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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al mese luglio, 2012

mar, lug 31, 2012  Roberta Buscherini
Vigili del Fuoco: dedicato agli angeli con l’elmo e gli stivali.
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Questo video è dedicato a chi ogni giorno rischia la propria vita per aiutare chi ha bisogno e salvare chi è in difficolta. Questo video vuol’essere anche un omaggio a tutti i vigili del fuoco che ora ci guardano dall’alto.

(sarucciola 86)

 

 

 

 

 

 

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mar, lug 31, 2012  Roberta Buscherini
Concorso Pubblico: informazione utile
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1. Concorso Pubblico: Scelta

La prima regola per quel che riguarda la scelta del concorso è quella di scegliere quello che ti interessa di più ma è buona norma non limitarsi soltanto ad un concorso ma cercare di partecipare a quante più selezioni possibili. Il motivo è che la preparazione ad un concorso richiede di un investimento molto importante di tempo e di denaro, è un grande sacrificio, per tanto è buono approfittare questo investimento per presentarsi ad altre gare. Se si tiene in conto che il 60 % degli argomento richiesti sono gli stessi in tutte le gare, la preparazione alle successive selezioni è molto meno faticosa.

 

 

 2. Concorso Pubblico: Come partecipare:?

Nelle domande per la partecipazione ad un concorso pubblico sono necessari alcuni dati come: nome e cognome; data e luogo di nascita; indirizzo e numero telefonico; dichiarazione di cittadinanza; iscrizione nelle liste elettorali del Comune; indicazione dei titoli richiesti; eventuali abilitazioni alla professione; eventuali servizi prestati nella Pubblica Amministrazione.

 

 

3. Concorsi con Pochi Posti

Non demotivarti subito se si tratta di un concorso con pochi posti disponibili, è una pratica comune che non ha tanto senso. Infatti molte persone scartano a priori i concorsi per un posto o per pochi posti.  Prima di fare così, ti conviene sincerarti del fatto che siano previste o meno dalla selezione stessa graduatorie (valide per più anni), che potrebbero moltiplicare il numero di posti disponibili in un breve periodo di tempo.

 

 

4. Altri dati importanti sulle domande di partecipazione

Le domande vengono scritte su carta semplice (tranne in caso di eccezione) e indirizzata all’amministrazione corrispondente. È necessario firmata la domanda, ma non è necessario autentificare la firma, mentre a volte è richiesto il pagamento di una tassa concorsuale.

Di solito, l’ente in questione allega un fac simile di domanda per semplificare le cose. In questo caso è soltanto necessario riempire gli spazi disponibili (attenzione a non commettere errori ortografici o grammaticali).

È consigliabile spedire le domande tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o consegnarla direttamente a mano chiedendo sempre una ricevuta.

Per quel che riguarda i titoli richiesti per la partecipazione ai concorsi, essi devono essere posseduti alla data di scadenza della presentazione della domanda. Infatti, nel caso dei vincitori viene realizzato un controllo di questi titoli.

 

 

5. Graduatorie concorso pubblico

Le graduatorie dei vincitori dei concorsi pubblici vengono pubblicate non solo sulla Gazzetta Ufficiale ma anche nel Bollettino ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri o dell’amministrazione interessata.  Queste graduatorie rimangono efficaci per un termine di diciotto mesi dalla data di pubblicazione dell’avviso delle graduatorie dei vincitori sul Bollettino ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri o dell’amministrazione per eventuali coperture di posti per i quali il concorso è stato bandito e che successivamente ed entro tale data dovessero rendersi disponibili.

 

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mar, lug 31, 2012  Roberta Buscherini
Medici Spending review: Oggi il voto sul maxiemendamento
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È prevista stamattina la votazione, al Senato, del maxiemendamento presentato dal Governo Italiano sulla Spending Review.

Queste sono le principali novità in materia sanitaria:

-          Farmaci

L’aumento dello sconto al Ssn è limitato per le farmacie al 2,25 % e per le aziende farmaceutiche al 4,1 %. Il tetto per la spesa farmaceutica territoriale viene fissato per il 2012 al 13,1% e dal 2013 all’11,35%. Quello della farmaceutica ospedaliera invece viene fissato al 3,5%.

-          Auto mediche

Sono state escluse dai tagli le autovetture “per i servizi sociali e sanitari svolti per garantire i livelli essenziali di assistenza” (emendamento all’art. 5)

-          Patto per la Salute

Dovrà essere siglato entro il 15 novembre

-           Ospedali

Fino al 31 ottobre c’è di tempo per individuazioni di standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi per assistenza ospedaliera da parte della Regioni; e il 31 dicembre è previsto il termine per la riduzione dei posti letto ospedalieri in base ai nuovi standard (3,7 posti per mille abitanti, che sarà attuata al 50% nel pubblico e al 50% nel privato).

-          Aumento IRPEF in Regioni con Piano di rientro

Il maxiemendamento prevede che le Regioni in disavanzo sanitario abbiano la possibilità di aumentare l’addizionale Irpef già dal 2013, in anticipo di un anno rispetto al previsto. Le Regioni interessate sono Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Sicilia, Calabria, Piemonte e Puglia e potranno anticipare la maggiorazione dell’addizionale, ora fissata allo 0,5%, fino all’1,1% (emendamento all’articolo 16).

-          Cure primarie

Si prevede che, nell’ambito della ridefinizione della rete ospedaliera, si tenga conto della contestuale riorganizzazione dei servizi distrettuali e delle cure primarie finalizzata all’assistenza 24 ore su 24 sul territorio, anche con riferimento agli standard europei.

-          Pubblico e privato

Il maxiemendamento contiene diverse proposto di sinergia tra strutture sanitarie pubbliche e private, ospedaliere ed extraospedaliere, con l’obbiettivo di contenere la spesa.

-          Direzione (medici e sanitari)

Le funzioni di direttore sanitario assorbiranno quelle del direttore medico nelle strutture da un unico presidio.

-          Personale

Nella valutazione dei rendiconti finanziari delle Regioni in Piano di rientro non saranno più considerati i risparmi ottenuti attraverso il taglio delle spese per il personale.

-          Costi standard

Il Governo ha fino il 31 ottobre per l’adozione dei costi standard sanitari previsti dal federalismo fiscale; ed entro il 31 dicembre 2012, dovrà definire i tempi di attuazione dell’adozione dei costi e fabbisogni standard in sanità.

 

Ecco qui il Testo ricostruito da Quotidiano Sanità sulla base del maxiemendamento del Governo presentato il 30 luglio (Fonte: Quotidianosanità.it)

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mar, lug 31, 2012  Roberta Buscherini
Medici: Parità tra i Sessi? Non Negli Stipendi
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Anche in un settore notoriamente privilegiato, mai in crisi e dalle retribuzioni tra le più alte del paese, non esiste la parità tra i sessi. A confermarlo è l’annuario statistico dell’ENPAM, l’ente di previdenza sociale dei medici che anche per lo scorso anno ha attestato un guadagno del 30% inferiore per le donne medico rispetto ai loro colleghi uomini. Non solo, ma tra 10 primari, solo uno è di sesso femminile.

 

Insomma una disfatta completa per le minigonne che si ripete non solo in Italia, ma anche negli avanzati Stati Uniti, seppure in tono minore.

 

Già nel cosiddetto Rapporto Ombra, reso pubblico lo scorso gennaio, un documento che ha lo scopo di fotografare la situazione reale circa la parità dei sessi alla luce della Convenzione ONU per l’eliminazione di Ogni Forma di Discriminazione nei Confronti della Donna” adottata dall’Assemblea Generale nel 1979 e ratificata dall’Italia nel 1985, la realtà che emerge non era affatto paritaria e il gap a livello professionale, remunerativo e sociale sono ancora troppe rispetto all’avanzamento della società.

 

Dunque anche la realtà medica non si distacca da questo quadro e si cala perfettamente all’interno di una situazione stantia che a distanza di oltre 30 anni dalla convenzione ONU non ha fatto registrare grandi passi avanti.

 

Sembra quasi che la storia si prenda gioco di quel sesso considerato debole ma che in pratica ha sempre raggiunto tetti di eccellenza in tutti i ruoli, per poi cadere rovinosamente per  mano maschile.

 

Già nella lontana Mesopotamia, passando per l’Africa e l’Asia, le donne erano riconosciute soggetti capaci di donare sollievo equilibrio e salute. Fu così fino all’Inquisizione, quando si decise di riservare le conoscenze mediche solo agli uomini. Ma anche in un periodo storico drammatico come questo, alcune donne non si arrese e perseverarono imperterrite, sprezzanti del pericolo a esercitare la loro professione. È il caso della scuola di Salerno di Trotula, guarda caso italiana.

 

Per ritrovare le donne all’interno del settore medico bisognerà poi aspettare diversi secoli. Il nostro bel paese ha dato i natali a diverse donne medico che si sono distinti per ricerche, metodi e studi all’avanguardia. Due esempi su tutti: Maria Montessori a cui si deve il suo omonimo metodo educativo; Rita Levi Montalcini, premio Nobel nel 1986.

 

Proprio a tutela del ruolo e della professione, le donne medico nel lontano 1921 fondarono l’Associazione Italia Donne Medico – AIDM tutt’oggi attiva e ben radicata e che ha lo scopo di promuovere le attitudini professionali al di là dell’aurea romantica e poetica che da sempre circonda il ruolo della donna/mamma. Le donne hanno dimostrato, in tutti i ruoli, compreso quello medico, di poter eccellere anche ben oltre i propri colleghi uomini.

E allora perché non riconoscerlo?

 

La verità forse sta in poco posto e si chiama paura. Paura di vedersi spodestati al secondo posto. Terrore di perdere il controllo e dover lasciare il comando al sesso debole. Beh, cari uomini, medici e non, mi dispiace dirlo, ma accadrà comunque: se anche non ci riconoscete a livello remunerativo il valore che abbiamo, lo stesso non diminuirà. Anzi, il nostro valore aggiunto è racchiuso proprio qui: nell’essere già davanti a voi e darvi la convinzione invece di avere ancora la pole position. Certo, la nostra speranza è che prima o poi riconosciate il nostro vero valore e che ce lo paghiate come si deve.


 

 

 

 

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mar, lug 31, 2012  Roberta Buscherini
Insegnanti: Cultura a Scuola? Non Sempre…..
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Dopo i fiumi di polemiche per i famigerati test per il tirocinio formativo TFA, ora arrivano le polemiche sulla miriade di errori nelle domande e anche nelle risposte degli stessi test. E pensare che si tratta di un meccanismo che dovrebbe selezionare insegnanti per la nostra scuola pubblica!

 

In pratica coloro che hanno elaborato le domande dei test sono risultati più ignoranti di coloro che il test si accingevano a farlo! Un paradosso inammissibile. E cosa ancora più grave, non stiamo parlando di un errore o due a fronte di 11 classi di concorso, ma di ben 7 classi che hanno fatto registrare errori o domande non correttamente formulate.

 

E come lo ha risolto il Ministero?

All’italiana!

Considerando valide tutte le risposte a quella domanda. Non solo, ma fonti ufficiali si sono affrettate a precisare che le prove sono state formulate da una commissione di oltre 100 esperti, riunita a questo scopo, un anno fa, quindi guarda caso, sotto il precedente governo.

 

Ovviamente Profumo dovrà rispondere di questa incresciosa situazione e dovrà anche trovare delle soluzioni rapide e accomodanti per quelle classi che non hanno visto raggiungere il traguardo minimo da oltre il 95% dei partecipanti. Altro problema non certo secondario a cui il ministro dovrà far fronte riguarda quelle classi che non hanno coperto il numero di posti messi a disposizione delle università per il tirocinio formativo, pur avendo superato il 10% di ammissioni.

 

Anche il MIUR si è subito attivato per capire come sia possibile rimediare a una situazione grave come quella che si è creato e ha anche ammesso che “alcune domande erano troppo nozionistiche, mentre altre erano proprio sbagliate”. Proprio il MIUR ha dichiarato che entro l’estate verrà nominata una nuova commissione che indicherà i criteri di redazione dei nuovi test che avverranno in autunno. A questi nuovi test verranno ammessi d’ufficio anche i bocciati di quelle classi che hanno visto superare l’esame da meno del 10% dei partecipanti e senza alcun onere economico aggiuntivo.

 

Di contro però esiste anche la realtà dei non ammessi: nella classe di concorso di filosofia, psicologia e scienze della formazione, per esempio, solo 141 su quasi 5.000 partecipanti ha raggiunto il punteggio minimo e in questo caso non sono stati denunciati errori nei test, ma solo domande particolarmente complesse su autori minori.

 

Non va dimenticato che i test di cui stiamo parlando fanno parte di un sistema di transizione dal vecchio al nuovo modo di accedere all’abilitazione di insegnante, secondo quanto stabilito dalla riforma Gelmini. Si tratta insomma di una parte importante che dovrebbe garantire ai nostri studenti la certezza di poter usufruire di un insegnamento valido.

 

Fonte: Rstampa.pubblica.istruzione.it

 

 

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