Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi al giorno marzo 27th, 2012

mar, mar 27, 2012  Roberta Buscherini
Ministro per la Funzione Pubblica: NO art.18 sugli statali
Vota Questo Articolo

Novità sull’applicazione dell’art.18 sugli statali e sui dipendenti pubblici. Il ministro per la funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, ha affermato che “si è sviluppato un dibattito a tratti incomprensibile se non indecifrabile”, secondo una lettera al Messaggero.  “Un pezzo d’Italia chiede di colpire i lavoratori pubblici come se ci fossero conti da regolare”, considera il ministro “il paese anche in questo settore ha bisogno di unità e non di divisioni”.

 

Il Ministro inoltre ha elencatole motivazioni  che rendono fuorviante l’applicazione dell’art. 18 agli statali.
1.    L’accesso alla PA avviene tramite concorso.
2.    La disciplina della risoluzione del rapporto di lavoro è ”in equilibrio tra garanzie di legalità e doveri dei lavoratori aggiuntivi a quelli previsti nel settore privato”. In questo senso, il dipendente pubblico può e deve essere licenziato se commette determinati reati o se ha comportamenti scorretti previsti dalla legge. Ma al dirigente pubblico non può essere applicata la disciplina del dirigente privato che prevede la licenziabilità per il venir meno della fiducia, in quanto ”nessun rapporto fiduciario può crearsi tra dirigente pubblico e vertice politico amministrativo”.

3.    Il licenziamento per motivi economici nel settore pubblico ha una disciplina ad hoc, ”scattano una serie di procedure che portano alla mobilità dei lavoratori prezzo altre amministrazioni e alla eventuale collocazione in disponibilità con trattamento economico pari all’80% dell’ultimo stipendio per due annualità.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mar, mar 27, 2012  Roberta Buscherini
MEDICI: comprare farmaci on line per pagare meno. Lo faresti?
Vota Questo Articolo

L’ Agenzia Italiana del Farmaco, Aifa, denuncia la poca trasparenza e affidabilità nel settore delle farmacie on line, infatti “solo l’1 % delle farmacie in rete è legale. Il resto delle esistenze sarebbe rappresentato da farmacie false o illegali. Le prime dedite esclusivamente alla frode, le seconde alla diffusione di prodotti sospetti e non conformi agli standard”.

 

IL CASO
Queste dichiarazioni dell’Aifa avvengono dopo la morte di Teresa Sunna, di 29 anni, la quale aveva fatto uso di un farmaco comprato su Internet. Altre due donne si sono sentite male dopo aver assunto del sorbitolo per sottoporsi ad un test sull’intolleranza alimentare. I medici di Barletta, in Puglia, sono riusciti a salvare la vita alle altre due pazienti che sono ancora ricoverate sotto osservazione al Dimiccoli di Barletta, ma sono fuori pericolo.
Le indagini su quanto è successo a Barletta ha portato al sequestro di 1000 tonnellate di sorbitolo da parte dei Nas di Padova in due ditte di Rovigo e Mantova ed è allerta cautelativa da parte del ministero della salute per chi avesse acquistato il dolcificante su EBay perché avvisi i Nas per le analisi.
È preoccupante l’incremento registrato nella vendita di farmaci on line, contraffatti o illegali, magari anche la mancanza di controllo su la vendita di questi prodotti. C’è stata una proliferazione evidente di “ negozi virtuali su Internet che offrono alla vendita medicinali di dubbia provenienza, ovvero in gran parte dei casi non conformi alle informazioni riportate sull’etichetta, che attirano tuttavia clienti inconsapevoli dei rischi grazie a una serie di promesse (difficili da mantenere) come la riservatezza della spedizione, la qualità della produzione e le caratteristiche naturali degli ingredienti, ma soprattutto grazie a un prezzo di vendita sensibilmente più basso rispetto al prodotto legale autorizzato sul mercato (basti pensare al riguardo che un prodotto per il trattamento delle disfunzioni erettili viene promosso su Internet con un prezzo dieci volte inferiore rispetto a quello del farmaco autorizzato, distribuito attraverso i canali legali)”, segnala l’Aifa in una nota.

 

RESPONSABILITA’
Una delle prime cose da fare in questi casi è sicuramente appellare alla responsabilità dei propri consumatori, in quanto non è uguale comprare scarpe su Internet o pneumatici per la macchina, che comprare farmaci. Questo è chiaro, ma d’altra parte, qual è la parte di responsabilità dei medici?  

 

NUMERI E DATI
Secondo un comunicato del Ministero della Salute,  dal 2005 in Italia sono state segnalate 5.445 persone per questa tipologia di comportamenti e al sequestro di 3.664.000 farmaci. I fornitori, di solito, sono allocati all’estero, e i compratori sono attirati dalla possibilità di effettuare acquisti in forma anonima, in assenza di prescrizione e a prezzi economici.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest