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13 aprile: sciopero di lavoratori contro la riforma del lavoro e delle pensioni



13 aprile: sciopero di lavoratori contro la riforma del lavoro e delle pensioni
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I sindacati hanno deciso di convocare uno sciopero il 13 aprile come misura di protesta contro il nuovo sistema previdenziale e la riforma del lavoro. Il leader di Cgil, Susanna Camusso, considera che “il Paese non è disponibile ad avere una norma che permette licenziamenti facili, licenziamenti discriminatori e licenziamenti delle persone più deboli”, aggiunge. Camusso poi ricorda come la Cgil abbia proclamato un pacchetto di scioperi contro la riforma dell’articolo 18.  “Il presidente del Consiglio – conclude la rappresentante sindacale – dovrebbe guardare con qualche attenzione agli scioperi e alle mobilitazioni che si susseguono”.

 
Pochi giorni fa sono stati i poliziotti e i militari a manifestarsi in tutte le piazze delle grandi città italiane contro un sistema pensionistico che, denunciano, diminuisce la sicurezza e il servizio alla cittadinanza da parte di personale militare, carabinieri e polizia di stato obbligati a lavorare sempre più a lungo.
Il leader Cgil osserva: “Le tensioni sono già evidenti, da giorni il nostro Paese è attraversato da scioperi e mobilitazioni”. “Ci sono scioperi in tutti i luoghi di lavoro che continueranno ad esserci e a essere programmati”, prosegue. Secondo Camusso l’opinione diffusa dei lavoratori “giustamente preoccupati” è che “in una situazione difficile invece di preoccuparsi del fisco, della crescita e dell’occupazione, si cerca di licenziarli”.
“Non è mai stato in discussione che il Parlamento approvasse la riforma: il tema è come la cambia, non se la approva o meno”, prosegue Camusso, che ribadisce come “bisogna fare di tutto affinché non si approvi la riforma così com’è fatta per quel che riguarda un capitolo, mentre si possono migliorare i principi positivi presenti in altre parti”.

 
CISL E UIL
Parole simili sono quelle manifestate dai rappresentanti dei sindacati CISL e UIL, il segretario generale della CISL, Raffaele Bonanni, considera che “il governo e il Parlamento devono risolvere il problema di centinaia di migliaia di persone che sono rimaste già senza stipendio e senza pensione per effetto della riforma”. E per il leader UIL, Luigi Angeletti, “un qualunque governo decente deve garantire la validità di patti precedentemente sottoscritti: si pone un problema di credibilità. Noi lo sollecitiamo ad onorare impegni che lo Stato si è assunto nei confronti di tanti suoi cittadini”.

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