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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al mese dicembre, 2011

gio, dic 29, 2011  Roberta Buscherini
Grandi lavoratori o lavoratori grandi!!!
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Nella classifica  Ocse l’Italia figura al primo posto, su i 34 Paesi più sviluppati, per percentuale di dipendenti pubblici ultracinquantenni: il 49,2% del totale nel 2009.
Negli anni questa tendenza ha subito una forte accelerazione, ed è ragionevole pensare che nel 2012, più di un dipendente su due superi, in Italia, i 50 anni.
 Queste percentuali riguardano in particolar modo il pubblico impiego, monitorato dal Cnel (Consiglio nazionale dell’ economia e del lavoro) per volere dell’ex Ministro Brunetta.
Il record dell’ Italia, riporta la relazione, “deriva, in parte, dalle politiche di blocco del turnover che sono state attuate e che implicano un invecchiamento progressivo e, in parte, dalle modificazioni della normativa previdenziale, che hanno ritardato l’ andata in pensione delle persone rispetto alla prassi precedente”.
Con la riforma del nuovo governo, infatti,  che porta l’età pensionabile a 65 anni per le donne del pubblico impiego, è evidente che l’invecchiamento della burocrazia italiana è destinato a crescere ulteriormente.
E’ lecito, inoltre,  interrogarsi su come il progressivo invecchiamento dei dipendenti pubblici possa conciliarsi con le manovre estive che puntavano a una riduzione dei dipendenti pubblici del 10 %, entro marzo 2012.
In teoria, bisognerebbe tagliare a partire dai lavoratori più anziani, che trovano difficoltà con le nuove tecnologie e lasciare il posto ad un’ amministrazione più giovane, dinamica e meno costosa.
In questo modo, l’Italia forse potrebbe allinearsi con i migliori standard internazionali.
C’è solo un problema:  tutto ciò  si scontra con la scelta del governo Monti di ridurre la spesa previdenziale e aumentare l’ età pensionabile.

 

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gio, dic 29, 2011  Roberta Buscherini
Militari in pensione, ma sempre militari!!
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È opinione diffusa che la professione militare è uno stile di vita che non finisce con la pensione. Ecco perché esistono diffusi punti di incontro e associazioni di categoria che permettono ai pensionati delle forze dell’ordine di confrontarsi e dare vita a veri e propri forum di discussione con lo scopo di migliorare la propria condizione di pensionato e portare avanti proposte concrete proprio in questa direzione.

 

Una delle associazioni più diffuse in questo senso prende il nome di “Associazione dei Pensionati Militari”. Questa associazione è stata fondata dal Maresciallo dei Carabinieri in congedo Giuseppe Fierro con l’aiuto di alcuni colleghi appartenenti ad altri comparti militari.

Lo scopo principale di questa associazione è quello fungere da strumento aggregativo per coloro che hanno dedicato la loro vita e la loro professionalità al servizio dei cittadini e delle istituzioni, affinché con il congedo pensionistico questa attività non cessi definitivamente, ma trovi invece un’altra forma di attuazione. Tale forma si concretizza nella tutela e nella difesa dei propri diritti pensionistici, per poter migliorare la qualità della vita.
Per poter diventare membri dell’associazione dei pensionati militari basta scrivere all’indirizzo mail info@associazionedeipensionatimilitari.it, e richiedere l’adesione che avviene in forma totalmente gratuita. Attraverso gli strumenti multimediali e la rete infatti l’associazione riesce a portare avanti progetti su molteplici fronte, anche grazie al contributo attivo dei suoi membri, i quali mettono a disposizione della sicurezza collettiva ancora prima dell’associazione, la propria esperienza lavorativa.

Ma qual è la situazione dei pensionati di questa categoria? Il primo dato importante che va sottolineato in questo senso è che l’anno del servizio di leva è stato escluso dai 40 anni necessari per poter accedere alla pensione di anzianità. Questa decisione tradotta in forma numerica significa che oltre 80 mila uomini dovranno ritardare la loro uscita dal mondo lavorativo, facendo risparmiare allo stato circa un miliardo e mezzo di euro. Se si stima infatti che una pensione di anzianità media per un militare si aggira sui 20 mila euro annui, moltiplicando questo dato per 80 mila unità si ottiene un risparmio piuttosto ingente per le casse dello stato.
L’esclusione dell’anno del servizio di leva in termini annui però non ha effetto da un punto i vista contributivo: l’anno di leva infatti verrà considerato nel calcolo effettivo della pensione di anzianità.
I prossimi provvedimenti del governo avranno certo un peso anche sul mondo militare, ma ancora non se ne conoscono gli effetti concreti, in quanto non ci sono ancora certezze ma solo ipotesi. Tra di esse, al più concreta pare essere quella che vedrà un innalzamento dell’anzianità dai 40nni attuali ai 41 o addirittura 43. Non esistono tuttavia ad oggi conferme su questa ipotesi.

È anche su questo fronte che l’associazione dei pensionati militari si muoverà. I provvedimenti che il governo tecnico del prof. Monti metterà in piedi toccheranno certamente da vicino anche il mondo previdenziale dei militari attuali e futuri e l’associazione è pronta per difendere i diritti dei propri membri anche all’interno delle istituzioni.

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- Manovra Monti: misure

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mer, dic 28, 2011  Roberta Buscherini
Doppio lavoro di dipendenti pubblici e statali
1.5 (30%) 2 Vota Questo Articolo

 

La Legge consente ai dipendenti pubblici di eseguire attività professionali al di fuori dell’orario di lavoro, «purché lo svolgimento del lavoro venga preventivamente portato a conoscenza della Pubblica Amministrazione di appartenenza ai fini della valutazione della sussistenza di situazioni di incompatibilità o di conflitto d’interesse con la stessa».
I furbi però ci sono e non sono pochi: negli ultimi tre anni, infatti, sono stati circa 3.300 gli impiegati che scoperti a svolgere attività esterne, senza autorizzazione causando alle casse dello Stato un danno di circa 55 milioni di euro.

Nel 2010, soprattutto, grazie al ministro Renato Brunetta che chiese un’intensificazione delle verifiche nel settore pubblico, furono registrati “983 interventi effettuati, 1.324 denunce e ben 28 milioni 296 mila euro in sanzioni, a fronte di introiti illegittimi che superano i 13 milioni di euro”.

I dati della Guardia di Finanza dimostrano, inoltre, che non sono solo i lavoratori con bassa qualifica ad avere un doppio lavoro al fine di arrotondare lo stipendio, ma anche  i dirigenti con alte posizioni praticano consulenze tecniche e  professionali in cambio di laute retribuzioni, in grado di raddoppiare stipendi già elevati.

Geometri, ingegneri, professori universitari.. persino alcuni dirigenti all’interno dell’Agenzia delle entrate sono stati scoperti a svolgere mansioni per cittadini e società private in materia fiscale.

La strada da perseguire è già quella giusta, ma la direttiva d’intervento per il 2012 impone un’ulteriore intensificazione dei controlli degli sprechi proprio nella spesa pubblica, oltre che nella lotta all’evasione fiscale.

Lo Staff

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mar, dic 27, 2011  Roberta Buscherini
Protocollo d’intesa tra aeronautica militare e aeroclub d’Italia
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Il 7 dicembre scorso è stato firmato un importante protocollo d’intesa tra l’Aeronautica Militare e l’Aeroclub d’Italia, nello specifico tra il generale di squadra aerea Giuseppe Bernardis e il senatore Giuseppe Leoni, commissario straordinario dell’Aeroclub d’Italia.

Aeroclub Italia
L’Aeroclub d’Italia è un organo di natura federativa, che nasce dall’unione di diverse associazioni ed enti nazionali improntate allo sviluppo dell’aviazione sotto l’aspetto didattico, culturale, sportivo e anche turistico. L’Aeroclub d’Italia è strettamente legato a molti dicasteri tra cui quello della Difesa e tra le sue funzioni principali c’è anche il controllo di tutte le manifestazioni di volo che prendono piede sul territorio nazionale.

Aeronautica Militare
Il corpo dell’Aeronautica militare invece oltre ad avere compiti di difesa dello spazio aereo italiano svolge anche compiti di natura sociale come il servizio meteorologico o la ricerca tecnologica in ambito aerospaziale.

Accordo
Lo scopo di tale accordo che può definirsi storico ha certamente un‘impronta di genere formativo e promozionale delle attività dei due corpi interessati ed è anche chiaramente intuibile la portata di questo protocollo d’intesa nell’ottica di una maggiore formazione di coloro che, lavorando in un contesto di difesa necessitano di una formazione mirata di tipo aerospaziale per incrementare le proprie competenze e la propria professionalità.
La cerimonia, che si è svolta nella Sala Italia di Palazzo Aeronautica di Roma, segna un passo decisivo e fondamentale per la diffusione della cultura militare aeronautica in Italia. Da ora in avanti infatti tale diffusione potrà godere dei canali dell’Aeroclub d’Italia per portare avanti la sua missione di divulgazione e reclutamento, oltre che di familiarizzazione al volo per il personale che già appartiene al corpo di difesa nazionale.

 

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mar, dic 27, 2011  Roberta Buscherini
Campagna Informativa sui fuochi d’artificio irregolari
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Nelle ultime settimane le notizie di ingenti sequestri da parte dei Carabinieri per fuochi d’artificio irregolari si susseguono di continuo nei mezzi d’informazione: 400 ordigni artigianali a Napoli, 200 chili di fuochi a Bari solo negli ultimi giorni.
È un film già visto che ogni anno si ripete per evitare che il nuovo anno inizi con l’ennesima morte causata dall’incauto utilizzo di veri e propri ordigni fuori legge.

È con questo spirito che anche quest’anno l’Arma dei Carabinieri ha sottoscritto la campagna di informazione per festeggiare l’arrivo del nuovo anno senza incorrere in tragedie legate ai fuochi d’artificio.
Lo slogan della campagna 2011 recita “ usa la testa, non rovinarti la festa” e mira a sensibilizzare soprattutto i più giovani all’utilizzo corretto dei fuochi artificiali che possono provocare lesioni, ustioni e troppo spesso anche la perdita della vita.

Campagna informativa

I fuochi artificiali illegali infatti sono composti da una miscela esplosiva che può dare origine a vere e proprie bombe, considerando oltretutto che l’involucro di plastica che spesso li avvolge, va in frantumi al momento dell’esplosione, creando veri e propri proiettili letali.
La campagna non ha il solo scopo di prevenire la compravendita e l’uso di fuochi pirotecnici illegali, ma anche quello di dare informazioni utili per coloro che vogliano utilizzare lecitamente i prodotti che si trovano in commercio e che sono legali.
La campagna informativa e di prevenzione coinvolge direttamente le scuole del napoletano, territorio statisticamente coinvolto in prima linea in questa problematica: sono gli stessi ufficiali dell’Arma che hanno spiegato agli alunni, con l’aiuto di video dimostrativi, le potenzialità e la pericolosità di questi fuochi in una serie di incontri che si sono svolti all’interno degli istituti scolastici del territorio partenopeo dall’inizio di dicembre a ora.
Alla campagna informativa si lega anche la necessità di informare i cittadini  su alcune accortezze concrete da non dimenticare quando si maneggiano i fuochi d’artificio, come ad esempio non tentare di accendere due volte un fuoco che è risultato difettoso o non accendere i fuochi che si trovano a terra.

Lo Staff

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