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Archivi al giorno marzo 24th, 2012

sab, mar 24, 2012  Roberta Buscherini
Polizia Penitenziaria: “dal 2000 abbiamo salvato la vita a 10.000 detenuti che hanno tentato il suicidio”
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Dal 2000 ad oggi si sono uccisi circa 100 poliziotti penitenziari, 1 direttore di istituto (Armida Miserere, nel 2003 a Sulmona) e 1 dirigente regionale (Paolino Quattrone, nel 2010 a Cosenza). E otto suicidi di poliziotti in pochi mesi sono sconvolgenti. Da tempo sosteniamo che bisogna comprendere e accertare quanto hanno eventualmente inciso l’attività lavorativa e le difficili condizioni lavorative nel tragico gesto estremo posto in essere. L’Amministrazione penitenziaria, dopo la tragica escalation di suicidi degli scorsi anni – nell’ordine di 10 casi in pochi mesi! –, accertò che i suicidi di appartenenti alla Polizia Penitenziaria, benché verosimilmente indotti dalle ragioni più varie e comunque strettamente personali, sono in taluni casi le manifestazioni più drammatiche e dolorose di un disagio derivante da un lavoro difficile e carico di tensioni.

 

 

All’Amministrazione Penitenziaria abbiamo da tempo chiesto particolare attenzione al tragico problema, con la verifica delle condizioni di disagio del personale e l’eventuale istituzione di centri di ascolto con psicologi del lavoro ai quali le colleghe ed i colleghi possono anonimamente ricorrere. Nulla è stato fatto, e i suicidi sono purtroppo costanti. Ma su queste tragedie non possono e non devono esserci colpevoli superficialità o disattenzioni. Il personale di Polizia Penitenziaria è stato ed è spesso lasciato solo a gestire all’interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno.

 

 

Non si può e non si deve chiedere al Personale del Corpo di “accollarsi” la responsabilità di tracciare profili psicologici che possano eventualmente permettere di intuire l’eventuale rischio di autolesionismo da parte dei detenuti. Una cosa è certa: se non fosse per la professionalità, l’attenzione, il senso del dovere dei poliziotti penitenziari le morti per suicidio in carcere sarebbero molte di più di quelle attuali. I poliziotti e le poliziotte penitenziari italiani dal 2000 ad oggi sono infatti intervenuti tempestivamente in carcere salvando la vita a ben 10mila detenuti -10.000! – che hanno tentato di suicidarsi ed impedendo che gli oltre 66mila atti di autolesionismo posti in essere da altrettanti ristretti potessero degenerare ed ulteriori avere gravi conseguenze. Quello del poliziotto penitenziario è un lavoro difficile e delicato: se il carcere è, in qualche misura, la frontiera ultima più esposta del sistema della giustizia, all’interno del sistema carcerario il personale di Polizia Penitenziaria è la barriera più estrema.

 

Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto SAPPE

Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria

 

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