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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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dom, feb 26, 2017  Roberta Buscherini
Dipendente statale si fa rimborsare € 4524,00 di commissioni della cessione del quinto rinegoziata.
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Dopo una mia personale indagine sulle anomalie bancarie ho deciso di scrivere questo articolo per  fare luce su un aspetto completamente sconosciuto all’opinione pubblica:

Come ottenere il rimborso delle commissioni della cessione del quinto rinnovata:

 

Mi riferisco ai costi anticipati sui contratti di cessione del quinto e prestito delega che le banche e le finanziarie hanno fatto sottoscrivere ai propri clienti prima del 2012. Nel corso della mia ricerca ho incontrato molti dipendenti e pensionati che avevano sottoscritto questo tipo di finanziamento ed ho avuto modo di visionare pratiche, contratti , conteggi estintivi sottoponendoli alle verifiche di tecnici commerciali e legali. I risultati sono stati sorprendenti. rimborso cessione quintoDa questo studio è emerso che la gran parte dei contratti di cessione del quinto o prestito delega che sono stati rinegoziati o estinti anticipatamente non erano in regola con le normative vigenti. Infatti cosi come una assicurazione auto è rapportata al periodo di copertura i costi contrattuali dovrebbero essere rapportati alla durata del finanziamento. Una chiusura o rinegoziazione della cessione del quinto  dovrebbe determinare la restituzione  di una parte dei costi, interessi compresi.

 

Quante banche o finanziarie hanno informato i propri clienti di questo loro obbligo; cioè del rimborso commissioni della cessione del quinto?

 

Quasi nessuna. La mia sorpresa però è stata avere intervistato quasi per caso un collaboratore scolastico che nel 2008 aveva stipulato sia una cessione del quinto che un prestito delega e che contrariamente alle mie aspettative aveva già ricevuto un rimborso delle commissioni della cessione del quinto di oltre quattro mila euro. Fino a quel momento non ero a conoscenza che si potesse verificare una tale possibilità. Come era potuto succedere? Forse mi ero imbattuto nella unica finanziaria rispettosa delle normative? Purtroppo no. Il sig Franco, già in una delicata situazione di sovraindebitamento, era stato informato dei suoi diritti da una Associazione Difesa Consumatori ADICONFI. Di conseguenza il nostro collaboratore scolastico ha deciso di farsi assistere da ADICONFI ottenendo così il rimborso commissioni della cessione del quinto e del prestito delega rinegoziati in passato. La procedura non è stata ne breve ne semplice ma il sig Franco non ha dovuto affrontare nessuna spesa anticipata. Qui di seguito ho voluto riportarvi l’intervista al presidente di ADICONFI il sig Alessandro Lega per aiutare tutti coloro che si trovano in situazioni simili a quella del sig Franco.  

 

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Presidente Lega; cos’è ADICONFI e a chi si rivolge?

 

alessandro lega presidente ADICONFI

Alessandro Lega; Presidente di ADICONFI – Associazione Difesa Consumatori Finanziari

Adiconfi è una Associazione di Difesa dei Consumatori di servizi Finanziari. E’ un’associazione senza fine di lucro. Il nostro compito principale è quello di educare i consumatori sulle varie anomalie bancarie come ad esempio; il recupero dei rimborsi dovuti dalle finanziarie per cessioni del quinto dello stipendio/pensione, usura e anatocismo. Ci rivolgiamo principalmente alle persone fisiche quindi non alle aziende. I nostri associati sono fondamentalmente lavoratori dipendenti statali/pubblici o privati e tanti pensionati.

 

Chi fa parte dell’organico professionale di ADICONFI?

 

Il nostro staff è composto principalmente di avvocati specializzati in contrattualistica, dottori commercialisti, periti ed ex consulenti bancari. Oltre chiaramente a molti associati che collaborano con noi su tutto il territorio nazionale.

 

Qual è il vostro principale obbiettivo come associazione ADICONFI?

 

Fare recuperare i denari dei cittadini in mano alle banche. Soldi trattenuti indebitamente dagli istituti di credito e dalle finanziarie.

Questa è una affermazione molto forte presidente.

 

Lo so, ma è forte anche il disaggio che molte famiglie stanno passando per colpa di questa crisi economica, e mi creda in questo momento se ADICONFI può aiutare queste famiglie ad avere dei rimborsi che per legge li spettano faremo tutto quello che è possibile per farli avere.

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Mi spieghi meglio esattamente di quali rimborsi stiamo parlando?

 

Guardi facciamo un esempio pratico in modo da capire meglio. Se lei per esempio decide che la sua auto ormai è troppo vecchia e quindi la porta a demolire, ma se ne accorge tardi che però la sua assicurazione RC Auto scade fra 8 mesi lei ha diritto al rimborso del premio per gli 8 messi di cui non usufruirà della stessa. E’ normale. Le basterà presentare all’assicurazione il certificato di demolizione e le sarà rimborsata la quota parte non goduta del premio. Con moltissime finanziarie questo non succede, specialmente con i rimborsi commissioni della cessione del quinto dello stipendio/pensione. Facciamo un altro esempio pratico molto recente e di cui lei è già a conoscenza; in questo caso è un esempio di un dipendente della scuola pubblica che si è rivolto a noi qualche settimana fa per richiedere tramite la nostra Associazione il rimborso commissioni della cessione del quinto e del prestito delega. accessi entrambi nel 2008 e di una durata di 10 anni. Nel 2012 decide di rinegoziare sia la cessione del quinto che il prestito delega per ottenere maggiore liquidità. E fin qui nulla di strano per questo collaboratore scolastico, fino a che non ha deciso di affidarsi ad ADICONFI  per scoprire dopo una verifica gratuita da parte dei nostri legali e periti dei suoi contratti di cessione del quinto che non li erano stati restituiti delle somme.

Per farla breve; questa persona ha usufruito del suo prestito per soli 4 anni dei 10 prestabiliti, ragione per cui ha diritto al rimborso delle commissioni della cessione del quinto pagati anticipatamente, per esempio: ( assicurazione caso morte, assicurazione per rischio credito, assicurazione rischio impiego, commissioni banca, commissioni intermediari, interessi ecc ecc)  per il periodo non usufruito, cioè 6 anni.

La prima anomalia è data dal fatto che la maggior parte di questi dice espressamente che il cliente non ha diritto a questo rimborso. La seconda grave anomalia è data dal comportamento della finanziaria che  come spessissimo succede, non consegna al suo cliente il conteggio per estinzione anticipata, evitando così che il consumatore stesso possa verificare in prima persona le voci di costo che li vengono addebitate in fase di rinnovo del prestito. La terza anomalia riguarda invece la non restituzione di questi importi se non in minima parte. Dopo l’analisi dei contratti e di tutta la casistica specifica, ADICONFI tramite i propri legali ha impugnato il contratto e successivamente ha dato avvio alla richiesta di rimborso commissioni della cessione del quinto facendo ottenere al nostro associato quello che li era dovuto. In questo caso €4524,00.

 

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Il consumatore non potrebbe ottenere i rimborsi commissioni della cessione del quinto in completa autonomia senza appoggiarsi alla vostra associazione?

 

Assolutamente si, noi come ADICONFI speriamo vivamente che tutti possano rientrare in posesso dei loro soldi come prevede la legge. Purtroppo però viviamo in una Italia dove i poteri forti delle banche soffocano il diritto naturale del consumatore, di conseguenza  per ottenere il rispetto dei propri diritti ci si trova nella necessità di utilizzare le vie legali. Le faccio un esempio pratico; pensi per esempio che la maggior parte dei contratti di cessione del quinto prevedono espressamente la non rimborsabilità delle commissioni  pagati anticipatamente.  Nessuno informa i cittadini che questo non è più legale. Dare questa informazione è il nostro scopo statutario. In conclusione il consumatore per agire in autonomia è costretto a rivolgersi ad un proprio legale specializzato in materia a un perito che valuti i conteggi vari anticipando dei costi fino ad un eventuale ricorso, non avendo nemmeno la certezza del risultato finale. I nostri associati invece sono coperti da questo rischio grazie ad una convenzione tra ADICONFI  e tecnici e legali specializzati che saranno retribuiti solo nel caso in qui la pratica si concluda a favore del associato ADICONFI, ottenendo tutto il rimborso commissioni della cessione del quinto rinegoziata. E’ proprio l’associazione stessa ad anticipare le spese di avvio pratica senza dover chiedere nulla ai propri associati.

 

Presidente Lega; quanto è frequente questo tipo di anomalie dei rimborsi sui contratti di cessione del quinto? E’ possibile stabilire una percentuale?

 

Questo tipo di anomalie si presenta unicamente nei contratti di cessione del quinto dello stipendio/pensione sottoscritti fino a meta del 2011. Abbiamo riscontrato che il 92% dei contratti da noi controllati hanno questo tipo di anomalie, quindi i titolari di questi contratti hanno diritto a un rimborso commissioni della cessione del quinto che a volte può essere anche di una certa entità.

 

Cosa succede se il prestito è stato rinnovato con altro istituto? Il cliente ha comunque diritto a questi rimborsi sulla cessione del quinto?

 

Certamente, non importa se questo finanziamento è ormai “nel dimenticatoio”. E’ sempre possibile fare la richiesta di rimborso purché la cessione del quinto non sia stata rinegoziata o estinta da oltre 10 anni.

E se non avessi più in mio possesso la copia del vecchio contratto posso comunque ottenere il rimborso delle commissioni della cessione del quinto?

 

Certamente. E’ necessario però in questo caso reperire tutti i contratti di cessione del quinto rinegoziati, e per farlo abbiamo tre opzioni:

  • La prima opzione è decisamente la più veloce e conveniente; chiedere una copia completa di tutti i contratti al proprio datore di lavoro o amministrazione. (loro hanno sempre una copia del contratto che a suo tempo è stato notificato dalla finanziaria)
  • La seconda opzione è quella di rivolgersi alla propria finanziaria chiedendo copia di tutti i contratti.
  • La terza opzione ; con apposita delega ADICONFI li chiederà alla finanziaria tramite i propri legali.

Ci tenevo a sottolineare con i consumatori che ci leggono, che il diritto al rimborso delle commissioni della cessione del quinto è su ogni rinnovo o estinzione fatta. Non solo sul ultimo rinnovo ma anche su quelli precedenti.

 

 

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Spesso la gente ha un po’ timore delle questioni legali. Esiste qualche rischio per chi richiede i rimborsi che li spettano tramite ADICONFI?

 

No, non ce alcun rischio da parte dell’associato. Alle questione legali e burocratiche ci pensa ADICONFI con i suoi professionisti. Una volta fatta la richiesta tramite ADICONFI, l’associato deve solo aspettare il rimborso.

 

Presidente per farsi tutelare dalla vostra associazione e valutare i contratti di cessione del quinto per successivamente fare richiesta di rimborso alla finanziaria è necessario anticipare delle spese?

 

No; non è necessario anticipare alcuna spesa. La valutazione dei propri contratti di cessione estinti o rinegoziati viene fatta gratuitamente a tutti i cittadini.

 

Puo dirci quant’è la quota annuale per associarsi ad ADICONFI?

 

Attualmente la tessera associativa per l’anno 2016/2017 e di €5 (cinque).

 

Come è possibile entrare in contatto con l’associazione ADICONFI?

 

Sicuramente la via più comoda è attraverso il nostro sito web: http://www.adiconfi.it/richiesta-rimborsi-cessione-del-quinto-rinegoziate/

 

Grazie presidente Lega per il tempo che ci ha dedicato

 

Grazie a voi per averci dato l’opportunità di mettere a conoscenza il vostro grande pubblico sui propri diritti.

 

 

Roberta Buscherini

 

 

mer, mar 22, 2017  Valentina
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Fonte: italia2tv.it

Fonte: italia2tv.it

La decisione della procura di Roma di aprire un fascicolo contro ignori per indagare sulla vicenda che ha visto una fuga di notizie coperte da segreto istruttorio nell’ambito dell’inchiesta Consip ha fatto chiaramente scalpore.

 

 

Ancora di più ha fatto scandalo la revoca dell’indagine ai carabinieri del NOE, in favore del Nucleo investigativo dei carabinieri di Roma. Un’azione che di fatto sottolinea il dubbio che la fuga di notizie derivi dall’interno.
“Gli accertamenti fin qui espletati hanno evidenziato che le indagini del procedimento a carico di Alfredo Romeo ed altri, sui fatti (poi) di competenza di questa Procura, sono state oggetto di ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto sia prima che dopo la trasmissione degli atti a questo ufficio, sia verso gli indagati o comunque verso persone coinvolte a vario titolo, sia nei confronti degli organi di informazione”. Si legge in una nota della Procura di Roma.

 

 

 

Carabinieri. Una revoca che lascia molti dubbi

 

 

A molti non è sfuggito un particolare: questa vicenda riguarda in primo piano il nucleo NOE al cui vertice, fino al suo discusso trasferimento, c’è Sergio De Capro, meglio conosciuto come Capitan Ultimo.
I dubbi su questa vicenda in realtà sono molti. Il primo in assoluto è di logica: perché un reparto che dovrebbe dedicarsi ai reati ambientali come il Neo viene destinato ad indagare un reati legati alla corruzione.

 

 

 

Questa è senza dubbio la prima grande anomalia. Da ricondurre a capitano Ultimo, il quale grazie alla alle sue capacità di operare sotto copertura sfrutto il NOE proprio per ottenere mandati investigativi, che permisero di svolgere controlli anche all’interno della pubblica amministrazione stessa.
Si capisce che Capitan Ultimo è sempre stato un personaggio scomodo, fino a raggiungere l’apice della scomodità interna, lavorando sull’indagine che vide tra gli indagati anche il comandante Del Sette.
Una serie di strani trasferimenti e cambi di ruolo videro poi protagonista De Caprio, fino alla notizie della revoca delle indagini sul CONSIP, a causa della fuga di notizie.
Una fuga di notizie gravissima che dovrà trovare per forza un colpevole. Ma che lascia anche molti, moltissimi dubbi sui vertici dell’Arma, sulla politica e sulle due cose insieme.

 

 

 

 

Fonte: la stampa / adnkrnosos

 

 

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

mar, mar 21, 2017  Valentina
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Fonte: sanremonews.it

Fonte: sanremonews.it

È stato proprio un venerdì 17 in grande stile quello che ha riguardando il comparto scuola. Uno sciopero nazionale indetto da Unicobas Scuola, Cobas, Usb, Anief, Feder A.T.A., Cub Scuola università ricerca e ORSA, tutti uniti contro la legge 107 del 2015, considerata” un attacco frontale ai diritti dei lavoratori e delle famiglie”. Sit-in, slogan e striscioni.
Siamo convinti che la legge 107 vada cancellata e che ci serva tutta un’altra scuola che valorizzi la natura pubblica, inclusiva e aperta di questa fondamentale istituzione della conoscenza. (…) servono finanziamenti veri, un piano di stabilizzazione che dia finalmente risposta alle tante e ai tanti docenti precari che hanno tenuto in piedi la scuola in questi anni di tagli scellerati e di politica inconcludente, (…) Serve un diritto allo studio pieno ed effettivo per consentire a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi l’accesso ai più alti gradi dell’istruzione”. A dirlo è il neo responsabile scuola di Sinistra Italiana, Claudia Pratelli.
Tutto questo non rappresenta nulla di nuovo per le istituzioni in realtà. E infatti il lavoro del Governo Gentiloni, sulla scia dell’ormai sepolto esecutivo Renzi, prosegue il suo cammino indisturbato.

 

 

Scuola. Ok Ai Concorsi Light

 
Le commissioni di camera e senato hanno dato il via alla fase transitoria dei concorsi light per assunzione dei precari, “lasciati a piedi” dalla Buona Scuola. Dal prossimo settembre quindi con cadenza biennale verranno indetti concorsi, destinati, per i vincitori, a un piano di formazione triennale.

Nel primo anno si dovrà ottenere un diploma di specializzazione; il secondo anno prevedrà l’ingresso in classe e il terzo invece concluderà il ciclo formativo con l’immissione in ruolo sui posti vacanti. Il tutto vincolato chiaramente al superamento della valutazioni intermedie e finali previste alla conclusione di ogni anno.

 

 

L’obiettivo di questo progetto, come confermato nelle note ufficiali delle commissioni è quello di “attrarre e preparare alla professione docente persone giovani e competenti nelle loro discipline, eliminando il fenomeno dei lunghi periodi di precariato pre-ruolo”.
Dunque il primo concorso vedrà la luce nel 2018 e potranno partecipare tutti i neolaureauti che abbiamo accumulato almeno 24 crediti formativi. In discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Il percorso formativo retribuito avrà inizio per loro l’anno successivo 2019 per concludersi nel 2020.

 

 

 

Scuola. Premiati I Migliori Insegnanti

 

 
Questi non sono solo giorni di protesta e di progetti non sempre condivisi.
In questi giorni si è infatti anche premiato chi “saputo fare scuola oltre la scuola” come dichiara il ministro dell’istruzione Valeria fedeli, durante la consegna dei riconoscimenti alla prima edizioni del Premio nazionale per gli insegnanti.
A vincere i 50 mila euro in palio è stata Annamaria Berenzi, prof di matematica in una sezione ospedaliera a Brescia; con lei sul podio anche Daniela Ferrarello, anche lei insegnante di matematica, in una sezione carceraria di Catania, Consolata Maria Franco, docente di italiano nel carcere minorile di Nisida, Dario Gasparo, insegnante di scienze in un istituto comprensivo di Trieste e Antonio Silvagni, docente di latino e materie letterarie in un istituto superiore di Arzignano (VI).

 

 

 

Fonte: tgcom24 / repubblica / quotidiano

 

 

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

lun, mar 20, 2017  Valentina
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Fonte: gonews.it

Fonte: gonews.it

Finalmente una buona notizia. Ha visto la luce l’emendamento del Governo al decreto sicurezza che prevede l’allargamento dei benefici anche alle forze di Polizia Locale. Si inizia dunque a sentire l’odore di equo indennizzo e rimborso spese di degenza per causa di servizio.

 

 

Manca ancora l’approvazione del senato, quindi tecnicamente non si può ancora cantare vittoria, ma siamo sulla buona strada.

 

 

 

 

 

Polizia Locale. Cosa Cambia

 

 

 

 

 

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta esattamente.

Partiamo dall’equo indennizzo. È una somma corrisposta una tantum dall’Amministrazione al dipendente che abbia subito un’invalidità permanente dovuta a cause di servizio, a prescindere dalla diretta responsabilità o meno della Pubblica Amministrazione; tale invalidità deve consistere in una menomazione dell’integrità psico-fisica riconducibile alle tabelle A e B allegate al DPR 30.12.1981, n. 834.

 

 

L’ammontare dell’indennizzo viene calcolata in funzione della gravità dell’invalidità ed è in percentuale rispetto all’importo dello stipendio tabellare registrato al momento della data di presentazione della domanda. Dalla cifra della retribuzione vanno però escluse le altre voci retributive a carattere fisso e continuativo, come la tredicesima ad esempio.

Questa estensione di diritti verso la polizia locale non include le pensioni privilegiate, come stabilito dalla Riforma Fornero, che pertanto non ne godrà.

 

 

Gli stessi sindacati poi sottolineano l’importanza della possibilità da parte degli peratori di “di avere accesso alle banche dati in uso alle altre forze di polizia, al fine di rafforzare e dare concreta attuazione alla collaborazione e al rapporto sinergico tra i diversi corpi”.

Altra nota non certo di secondaria importanza è lo sblocco del turn over, che permetterà un intervento incisivo sugli organici in essere al fine di “garantire servizi adeguati e sicurezza ai cittadini”.

 

 

 

 

Polizia Locale. È Un Passo Avanti, Ma Non è Abbastanza

 

 

 

 

 

La soddisfazione da parte delle sigle sindacali è inanime da tutti i fronti chiaramente; di fatto questo emendamento, purché venga approvato anche dal senato, porrà finalmente fine a una discriminazione nei confronti della polizia locale rispetto agli altri corpi del comparto sicurezza che dura da troppi anni ormai.

 

 

Continueremo a monitorare l’iter di questa legge, che ora dovrà passare al vaglio del Senato, chiedendo anche il riconoscimento dell’istituto della pensione privilegiata e l’estensione dei benefici dell’equo indennizzo e della causa di servizio anche al personale della polizia provinciale che rivendica su questo stesso fronte uguali diritti. Dobbiamo dare attuazione alle giuste rivendicazioni dei sessantamila operatori che sino ad oggi hanno continuato a svolgere il proprio lavoro con serietà e abnegazione nonostante le condizioni di estrema precarietà e la mancanza di adeguati riconoscimenti normativi e giuridici“. È la promessa delle sigle Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

 

 

 

 

 

 

Fonte: bari.zon / pensionioggi /ansa

 

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

mar, mar 14, 2017  Valentina
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Fonte: skuola.net

Fonte: skuola.net

Certezza ancora non c’è. Ma l’ipotesi sta facendosi largo da qualche giorno e più se ne parla più sembra vera. Parliamo di un nuovo concorso riservato per i precari che ancora non hanno trovato la cattedra attraverso il piano straordinario di assunzioni della buona scuola.

 

Si intravede all’orizzonte infatti un’altra sanatoria per i precari che hanno già maturato una parte almeno dei requisiti fino ad oggi richiesti per entrare in ruolo ovvero laurea, concorso e tre anni di tirocinio di cui due in classe.

 

Scuola. Tutto in mano al ministro Fedeli

 

 

Nell’audizione in parlamento il ministro Fedeli ha annunciato che i docenti abilitati entreranno in ruolo con un esame orale, mentre i non abilitati con 36 mesi di servizio entreranno in ruolo partecipando a un concorso semplificato con un solo scritto, anziché due, e svolgendo un tirocinio ridotto rispetto ai nuovi laureati.

 

 

Da qui la possibilità poi di un concorsino per stabilizzare anche i precari abilitati di II fascia delle graduatorie d’istituto e quelli di III fascia che abbiano fatto 36 mesi di supplenze almeno.
Tutti questi progetti e tutte queste ipotesi non avranno di certo una partenza veloce, poiché per il prossimo anno scolastico, verranno assunti ancora i vincitori del concorso dello scorso anno.

 

 

Quindi conti alla mano, se i supplenti sono circa 80 mila e i posti in organico circa 45 mila questi progetti di stabilizzazione riguardano indicativamente 35 mila soggetti.

 

Scuola. Poco Entusiasmo Anche Per L’aumento

 

E intanto nessuno si sente soddisfatto della firma apposta dal ministero in termini di aumento stipendiale per il comparto scuola.

 

A spiegare la posizione delle associazioni a tutela dei dipendenti del settore è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti: “delle risorse necessarie per raggiungere i miseri 85 euro lordi di aumento promessi ad oggi risulta stanziata meno della metà. Inoltre, per quanto concerne la parte normativa, va sottolineato che non si è concluso l’iter di revisione del Testo Unico nel quale sono ancora presenti ambiguità su quale sia la sfera riservata alla contrattazione (…) Come è stato evidenziato anche dai recenti dati della Tesoreria dello Stato sugli stipendi degli statali, la scuola resta fanalino di coda del settore pubblico. Chiediamo dunque al Governo di reperire le risorse per recuperare il potere di acquisto dei docenti, cioè almeno 150 euro mensili”.
Vediamo gli sviluppi delle prossime settimane. Certamente la situazione rimane incandescente su tutti i fronti. E non si vedono prospettivi di miglioramento a breve termine.

 

 

 

 

 

Fonte: corriere / orizzontescuola / scuolainforma

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

lun, mar 13, 2017  Valentina
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Fonte: bbc.com

Fonte: bbc.com

Si tratta di una onorificenza che viene concessa dal presidente della Repubblica, su proposta del Ministro della Difesa o delle finanze attraverso l’emissione di un decreto agli ufficiali e marescialli “particolarmente meritevoli”, che abbiano compiuto 50 anni di servizio, con valenza doppia per gli anni di comando.

 

A ricevere dalle mani del Comandante Interregionale “Ogaden”, Gen. C.A. Giovanni Nistri le medaglie, sono stati i militari della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise, accompagnati dalle parole dello stesso che ha ricordato come “i sacrifici e l’abnegazione del Carabinieri di ogni ordine è grado, è anche frutto dell’appoggio e dei sacrifici che le famiglie dei militari accettano con consapevole affetto e senso di responsabilità per l’impegno richiesto ai propri congiunti”.

 

 

 

Carabinieri. Onore e formazione

 

 

 

Se da un lato non ci si dimentica di quanto sia importante l’apporto e l’appoggio delle famiglie per ogni militare, non può passare in secondo piano neanche la formazione della società civile al rispetto della legalità. È con questo scopo che va avanti il progetto nazionale che impegna l’arma dei carabinieri nelle scuole di tutto lo stivale, che coinvolge gli alunni delle quinte classi delle Scuole Primarie, i quali vanno in visita presso le caserme.

 

Queste visite mirano ad avvicinare questo mondo ai ragazzi, i quali convivono nel quotidiano con la divisa, ma non ne conoscono a fondo il significato né le modalità operative. Parte di queste visite viene dedicato anche alla spiegazione delle apparecchiature in uso ai carabinieri, come gli strumenti necessari ai rilevanti per gli incidenti stradali o per impostare un posto di blocco.

 

La parte finale di questi incontri viene poi dedicata alle raccomandazioni in termini di rispetto delle regole di circolazione stradale ad esempio ma ampio spazio viene dedicato anche ai reati commessi verso le fasce deboli, come gli anziani.

 

 

 

Carabinieri.  Sempre più vicini a noi

 

 

 

Dalle parole del ministero, in generale lo scopo di questo progetto nelle scuole è quello di “creare e diffondere il concetto di sicurezza economica e finanziaria affermare il messaggio della convenienza della legalità economico-finanziaria; stimolare nei giovani una maggiore consapevolezza del delicato ruolo rivestito dal Corpo, quale organo di polizia vicino a tutti i cittadini, di cui tutela il bene fondamentale delle libertà economiche”.

 

Di pari passo con il progetto, c’è anche il concorso “insieme per la legalità”, che vuole coinvolgere in modo ancora più diretto i giovani nel mondo che porta la divisa.

Partire dalle scuole è certamente un passo logico e importante per creare quella cultura di legalità e rispetto che negli ultimi anni in Italia si sta perdendo. La speranza è quella, per le generazioni future, di recuperare sicurezza nelle istituzioni e nei militari, senza inquinamenti di cronaca e politica.

 

 

 

 

Fonte: ilmessaggero / lanotiziaquotidiana

 

 

 

 

 

Valentina Stipa