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Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al giorno marzo 30th, 2012

ven, mar 30, 2012  Roberta Buscherini
Il ministro Profumo non è contrario all’eliminazione dei compiti a casa
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Il Ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, si è pronunciato rispetto la proposta sull’eliminazione dei compiti a casa che si discute in questi giorni in Francia.
Su SkyTG24, il ministro ha affermato che “oggi nella scuola i nostri ragazzi imparino solo una parte delle loro competenze: molti sono input che vengono da altre sorgenti”.

Per Profumo, quindi, il senso è limitare “i compiti di tipo tradizionale: le forme di partecipazione degli studenti sono diverse, si possono dare stimoli senza che siano propriamente compiti. È un buon tema su cui ragionare”.

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ven, mar 30, 2012  Roberta Buscherini
Ok, niente compiti a casa ma, cosa facciamo?
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L’ argomento sui compiti a casa mi sembra molto interessante e in questi giorni se ne parla molto sui giornali grazie ad un’iniziativa di un’associazione francese che considera che i compiti a casa, nel casi di bambini che frequentano la scuola elementare, sono inutili e ingiusti. L’associazione ha lanciato un appello pubblico e poi ha promosso la proposta tramite un blog nel quale chiede a insegnanti e genitori di organizzare due settimane senza compiti, ma immaginando altri modi per approfondire il lavoro fatto a scuola.
Questo blog, bisogna dire, ha già raccolto 22.000 adesioni e ha sviluppato un acceso dibattito su tutti i giornali. Un dibattito appunto per inventare nuove formule per migliorare il rapporto scuola e famiglia.
A me sembra interessante, come dicevo prima, ma innanzitutto penso che le cose devono farsi con un obbiettivo chiaro e preciso. Poi, devono essere fatte bene. Questa iniziativa di non fare compiti a casa non risponde al “povero bambino a lavorato tutto il giorno a scuola e deve ancora fare compiti”, “mia figlia è stressata, non riesce a finire i compiti”, “per la questione di compiti litighiamo sempre, lui non li vuole fare”,…non è così. Nella mia esperienza come insegnante ho scoperto mamme che la vedono così e, si sbagliano.
Credo che ci sono molti altri modi per sviluppare e fissare quello che il bambino ha imparato a scuola, ad esempio, cercando di spiegarlo ai genitori oppure facendo dei disegni, guardando un video collegato, ecc….ma bisogna contare con il supporto e la partecipazione determinata dei genitori. Molte volte, per non badare i bambini, i genitori obbligano loro a fare compiti e in questo modo i genitori sono liberi da fare altre cose, questo è un modo sbagliato di concepire il rapporto educazione, apprendistato, scuola e famiglia.
Gli esercizi è meglio farli a scuola, sono d’accordo, perché sono gli insegnanti i quali devono aiutare gli alunni nel caso di difficoltà con le diverse materie, ma a casa queste materie bisogna riassicurarle.
Sono insegnante e sono anche mamma. Ho dovuto sempre fare compiti a casa, da quando ero piccola, e penso che oltre la materia scolastica in sé, i compiti servono per dare una disciplina ai bambini…..pertanto, se cancelliamo i compiti a casa, qualcos’altro bisogna che facciamo.

Avete qualche idea?

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ven, mar 30, 2012  Roberta Buscherini
Gli alunni in Italia continueranno a studiare Dante e ‘La Divina Commedia’
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Il Ministro dell’ Istruzione, Francesco Profumo, ha risposto alle richieste dell’associazione “Gherush92” sull’eliminazione dello studio di Dante per messaggi antisemiti, razzisti e omofobi. “Non sussiste alcun rischio che lo studio dell’opera di Dante possa essere eliminata dalla didattica delle scuole”, ha detto Profumo.

 

 

“Il contesto didattico – ha affermato Profumo – rappresenta la sede ottimale per divulgazione del messaggio culturale che il Sommo poeta comunica. In particolare si evidenzia che il decreto ministeriale 211 del 7 ottobre 2011 con cui vengono individuate le competenze dello studente al termine del percorso liceale, prevede lo studio intensivo della ‘Divina Commedia’, quale opera decisiva per il costituirsi dell’intera cultura italiana. Ovviamente tale studio si concentra sugli aspetti artistico-culturali dell’opera e tiene conto del contesto storico nel quale la stessa fu prodotta. Gli studenti, guidati dall’insegnante, sono così in grado di leggere il testo con la necessaria consapevolezza critica”.

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