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Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al giorno maggio 21st, 2012

lun, mag 21, 2012  Roberta Buscherini
Lotta della Polizia di Stato
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Il SAP (Sindacato Autonomo della Polizia) è stato nelle ultime settimane fortissimamente impegnato nel dibattito con i Ministri Fornero, Cancellieri, Di Paola e Severino che aveva come temi principali la spending review e le pensioni. Spending review signfica revisione della spesa nell’ambito dei programmi delle attività da attuare da parte dei singoli dicasteri al fine di individuare le voci passibili di taglio, per evitare inefficienze e sprechi di denaro.

 

Ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri (Adnkronos)

Si ipotizzavano infatti, per quel che riguarda i tagli, ad un ridimensionamento di alcune Questure e la chiusura di un certo numero di Commissariati. Ipotesi che ha destato non poche preoccupazioni e tutta la contrarietà da parte del SAP a cui si sono uniti i sindacati di Polizia del “cartello”, le organizzazioni di rappresentanza dei Vigili del Fuoco e dei Prefetti. Il Ministro Cancellieri, si è vista così costretta a precisare pubblicamente che “nessun presidio delle Forze dell’Ordine sarà toccato e che presto ci sarà un confronto con chi rappresenta il personale”.

 

Per quel che riguarda, invece, le pensioni i Ministri Cancellieri, Di Paola e Severino hanno mostrato all’unisono l’esigenza di riconoscere la Specificità della Professione. Decisione ‘leggermente’ forzata dal momento che su questo argomento i sindacati non ammetteranno compromessi. Lo hanno ribadito forte e chiaro: “Su pensioni e presidi di Polizia non accetteremo compromessi al ribasso. E se la necessità di revisione della spesa pubblica si pone e si porrà con sempre maggiore forza, allora si segua da subito la strada della razionalizzazione delle Forze dell’Ordine.”

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lun, mag 21, 2012  Roberta Buscherini
Marò arrestati in India: situazione sempre più drammatica
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“L’Italia non se ne è stata con le mani in mano in questa vicenda e non lo sarà mai ”. Queste le dichiarazioni del sottosegretario agli esteri  Staffan De Mistura, dopo aver incontrato nuovamente, alla luce delle nuove accuse, una per omicidio, i due marò italiani,  Massimiliano Latorre e Salvatore Girone detenuti nel carcere di Pujapoora, da molte, troppe settimane ormai.

 

Omicidio volontario. Questo il capo d’imputazione della polizia indiana verso i nostri connazionali. Un capo d’imputazione non solo non accettato e mal digerito, ma che rischia di compromettere i rapporti diplomatici tra Italia e India.
Ma come stanno i due militari? Negli ultimi colloqui avuti con i rappresentati italiani hanno manifestato entrambi a gran voce la necessità “per ragioni materiali e psicologiche” di essere trasferiti nella Borstal school di Kochi.

 

Ciò nonostante arriva nell’ennesima doccia fredda: la decisione delle autorità carcerarie del Kerala di rinviare di altri 20 giorni l’uscita dei due marò dal carcere di Trivandrum. A questa si aggiunge anche il rifiuto del tribunale di primo grado di Kollam di concedere la libertà su cauzione, asserendo che: “esiste un rischio in caso di rilascio degli imputati di un possibile loro abbandono dell’India e quindi di non reperibilità al momento del processo”.
De Mistura aveva già dichiarato di non riporre particolari speranze di esito positivo in merito alla sentenza del tribunale ma ha aggiunto anche che l’intenzione dell’Italia è quella di rivolgersi a un giudizio di grado più alto “e se fosse necessario fino alla Corte suprema dove riteniamo che ci sia uno spazio maggiore per presentare i nostri argomenti a favore dei marò e delle garanzie per loro necessarie ”.

 

La posizione dei delegati italiani è comunque chiara e irremovibile: i due marò erano impegnati in operazioni antipirateria, quindi godono di immunità così come previsto dalla normativa internazionali che tra le altre cose attribuisce all’Italia la competenza giurisdizionale, poiché la neve sul quale è accaduto il fatto di trovava in quel momento in acqua internazionali.

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lun, mag 21, 2012  Roberta Buscherini
VVF: gli angeli del terremoto
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Favorire lo sviluppo di un percorso di innovazione con impatto immediato sui modelli culturali, i processi organizzativi, gli strumenti operativi e i mezzi tecnologici utili a sviluppare un’unica strategia di presenza e di intervento. Questo il Leitmotiv che ha accompagnato la presenza dei Vigili del Fuoco alla V edizione di TechFor, il Salone internazionale delle Tecnologie per la sicurezza che si è chiuso il 19 maggio scorso.

 

Foto: blog panorama

E neanche il tempo di godere di questo successo di visite e presenze che i vigili del fuoco hanno già un’altra emergenza a cui far fronte: il terremoto.
Una scossa del sesto grado della scala Richter, registrata alle 4.05 avvertita fino a Milano e a buona parte del Veneto, con epicentro in Emilia Romagna a 6 km da Bologna. Altre scosse successive, un’altra molto forte nel pomeriggio hanno creato situazioni critiche dal punto di vista della sicurezza, richiedendo l’intervento dei vigili del fuoco per mettere in stabilità edifici e verificare la conformità di palazzi, case e monumenti. E proprio durante una di queste azioni, un vigile del fuoco del distaccamento di Carpi, è rimasto ferito, fortunatamente in modo lieve, cadendo da un tetto, durante una verifica di stabilità di un edificio pericolante nel comune di Finale Emilia, una delle cittadine maggiormente colpite dal sisma.

 

Proprio l’operazione dei Vigili del fuoco ha permesso di estrarre viva e in buone condizioni dalla macerie Vittoria, la bambina di 5 anni, rimasta intrappolata tra i resti della propria abitazione per due ore a Obici, frazione di Finale Emilia.
Il compito dei Vigili del fuoco in stretta collaborazione con la protezione civile adesso è delicato: devono mettere in sicurezza tutti gli edifici pericolanti e scongiurarne il loro crollo. Devono poi garantire agli oltre 13mila sfollati la possibilità di tornare il prima possibile nelle proprie abitazioni, qualora vengano riconosciute ancora agibili.

 

Così come per l’Aquila, anche in Emilia Romagna, fin dai primi istanti i militari si sono resi fondamentali nelle operazioni di salvataggio e soccorso, bloccando il bollettino delle vittime a 6 e mettendo in salvo migliaia di sfollati.

 

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