Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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lun, ago 29, 2016  Valentina
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Fonte: geapress.org

Fonte: geapress.org

Un impegno forte, silenzioso, prezioso, in parte oscurato dai media forse perché qualcuno non vuole far sapere quanto sia utile e fondamentale il lavoro di un corpo che tra qualche mese, dopo 193 anni di storia verrà soppresso”. L’impegno di cui Marco Moroni, segretario generale del sindacato SAPAF, parla è quello degli uomini del corpo forestale dello stato, tra poco carabinieri, i quali, insieme alle unità cinofile e ai soccorritori alpini sono scesi in campo per far fronte alle impervie situazioni legate al recente terremoto nel centro Italia.

 

 

L’esperienza maturata in 193 anni di storia è stata fondamentale anche in questa ennesima tragedia per salvare in pochissime ore molte persone, grazie alle competenze e alla conoscenza delle zone rurali intorno all’epicentro del terremoto.

 

 

 

Carabinieri e Forestali. La Fusione Non Sarà Indolore

 

 

 

Ciò che emerge forte, anche a fronte del lavoro concertato in contesti come quello di questi giorni in centro italia, è la distanza esistente e incolmabile tra i forestali e i carabinieri, nonostante una legge dello stato voglia unirli in un unico corpo.

 

 

La democrazia in Italia sta venendo meno e noi del Corpo forestale dello Stato siamo una delle prime vittime. Vittime di chi ha deciso di cancellare l’unica forza di polizia ambientale esistente in Italia e di condannare i forestali a indossare le stellette militari, pur essendo sempre stati poliziotti civili, senza il minimo confronto. Non staremo con le mani in mano a subire le scelte infelici di chi non ha la minima conoscenza del sistema sicurezza”. La posizione di Moroni è quella di tutti gli appartenenti al corpo.

 

 

Oggi i Forestali si dannano l’anima per cercare di salvare ed aiutare chi è in difficoltà, “sporcandosi” le mani e l’Uniforme, domani, quando saranno diventati loro malgrado Carabinieri, magari saranno chiamati a presidiare telecamere e microfoni con il solo scopo di apparire. Questa è la riforma voluta da Matteo Renzi”. A rincarare la dose è il Segretario Generale dell’Unione Generale Lavoratori Corpo Forestale dello Stato Danilo Scipio, mentre ricorda come, nonostante l’oscurantismo mediatico, il lavoro degli agenti forestali in queste ore drammatiche sia fondamentale e apprezzato dalla gente.

 

 

 

 

Fonte: tiscali /agenpal

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

gio, ago 4, 2016  Valentina
Concorso Scuola. Quanti bocciati! Non saranno troppi…?
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Eh già, perché in fondo non è possibile che insegnanti con anni di servizio alle spalle plurititolati siano improvvisamente diventati tutti incompetenti.

Dunque questo elevato tasso di bocciature che ha riguardato tutta la penisola non può essere non analizzato sotto altri aspetti. Senza tralasciare quello evidenziato dagli stessi di candidati, ovvero il tempo risicato di risposta a ogni singola domanda ad esempio e alte critiche all’impostazione delle prove scritte di questo concorso, che poi di fatto si è tradotta in questa disfatta.

 

Forse il Miur un esame di coscienza dovrebbe farselo e assumersi anche le responsabilità che ne derivano.

 

 

Scuola. Fin dagli albori della Buona Scuola, questo risultato era prevedibile

 

 

A spiegarlo è la deputata e responsabile scuola e università, esponente di Forza Italia Elena Centemero, la quale sottolinea come “ la fretta e la conseguente mancanza di programmazione che hanno caratterizzato gli ultimi intrventi del governo sulla scuola, (…) stanno dimostrando tutti i limiti e le criticità che avevamo segnalato”. Come darle torto?

 

Al di là dello schieramento politico le associazioni di categoria del comparto scuola avevano da subito sottolineato gravi carenze di organizzazione e informazione di questa riforma, con particolare riferimento al concorso. Pertanto non c’è poi da stupirsi se la conclusione è una pioggia di bocciature.

 

Per rimanere sulla politica dal Movimento 5 stelle arriva invece un’altra insinuazione che ha trovato il consenso di molti: questo alto tasso di bocciature potrebbe anche far pensare a una disponibilità reale di cattedre libere ben inferiore a quella dichiarata dal Miur di quasi 64000 posti messo ufficialmente a bando.

 

È solo un’insinuazione, certo. Ma una spiegazione a questo tasso di bocciati andrà cercata ovunque. Anche nelle ipotesi.

 

 

Scuola. E i record continuano…

 

 

Questo concorso ha lasciato sul campo tantissimi feriti, su questo non c’è dubbio. Ma il record assoluto, che al di là dei numeri, invita a riflettere, o almeno dovrebbe farlo è toccato alla Calabria, dove per la classe di concorso A18 ‘Filosofia e Scienze Umane’, il numero di non ammessi all’orale è stato del 100%. Nessun candidato ha quindi superato la prova scritta e quindi l’esame orale non si svolgerà.

 

Cosa accadrà ai posti vacanti? Verranno riempiti con le solite supplenze annuali. L’esatto opposto di quanto previsto da questa Buona Scuola.

 

 

Fonte: Blastingnews / ilsussidiario / orizzontescuola

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

mer, ago 3, 2016  Valentina
Riordino Carriere FF AA. È il momento della svolta
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Forse il disastro compiuto dal Governo Dini in termini di avanzamento e riordino carriere nelle forze armate potrebbe trovare una soluzione a breve.

Il forse è d’obbligo ma di fatto l’onorevole Andrea Causin, in commissione Difesa, ha depositato finalmente una risoluzione affinché il governo assuma formale impegno di sanare gli squilibri creati con il decreto legislativo 196/95 sul riordino delle carriere.

Riordino carriere FF AA

 

Riordino Carriere FF AA. Le continue delusioni del passato

 

 

A causa di quello sciagurato atto normativo, da ormai 21 anni il ridimensionamento del ruolo di marescialli e ispettori assomiglia più a una barzelletta che all’azione mirata di un governo legittimo. Il ruolo di maresciallo e ispettore infatti è rimasto l’unico che per avanzare al grado superiore necessita di una valutazione a scelta e di una previsione proporzionale sulla base delle esigenze delle amministrazioni coinvolte e di coloro che già appartengono a questo ruolo.

 

Trasformare questo atto in numeri significa, oltre a quelli delle Forze Armate e della polizia di stato, coinvolgere 13500 marescialli dei carabinieri che ad oggi vedono la loro carriera bloccata, senza possibilità di avanzamento al grado di primo Maresciallo, nonostante non si registrino demeriti di alcun genere.

 

Più o meno ogni governo che si è succeduto a quello di Dini ha presentato disegni di legge più o meno sensati per mettere fine a questo scempio, ma di fatto nessuno di questi ha mai avuto esito positivo e tutti si sono tradotti in archiviazione, costruendo uno stallo professionale intorno a queste figure.

 

 

Riordino Carriere Forze armate. La speranza è forte

 

 

Le organizzazioni sindacali di categoria, così come anche i diretti interessati, soprattutto a seguito di questa risoluzione appena presentata sono molto fiduciosi.

Però questa volta dovrebbe essere diverso? I più scettici certamente se lo chiederanno. E la risposta è banale. Questo governo ha dimostrato di avere, a torto o a ragione, molto coraggio, nel proporre atti normativi fuori standard, come ad esempio la riforma costituzione. Questo ostentato coraggio fan be sperare anche i più scettici per ora.

 

 

 

Fonte: sergenti.it/lastampa

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

mar, ago 2, 2016  Patrizia Caroli
Il Pubblico Impiego cambia: tutte le novità della Riforma Madia
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Questa volta c’è davvero aria di rivoluzione: dimenticate il Pubblico Impiego come l’avete conosciuto sinora. La Riforma della Pubblica Amministrazione messa in atto dal Governo Renzi (processo di riforma che ha già toccato diversi ambiti della macchina dello Stato) sta infatti per mandare in frantumi i vecchi capisaldi e le peculiarità che rendevano un altro pianeta l’impiego pubblico rispetto a quello privato.

 

Il Pubblico Impiego cambia

Riforma Madia: La rivoluzione del Pubblico Impiego

 

L’incontro avvenuto pochi giorni fa tra il ministro della PA Marianna Madia e i sindacati riapre da un lato le porte al rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, spalancando contemporanenamente alcune rilevanti finestre su ampie criticità che toccano il Pubblico impiego in Italia. Risorse scarse, non più attribuibili “a pioggia”, ma da distribuire in base al merito e agli obiettivi raggiunti (sui criteri per definirlo se ne riparla a settembre). Questi alcuni degli obiettivi trapelati dall’incontro. Si tratta di risorse volte anche a reintrodurre assunzioni laddove ce ne sarà bisogno. Il turnover dovrà essere legato a competenze digitali e alla conoscenza della lingua inglese (che nei prossimi concorsi dovrebbe diventare obbligatoria), entrambe poco presenti in dipendenti pubblici che hanno nel nostro Paese un’età media superiore ai 50 anni.

 

Licenziabilità e mobilità nella PA: le novità della riforma

 

Ma attenzione, il cambio di paradigma alloggia nel cuore della riforma. Negli obiettivi messi in fila dal ministro Madia fanno capolino: licenziabilità sia dei dipendenti che dei dirigenti in eccedenza, obbligo di trasferimento (quando richiesto) entro i 50 chilometri e mobilità (in teoria già prevista nel nostro Paese, ma nel concreto non praticata). Si tratta dell’addio ufficiale al posto fisso e agli scatti automatici per i dipendenti statali? La risposta si avrà da qui a febbraio: a margine dell’incontro con i sindacati, infatti, il ministro Madia ha precisato che le tempistiche del nuovo Testo unico arriveranno certamente dopo il referendum costituzionale di ottobre, con i termini della delega che scadono alla fine di febbraio.

 

Telelavoro, part-time, conciliazione vita-lavoro

 

Ma vediamo quali sono le altre novità previste nella Riforma del Pubblico Impiego, sulla base della legge delega emessa nel 2015: si prevede che per almeno un 10% dei dipendenti pubblici, nel caso venga fatta richiesta, ci sarà la possibilità di usufruire del cosiddetto telelavoro, ossia di svolgere la propria attività da casa o fuori dall’ufficio. Un traguardo quest’ultimo da raggiungersi entro 3 anni dall’entrata in vigore delle nuove regole della riforma.
Viene poi estesa a tutti i dipendenti pubblici, fatta eccezione per militari e forze di polizia, la possibilità di aderire al part-time. Con i risparmi ricavati sulle retribuzioni da pagare si andrà a dare respiro alle casse dello Stato, alla voce “economia di bilancio”. Un’altra quota convergerà negli incentivi da mettere eventualmente a disposizione per trasferire altri dipendenti da un ufficio all’altro. Altro punto rilevante presente nelle bozze anticipate del testo di riforma del Pubblico Impiego sono gli strumenti volti a semplificare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro del dipendente: in questo senso gli uffici pubblici potranno stipulare accordi con asili nido e scuole materne. E poi la possibilità per le amministrazioni pubbliche di promuovere il ricambio generazionale mediante riduzione su base volontaria dell’orario di lavoro e della retribuzione del personale ai fini dell’assunzione di nuove risorse, oltre ad un deciso riordino del sistema di valutazione.

 

Fonti: la Repubblica, Funzionepubblica.gov.it

 

Patrizia Caroli

 

lun, ago 1, 2016  Roberta Buscherini
Dipendente statale si fa rimborsare € 4524,00 di commissioni della cessione del quinto rinegoziata.
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Dopo una mia personale indagine sulle anomalie bancarie ho deciso di scrivere questo articolo per  fare luce su un aspetto completamente sconosciuto all’opinione pubblica:

Come ottenere il rimborso delle commissioni della cessione del quinto rinnovata:

 

Mi riferisco ai costi anticipati sui contratti di cessione del quinto e prestito delega che le banche e le finanziarie hanno fatto sottoscrivere ai propri clienti prima del 2012. Nel corso della mia ricerca ho incontrato molti dipendenti e pensionati che avevano sottoscritto questo tipo di finanziamento ed ho avuto modo di visionare pratiche, contratti , conteggi estintivi sottoponendoli alle verifiche di tecnici commerciali e legali. I risultati sono stati sorprendenti. rimborso cessione quintoDa questo studio è emerso che la gran parte dei contratti di cessione del quinto o prestito delega che sono stati rinegoziati o estinti anticipatamente non erano in regola con le normative vigenti. Infatti cosi come una assicurazione auto è rapportata al periodo di copertura i costi contrattuali dovrebbero essere rapportati alla durata del finanziamento. Una chiusura o rinegoziazione della cessione del quinto  dovrebbe determinare la restituzione  di una parte dei costi, interessi compresi.

 

Quante banche o finanziarie hanno informato i propri clienti di questo loro obbligo; cioè del rimborso commissioni della cessione del quinto?

 

Quasi nessuna. La mia sorpresa però è stata avere intervistato quasi per caso un collaboratore scolastico che nel 2008 aveva stipulato sia una cessione del quinto che un prestito delega e che contrariamente alle mie aspettative aveva già ricevuto un rimborso delle commissioni della cessione del quinto di oltre quattro mila euro. Fino a quel momento non ero a conoscenza che si potesse verificare una tale possibilità. Come era potuto succedere? Forse mi ero imbattuto nella unica finanziaria rispettosa delle normative? Purtroppo no. Il sig Franco, già in una delicata situazione di sovraindebitamento, era stato informato dei suoi diritti da una Associazione Difesa Consumatori ADICONFI. Di conseguenza il nostro collaboratore scolastico ha deciso di farsi assistere da ADICONFI ottenendo così il rimborso commissioni della cessione del quinto e del prestito delega rinegoziati in passato. La procedura non è stata ne breve ne semplice ma il sig Franco non ha dovuto affrontare nessuna spesa anticipata. Qui di seguito ho voluto riportarvi l’intervista al presidente di ADICONFI il sig Alessandro Lega per aiutare tutti coloro che si trovano in situazioni simili a quella del sig Franco.  

 

Presidente Lega; cos’è ADICONFI e a chi si rivolge?

 

alessandro lega presidente ADICONFI

Alessandro Lega; Presidente di ADICONFI – Associazione Difesa Consumatori Finanziari

Adiconfi è una Associazione di Difesa dei Consumatori di servizi Finanziari. E’ un’associazione senza fine di lucro. Il nostro compito principale è quello di educare i consumatori sulle varie anomalie bancarie come ad esempio; il recupero dei rimborsi dovuti dalle finanziarie per cessioni del quinto dello stipendio/pensione, usura e anatocismo. Ci rivolgiamo principalmente alle persone fisiche quindi non alle aziende. I nostri associati sono fondamentalmente lavoratori dipendenti statali/pubblici o privati e tanti pensionati.

 

Chi fa parte dell’organico professionale di ADICONFI?

 

Il nostro staff è composto principalmente di avvocati specializzati in contrattualistica, dottori commercialisti, periti ed ex consulenti bancari. Oltre chiaramente a molti associati che collaborano con noi su tutto il territorio nazionale.

 

Qual è il vostro principale obbiettivo come associazione ADICONFI?

 

Fare recuperare i denari dei cittadini in mano alle banche. Soldi trattenuti indebitamente dagli istituti di credito e dalle finanziarie.

Questa è una affermazione molto forte presidente.

 

Lo so, ma è forte anche il disaggio che molte famiglie stanno passando per colpa di questa crisi economica, e mi creda in questo momento se ADICONFI può aiutare queste famiglie ad avere dei rimborsi che per legge li spettano faremo tutto quello che è possibile per farli avere.

Mi spieghi meglio esattamente di quali rimborsi stiamo parlando?

 

Guardi facciamo un esempio pratico in modo da capire meglio. Se lei per esempio decide che la sua auto ormai è troppo vecchia e quindi la porta a demolire, ma se ne accorge tardi che però la sua assicurazione RC Auto scade fra 8 mesi lei ha diritto al rimborso del premio per gli 8 messi di cui non usufruirà della stessa. E’ normale. Le basterà presentare all’assicurazione il certificato di demolizione e le sarà rimborsata la quota parte non goduta del premio. Con moltissime finanziarie questo non succede, specialmente con i rimborsi commissioni della cessione del quinto dello stipendio/pensione. Facciamo un altro esempio pratico molto recente e di cui lei è già a conoscenza; in questo caso è un esempio di un dipendente della scuola pubblica che si è rivolto a noi qualche settimana fa per richiedere tramite la nostra Associazione il rimborso commissioni della cessione del quinto e del prestito delega. accessi entrambi nel 2008 e di una durata di 10 anni. Nel 2012 decide di rinegoziare sia la cessione del quinto che il prestito delega per ottenere maggiore liquidità. E fin qui nulla di strano per questo collaboratore scolastico, fino a che non ha deciso di affidarsi ad ADICONFI  per scoprire dopo una verifica gratuita da parte dei nostri legali e periti dei suoi contratti di cessione del quinto che non li erano stati restituiti delle somme.

Per farla breve; questa persona ha usufruito del suo prestito per soli 4 anni dei 10 prestabiliti, ragione per cui ha diritto al rimborso delle commissioni della cessione del quinto pagati anticipatamente, per esempio: ( assicurazione caso morte, assicurazione per rischio credito, assicurazione rischio impiego, commissioni banca, commissioni intermediari, interessi ecc ecc)  per il periodo non usufruito, cioè 6 anni.

La prima anomalia è data dal fatto che la maggior parte di questi dice espressamente che il cliente non ha diritto a questo rimborso. La seconda grave anomalia è data dal comportamento della finanziaria che  come spessissimo succede, non consegna al suo cliente il conteggio per estinzione anticipata, evitando così che il consumatore stesso possa verificare in prima persona le voci di costo che li vengono addebitate in fase di rinnovo del prestito. La terza anomalia riguarda invece la non restituzione di questi importi se non in minima parte. Dopo l’analisi dei contratti e di tutta la casistica specifica, ADICONFI tramite i propri legali ha impugnato il contratto e successivamente ha dato avvio alla richiesta di rimborso commissioni della cessione del quinto facendo ottenere al nostro associato quello che li era dovuto. In questo caso €4524,00.

 

Il consumatore non potrebbe ottenere i rimborsi commissioni della cessione del quinto in completa autonomia senza appoggiarsi alla vostra associazione?

 

Assolutamente si, noi come ADICONFI speriamo vivamente che tutti possano rientrare in posesso dei loro soldi come prevede la legge. Purtroppo però viviamo in una Italia dove i poteri forti delle banche soffocano il diritto naturale del consumatore, di conseguenza  per ottenere il rispetto dei propri diritti ci si trova nella necessità di utilizzare le vie legali. Le faccio un esempio pratico; pensi per esempio che la maggior parte dei contratti di cessione del quinto prevedono espressamente la non rimborsabilità delle commissioni  pagati anticipatamente.  Nessuno informa i cittadini che questo non è più legale. Dare questa informazione è il nostro scopo statutario. In conclusione il consumatore per agire in autonomia è costretto a rivolgersi ad un proprio legale specializzato in materia a un perito che valuti i conteggi vari anticipando dei costi fino ad un eventuale ricorso, non avendo nemmeno la certezza del risultato finale. I nostri associati invece sono coperti da questo rischio grazie ad una convenzione tra ADICONFI  e tecnici e legali specializzati che saranno retribuiti solo nel caso in qui la pratica si concluda a favore del associato ADICONFI, ottenendo tutto il rimborso commissioni della cessione del quinto rinegoziata. E’ proprio l’associazione stessa ad anticipare le spese di avvio pratica senza dover chiedere nulla ai propri associati.

 

Presidente Lega; quanto è frequente questo tipo di anomalie dei rimborsi sui contratti di cessione del quinto? E’ possibile stabilire una percentuale?

 

Questo tipo di anomalie si presenta unicamente nei contratti di cessione del quinto dello stipendio/pensione sottoscritti fino a meta del 2011. Abbiamo riscontrato che il 92% dei contratti da noi controllati hanno questo tipo di anomalie, quindi i titolari di questi contratti hanno diritto a un rimborso commissioni della cessione del quinto che a volte può essere anche di una certa entità.

 

Cosa succede se il prestito è stato rinnovato con altro istituto? Il cliente ha comunque diritto a questi rimborsi sulla cessione del quinto?

 

Certamente, non importa se questo finanziamento è ormai “nel dimenticatoio”. E’ sempre possibile fare la richiesta di rimborso purché la cessione del quinto non sia stata rinegoziata o estinta da oltre 10 anni.

E se non avessi più in mio possesso la copia del vecchio contratto posso comunque ottenere il rimborso delle commissioni della cessione del quinto?

 

Certamente. E’ necessario però in questo caso reperire tutti i contratti di cessione del quinto rinegoziati, e per farlo abbiamo tre opzioni:

  • La prima opzione è decisamente la più veloce e conveniente; chiedere una copia completa di tutti i contratti al proprio datore di lavoro o amministrazione. (loro hanno sempre una copia del contratto che a suo tempo è stato notificato dalla finanziaria)
  • La seconda opzione è quella di rivolgersi alla propria finanziaria chiedendo copia di tutti i contratti.
  • La terza opzione ; con apposita delega ADICONFI li chiederà alla finanziaria tramite i propri legali.

Ci tenevo a sottolineare con i consumatori che ci leggono, che il diritto al rimborso delle commissioni della cessione del quinto è su ogni rinnovo o estinzione fatta. Non solo sul ultimo rinnovo ma anche su quelli precedenti.

 

Spesso la gente ha un po’ timore delle questioni legali. Esiste qualche rischio per chi richiede i rimborsi che li spettano tramite ADICONFI?

 

No, non ce alcun rischio da parte dell’associato. Alle questione legali e burocratiche ci pensa ADICONFI con i suoi professionisti. Una volta fatta la richiesta tramite ADICONFI, l’associato deve solo aspettare il rimborso.

 

Presidente per farsi tutelare dalla vostra associazione e valutare i contratti di cessione del quinto per successivamente fare richiesta di rimborso alla finanziaria è necessario anticipare delle spese?

 

No; non è necessario anticipare alcuna spesa. La valutazione dei propri contratti di cessione estinti o rinegoziati viene fatta gratuitamente a tutti i cittadini.

 

Puo dirci quant’è la quota annuale per associarsi ad ADICONFI?

 

Attualmente la tessera associativa per l’anno 2015 e di €3 (tre).

 

Come è possibile entrare in contatto con l’associazione ADICONFI?

 

Sicuramente la via più comoda è attraverso il nostro sito web: http://www.adiconfi.it/richiesta-rimborsi-cessione-del-quinto-rinegoziate/

 

Grazie presidente Lega per il tempo che ci ha dedicato

 

Grazie a voi per averci dato l’opportunità di mettere a conoscenza il vostro grande pubblico sui propri diritti.

 

 

Roberta Buscherini