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Archivi al giorno marzo 5th, 2012

lun, mar 5, 2012  Roberta Buscherini
“Ne è valsa la pena” del maresciallo Giannattasio: la storia di un Carabiniere
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Questo week end è stato presentato a Roma il libro di Giovanni Giannattasio sul Maresciallo Rocca, “Ne è valsa la pena”. Queste sono le parole del avvocato di diritto militare Giorgio Carta sull’opera.

 

“C’è l’Arma dei carabinieri del Maresciallo Rocca e delle altre fiction televisive. E c’è poi l’Arma reale, quella che non ti aspetti, ma che ben conoscono gli addetti ai lavori. L’atteso libro di Giovanni Giannattasio parla di quest’ultima, senza retorica ed, anzi, con la franchezza e la passione che contraddistinguono l’autore. Fino a giungere al dilemma finale: ne è valsa la pena?
 Prima di rispondere alla domanda, l’autore ripercorre i suoi 38 anni di servizio cominciando dalle sue origini in Campania: una famiglia povera, vecchio stampo, ed il suo grande sogno di vestire una divisa: da prete o da carabiniere. I genitori sono contrari, perché le sue braccia servono a casa, ma lui, come sempre nella sua vita, farà di testa sua e si arruola nell’Arma. Da semplice carabiniere arriva fino al massimo grado da sottufficiale, rischiando quasi di diventare ufficiale.
Poi l’Italia cambia e si trasforma pure l’Arma, ma in peggio. La passione per il ruolo di tutore della legge segue la parabola – purtroppo comune a tanti servitori dello Stato -  che passa per le incomprensioni e gli attriti con i superiori e conduce a quella sensazione di tradimento che induce l’autore a chiedere il congedo anticipato.
Tra continui trasferimenti, esilaranti avvistamenti di ufo, scorte ai boss della mafia ed arresti di pericolosi ricercati, infatti, il Maresciallo si accorge troppo tardi che la Benemerita si è trasformata da “grande famiglia” ad industria senza anima, in cui contano solo i numeri. I numeri che contano sono gli arresti, ma dietro gli arresti ci sono drammi umani e il Maresciallo Giannattasio non ci sta. Se un arresto non è strettamente necessario, vira per la denuncia a piede libero e ne è felice, ma i superiori, accecati dall’ansia delle statistiche, masticano amaro. Poi, però, effettua operazioni eclatanti e la stampa lo acclama. Allora, a cose fatte, i vertici vorrebbero metterci la firma.
Scorrono tante lacrime. Prima quelle di commozione e di gioia quando la gente ritrova nel maresciallo Giannattasio lo Stato che credevano perduto o quando si congratulano per la sua umanità perfino gli arrestati o i loro genitori. Dopo arrivano le lacrime di dolore del protagonista per l’epilogo dell’esperienza nell’Arma, purtroppo comune a tanti eroi quotidiani che all’istituzione hanno sacrificato la vita propria e quella dei familiari. Da qui il quesito, la cui risposta fa da titolo al libro: si, ne è valsa la pena!
Consiglio il libro a chi davvero sia interessato a conoscere la vera vita degli appartenenti all’ Arma dei carabinieri. Troverete in esso la incredibile storia dei tanti marescialli Giannattasio che, giorno dopo giorno, malgrado tutto, con grande sopportazione ed impegno portano avanti il nostro sgangherato Paese”.

(Immagine: Grnet)

 

 

 

Avv. Giorgio Carta

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lun, mar 5, 2012  Roberta Buscherini
Insegnante fa fare flessioni ad un bambino dislessico
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Devo riconoscere che non sono una persona che guarda tantissimo la TV, da un tempo a sta parte mi interessa piuttosto poco la programmazione, pertanto cerco di fare altre cose con il mio tempo libero. Un mio collega mi ha parlato di una trasmissione a “Le Iene” di Mediaset, nel quale si denunziava la situazione indegna subita da uno studente con dislessia. Una maestra di spagnolo delle scuole medio l’aveva costretto a fare flessioni in classe, davanti a tutti gli altri studenti, per che non era bravo nella lettura.

 

Mi vergogno di alcuni appartenenti al sistema docente italiano perché essere insegnante non significa soltanto impartire una lezione ma anche lavorare per migliorare l’integrazione e il rispetto fra alunni, studenti, professori, dirigenti, famiglie, ecc….
La scarsa conoscenza di questa insegnante su problemi come la dislessia invitano ad una riflessione sulla preparazione e la qualità dei docenti di oggi. Sono sicura che questo non è un fatto isolato ma viene vissuto da molti giovani ogni giorno. Giovani con problemi, giovani diversi, giovani che lottano per non sentirsi inferiori……
Guardate il video e giudicate voi!!!!!

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/286210/viviani-dislessia.html

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lun, mar 5, 2012  Roberta Buscherini
Michelangelo Starita: “La Polizia di Stato oggi non è rispettata”
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Il Sindacato dei Poliziotti Uniti dalla Base è un’organizzazione nata nel 2011 con l’obbiettivo di difendere i diritti dei poliziotti in un momento di relativa crisi come quello attuale. Abbiamo fatto un’intervista al segretario generale del sindacato, Michelangelo Starita.

Il sindacato dei poliziotti uniti dalla base è abbastanza giovane, in quanto è nato come sindacato lo scorse mese di settembre. Quali sono le motivazioni per la creazione di questo sindacato?
Il sindacato nasce con l’obbiettivo di mettere al servizio dei poliziotti la nostra esperienza, oggi c’è bisogno di sindacati che parlino delle difficoltà che attraversa la Polizia di Stato, dei disagi ai quali dobbiamo far fronte tutti i giorni. Il sindacato si propone di contrastare l’orientamento dell’Amministrazione che, quotidianamente, si dimostra sempre più determinata a ridurre drasticamente il ruolo dei sindacati nella Polizia di Stato; se l’Amministrazione non si è ancora decisa ad affrontare il sindacato frontalmente è solo perché la loro residua capacità di resistenza o alcuni vincoli istituzionali, renderebbero questa scelta costosa in termini di conflitto o di perdita di legittimazione.
Lei ha parlato di disagi, potrebbe essere più  concreto?
Non so se lei ha visto in questi giorni il video di Val di Susa nel quale un carabiniere era insultato per un giovane manifestante. Purtroppo non è un fatto isolato, queste attitudini ci sono tutti i giorni. La Polizia di Stato oggi non è rispettata dai cittadini e tutti i giorni dobbiamo vivere situazioni simili.
Quali sono le principali rivendicazioni del sindacato?
Ce ne sono tante. Una delle più importanti deriva dai ridicoli stipendi che percepiscono i poliziotti. Sono estremamente bassi rispetto alla polizia europea. Non è possibile accettare queste cifre.
Pensa che è aumentata la criminalità in Italia? La gente ha paura?
Sicuramente i reati contra la persona, ovvero gli omicidi sono diminuiti negli ultimi anni ma le rapine, furti, ecc….questi piccoli atti criminali sono aumentati. In alcune zone la presenza della Polizia è molto scarsa ed è normale che la gente abbia paura. Manca la percezione di sicurezza e, sa come s’incrementa la percezione di sicurezza nelle persone? vedendo poliziotti per la strada, sentendo la Polizia vicina. E’ fondamentale per un buon funzionamento della società, anche per quel che riguarda la propria economia. Un imprenditore non costruirà la propria azienda in una zona nella quale non c’è sensazione di sicurezza.
Uno dei punti più conflittivi per quel che riguarda le misure previsto per il governo è l’amnistia per svuotare le carceri? Cosa ne pensa lei?
Principalmente ci sono due problemi su quest’amnistia. D’una parte quella giudiziale ma dall’altra, la mancanza di pena. Svuotare le carceri dal punto di vista umano possiamo anche condividerlo ma non è un corretto segnale per chi delinque. Non è un esempio. Piuttosto che svuotare le carceri, bisognerebbe investire per rendere dignitose le strutture carceraria che esistono attualmente.
Per approfondimenti, visitare il sito del sindacato: Sindacato Poliziotti uniti dalla base

 

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