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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al giorno marzo 20th, 2012

mar, mar 20, 2012  Roberta Buscherini
Prima manifestazione di poliziotti, vigili e militari contro la riforma pensionistica
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Oggi ha avuto ufficialmente inizio la serie di manifestazioni promossa dai sindacati di polizia in protesta al rinnovo del sistema pensionistico previsto dal Governo Monti.

Foto: Savonanews

I poliziotti, che hanno chiesto aiuto anche ai Cocer del Comparto Sicurezza e Difesa affinché si uniscano alla protesta, metteranno in atto dei presidi davanti alle Prefetture e alle Questure contro “l’inganno del Governo sul trattamento che intende riservare alle pensioni delle donne e degli uomini delle Forze di Polizia e delle Forze Armate”.

I sindacati (SIULP, SAP, UGL Polizia di Stato, CONSAP, SAPPE, UIL PA Penitenziaria, FNS CISL Penitenziaria, UGL Polizia Penitenziaria, SAPAF, UGL Forestale, Fe.Si.Fo, FNS CISL Forestale, UIL PA Forestale, FNS CISL Vigili del Fuoco, UGL VVF, UILPA VVF) lamentano la mancanza, da parte del Governo, della consapevolezza di quanto sia diverso e specifico il lavoro delle forze dell’ordine; innalzare il limite di età e ridurre la contribuzione figurativa per accedere alla pensione anticipata porterebbe, infatti, ripercussioni pericolose sull’operatività del servizio e quindi sulla sicurezza dei cittadini.

I poliziotti “affrontano armati, situazioni complesse e rischiose di controllo del territorio e di ordine pubblico”; situazioni che possono avere risvolti negativi se affidate a persone che non hanno più l’età giusta per reagire prontamente, ma a quanto pare il Governo per ridurre i costi è disposto anche a mettere a rischio la vita dei cittadini.

Tutto ciò è ancora più incredibile se si considera il fatto che solo pochi mesi fa lo stesso presidente del consiglio aveva definito il comparto difesa e sicurezza “cuore dello stato” rassicurando sulla consapevolezza della sua specificità. Per le sigle sindacali oggi in piazza è necessario che in tempi brevissimi si dia corso al confronto con il governo, preannunciato dallo stesso ministro Fornero.

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mar, mar 20, 2012  Roberta Buscherini
Docenti inidonei: il governo vuole fare cassa?
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Al Miur si sono discussi, in questi giorni,  i criteri per l´assegnazione della sede al personale docente inidoneo che nei mesi scorsi ha fatto richiesta di transitare nei ruoli del personale amministrativo e tecnico ai sensi del comma 12 dell´art.19 della legge 111/2011 e del DM 12.9.2011, n.79.

Argomento di particolare rilevanza sono i criteri per l´inquadramento giuridico ed economico di questa classe di docenti e per l´assegnazione della sede definitiva attraverso la procedura di mobilità.

 

Di fatto si è stabilito che:
-    al personale che transita nei ruoli ATA viene mantenuto il livello stipendiale mediante assegno riassorbibile che non aumenta fino all’equiparazione con il personale ATA e, per la parte dell’assegno, non è pensionabile;
-    nel ruolo di personale ATA si sarà considerati sani, ovvero idonei alla funzione;
-     fino a quando non vi è il decreto per il nuovo inquadramento si resta docenti fuori ruolo;
-    il passaggio al ruolo ATA non prevede la scelta della sede;
-     l’assegnazione di sede definitiva è attribuita solo a decorrere dall’anno scolastico 2012/2013;
-    il passaggio al ruolo ATA è irreversibile, in quanto è previsto per legge che il docente inquadrato nei profili ATA possa optare per la mobilità intercompartimentale;
-     il passaggio ad altra amministrazione è obbligatorio.

 

 

Per quanto riguarda  l’assegnazione provvisoria della sede, essa è stata disciplinata, come lo sarà la scelta della sede definitiva, secondo la normativa vigente per tutto il personale della scuola.
Il trasferimento nel nuovo ruolo si intende definitivamente effettuato solamente con la sottoscrizione del nuovo contratto individuale di lavoro perciò i docenti sono liberi, entro tale data, di rifiutare la sede assegnatali avendo la domanda carattere volontario.

Ancora una volta sembra evidente, data la fretta, la volontà di utilizzare la scuola per fare cassa lasciando in disparte quelle che sono le sue vere esigenze.

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mar, mar 20, 2012  Roberta Buscherini
Condannato il Ministero a pagare 80.000 euro a quattro docenti precari
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Il tribunale di Monza ha emesso due sentenze a favore di due docenti precari ATA, di Milano, e ha considerato “illegittima l’ apposizione del termine e la conseguente nullità parziale dei contratti stipulati tra le partì, condanna il MIUR in persona del Ministro pro tempore, a corrispondere in favore del ricorrente a titolo retributivo un importo pari alla differenza stipendiale tra quanto percepito in forza dei contratti a tempo determinato impugnati e quanto avrebbe dovuto percepire se fosse stata correttamente collocata nei gradini stipendiali previsti dalla successione dei CCNL del comparto scuola in base all’anzianità maturata dalla prima assunzione otre interessi legali dalla scadenza al saldo”.

 

Il Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori (Codacons) ha reso noto che i diritti dei precari della scuola sono stati nuovamente riconosciuti in Lombardia, dopo le prime due sentenze a favore dei due insegnanti ottenute dalla stessa associazione dei consumatori.
Ma non è l’unico caso in Lombardia. Il tribunale del Lavoro di Milano, ha dichiarato in favore di altri due insegnanti in stato di precariato: “il mancato riconoscimento dell’anzianità di servizio lamentato da parte ricorrente, incidendo negativamente sull’aspetto economico, integra una ingiustificata discriminazione ai suoi danni… consegue quindi il diritto al risarcimento del danno pari alle differenze retributive conseguenti al mancato computo, ai fini dell’anzianità, dei periodi di servizio espletato in regime di precariato, risultanti dalla differenza tra la retribuzione percepita dalla parte ricorrente durante il periodo di impiego a termine e la retribuzione che avrebbe dovuto percepire in considerazione della maggiore anzianità e professionalità di volta in volta raggiunta”.
Queste due sentenze obbligano il Ministero dell’Istruzione a pagare circa 80.000 euro ai quattro docenti precari: il Codacons invita inoltre tutti gli insegnanti che versano in stato di precariato ad aderire all’azione del Codacons al fine di ottenere il legittimo indennizzo per mancata assunzione a tempo indeterminato.

 

CASI ANCHE A CHIETI

Secondo ha informato OrizzonteScuola, la Uil scuola Chieti comunicate è stato riconosciuto il risarcimento dei danni per la reiterazione del contratto annuale nei confronti di sette lavoratori precari.

Anche il giudice del Tribunale di Chieti ha ritenuto illegittimo la reiterazione dei contratti a tempo determinato stipulati stipulati a sette docenti precari ed ha ordinato un risarcimento pari a 15 mensilità, assieme agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria dell’ultimo contratto

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- Pensioni Scuola

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mar, mar 20, 2012  Roberta Buscherini
Dipendenti Pubblici: L’Inps avverte di fare attenzione all’indirizzo sul certificato
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L’istituto Nazionale di Previdenza Sociale, INPS, ha emesso un comunicato per avvisare i lavoratori che necessitano un certificato medico per malattia sull’importanza di fare attenzione all’indirizzo per la reperibilità: “In merito alle visite mediche di controllo domiciliare per i dipendenti delle aziende pubbliche e private l’Inps fornisce ulteriori chiarimenti alla circolare n°118 del 12.09.2011. L’Istituto ha, infatti, il compito di effettuare i controlli medico-legali ai lavoratori assenti per malattia anche nel caso in cui dipendano da aziende, come quelle pubbliche, che non versano i contributi all’Inps”.

 

Le amministrazioni hanno la facoltà di chiedere la visita di controllo alle Asl competenti. “Gli orari di reperibilità in caso di malattia dei lavoratori pubblici (9.00-13.00 / 15.00-18.00), sono diversi da quelli dei lavoratori privati (10.00-12.00 / 17.00-19.00), ma l’Inps garantisce il servizio di controllo domiciliare, esclusivamente durante le fasce di reperibilità relative ai dipendenti privati”.
La nota dell’INPS continua spiegando che “i datori di lavoro pubblici e privati devono utilizzare esclusivamente il servizio telematico che offre il vantaggio di consentire l’invio della domanda nell’intero arco delle 24ore. Naturalmente, le visite saranno effettuate durante la fascia di reperibilità antimeridiana, per le richieste pervenute entro le ore 9.00, e nella fascia di reperibilità pomeridiana per quelle pervenute tra le ore 9.00 e le 12.00″.

 

Le richieste via fax sono accettate solo in casi di interruzione del servizio telematico per problemi tecnici. Infine, l’INPS ricorda che i datori di lavoro “potranno conoscere l’esito delle visite domiciliari per i loro dipendenti, esclusivamente per via telematica, collegandosi nell’apposita sezione del Portale dell’Inps (www.inps.it)”.

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