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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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gio, set 24, 2015  Roberta Buscherini
Dipendente statale si fa rimborsare € 4524,00 di commissioni della cessione del quinto rinegoziata.
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Dopo una mia personale indagine sulle anomalie bancarie ho deciso di scrivere questo articolo per  fare luce su un aspetto completamente sconosciuto all’opinione pubblica:

Come ottenere il rimborso delle commissioni della cessione del quinto rinnovata:

 

Mi riferisco ai costi anticipati sui contratti di cessione del quinto e prestito delega che le banche e le finanziarie hanno fatto sottoscrivere ai propri clienti prima del 2012. Nel corso della mia ricerca ho incontrato molti dipendenti e pensionati che avevano sottoscritto questo tipo di finanziamento ed ho avuto modo di visionare pratiche, contratti , conteggi estintivi sottoponendoli alle verifiche di tecnici commerciali e legali. I risultati sono stati sorprendenti. rimborso cessione quintoDa questo studio è emerso che la gran parte dei contratti di cessione del quinto o prestito delega che sono stati rinegoziati o estinti anticipatamente non erano in regola con le normative vigenti. Infatti cosi come una assicurazione auto è rapportata al periodo di copertura i costi contrattuali dovrebbero essere rapportati alla durata del finanziamento. Una chiusura o rinegoziazione della cessione del quinto  dovrebbe determinare la restituzione  di una parte dei costi, interessi compresi.

 

Quante banche o finanziarie hanno informato i propri clienti di questo loro obbligo; cioè del rimborso commissioni della cessione del quinto?

 

Quasi nessuna. La mia sorpresa però è stata avere intervistato quasi per caso un collaboratore scolastico che nel 2008 aveva stipulato sia una cessione del quinto che un prestito delega e che contrariamente alle mie aspettative aveva già ricevuto un rimborso delle commissioni della cessione del quinto di oltre quattro mila euro. Fino a quel momento non ero a conoscenza che si potesse verificare una tale possibilità. Come era potuto succedere? Forse mi ero imbattuto nella unica finanziaria rispettosa delle normative? Purtroppo no. Il sig Franco, già in una delicata situazione di sovraindebitamento, era stato informato dei suoi diritti da una Associazione Difesa Consumatori ADICONFI. Di conseguenza il nostro collaboratore scolastico ha deciso di farsi assistere da ADICONFI ottenendo così il rimborso commissioni della cessione del quinto e del prestito delega rinegoziati in passato. La procedura non è stata ne breve ne semplice ma il sig Franco non ha dovuto affrontare nessuna spesa anticipata. Qui di seguito ho voluto riportarvi l’intervista al presidente di ADICONFI il sig Alessandro Lega per aiutare tutti coloro che si trovano in situazioni simili a quella del sig Franco.  

 

Presidente Lega; cos’è ADICONFI e a chi si rivolge?

 

alessandro lega presidente ADICONFI

Alessandro Lega; Presidente di ADICONFI – Associazione Difesa Consumatori Finanziari

Adiconfi è una Associazione di Difesa dei Consumatori di servizi Finanziari. E’ un’associazione senza fine di lucro. Il nostro compito principale è quello di educare i consumatori sulle varie anomalie bancarie come ad esempio; il recupero dei rimborsi dovuti dalle finanziarie per cessioni del quinto dello stipendio/pensione, usura e anatocismo. Ci rivolgiamo principalmente alle persone fisiche quindi non alle aziende. I nostri associati sono fondamentalmente lavoratori dipendenti statali/pubblici o privati e tanti pensionati.

 

Chi fa parte dell’organico professionale di ADICONFI?

 

Il nostro staff è composto principalmente di avvocati specializzati in contrattualistica, dottori commercialisti, periti ed ex consulenti bancari. Oltre chiaramente a molti associati che collaborano con noi su tutto il territorio nazionale.

 

Qual è il vostro principale obbiettivo come associazione ADICONFI?

 

Fare recuperare i denari dei cittadini in mano alle banche. Soldi trattenuti indebitamente dagli istituti di credito e dalle finanziarie.

Questa è una affermazione molto forte presidente.

 

Lo so, ma è forte anche il disaggio che molte famiglie stanno passando per colpa di questa crisi economica, e mi creda in questo momento se ADICONFI può aiutare queste famiglie ad avere dei rimborsi che per legge li spettano faremo tutto quello che è possibile per farli avere.

Mi spieghi meglio esattamente di quali rimborsi stiamo parlando?

 

Guardi facciamo un esempio pratico in modo da capire meglio. Se lei per esempio decide che la sua auto ormai è troppo vecchia e quindi la porta a demolire, ma se ne accorge tardi che però la sua assicurazione RC Auto scade fra 8 mesi lei ha diritto al rimborso del premio per gli 8 messi di cui non usufruirà della stessa. E’ normale. Le basterà presentare all’assicurazione il certificato di demolizione e le sarà rimborsata la quota parte non goduta del premio. Con moltissime finanziarie questo non succede, specialmente con i rimborsi commissioni della cessione del quinto dello stipendio/pensione. Facciamo un altro esempio pratico molto recente e di cui lei è già a conoscenza; in questo caso è un esempio di un dipendente della scuola pubblica che si è rivolto a noi qualche settimana fa per richiedere tramite la nostra Associazione il rimborso commissioni della cessione del quinto e del prestito delega. accessi entrambi nel 2008 e di una durata di 10 anni. Nel 2012 decide di rinegoziare sia la cessione del quinto che il prestito delega per ottenere maggiore liquidità. E fin qui nulla di strano per questo collaboratore scolastico, fino a che non ha deciso di affidarsi ad ADICONFI  per scoprire dopo una verifica gratuita da parte dei nostri legali e periti dei suoi contratti di cessione del quinto che non li erano stati restituiti delle somme.

Per farla breve; questa persona ha usufruito del suo prestito per soli 4 anni dei 10 prestabiliti, ragione per cui ha diritto al rimborso delle commissioni della cessione del quinto pagati anticipatamente, per esempio: ( assicurazione caso morte, assicurazione per rischio credito, assicurazione rischio impiego, commissioni banca, commissioni intermediari, interessi ecc ecc)  per il periodo non usufruito, cioè 6 anni.

La prima anomalia è data dal fatto che la maggior parte di questi dice espressamente che il cliente non ha diritto a questo rimborso. La seconda grave anomalia è data dal comportamento della finanziaria che  come spessissimo succede, non consegna al suo cliente il conteggio per estinzione anticipata, evitando così che il consumatore stesso possa verificare in prima persona le voci di costo che li vengono addebitate in fase di rinnovo del prestito. La terza anomalia riguarda invece la non restituzione di questi importi se non in minima parte. Dopo l’analisi dei contratti e di tutta la casistica specifica, ADICONFI tramite i propri legali ha impugnato il contratto e successivamente ha dato avvio alla richiesta di rimborso commissioni della cessione del quinto facendo ottenere al nostro associato quello che li era dovuto. In questo caso €4524,00.

 

Il consumatore non potrebbe ottenere i rimborsi commissioni della cessione del quinto in completa autonomia senza appoggiarsi alla vostra associazione?

 

Assolutamente si, noi come ADICONFI speriamo vivamente che tutti possano rientrare in posesso dei loro soldi come prevede la legge. Purtroppo però viviamo in una Italia dove i poteri forti delle banche soffocano il diritto naturale del consumatore, di conseguenza  per ottenere il rispetto dei propri diritti ci si trova nella necessità di utilizzare le vie legali. Le faccio un esempio pratico; pensi per esempio che la maggior parte dei contratti di cessione del quinto prevedono espressamente la non rimborsabilità delle commissioni  pagati anticipatamente.  Nessuno informa i cittadini che questo non è più legale. Dare questa informazione è il nostro scopo statutario. In conclusione il consumatore per agire in autonomia è costretto a rivolgersi ad un proprio legale specializzato in materia a un perito che valuti i conteggi vari anticipando dei costi fino ad un eventuale ricorso, non avendo nemmeno la certezza del risultato finale. I nostri associati invece sono coperti da questo rischio grazie ad una convenzione tra ADICONFI  e tecnici e legali specializzati che saranno retribuiti solo nel caso in qui la pratica si concluda a favore del associato ADICONFI, ottenendo tutto il rimborso commissioni della cessione del quinto rinegoziata. E’ proprio l’associazione stessa ad anticipare le spese di avvio pratica senza dover chiedere nulla ai propri associati.

 

Presidente Lega; quanto è frequente questo tipo di anomalie dei rimborsi sui contratti di cessione del quinto? E’ possibile stabilire una percentuale?

 

Questo tipo di anomalie si presenta unicamente nei contratti di cessione del quinto dello stipendio/pensione sottoscritti fino a meta del 2011. Abbiamo riscontrato che il 92% dei contratti da noi controllati hanno questo tipo di anomalie, quindi i titolari di questi contratti hanno diritto a un rimborso commissioni della cessione del quinto che a volte può essere anche di una certa entità.

 

Cosa succede se il prestito è stato rinnovato con altro istituto? Il cliente ha comunque diritto a questi rimborsi sulla cessione del quinto?

 

Certamente, non importa se questo finanziamento è ormai “nel dimenticatoio”. E’ sempre possibile fare la richiesta di rimborso purché la cessione del quinto non sia stata rinegoziata o estinta da oltre 10 anni.

E se non avessi più in mio possesso la copia del vecchio contratto posso comunque ottenere il rimborso delle commissioni della cessione del quinto?

 

Certamente. E’ necessario però in questo caso reperire tutti i contratti di cessione del quinto rinegoziati, e per farlo abbiamo tre opzioni:

  • La prima opzione è decisamente la più veloce e conveniente; chiedere una copia completa di tutti i contratti al proprio datore di lavoro o amministrazione. (loro hanno sempre una copia del contratto che a suo tempo è stato notificato dalla finanziaria)
  • La seconda opzione è quella di rivolgersi alla propria finanziaria chiedendo copia di tutti i contratti.
  • La terza opzione ; con apposita delega ADICONFI li chiederà alla finanziaria tramite i propri legali.

Ci tenevo a sottolineare con i consumatori che ci leggono, che il diritto al rimborso delle commissioni della cessione del quinto è su ogni rinnovo o estinzione fatta. Non solo sul ultimo rinnovo ma anche su quelli precedenti.

 

Spesso la gente ha un po’ timore delle questioni legali. Esiste qualche rischio per chi richiede i rimborsi che li spettano tramite ADICONFI?

 

No, non ce alcun rischio da parte dell’associato. Alle questione legali e burocratiche ci pensa ADICONFI con i suoi professionisti. Una volta fatta la richiesta tramite ADICONFI, l’associato deve solo aspettare il rimborso.

 

Presidente per farsi tutelare dalla vostra associazione e valutare i contratti di cessione del quinto per successivamente fare richiesta di rimborso alla finanziaria è necessario anticipare delle spese?

 

No; non è necessario anticipare alcuna spesa. La valutazione dei propri contratti di cessione estinti o rinegoziati viene fatta gratuitamente a tutti i cittadini.

 

Puo dirci quant’è la quota annuale per associarsi ad ADICONFI?

 

Attualmente la tessera associativa per l’anno 2015 e di €3 (tre).

 

Come è possibile entrare in contatto con l’associazione ADICONFI?

 

Sicuramente la via più comoda è attraverso il nostro sito web: http://www.adiconfi.it/richiesta-rimborsi-cessione-del-quinto-rinegoziate/

 

Grazie presidente Lega per il tempo che ci ha dedicato

 

Grazie a voi per averci dato l’opportunità di mettere a conoscenza il vostro grande pubblico sui propri diritti.

 

 

Roberta Buscherini

 

 

mar, mag 31, 2016  Valentina
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risarcimerntoÈ capitato diverse volte in poco tempo che lo stato, rappresentato da qualche suo ministero, ha dovuto chinare la testa davanti alla giustizia amministrativa e prendere atto di un comportamento illecito, con tutte le conseguenze previste.

 

Ultimo episodio in ordine di tempo riguarda la condanna al risarcimento in favore di un maresciallo dei carabinieri che si era visto negare l’assegnazione dell’alloggio a seguito di un trasferimento.

 

 

 

Carabinieri. I Fatti

 

 

La sentenza resa nota dal tribunale amministrativo è chiara e definisce senza mezzi termini “un significativo e sicuro indizio circa il comportamento illegittimo della p.a.” (e)  “la sussistenza del nesso causale tra il comportamento illegittimo ed il danno lamentato dal ricorrente, risultando un evidente collegamento tra condotta (provvedimento) e l’evento (danno)”.

Questa pronuncia si traduce nel riconoscimento al risarcimento per il carabiniere in questione.

 

Questi i fatti. Dando seguito alla sua richiesta di trasferimento presso un’altra sede di servizio, il militare aveva avanzato domanda per poter usufruire di un alloggio gratuito.

La sua domanda venne respinta per due volta dai vertici dell’arma, costringendo di fatto il maresciallo ad affittare a proprie spese un appartamento al costo di oltre 350 euro mensili per circa 30 mesi. Il militare chiaramente decide di prendere la via legale e con l’aiuto dei difensori Giorgio e Giovanni Carta intraprende la strada della giustizia amministrativa.

 

Quella stessa strada si è conclusa con la condanna da parte del ministero della difesa al risarcimento dell’’intero importo che il maresciallo erogo, a cui si vanno a sommare gli interessi legali.

 

 

Carabinieri. The Show Must Go On

 

 

E in attesa di trovare i fondi per i risarcimenti stabiliti dal tribunale amministrativo, si continua però a investire nell’immagine dell’arma e a questo proposito, proprio davanti al palazzo del Quirinale hanno sfilato le nuove 20 moto Guzzi Calfornia 1400 in dotazione al reparto Corazzieri.

 

Questo reparto infatti, tra le altre cose, è impegnato da sempre nel servizio di scorta al Capo dello stato proprio in sella alle Guzzi, presentate proprio al Presidente Mattarella, durante una visita proprio della delegazione Piaggio.

 

 

 

 

Fonte: grnet / infodifesa

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

lun, mag 30, 2016  Valentina
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Fonte: adnkronos.com

Fonte: adnkronos.com

Definirla una vittoria, oltre a essere del tutto fuori luogo non sarebbe neanche la verità.

 

Certamente lo è per Girone, che finalmente ha rivisto il suo paese, dopo anni di prolungata assenza forzata. Certamente non lo è per lo stato italiano. Nonostante l’accoglienza in pompa magna, infatti, il suo ritorno è legato a una sentenza della corte suprema indiana che gli ha consentito di lasciare l’India accompagnato dall’ambasciatore Lorenzo Angeloni, rendendo immediatamente esecutivo l’ordine del tribunale arbitrale internazionale dell’Aja.

 

 

Caso Marò. Le istituzioni si dicono soddisfatte

 

 

Secondo quanto dichiarato in diverse note ufficiali della farnesina, Italia e India “hanno cooperato nelle ultime settimane per definire le condizioni e le modalità del rientro e della permanenza nel nostro Paese del marò, in pendenza della procedura arbitrale sul caso della Enrica Lexie”.

 

Rispetto alla decisione dell’immediato rientro di Girone, la Farnesina dichiara che si tratta di “un risultato importante che riconosce l’impegno intrapreso dal governo italiano con il ricorso all’arbitrato internazionale per far valere le ragioni dei nostri due fucilieri di Marina. Con lo stesso impegno l’Italia si presenterà ai prossimi passaggi previsti dal procedimento arbitrale”.

 

La soddisfazione però finisce quando si va a leggere le condizioni di questo rientro. La corte suprema infatti ha richiesto e ottenuto delle condizioni chiare per concedere il rientro al nostro fuciliere: ha richiesto di depositare una garanzia scritta in cui l’Italia si impegna a far rientrare in India il Marò entro un mese dall’eventuale decisione favorevole all’India sulla giurisdizione da parte del tribunale dell’Aja.

 

 

Caso Marò. Anche nella gioia, la nota stonata non manca mai

 

 

Poteva andare tutto per il verso giusto almeno nel rientro in patria? Ovviamente no, perché, come si dice, piove sempre sul bagnato.

 

E allora ecco che il ritorno in Italia per Girone ha avuto un sapore amaro perché ha dovuto lasciare in India il suo Cane, un Golden Retriever che da diversi mesi gli faceva compagnia.

 

Per il Sergente Argo infatti non erano ancora pronti i documenti di espatrio e quindi si è deciso di trattenerlo e farlo partire in un secondo momento. Poca cosa rispetto al grande passo che il fuciliere si è visto concedere, ma certamente una nota amara che si poteva anche evitare, tutto sommato.

 

 

 

 

Fonte: repubblica / ansa

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

ven, mag 27, 2016  Patrizia Caroli
Accorpamento Corpo Forestale: cosa succede da qui alla fine del 2016?
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Si tratta di uno dei numerosi decreti attuativi che danno forma a quella che si configura come una vera e propria rivoluzione all’interno della Pubblica Amministrazione italiana, con un particolare stralcio di cambiamenti che riguarderà proprio il Pubblico Impiego: il decreto che toccherà il Corpo forestale dello Stato contribuirà a sancire in via definitiva il suo accorpamento all’interno dell’Arma dei Carabinieri, al fine (così almeno si comprende a tra gli obiettivi teleologici del Governo Renzi) di evitare del tutto sovrapposizioni di competenze e sprechi.

 

copoforestaleaccorpamento

Corpo Forestale: le conseguenze della Riforma PA

 

7mila forestali transiteranno così all’interno dell’Arma dei Carabinieri: in fase di attuazione è pertanto la successione dell’Arma dei Carabinieri in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi del Corpo Forestale dello Stato, compresi i contratti individuali di lavoro stipulati col personale assunto (ex legge 5 aprile 1985, n. 124). L’obiettivo è ovviamente quello di mantenere inalterate le funzioni attualmente svolte dai forestali nella transizione all’Arma dei Carabinieri: a quest’ultima saranno attribuite le funzioni in materia di sicurezza ambientale, forestale e agroalimentare. L’organizzazione forestale dell’Arma comprenderà al suo interno reparti dedicati, in via prioritaria o esclusiva, all’espletamento di compiti peculiari o che svolgono attività di elevata specializzazione in materia di tutela dell’ambiente, del territorio e del mare, nonché nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare, a sostegno o con il supporto dell’organizzazione territoriale. Va ricordato in tal senso che il Corpo Forestale conta oltre 7mila dipendenti in tutta Italia (specializzati nella tutela del patrimonio naturale e paesaggistico).

 

Il caso dei 600 lavoratori forestali della Regione Umbria

 

Scendendo nel particolare della procedura di accorpamento ed analizzando alcune pieghe concrete delle singole storie che popolano (o che riguardano da vicino) questa articolazione del Pubblico Impiego italiano, non si può evitare di raccontare la vicenda degli oltre 600 lavoratori forestali riuniti negli scorsi giorni a Bastia Umbra per rivendicare l’importanza e la dignità del proprio lavoro e chiedere garanzie sul futuro di un comparto strategico per lo sviluppo locale, per l’ambiente, per la difesa del territorio.
Nel corso dell’assemblea regionale dei lavoratori forestali dell’Umbria (organizzata da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil dell’Umbria), con la partecipazione dell’assessore all’agricoltura Fernanda Cecchini, e del presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, ha posto in chiara evidenza la legittima necessità di risposte da parte dei lavoratori delle ex comunità montane, molto preoccupati” per l’incertezza sulla sostenibilità e sul funzionamento dell’Agenzia della Forestazione.

 

Umbria: punti critici e soluzioni

 

I sindacati, si legge nel comunicato emesso, hanno elencato le criticità che si sono venute a creare dopo la costituzione dell’Agenzia della Forestazione nel 2011: la maggior parte dei Comuni, a partire da quello del capoluogo di Regione Perugia, si sono sottratti o hanno ridimensionato il loro coinvolgimento. In ulteriore istanza sono stati elencati i punti critici: la partenza dell’Agenzia senza alcuna copertura finanziaria, ha determinato tensioni e squilibri, le competenze dell’Agenzia ridotte rispetto alle vecchie comunità montane, l’età media dei lavoratori è molto alta (53 anni), la mancanza di omogeneità contrattuale ed il fatto che dal 2010 non ci sia stata più contrattazione né di primo né di secondo livello.
La road-map indicata dal sindacato per uscire da qusato stallo è chiara: necessario allargare e verificare le funzioni dell’agenzia per la difesa del territorio a 360 gradi, superare la logica della provvisorietà della stessa, attraverso un intervento legislativo della Regione, riaprire il capitolo del turn-over occupazionale ed attivare immediatamente il fondo di rotazione per risolvere in maniera definitiva il problema della liquidità.

 

Fonte: umbria24.it, pensionioggi.it

 

Patrizia Caroli

 

 

gio, mag 26, 2016  Valentina
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Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

Doccia fredda per migliaia di docenti in ruolo. La sentenza del Tribunale amministrativo che apriva le porte del concorso scuola 2012 anche a coloro che non avevano raggiunto la soglia dei 21/30 nella prova preselettiva, sciogliendo poi ogni riserva fino alla loro immissione in ruolo è stata infatti completamente ribaltata da un’ordinanza del Consiglio di stato.

 

Questa ordinanza sostiene infatti che la soglia dei 21/30 per la prova preselettiva non sia ragionevole e su questa base ha deciso di sospendere in via cautelare la sentenza del Tribunale amministrativo.

In particolare il Consiglio di Stato scrive “prevale l’esigenza di evitare il consolidamento di posizioni che potrebbero essere poi travolte dalla sentenza di merito, anche tenendo conto della pari dignità dell’interesse dei controinteressati”. Il 20 dicembre prossimo, si legge sempre nell’ordinanza, è stata fissata l’udienza pubblica per discutere in merito alla questione.

 

 

Scuola. Cosa Cambia Per I Docenti Coinvolti

 

 

I docenti immessi in ruolo attraverso la sentenza del tribunale amministrativo del Lazio e che hanno svolto uno o due anni di servizio non hanno chiaramente potuto partecipare all’attuale concorso scuola bandito con DDG 105 del 23 febbraio 2016, perché appunto assunti in ruolo dalle graduatorie di merito del concorso 2012, al nuovo concorso a cattedra.

 

Questa è certamente nell’immediato la conseguenza maggiormente invasiva di questo caos giudiziale. Ma non sarà la sola.

 

Cosa accadrà e che ruolo svolgeranno politica e ministero in questa situazione delicatissima ancora non lo sappiamo. Di certo però è evidente che per entrambe le istituzioni sia imprescindibile una presa di posizione che eviti uno scandalo di portata immensa.

 

 

Scuola. Il Flop Del 20 Maggio In Piazza

 

 

Forse dunque è anche per ben altre preoccupazioni che il 20 maggio in piazza, secondo i dati del dipartimento della Funzione pubblica, era presente solo poco più del 9% del personale in servizio nel comparto scuola.

 

Allo sciopero indetto dai sindacati confederati Flc-CGIl, Cisl scuola, Uil scuola e Snals-Confsal, infatti a differenza di quanto accaduto lo scorso 5 maggio, l’adesione non è stata affatto numerosa. Per buona pace del Governo, questo va detto. Non tanto per la vittoria sul campo o per l’illusione che il comparto scuola si sia rassegnato alle riforme in maniera passiva.

 

La ragione della soddisfazione del governo va ricercata nella perdita di potere dei sindacati agli occhi delle istituzioni e quindi anche in termini di contrattazione.

 

 

 

 

Fonte: tecnicadellascuola / orizzontescuola

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

mer, mag 25, 2016  Valentina
Concorso Carabinieri 2016. Ecco tutti i dettagli
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Si potrà avanzare domanda fino al prossimo 20 giugno per partecipare al concorso, aperto anche ai civili, per il posto di allievo carabinieri, 1096 posti in tutto a disposizione.

 

concorso-carabinieriIl concorso sarà composto da una prova scritta, un questionario a scelta multipla, seguito da prove di efficienza fisica. Serviranno poi gli accertamenti medici e sanitari e l’idoneità fisica e attitudinale.

I posti a disposizione sono stati suddivisi tra 767 destinati a militari ed ex militari e 329 destinati invece al personale civile.

 

I partecipanti dovranno avere a disposizione una posta certificata per poter accedere al bando di concorso e inoltrare la domanda.

 

 

Concorso Carabinieri 2016. Requisiti per accedere

 

 

I requisiti necessari per poter partecipare al concorso per allievi carabinieri non differiscono dai soliti previsti per i concorsi pubblici nell’arma dei carabinieri:

 

- Cittadinanza italiana

 

- Licenza media

 

- Età anagrafica tra i 18 e i 26 anni

 

Per i militari invece l’età anagrafica si alza fino ai 29 anni e si aggiunge anche almeno 9 mesi di servizio per VFP1.

Unici esclusi per questo concorso sono coloro attualmente in servizio che hanno partecipato al precedente bando della polizia di stato.

 

 

Carabinieri. Tra Riconoscimenti Ed Esercitazioni

 

 

89 riconoscimenti ad altrettanti carabinieri sono stati consegnati presso la caserma di Largo Cristina di Svezia dal Generale di Copro d’Armata Vincenzo Giuliani.

I riconoscimenti sono stati consegnati ai carabinieri, in servizio in diverse reparti della Legione Lazio, che nell’arco dell’anno 2015 si sono particolarmente distinti con operazioni di servizio in favore dei cittadini in difficoltà. “La qualità e il numero dei riconoscimenti tributati attesta la generosità, l’altruismo ì, il coraggio e la dedizione offerta quotidianamente dai carabinieri alle aspettative di sicurezza dei cittadini del Lazio”. Ha così commentato durante la cerimonia il generale Giuliani.

 

Questi encomi sono possibili grazie alla continua formazione e preparazione a cui i nostri carabinieri sono soggetto in maniera costante. Alcuni di voi lo hanno potuto vedere con i propri occhi qualche sera fa a Milano, dove si è svolta una inquietante esercitazione, nella quale veniva simulato un attacco terroristico. Il luogo non è certamente stato scelto a caso dal momento che proprio qui il prossimo 28 maggio si svolgerà la finale di Champions League.

 

Si tratta di squadre speciali formate per intervenire rapidamente, rispondere al fuoco di armi lunghe, come i Kalashnikov usati spesso in questo genere di attentati. Questi carabinieri arrivano da diversi reparti territoriali e sono già stati sottoposti a un duro addestramento con il battaglione Tuscania.

 

 

 

 

Fonte: infodifesa / milano.corriere / irpinianews

 

 

 

 

Valentina Stipa