Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi al giorno maggio 7th, 2012

lun, mag 7, 2012  Roberta Buscherini
RIFORMA: TAGLI PENSIONI MA TAGLIATI ANCHE ALCUNI PRIVILEGI PER MILITARI
Vota Questo Articolo

Parlare sulla riforma e i tagli che il governo ha previsto per ridurre la spesa pubblica non è soltanto parlare dell’età di pensionamento, ma anche di diritti dei dipendenti statali e le diverse sottocategorie. Nel caso degli appartenenti l comparto difesa e sicurezza, la riforma incide sui meccanismi che hanno aumentato l’assegno previsto per i lavoratori in uniforme.

 

Questa settimana è prevista una riunione tra i diversi sindacati rappresentanti di queste categorie  per discutere sul testo che la ministro del welfare, Elsa Fornero, ha presentato venerdì scorso al Consiglio.

Vediamo di controllare insieme alcune di queste agevolazioni che verranno modificate con il documento:
-    L’aumento del periodo di servizio (scivolo), finora garantito quando si andava in pensione, viene ridotto da 5 a 2 anni
-    La pensione di privilegio sarà praticamente eliminata in quanto saranno molto pochi i casi in cui verrà applicata : per averne diritto non bastano più le «ridotte attitudini» sufficienti oggi ma diventa necessario essere «inabili al servizio». In passato la pensione di privilegio scattava nove volte su dieci, così diventerebbe una rarissima eccezione.
-    La pensione ausiliaria viene definitivamente cancellata dal 2018.

 

Consumato lo scontro, il governo ha deciso di approfondire la questione in attesa di incontrare nei prossimi giorni i sindacati e i Cocer, i rappresentanti dei militari. «Vogliamo sperare-  dice Felice Romano, segretario del sindacato di polizia Siulp sul Corriere-  che il governo consideri le specificità del nostro lavoro, peraltro riconosciute dalla legge. Il rischio è che ne vada di mezzo la sicurezza dei cittadini».

 

ACCESSO ALLA PENSIONE DI VECCHIAIA DOPO LA RIFORMA
I soldati e gli agenti si passa gradualmente dai 60 anni di oggi ai 63 necessari a regime nel 2018, per i marescialli si va dai 62 anni di oggi a 64, per i generali da 65 a 66 anni e sette mesi.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
lun, mag 7, 2012  Roberta Buscherini
Guardia di Finanza: lavoratori contro l’evasione fiscale
Vota Questo Articolo

Con il governo Monti si è inasprita anche la caccia agli evasori fiscali e di conseguenza è aumentato il lavoro della Guardia di Finanza.

Sono numerosi, infatti, i controlli che la Guardia di Finanza sta svolgendo in tutta Italia, soprattutto nelle zone in cui lo shopping e la movida creano un giro più ampio di clienti; più numerosi sono i clienti, infatti, più è facile cadere nella tentazione di fare i ‘furbi’.

Diverse le tipologie di negozio controllate: ristoranti/pizzerie; parrucchieri/barbieri; bar; alimentari/minimarket; negozi al dettaglio di abbigliamento, negozi di prodotti casalinghi; fruttivendoli, lavanderie, pasticcerie, circoli culturali, fiorai, macellerie, centri massaggi, estetisti, biancheria.

Ma la Guardia di Finanzia non si ferma qui, non solo stanno controllando la regolare emissione di scontrini e ricevute fiscali da parte dei negozianti, ma stanno anche cercando di reprimere la contraffazione e l’abusivismo commerciale in aumento costante, soprattutto nelle grandi città.

 

Un esempio eclatante riguarda la notte bianca di Firenze, dove su 130 controlli 49 commercianti sono stati sorpresi a svolgere azioni irregolari e 11 le persone trovate  a vendere abusivamente.

 

Ma questo non basta: la lotta all’evasione fiscale deve essere fatta  quotidianamente, con l’aiuto di tutti, e non solo con un blitz periodico “in voga in questo momento in città o zone particolarmente attrattive d’Italia”.

 

I cittadini in questa operazione possono e devono fare la loro parte, denunciando i casi di evasione chiamando il 117; è, infatti, ingiusto che sia sempre i cittadini onesti a pagare per chi si sottrae illegalmente al fisco.

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
lun, mag 7, 2012  Roberta Buscherini
Medici: drastica diminuizione di specialisti in Italia
4 (80%) 1 Vota Questo Articolo

Nel 2005 se ne contavano 286.141. Oggi sono calati a 274.359, facendo registrare un calo del 4.1%. Sono i medici specialisti e i dati sono stati forniti da una ricerca elaborata dalla FnomCeo.

 

La federazione Nazionale degli Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri ha eseguito un’analisi approfondita su questo tema, riportando i dati in una tabella da cui emerge come primo dato importante che fino al 2005 era stata registrata una crescita costante del numero degli specialisti; negli anni successivi invece il calo in questo settore ha superato il 4% e ha riguardato maggiormente alcuni settori della medicina specializzata come igiene e medicina sociale (-7.3%), pediatria (-6.6) e gastroenterologia (-6.3%).

 

Va sottolineato anche però che alcuni settori di specializzazione invece sono in controtendenza anche se non incidono sul risultato finale in negativo. Si tratta di radioterapia (+6.3%), genetica medica (+2.1%) e chirurgia maxillofacciale (+0.69%) .
Questa tendenza rimane purtroppo in linea con quella riguardante la distribuzione dei contratti di formazione in questo ambito professionale decisa dal Ministro Profumo che purtroppo conferma, nelle parole del vicepresidente FnomCeo Maurizio Benato, la mancanza assoluta di “un progetto strategico che rimoduli e adegui fabbisogni, conoscenze e competenze professionali ai cambiamenti di contesto che caratterizzano il nostro servizio sanitario ”.

 

Anche il prof. Virgilio Ferruccio Ferrario, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Statale di Milano non solo sposa questa posizione ma sottolinea come, se non si pone rimedio immediato a questa tendenza, il rischio che l’Italia rimanga senza un numero sufficiente di medici specialisti è altissimo: “sono peraltro convinto che nessuno sappia con certezza quanto sia grande questo allarme, il che rende difficile avviare un progetto di risoluzione. Credo però che se si metteranno in campo da subito gli strumenti necessari per una programmazione seria degli anni futuri, ci sia ancora il tempo utile per arginare il fenomeno prima del pensionamento di un’alta quota di medici oggi in attività”.

 

Va anche, dalle sue parole riqualificato il ruolo della Regione in questo contesto, la quale, sulla base di dati statistici, deve indirizzare l’accesso alla facoltà e alle specializzazioni; “è assolutamente necessario indirizzare i ragazzi verso le specializzazioni legate alla domanda di salute della propria Regione. Questo è essenziale per il mantenimento di livelli assistenziali di qualità. Il rischio, altrimenti, è di doverli importare dall’estero, come insegna l’esperienza inglese ”.

 

Argomenti correlati:

- Pochi medici si vaccinano contro l’influenza

- Richiesta assicurazione per migliorare l’assistenza a pazienti

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest