Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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Nuovi Arrivi Autunnali Uomo
mer, nov 26, 2014  Valentina
Dipendenti Provinciali. La Situazione Non è Rosea 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

In questo clima italiano sempre più caldo tra tagli e spese pazze esiste una categoria di cui si parla poco, perché nell’immaginario comune, è da sempre considerata “privilegiata”, ma che esattamente come gli operai delle acciaierie di Terni o di Piombino o dell’Elettrolux, rischiano il posto di lavoro: sono i dipendenti provinciali.

 

 

Fonte: greenreport.it

Fonte: greenreport.it

Secondo quanto previsto e approvato i circa 30mila lavoratori delle province dovranno essere ricollocati all’interno degli uffici di Regioni, Comuni e Stato, ma nel primo caso, cioè di passaggio all’ente regionale, non godranno degli stessi privilegi dei dipendenti regionali.

 

 

 

Tagli Forti E Incisivi Anche Per Le Province

 

 

 

Sulla base dei tagli previsti dalla legge di stabilità infatti ci sarà una diminuzione di 1 miliardo per il 2015, 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017 nei finanziamenti previsti per province e città metropolitane; l’entità di questi tagli, si capisce, non potrà essere garante nel mantenimento dei servizi essenziali per il cittadino.

E quando si parla di servizi essenziali, si intende la gestione e messa in sicurezza delle oltre 5.100 scuole superiori  e dei 130 mila chilometri di strade nazionali, e poi ancora la tutela dell’ambiente e gli interventi contro il dissesto idrogeologico, questione scottante dopo gli ultimi disastri avvenuti nelle settimane scorse in diverse città e periferie  italiane.

 

 

Dipendenti Provinciali. Iniziano Le Agitazioni Sindacali

 

 

E d’altronde come dare torto ai migliaia di dipendenti provinciali che non sanno più che fine farà il loro posto di lavoro, se ci sarà un passaggio a un altro ente o se non ci sarà più alcun lavoro.

 

Proprio perché conscio dello stato di agitazione dei dipendenti provinciali, il presidente della provincia di Modena, Gian Calo Muzzarelli, ha scritto a tutti i sindaci della sua provincia, nel tentativo di rassicurare gli animi, dopo l’annuncio di una legge di stabilità poco serena: “nei nuovi assetti delle funzioni di valorizzare le competenze e le esperienze maturate all’interno dell’ente (…) ci siamo mossi da subito per avviare una riorganizzazione interna e di contenimento delle spese, in modo da non farci cogliere impreparati dal riordino”.

 

Il presidente si schiera anche dalla parte dei suoi dipendenti e chiede “maggiori certezze e garanzie in un momento così difficile che vede ancora una volta scaricare sui dipendenti pubblici i costi della crisi e vogliamo salvaguardare, e valorizzare, il patrimonio professionale che i dipendenti della Provincia rappresentano per l’intera comunità modenese”.

 

 

 

Fonte: ilgiornale / upinet /bologna2

 

 

 

Valentina Stipa

mar, nov 25, 2014  Marco Brezza
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A proposito di stipendi dei docenti della scuola pubblica: grande scalpore si è acceso negli ultimi mesi intorno al nuovo sistema di scatti stipendiali che sovrintenderà al complessivo meccanismo di attribuzione degli stipendi per i docenti impiegati nel settore pubblico.

 

Stipendi insegnanti scuola: scatti stipendiali

Stipendi insegnanti scuola: il confronto

 

Il sistema meritocratico ideato dal nuovo e rampante Governo Renzi non pare convincere più di tanto la categoria degli insegnanti. Ed a tale questione se ne aggiunge un’altra: ovverosia quella relativa al piano per l’assunzione di 150mila docenti, vero e proprio cardine del generale progetto governativo di riforma della scuola.
Al fine di comprendere in maniera molto concreta la situazione può essere molto utile fare riferimento ad una interessante intervista rilasciata dal prof. Marco Marvulli a Gilda TV negli scorsi giorni: in tale circostanza Marvulli ha fatto i conti in tasca ai docenti che saranno immessi in ruolo a seguito del piano di assunzione previsto nella riforma. E cosa ha scoperto? Qualcosa di molto interessante (e per nulla rassicurante): Marvulli ha confrontato il sistema attuale basato sugli scatti automatici di anzianità con il sistema proposto dal Governo basato su scatti triennali legati al merito ed elargiti soltanto al 66% dei docenti. Il tutto parametrato da un punto di vista applicativo su un precario che entra in ruolo all’età di 41 anni.

 

Stipendi insegnanti: Ecco i due casi che si concretizzano

 

Ecco i due casi che si palesano: qualora un precario sia sempre meritevole, ovvero rientri sempre nel 66% dei docenti meritevoli, si troverà ad avere una perdita di 47mila euro a fine carriera. Nella circostanza di un docente sfortunato, ovverosia di un soggetto che non rientrerà mai nel 66% dei “meritevoli”, si potrà giungere addirittura ad una perdita fino a 125mila euro.
Insomma lo scambio proposto dal Governo sembrerebbe diabolico: immissione in ruolo in cambio di una non irrisoria decurtazione di stipendio. Senza dimenticare che ad essere tagliate saranno anche le pensioni, oltre agli stipendi (visto l’automatismo che scatta con il sistema contributivo).

 

La crisi economica non fa sconti: la situazione dei docenti

 

Nel frattempo la crisi economica fa naufragare quasi un italiano su quattro sotto la soglia di povertà, mentre una famiglia su due sbarca il lunario (o meglio, cerca di farlo) con una cifra inferiore ai 2mila euro al mese. Ad affermarlo è uno studio effettuato dall’Istat. Come se non bastasse l’articolazione delegata all’istruzione della Commissione europea, denominata Eurydice, ha passato ai “raggi x” la situazione dei salari degli insegnanti in Europa nell’anno appena trascorso: osservando il report di Eurydice ci si accorge che gli stipendi (ed anche le indennità) degli insegnanti di scuola materna, elementare e media italiani, dal 2009 al 2014, hanno perso circa l’8% del loro potere d’acquisto. Mentre gli stipendi dei docenti della scuola superiore del nostro paese  sono rimasti praticamente invariati, con una lieve decrescita (dell’1%): un trend opposto rispetto a quanto accade  in tutti gli altri paese europei, dove gli stipendi sono invece cresciuti. Nel nostro paese gli insegnanti sono vittime del blocco dei contratti mixato con il congelamento degli scatti stipendiali ed il taglio drastico alle risorse per le attività aggiuntive. Il risultato finale è un abbassamento consistente dello stipendio degli insegnanti della scuola pubblica mai riscontrato negli anni precedenti.

 

Fonti: orizzontescuola.it, repubblica.it

 

Marco Brezza

 

lun, nov 24, 2014  Valentina
La Polizia Di Stato E’ In Mutande! 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

È proprio il caso di dirlo e purtroppo non è soltanto una provocazione questa volta.

Agli Allievi Agenti del 191° Corso ed alla Polizia Stradale di Alessandria infatti non viene fornito il vestiario, come denuncia il sindacato di categoria Coisp, attraverso la voce del suo segretario generale Franco Maccari: “forse alla maggior parte degli italiani non importerà assolutamente nulla che i Poliziotti vadano in servizio senza poter disporre delle necessarie uniformi, e ne dubitiamo perché è la divisa ciò che ci identifica agli occhi della gente, ma al Capo della Polizia non può non importare”.

 

fonte: TG 24 Sky

fonte: TG 24 Sky

L’accusa è precisa e ben mirata. Sotto l’occhio del ciclone c’è Alessandro Pansa, il Capo della polizia di stato, che, a quanto pare non è al corrente di questa grave carenza, la quale, in ogni caso, rappresenta una mancanza grave da parte dell’amministrazione, non solo in termini materiali, ma anche di considerazione verbale.

In altre parole, nessuna parola né di scuse né di rassicurazione è arrivata dai vertici del corpo.

 

 

 

Ma Quali Poliziotti Sono Rimasti In Mutande?

 

 

Pietra dello scandalo sono 400 Allievi Agenti del 191° Corso in atto da due mesi presso la Scuola di Alessandria, ma anche il Personale della Polizia Stradale della stessa provincia  a cui non sono stati consegnati i capi necessari per le diverse attività, fatta eccezione per gli anfibi, i quali però, paradosso dei paradossi, sarebbero disponibili, ma non vengono comunque consegnati, in quanto non esiste vestiario sui quali abbinarli.

 

Il sindacato non si risparmia e considera questa vergogna “lo specchio di un generale modo di trattare e concepire il nostro lavoro, il rispetto che è dovuto alle persone che siamo ed al servizio che rendiamo allo Stato (…) Si tratta del decoro di un intero Corpo di Polizia, non solo ridotto agli stracci ed alla fame, in senso operativo quanto in senso retributivo, ma soprattutto ridotto a subire la vergognosa indifferenza ed inattività proprio di chi è preposto a curarsi di loro”.

 

Nonostante la mancanza di vestiario adeguato però, tanto per essere chiari,  nessuno dei poliziotti ha pensato di rimanere a casa e tutti sono regolarmente in servizio, dopo essersi pagati con i loro stipendi – sui quali è meglio glissare – il necessario per svolgere il loto compito.

 

 

 

 

Fonte: grnet / maremmapress / coisp

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

ven, nov 21, 2014  Valentina
Polizia Penitenziaria. Condizioni Di Lavoro Sempre Peggiori 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

 

Il caso cucchi, tra le altre cose, ha riaperto la questione sulle condizioni delle carceri in Italia. Una questione spinosa e scomoda, approdata perfino in Europa, ma che ancora non ha trovato soluzioni soddisfacenti né per i detenuti né per gli agenti della polizia penitenziaria.

 

emergenza carceriSe si pensa che in carcere ci sono circa 17 mila detenuti in più rispetto alla capienza prevista, è facile intuire che anche le condizioni dei 45mila agenti non sono certo idilliache ed è anche comprensibile che si sentano poliziotti di serie B.

A riprova di questo c’è il numero dei suicidi tra le guardie, in crescita costante al punto che, fa amaramente sapere Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria “abbiamo invitato il Dap ad attivare un punto di ascolto per gli agenti in difficoltà ma la risposta dei vertici è stata rimandare a un numero verde presso l’Asl esterna. Se questo è il loro impegno…”

 

 

 

Polizia Penitenziaria. Una Carenza Di Personale Costante

 

 

 

I numeri sulla carenza del personale all’interno delle carceri, conseguenza dei tagli di questo e dei precedenti esecutivi, spiegano da soli le pessime condizioni di lavoro dei nostri baschi blu: l’ultimo studio condotto in questa direzione fissava un 8,9%, di carenza, ovvero circa 3.700 agenti in meno rispetto alla dotazione prevista.

A questo si aggiunge anche la denuncia della corte dei conti che spiega come il personale effettivamente in servizio, amministrato, è di 38.543 unità, inferiore di 6.578, poiché molti agenti non vengono utilizzati all’interno degli istituti penitenziari.

Per spiegare meglio il concetto, lo riassumiamo con questa tabella:

 

tabella personale carceri

 

 

 

Tutto Sommato Ecco Perché I Casi Cucchi Fanno Tanto Male

 

 

Alla luce di questi dati, è facile intuire come il nervo scoperto dei baschi blu si infiammi di fronte ai casi di accuse gratuite e non provate.

Specifichiamo subito che non è c’è alcuna intenzione di giustificare nessun, qualora ci fosse un colpevole. Ma ad oggi, due gradi di giudizio, nel caso Cucchi, hanno assolto gli agenti di polizia penitenziaria coinvolti nella vicenda. E allora perché accanirsi ancora?

 

Non riusciamo a capire come sia possibile che lavoratori che per 1400 euro al mese rischiano la vita per lo Stato, siano stati completamente abbandonati al loro destino, continuando ad essere offesi, nonostante ben due processi li abbiano scagionati” si legge in una nota del Sappe.

 

E di casi Cucchi ce ne sono molti e tante volte si è gettato fango sugli agenti a partire dal mondo dell’informazione, senza tenere in considerazione che al di là dei processi, ci sono uomini e donne sotto le divise che si stanno facendo carico di un mondo di serie B, del quale tutti si lavano le mani.

 

 

 

 

 

Fonte: likiesta / sappe

 

 

 

 

Valentina Stipa

gio, nov 20, 2014  Marco Brezza
Retribuzione dipendenti statali: come sono le prospettive per il 2015? 3.50/5 (70.00%) 2 Vota Questo Articolo

Come si configura in questa fine di 2014 la questione della retribuzione dei dipendenti statali? E quali sono le prospettive per il 2015? In primo luogo va citata la circolare n. 3 del 18 marzo (la cui rubrica reca la dicitura “Nuove disposizioni in materia di limiti alle retribuzioni e ai trattamenti pensionistici”.

 

Retribuzione dipendenti statali:

Retribuzione dipendenti statali: il tetto salariale

 

Questa circolare indica alle amministrazioni pubbliche di chiedere ai propri dipendenti e ai soggetti cui conferiscono incarichi tutte le informazioni sulla retribuzione complessiva percepita, anche se proveniente in parte da gestioni previdenziali di tipo pubblico. Questa azione è volta a verificare attentamente il non superamento dello sbarramento raffigurato dal tetto al trattamento economico individuale. Il tetto salariale che può pertanto essere raggiunto dal trattamento economico individuale relativo ad un individuo impiegato a qualsiasi titolo nel settore pubblico è costituito da una cifra equivalente a quella ricevuta dal primo presidente della Corte di Cassazione: una cifra che, per l’anno in corso, si assesta sulla quota di 311mila euro.
Tra le novità in materia di retribuzioni dei dipendenti statali contenute all’interno della Legge di Stabilità sono confermate le promozioni e gli scatti di stipendio legati all’anzianità di servizio per militari e Forze di Polizia. Rimane tuttavia confermato il blocco di stipendi e contratti per tutti gli altri dipendenti del pubblico impiego, per cui, però, dovrebbe ripartire la dinamica legata alla carriera permettendo agli stipendi di aumentare qualora siano previsti scatti automatici o nel casi di promozioni di carriera. Inoltre viene rinviato anche il pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale fino al 2018.

 

Il blocco stipendi permane

 

Nel frattempo, nonostante le proteste e le manifestazioni, il presidente del governo Matteo Renzi ha appena confermato il blocco degli stipendi per ciò che riguarda la Pubblica Amministrazione per tutto il 2015, aprendo alla possibilità di un eventuale sblocco a partire 2016 ma solo se l’Italia uscirà della recessione e le condizioni economiche lo consentiranno. Di primo acchito, contemplando i chiari di luna del periodo e rielaborando le parole del premier, le sensazioni non sono buonissime.
Dall’altro lato il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia spiega: “Stiamo chiudendo le tabelle di equiparazione che serviranno per capire come inquadrare il lavoratore e la retribuzione da corrispondere in base all’inquadramento”. Le tabelle sono in via di progressiva definizione e sono riportate in un decreto già pronto e per cui si aspettano solo le ultime sistemazioni.

 

Prospettive 2015: focus sulle Forze di Polizia

 

Per ciò che concerne il discorso mobilità, il ministro Madia chiarisce che, qualora spostato, “il lavoratore guadagnerà quanto guadagnava” rimanendo confermata la possibilità di spostamento obbligatorio del dipendente nel raggio dei 50 chilometri.
In ultima istanza, tra le altre novità contenute nella bozza della Legge di Stabilità c’è anche la previsione di revisione dell’Accordo Quadro di amministrazione delle Forze di Polizia ad Ordinamento Civile, che partirà nel mese di aprile 2015. Tramite tale previsione la compagine governativa si propone l’obiettivo concreto di rinnovare l’accordo (risalente al 2009) mediante il quale sono definiti orari di servizio (turni, lavoro straordinario ecc.) e procedure per la contrattazione decentrata del personale della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato.

 

Fonte: businessonline.it

 

Marco Brezza