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Archivi al giorno maggio 15th, 2012

mar, mag 15, 2012  Roberta Buscherini
Confsal Vigili del Fuoco: “Abbiamo una carenza di personale di circa 3.000 unità”
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foto: adnkronos

Altri sindacati di Vigili del Fuoco come la Conapo, hanno già manifestato la loro adesione allo sciopero proclamato dalla Confsal per il prossimo 28 maggio. Si tratta di una misura di protesta contro le continue mancanze di risposta alle problematiche del settore. Abbiamo fatto un’intervista al segretario nazionale della Federazione Nazionale Confsal, Franco Giancarlo, per conoscere gli approfondimenti sulla difficile situazione, per quel che riguarda le risorse, che sta attraversando questa categoria di dipendenti.

 

-    Per ché fare uno sciopero ora?
Motivi ce ne sono davvero tanti. Penso che siamo una categoria dimenticata dal Governo che non ci tiene per niente in considerazione.  ci tengono in considerazione quando le cose vanno bene, si attribuiscono le medaglie quando c’è un’emergenza ma il giorno dopo, una volta passata l’emergenza non ci pensano neanche e i cittadini questo lo devono sapere.

 

-    Quali sono i principali motivi della protesta?
Una delle principali richieste che vogliamo fare è indirizzata a sbloccare le procedure straordinarie dei passaggi di qualifica a capo squadra e capo reparto, così da ristabilire la normale sicurezza delle squadre operative di soccorso. In questo momento le squadre di vigili del fuoco in Italia lavorano senza capo squadra e questa figura non c’è più perché non si fanno passaggi di qualifica. Il governo doveva fare un decreto legge per i passaggi e non l’ha fatto, anche se si era compromesso a farlo. La funzione del capo squadra non è semplice, deve essere una persona qualificata a realizzarla, con una determinata formazione necessaria per gestire tutto.

 

-    Qual è la situazione dei Vigili del Fuoco per quel che riguarda il personale?
In questo momento abbiamo una carenza di personale di circa 3.000 unità che non stiamo coprendo. Lo sa lei come viene coperta questa mancanza di personale? Con precariato. Anche questa situazione doveva ricevere una risposta del governo che non è mai arrivata. Anzi, ci hanno addirittura tagliato il personale discontinuo.

 

-    Quali sono le conseguenze che secondo lei avranno i tagli previsti dal Governo sui Vigili del Fuoco e sul servizio ai cittadini?
Le conseguenze saranno molto negative, in quanto il personale è già insufficiente e, inoltre, sono stati bloccati i contratti fino almeno il 2013. Ma non solo quello, non dobbiamo ancora ricevere gli arretrati relativi agli aumenti contrattuali, 2008/2009, tuttora bloccati.

 

-    Cosa ne pensa delle riforme per quel che riguarda l’accesso alla pensione?
Mi sembra una situazione tragica e vorrei denunciare la poca sensibilità del governo in quanto il nostro non è un lavoro di ufficio né semplice da realizzare. In questo momento sopra la soglia dei 50 anni è molto faticoso realizzare certi lavori. Abbiamo delle difficoltà perché in alcune occasioni bisogna fare fino a otto piani di scale per lavorare, ad esempio, figuriamoci nel caso di persone di 63 o 64 anni. Quando un pompiere di quest’età arriva al luogo del sinistro non è più in grado di offrire nessun servizio.

 

Lo sciopero proclamato per il prossimo 28 maggio non sarà l’unico, ci saranno altri. Infatti sarà fissato un calendario di manifestazioni finché il governo non darà risposta alle mancanze e richieste dei Vigili del Fuoco.
Il servizio ai cittadini sarà garantito anche nei giorni di sciopero o manifestazioni.

 

 

Per approfondire su queste informazioni: Dichiarazione di sciopero nazionale per il 28.5.12

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mar, mag 15, 2012  Roberta Buscherini
Concorso ispettore antincendio Vigili del Fuoco
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Pubblichiamo il decreto ministeriale per il concorso straordinario per titoli a 334 posti per l’accesso alla qualifica di ispettore antincendio

– Articolo 153, commi 2 e 3, del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217.

Ecco qui tutte le informazioni sul decreto concorso vigili del fuoco

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mar, mag 15, 2012  Roberta Buscherini
Vigili: cosa abbiamo fatto al Giglio?
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L’impegno del Corpo di vigili del fuoco nella tragedia della Nave Concordia lungo la costa dell’Isola del Giglio è stato fondamentale fin dai primi istanti con un impiego di uomini e mezzi che in termini numerici si traducono in 126 militari e 56 veicoli di soccorso, per un totale di oltre 200 immersioni e più di 4600 ore di lavoro in mare.

 

Foto: Sky

Oggi, a distanza di molti mesi dall’accaduto i vigili del fuoco sono ancora e più che mai impegnati n azioni mirati intorno alla nave che si trova ancora spiaggiata e drammaticamente inclinata sul litorale toscano.
Solo pochi giorni fa ad esempio è stato eseguito un ennesimo controllo delle cabine del ponte 6 della concordia, in cerca dei corpi delle ultime vittime e sono riusciti a portare a riva un altro cadavere: indossava un giubbotto di salvataggio e si trovava sul ponte numero due. All’appello mancano ancora 16 dispersi tra cui una bambina e 6 membri dell’equipaggio.
A causa dei movimenti continui della nave i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno dovuto sospendere le ricerche; ciò che rimane della maestosa concordia infatti ha subito uno spostamento di 9 cm in verticale e 1,5 in orizzontale, uno spostamento che non permette di continuare e ricerche in sicurezza.
Oltre alla ricerca dei dispersi, esiste un’altra emergenza da sanare nel più breve tempo possibile: quella ambientale. Anche in questo contesto il ruolo dei vigili del fuoco sarà fondamentale.
Il capo del dipartimento dei vigili del fuoco però, il prefetto Francesco Paolo Tronca, non ha lesinato complimenti e apprezzamenti per il lungo lavoro di collaborazione messo in piedi dal settore sommozzatori e dagli altri nuclei coinvolti dallo scorso 13 gennaio ad oggi e chissà per quanto tempo ancora nelle operazioni di ripristino della costa e di recupero della carcassa della nave e dei corpi ancora dispersi.

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mar, mag 15, 2012  Roberta Buscherini
Sindacato polizia: “Le forze dell’ordine vanno rinforzate e non sostituite”
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Il Silp Cgil di Genova lamenta le ultime affermazione del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, sulla possibilità di utilizzare l’Esercito in funzione antiterrorismo. Nel concreto, il ministro ha dichiarato il ricorso ai soldati per proteggere obiettivi a rischio terrorismo come Finmeccanica o Equitalia, dopo l’agguato all’ad di Ansaldo nucleare, Roberto Adinolfi.

 
La reazione del sindacato di polizia non si è fatta aspettare: “Le competenze delle forze dell’ordine vanno rafforzate non sostituite”, in questi termini ha parlato il segretario genovese del sindacato Silp Cgil, Roberto Traverso, in una nota. “Ancora una volta, la nostra città si trova al centro dell’attenzione per criticità legate alla sicurezza e in questi giorni lo spettro del terrorismo è riapparso proprio a Genova. Dopo che il Governo precedente ha finito di smantellare il comparto sicurezza e mentre quello in carica è in procinto di sferrargli il colpo finale, allungando l’attività operativa delle forze dell’ordine sino a 63 anni senza prevedere nuove assunzioni, ecco – sottolinea il segretario provinciale del Silp - che arriva una soluzione che sa tanto di pezza mal cucita: l’impiego dell’Esercito nelle nostre città e quindi anche a Genova”.

 

Traverso ha lamentato la situazione e considera che la gestione delle emergenze “ha spesso determinato la scelta d’impiegare i militari dell’Esercito anche se non bisogna mai dimenticare che le competenze e le specificità istituzionali delle forze dell’ordine devono essere rafforzate e mai sostituite”. Per questo motivo, il rappresentante sindacale parla di “vuoto organizzativo”.

 

“Se le indagini preventive – si legge nella nota – continuano a ridursi per mancanza di personale, ci troveremo senz’alcun dubbio a dover gestire un aumento dei servizi di ordine pubblico sul nostro territorio e se, a causa della cronica carenza di risorse, il comparto sicurezza per farlo dovrà continuare ad affidarsi all’Esercito, la situazione potrebbe diventare critica se non addirittura pericolosa per gli equilibri, che dalla Riforma in poi, hanno garantito la democraticità delle nostre piazze”.
Adesso – conclude la nota – occorre che la risposta a Genova arrivi con urgenza e non dovrà limitarsi a quella dell’invio dell’Esercito”.

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