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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al giorno marzo 23rd, 2012

ven, mar 23, 2012  Roberta Buscherini
Assolti 8 alti ufficiali della Marina Militare per le morti di cancro sulle navi
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Il giudice di Padova, Nicoletta De Nardus, ha assolto gli otto alti ufficiali della Marina Militare imputati di omicidio colposo per la morte di due militari dovuta a mesotelioma pleurico; malattia che secondo l’accusa avevano contratto a causa dell’amianto impiegato nella costruzione delle navi da guerra. Il giudice ha considerato che “il fatto non sussiste” e ha proceduto all’assolto.  Una decisione che non è piaciuto ovviamente ai famigliari delle vittime né al Pubblico Ministero che ha già annunciato il ricorso in appello contro la sentenza di assoluzione.

L’indagine del Pubblico Ministero Sergio Dini era scattata nel 2005 dopo la morte del Capitano di vascello Giuseppe Calabrò, 61 anni, e del meccanico di bordo Giovanni Baglivo, 50 anni, ricoverati all’ospedale di Padova per mesotelioma pleurico da asbestosi.
Molte delle vittime dell’esposizione all’amianto avevano fiducia in una sentenza diversa rispetto a questo caso dopo le condanne nel processo “Eternit” a Torino, e prima ancora per quello “Breda-Fincantieri” relativo alle morti da amianto a Venezia. Il presidente dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro, Franco Bettoni, ha lamentato fortemente la decisione del giudice di Padova considerando che “ doveva essere un’altra sentenza che avrebbe lasciato il segno dopo la condanna dei dirigenti Eternit – ha affermato – ed invece ha segnato una battuta d’arresto sulla via della giustizia alle vittime dell’amianto che davvero non ci aspettavamo”.
La sentenza del giudice De Nardus, in attesa di conoscere tra 90 giorni le motivazioni e poi l’esito del ricorso in Appello annunciato dal Pm, frena la seconda inchiesta, già battezzata “Marina 2″, su cui fanno affidamento decine di ex marinai imbarcati su ”navi maledette”. (Fonte: Grnet)

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ven, mar 23, 2012  Roberta Buscherini
Ancora dubbi sull’articolo 18 della Riforma del Lavoro per gli statali
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Il ministro del Welfare afferma che sugli statali: “Non è nel mio mandato, ma non significa che non interverremo”. Poi la Fornero aggiunge: “Non torniamo indietro sull’articolo 18″.

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Confusione rispetto l’articolo 18 della Riforma del Lavoro approvata per il governo, forse vale anche per gli statali, non è chiaro. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, assicura che non c’è marcia indietro né “cedimento a pressioni. Non lo aboliamo. Distinguiamo le fattispecie”, in questo modo il ministro conferma che nei casi di licenziamento illegittimo per motivi economici, ci sarà solo l’indennizzo. Nei casi di licenziamento disciplinare invece, sarà il giudice a decidere tra reintegro e indennizzo (da un minimo di 15 ad un massimo di 27 mensilità dell’ultima retribuzione).

 

Le novità e i dubbi arrivano sulla validità dell’art. 18 nel caso degli statali. Fino a ieri, la Fornero ha assicurato e reiterato che gli statali non sarebbero stati toccati ma oggi si apre uno spiragli e questo potrebbe non essere dal tutto certo. “Non era il mio mandato di intervenire sulla funzione pubblica, ma questo non vuol dire che non interverremo”, ha detto ora la Fornero, “il governo valuterà che cosa deve essere fatto sul pubblico impiego perché molto è stato fatto”. E cosa vuol dire ? magari che da qui al 2013 il governo Monti non ritoccherà anche il contratto degli statali.

 

Al settore pubblico attualmente viene applicato lo Statuto dei lavoratori in base al comma 2 dell’articolo 51 della legge 165 / 2001. Questa norma stabilisce che per i dipendenti pubblici valgono le stesse norme che regolano il licenziamento dei dipendenti privati con qualifica impiegatizia, e il diritto alla reintegrazione. L’applicazione dello statuto dei lavoratori ai dipendenti pubblici  prevede però una disciplina normativa diversa da quella del settore privato, compresa quella relativa ai licenziamenti, ovvero uno dei punti più controversi della modifica prevista per il Governo Monti.
Per questo motivo, non è possibile conoscere gli effetti del polemico articolo 18 sugli statali finché non verrà definito completamente il testo di riforma del mercato del lavoro.

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ven, mar 23, 2012  Roberta Buscherini
Possibilità di sciopero del personale sanitario del Policlinico Gemelli
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Tensione tra medici, infermieri e impiegati del policlinico Gemelli, nel Lazio, per la disdetta dei contratti di lavoro firmata dal direttore amministrativo dell’università Cattolica, Marco Elefanti. Di conseguenza il personale dell’ospedale dovrà decidere ora sulla possibilità di realizzare uno sciopero. Il rappresentate di Funzione Pubblica nel sindacato Cgil, Gianni Nigro, ha chiesto al management del policlinico a tornare indietro e ritirare la lettera di disdetta dei contratti. “In caso contrario – ha assicurato alla Repubblica- ci sarà la mobilitazione generale”. Il rappresentante sindacale ha chiesto la pubblicazione dei bilanci “dettagliati del policlinico e solo allora, di fronte all’accertamento delle difficoltà addotte, si potrà aprire un negoziato, superando la logica delle scelte unilaterali, per ridurre eventuali costi che, comunque, non potranno interessare i diritti consolidati dei lavoratori”.

 

 

D’altra parte, il rappresentante del Sindacato autonomo Medici dell’Università (SAMUC), Salvatore Caputo, ha sottolineato la necessità di realizzare un’assemblea per trattare questo argomento, che “sarà la prima assemblea unitaria di tutto il personale dopo cinquant’anni di vita del Gemelli”. Caputo ha lamentato che “lo scorso 23 febbraio l‘amministrazione ha disdetto contratti e accordi di lavoro senza preavviso alcuno né consultazione di sorta, perciò si fa sempre più concreta la possibilità di uno sciopero”.

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