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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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mer, feb 25, 2015  Valentina
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Fiction e telefilm negli ultimi anni hanno puntato i riflettori su un settore delle forze dell’ordine, polizia e carabinieri in particolare, che sono un mondo a sé rispetto al resto degli uomini in divisa: i corpi speciali, conosciuti comunemente come teste di cuoio.

 

Fonte: sostenitori.info

Fonte: sostenitori.info

Le teste di cuoio sono nuclei sia della polizia che dei carabinieri ma hanno denominazioni diverse: nel primo caso si chiamano NOCS, nel secondo invece si chiamano GIS. Rispondono comunque tutti agli stessi requisiti.

 

Si tratta di un nucleo di agenti specializzati, raggruppato in vere e proprie unità di assalto impiegate in azioni ad alto rischio, come quelle terroristiche o per la liberazione di ostaggi o ancora per  le irruzioni in ogni ambiente e dotate di equipaggiamenti e mezzi – terrestri, navali e aerei -  adeguati a tali attività.

 

 

 

Polizia Di Stato. Sangue Freddo E Forma Fisica Sono Fondamentali

 

 

 

È intuitivo che per diventare un appartenente ai NOCS è necessaria una preparazione fisica e psichica notevole, unite a coraggio, prontezza e sangue freddo.  Primaria è chiaramente la preparazione atletica e per questo per poter accedere a questo nucleo è necessario superare una serie di prove di carattere fisico molto impegnative.

Facciamo qualche esempio per rendere l’idea: 5000 metri in 20 minuti e 100 metri in 14 secondi; 100 metri a nuoto; salto in alto di almeno 135 cm e salto in lungo di almeno 4 metri e mezzo; salita alla fune con la sola forza delle braccia e, naturalmente, una prova di tiro con la pistola a 15 e 25 metri.

 

A tutto questo si aggiunge che gli agenti dei NOCS sono esperti subacquei e in grado di lanciarsi con il paracadute o di arrampicarsi su una roccia, se la situazione lo richiede. Insomma hanno una versatilità fisica che, unita al sangue freddo, fa di loro un nucleo, appunto, del tutto speciale.

 

A una preparazione fisica eccellente si aggiungono anche competenze in termini i  armi ed esplosivi e di guida dei più disparati mezzi.

 

 

 

 

Polizia Di Stato. Requisiti Formali Per Diventare NOCS

 

 

 

Proprio per questa vasta gamma di requisiti, i poliziotti che vogliono accedere a questo nucleo devono aver maturato almeno 4 anni di esperienza impeccabile nelle forze di polizia e avere compiuto 28 anni.

 

La selezione per i NOCS si svolge annualmente nell’arco di una settimana, solitamente tra giugno e ottobre e come primo passo i candidati vengono sottoposti a un confronto verbale con i membri del nucleo, i quali testeranno le vere ragioni di questa scelta, elaborando un ritratto psicologico.

Dopo questa prima selezione, i candidati rimanenti accedono alle visite mediche e successivamente alle prove fisiche che vi abbiamo già elencato. Tra una prova e l’altra viene concesso un minimo di riposo, ma la tensione emotiva e fisica deve necessariamente essere mantenuta alta, come ulteriore prova psicologica verso i candidati.

 

Coloro che superano con successo questa prima settimana di addestramento, potranno proseguire con questo percorso altri sei mesi, durante i quali, oltre a implementare le caratteristiche fisiche, si inizia a lavorare sull’addestramento alle armi, sulle tecniche di base offensive/difensive, sulla tattica d’attacco e sul combattimento a mani nude.

 

 

 

Fonte: poliziadistato / lavoroefinanza /  sostenitori

 

 

 

Valentina Stipa

mar, feb 24, 2015  Marco Brezza
Vademecum per Infermieri: ecco i diritti infermieristici 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

Come si definisce il quadro complessivo dei diritti relativi alla categoria degli infermieri? E quali sono, in concreto, i diritti infermieristici che delineano la cornice complessiva di tutela di questa fondamentale branca di lavoratori del pubblico impiego? Ecco un sintetico ed allo stesso tempo esauriente vademecum inerente ai diritti degli infermieri nel nostro paese.

 

 

Diritti infermieri: reperibilità e ferie

 

Si tratta di un “bouquet” di diritti che si configura come un mosaico semplice, definito e chiaramente (ed esplicitamente) espresso dentro contratti e leggi: per azionare e dare effetto a questi diritti è sufficiente pretendere che essi vengano rispettati dal proprio coordinatore.
In primo luogo è necessario fare cenno ai diritti infermieristici relativi al delicato tema della reperibilità: quest’ultima si configura infatti come un servizio di pronta disp

Diritti infermierionibilità (SPD è il suo nome ufficiale) ed è possibile solo in alcuni reparti, sale operatorie e strutture di emergenza. Non è quindi possibile avere il SPD negli altri reparti o unità operative. Il punto fondamentale di questo tema per gli infermieri è il seguente: per un turno di reperibilità effettuato in un giorno festivo, con chiamata o meno, l’infermiere ha diritto ad un giorno di riposo compensativo nella settimana successiva, ma il turno stesso deve essere richiesto solo nel caso in cui si abbiano delle ore di surplus, dal momento che il riposo compensativo verrà conteggiato con 6 ore di debito orario.
Per ciò che riguarda le ferie invece i diritti infermieri si delineano nel seguente modo: l’infermiere dipendente ha diritto a 15 giorni continuativi di ferie nel periodo estivo (da giugno a settembre):  la domenica ed i festivi non sono conteggiabili come ferie (secondo i dettami della legge), pertanto le giornate reali di ferie spettanti durante il periodo estivo sono 15 escluse le festività. Le ferie si configurano ovviamente come un diritto irrinunciabile e, elemento molto importante e negli ultimi tempi trascurato, non possono essere imposte al dipendente.

 

Riposo compensativo infermieri

 

Per ciò che riguarda il riposo compensativo bisogna sottolineare che l’attività prestata in giorno festivo infrasettimanale conferisce titolo ad equivalente riposo compensativo o alla corresponsione del compenso per lavoro straordinario comprensivo della maggiorazione prevista per il lavoro straordinario festivo: la richiesta in tal senso deve giungere dall’infermiere dipendente entro il termine di 30 giorni dal giorno della prestazione.

 

Diritti infermieri: orario di lavoro e prestazioni notturne

 

Tra i diritti infermieri trova poi alloggio anche la vessata questione del lavoro notturno: l’attività svolta nel corso di un periodo di ore consecutive inserite nell’intervallo fra la mezzanotte e le cinque del mattino deve infatti essere disciplinata contemperando in maniera congrua i diritti della categoria. In tale direzione è vietato adibire le donne al lavoro, dalla ore 24 alle ore 6, dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Va detto poi che l’inidoneità al lavoro notturno deve essere accertata dal medico competente.
Infine il fondamentale tema dell’orario di lavoro: quest’ultimo non può in alcun modo oltrepassare le 8 ore giornaliere (o le complessive 48 ore settimanali), oppure le 12 ore, in casi però eccezionali. Inoltre (discrimine rilevante) l’infermiere, tra un turno di lavoro ed il successivo, ha diritto ad 11 ore consecutive di riposo. Un diritto che non può in alcun modo essere violato.

 

Fonte: ipasvimi.it, ailf.eu

Foto: infermieristicamente.it

 

Marco Brezza

 

lun, feb 23, 2015  Valentina
Vigili Del Fuoco Volontari. No alla Formazione 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: tuttoggi.info

Fonte: tuttoggi.info

 

Il parere negativo secco e senza margine di trattativa arriva direttamente dal Conapo, sindacato autonomo dei vigili del fuoco che in una nota ufficiale, non risparmia nulla al sottosegretario di stato per l’interno On. Gianpiero Bocci, al capo del dipartimento dei vigili del fuoco, soccorso pubblico e difesa civile, il prefetto Francesco Antonio Muslino e al capo del corpo nazionale dei vigili del fuoco, ing. Gioacchino Giomi.

Formazione  di nuovi istruttori tra il personale volontario? La risposta è no.

 

 

 

Vigili Del Fuoco. Formazione Volontari: Un Palese Spregio Per I Professionisti

 

 

 

 

Raccontiamo bene dall’inizio.

Prima di tutto precisiamo che i vigili del fuoco volontari non hanno un rapporto di lavoro e danno il loro appoggio ogni volta che se ne manifesti il bisogno e mai più di 20 giorni consecutivi. Devono frequentare periodici corsi di addestramento che li mettano in condizione di poter affrontare calamità e situazioni di pericolo come i loro colleghi permanenti, ma, a differenza di questi ultimi non sono chiamati ad avere specificità, prerogativa riservata invece al personale assunto.

 

I vertici del corpo dei vigili del fuoco stanno richiedendo ai dipartimenti regionali, Toscana in testa, di verificare la disponibilità del personale volontario a frequentare corsi di formazione mirati e specifici, con lo scopo di creare nuovi istruttori professionali.

 

Il Conapo si affretta a sottolineare come l’attuale regolamento in vigore che regola la presenza dei volontari nel corpo dei vigili del fuoco – il DPR 76/04 – non preveda questa possibilità, la quale viene invece presa in considerazione all’articolo 10 della bozza di modifica del regolamento dei volontari.

Tale bozza però è, appunto, ancora al vaglio delle parti, le cui posizioni non sembrano affatto vicine.

 

 

 

 

Vigili Del Fuoco. Ignorato Il Confronto

 

 

 

 

Per il sindacato Conapo la formazione deve restare di competenza stretta del personale professionista permanente, senza alcun tipo di delega verso i volontari. Nella nota ufficiale del sindacato, il segretario generale Antonio Brizzi, lo scrive apertamente: “chiediamo che ogni disposizione in merito sia bloccata e ci riserviamo forme di protesta”.

 

L’indignazione del Conapo è dettata, oltre che dal tema delicato della formazione, anche dal mancato confronto: con un appuntamento di discussione già programmato, i vertici del corpo hanno iniziato un percorso unilaterale, dando per scontato che le normative oggetto di confronto fossero già state approvate, scavalcando i sindacati di categoria e i 30 mila vigili del fuoco che attraverso di loro avrebbero voluto dire la propria.

 

 

 

 

Fonte: conapo / vigilfuoco /tuttoggi

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

ven, feb 20, 2015  Valentina
Gli Italiani Amano La Divisa 5.00/5 (100.00%) 4 Vota Questo Articolo

 

Fonte: italnews.info

Fonte: italnews.info

Anche se spesso non sembra così, i risultati del 27° Rapporto Italia dell’Istituto di studi sociali Eurispes  ha certificato un crescente gradimento dei cittadini italiani verso le forze armate e gli uomini in divisa, a discapito invece delle istituzioni, considerate sempre meno credibili. La connessione logica tra i  due sentimenti diametralmente opposti è chiara.

In generale tutte le forze in divisa hanno visto una crescita rispetto agli anni scorsi, confermando, a dispetto di qualche caso di cronaca particolarmente spigoloso, una forte stima della popolazione italiana verso le forze armate.

 

 

 

Marina E Carabinieri I Più Graditi

 

 

 

I primi in assoluto ad essere rispettati dagli italiani, tra le forze dell’ordine sono gli uomini della marina militare, che  si attestano al 73.5%, con un incremento di quasi 6 punti percentuali rispetto al 2014 e gli uomini dell’Arma dei Carabinieri con un 74,4% ovvero un +3,5% rispetto al 2014, recuperando in parte i 6,4 punti percentuali persi appunto lo scorso anno.

 

Anche l’aeronautica militare ottiene un incremento forte rispetto allo scorso anno in termini di consensi, superando il 72%, dettato, secondo fonti interne in buona parte dal fatto che, oltre alle operazioni di sicurezza dello stato “fornisce alla collettività, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, tutta una serie di servizi come il trasporto sanitario d’urgenza ed in bio-contenimento, il servizio meteorologico nazionale, il soccorso aereo (…)”.

 

Un dato curioso è quello che vede il sorpasso in termini di gradimento della guardia di finanza rispetto alla polizia di stato, che non avveniva dal lontano 2008. Perfino i baschi blu della polizia penitenziaria hanno fatto schizzare la percentuale di gradimento al 57.8% rispetto allo scorso anno – 45.6%.

 

Una prova di gradimento diffusa e in crescita quella dei cittadini italiani verso le forze armate che ha dato l’opportunità a Gian Maria Fara, il presidente Eurispes, di tornare parlare del progetto di unificazione e riduzione delle forze di polizia, con una frase lapidaria e che lascia poco spazio a interpretazioni: “unificare Carabinieri e Guardia di Finanza vorrebbe dire creare un Ogm”.

 

 

 

 

Fonte: analisidifesa / ilmessaggero / italnews

 

 

 

 

Valentina Stipa

gio, feb 19, 2015  Valentina
Antiterrorismo: più polizia nelle strade 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

Fonte: lastampa.itÈ una delle novità prevista del decreto antiterrorismo varato dal Governo Renzi. Circa 1800 uomini in divisa in più impegnati nel presidio di siti sensibili  e 200 per la sola Terra Dei Fuochi, a cui vanno aggiunti oltre 500 militari tra esercito e aeronautica in Iraq, grazie ai quali l’Italia si schiera con i paesi europei maggiormente impegnati in termini di risorse umane nella coalizione europea anti Isis.

 

 

Polizia. Nuovo Nucleo Antiterrorismo E Maggiore Libertà Agli 007

 

 

 

 

 
Fonte: lastampa.it

Una delle novità maggiormente incisive previste nel decreto antiterrorismo è quella della creazione di un coordinamento centrale all’interno della procura nazionale antimafia che si occupi solo di antiterrorismo. Non si tratta quindi di un ente nuovo – e d’altronde come potrebbe mai essere che in un periodo di tagli e accorpamenti, nasca un nuovo nucleo?! – ma di un’implementazione del nucleo antimafia già esistente, con lo specifico compito di fornire una fotografia sempre aggiornata sui movimento di questo ambiente.

 

A questa novità si aggiunge quella annunciata con orgoglio dal Ministro Alfano: “abbiamo previsto norme che riguardano la possibilità per il personale dei servizi di poter deporre nei processi mantenendo segreta la reale identità personale. E sarà loro consentito, con autorizzazione dell’autorità giudiziaria, di effettuare fino a gennaio 2016 colloqui con soggetti detenuti o internati”.

 

Un passo avanti importantissimo per le stesse forze speciali di polizia che avranno maggiore libertà di gestione professionale, seppure legata sempre all’autorità giudiziaria.

Un passo avanti anche per il governo che proprio su questo nodo si era incagliato in passato, facendo slittare l’approvazione del pacchetto sicurezza.

 

 

 

 

Polizia Chiede Formazione Per Gli Agenti

 

 

 

 

A fronte di tutte queste implementazioni e di tutti questi importanti investimenti che il governo ha lecitamente approvato nell’ottica della lotta al terrorismo, anche uno dei maggiori sindacati di categoria della polizia di stato, il Sap, avanza le sue richieste senza uscire fuori tema rispetto alla lotta all’Isis.

 

Chiede infatti, attraverso il rappresentante Sap Gianni Tonelli, “con la massima urgenza un corso antiterrorismo per le forze di polizia che fanno controllo del territorio”. Si tratterebbe secondo le stime dello stesso sindacato di circa 17 milioni di euro in tre anni. Una cifra importante, almeno quanto lo scopo per cui sarebbe impiegata.

Chissà che il governo non dia fondo alle ultime risorse e non decida di seguire il consiglio del sindacato. Per una volta.

 

 

 

 

Fonte: infodifesa / repubblica / stampa / ilsole24ore

 

 

 

 

 

Valentina Stipa