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Archivi al giorno marzo 31st, 2012

sab, mar 31, 2012  Roberta Buscherini
MEDICI: SANITA’ LOW COST
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“Circa 5-6 milioni di italiani negli ultimi due anni sono andati all’estero, soprattutto nell’Est Europa, a fare turismo dentale spinti dai prezzi molto più convenienti, visto che in media si spende la metà se non un terzo per le cure odontoiatriche, e dalla scarsità di polizze malattia e coperture assicurative in grado di coprire adeguatamente le spese mediche sostenute qui in Italia ” è il dato per ceri versi allarmante divulgato da Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc.
E in effetti già una ricerca Assolowcost del Censis e più recentemente anche uno studio dell’Università Bocconi di Milano non solo confermano questa tendenza, ma sottolineano come negli ultimi anni il ricorso alla sanità low cost è in forte aumento.

 

Il dato davvero significato che emerge dallo studio universitario svolto dal prof. Mario Del Vecchio e da Valeria Rappini, è quello secondo il quale a differenza del passato, la sanità low cost non corrisponde a una minore qualità, anzi la tendenza è proprio al contrario: l’aumento tra il 20% e il 50% per le strutture private che applicano sconti importanti in particolare nel mondo dell’odontoiatria non denotano una scarsità di qualità delle prestazioni che invece risultano essere migliori del passato .

 

Come si traduce il ricorso alla sanità low cost nella pratica?

Se per una visita specialistica in ambito pubblico si paga una media di 20€ di ticket e si attende anche diverse settimane, in ambito privato low cost, per meno del doppio di quell’importo si possono ottenere visiti specialistiche nel giro di un paio di giorni.
Di pari passo con questa tendenza aumenta anche il numero delle associazioni no profit che offrono un servizio di intermediazioni per l’accesso alla sanità low cost; come ad esempio le misericordie o l’Anpas. Proprio questo affiancamento tra volontariato e low cost non viene sempre ben accettato da coloro che appartengono all’ambiente sanitario e che in tutta onestà paragonano questa realtà a quella di un’impresa sociale basata su alti volumi di prenotazioni e processi produttivi improntati al risparmio .

 

Lo studio dell’Università Bocconi quindi dimostra tra le altre cose che la sanità low cost applica le logiche del no-profit abbattendo quindi i costi ed estendendo la propria utenza, sempre più convinta che al low cost non corrisponda una cattiva qualità.

Fonte: Repubblica e Agi.it

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