

 

Roberta Buscherini