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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al mese ottobre, 2012

mer, ott 31, 2012  Roberta Buscherini
Polizia Penitenziaria: Rimborso Asilo Nido 2011
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Il ministero di giustizia ha pubblicato un comunicato per dare il via al rimborso delle rette asili nido per il personale di Polizia Penitenziaria, relativo al 2011. La spese salgono ad una cifra pari a 421.183 euro. In questo modo, l’amministrazione sta procedendo all’accantonamento della somma per sanare il debito. Finora, secondo lo stesso comunicato, sono disponibili 391.000 euro per i rimborsi.

 

Inizialmente il ministero restituirà i soldi per i portatori di handicap, con il pagamento del 100 % del debito, posteriormente saranno tutti gli altri dipendenti a ricevere il corrispondente importo.

 

Le disponibilità economiche per il rimborso delle spese asilo nido dell’anno scorso sono state assegnate ai singoli Provveditorati Regionali,  ai Direttori dei centri per la Giustizia Minorile e al Centro Amm.vo “G.Altavista”, i quali provvederanno al finanziamento corrispondente a favore dei funzionari delegati in base alle percentuali indicate di sopra.

 

Debiti dal 2010

 

I dipendenti della Polizia Penitenziaria, con figli a carico, che devono ancora avere soldi corrispondenti al 2010 devono riferire tale situazioni in quanto esiste una disponibilità determinata per il pagamento di queste spese.  Il Ministero avverte nella nota che non saranno destinati fondi a sanare situazioni debitorie per gli anni precedenti al 2010.

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mer, ott 31, 2012  Roberta Buscherini
Orario docenti 24 ore: Errore di Matematica Salva gli Insegnanti
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 Orario docenti 24 ore

 

orario docenti 24 ore

Fonte: Italia Oggi

Orario docenti 24 ore: Secondo la legge di stabilità, dal prossimo settembre  le ore di insegnamento per i professori della scuola media e superiore verrà incrementato da 18 a 24 ore, senza alcun aumento della retribuzione ma con 15 giorni annui di ferie aggiuntive. Le proteste degli insegnanti e delle associazioni di categoria non si osno certo fatte attendere e hanno visto anche episodi quantomeno bizzarri, come la manifestazione che si è svolta a Mestre, per diffondersi velocemente anche in altre città, e che ha visto gli insegnanti intenti a correggere i compiti sui gradini dei palazzi comunali.

 

Nella nota ufficiale sull’orario docenti 24 ore, che accompagna la protesta si legge: “l’innalzamento a 24 ore di lezione frontale, mette la scuola al pari di catena di montaggio e mette l’apprendimento e la cura dell’insegnamento all’ultimo posto. Il lavoro dell’insegnante viene ridotto ad una logica aziendale, mentre sappiamo bene, sotto molteplici punti di vista, che così non è. (…) Le ore lavorative degli insegnanti non sono solo quelle svolte in classe, per questo anziché svolgere le correzioni compiti, la preparazione delle lezioni e a casa lo faremo in piazza!”.

 

Orario docenti 24 ore: No Aumento

 

In realtà, proteste a parte, i conti su questo orario docenti 24 ore, e l’ innalzamento di orario, proprio non tornano e anche a una mente poco allenata questo risulta piuttosto chiaro: considerando le attuali 18 ore di lavoro articolate su 5 giorni con uno di riposo, e non orario docenti 24 ore,  si ottiene un monte ore di 198 che se vengono divise per 3.6 ore al giorno, ovvero la media, si ottengono 55 giorni di lavoro in più. Quindi la compensazione dei 15 giorni elargiti dal governo coprirebbero solo il 27% del surplus.

 

Sarà anche per questo, per un errore aritmetico palese e piuttosto preoccupante che  il sottosegretario all’istruzione Marco Rossi Doria ha annunciato il dietro front del governo sull’incremento dell’orario docenti 24 ore settimanali dei docenti aggiungendo che “però adesso in Parlamento con tutte le forze politiche bisogna trovare l’alternativa per reperire i 183 milioni di euro per il 2013. Si toglieranno quelle spese che danno fastidio al nostro sistema (…) La ratio di questo cambiamento annunciato dal governo e dal Ministro va nella direzione di non toccare le questioni riguardanti l’organico ”.

 

Quali sono adesso i possibili scenari alternativi a questa clamorosa  quanto insperata marcia indietro sull’orario docenti 24 ore?

 

L’ipotesi più accreditata riguarda il ritorno alle 18 ore, invece dell’orario docenti 24 ore, oppure un salto solo fino a 21, scovando i 184 milioni per il risanamento del paese da altre voci di bilancio che escludano la scuola. Un’altra possibilità invece potrebbe riguardare il taglio delle supplenze brevi a pagamento, chiedendo agli insegnanti un’ora di supplenza al mese per un ammontare totale di una decina nell’arco dell’anno scolastico, così da salvare 20 mila cattedre.

 

A questo punto è ancora tutto di nuovo nelle mani delle istituzioni…e chissà che questo errore di aritmetica non li faccia tornare sui banchi se non altro ad ascoltare la voce di coloro che sono più ferrati in materia.

 

Fonte: Atnews.it / Flcgil

 

 Roberta Buscherini

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mar, ott 30, 2012  Roberta Buscherini
Camice Bianche in Piazza per difendere il Diritto alla Salute
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“I cittadini devono capire che la sanità pubblica è quasi morta e devono scendere in piazza con noi per dire basta ai tagli ”. Questo il leitmotiv che ha guidato migliaia di camici bianchi – oltre 20.000 secondo gli organizzatori – in piazza sabato scorso a Roma per dire basta ai tagli che la spietata spending review prevede per il servizio sanitario nazionale.

 

Seppure non presenti in piazza anche i 340 mila infermieri hanno aderito all’iniziativa.

 

 

Spending Review Sanità: I Numeri

 

30 miliardi di tagli in 5 anni, 18.000 posti letto in meno e 2 miliardi di ticket in più per i cittadini dal 2014. Sono queste le motivazioni principali che hanno spinto alla manifestazione di piazza una categoria professionale considerata sotto molti aspetti privilegiata.

“A dispetto di una spesa tra le più basse in Europa, con indicatori di salute tra i migliori, la sanità italiana è diventata il settore più bersagliato da tagli indiscriminati, incentivando così un processo di privatizzazione del sistema, a tutto vantaggio del privato che opera fuori dal Sistema sanitario nazionale ”; questa la dichiarazione di Costantino Troise, segretario nazionale dell’Anaao Assiomed.

Tra slogan e fischi, un cartello su tutti spiccava nella folla, quello che riportata l’articolo 32 della nostra Costituzione in tema di Tutela della salute. Proprio per difendere il  loro diritto alla salute e il legittimo sostegno per le loro famiglie, oltre 70 affetti da patologie gravissime, tra le quali anche la sla, avevano iniziato lo sciopero della fame chiedendo il ripristino del fondo non-autosufficienti azzerato dal Governo Berlusconi e un impegno preciso dell’attuale ministro Fornero.

Impegno che si concretizza al momento con l’incontro previsto oggi tra il ministro della Salute, Renato Balduzzi, e una delegazione  delle organizzazioni promotrici.

 

Proposte del Comitato

 

 

Alcune delle alternative proposte dai rappresentanti dei medici sono, ad esempio, un progetto organico, a costo zero, che creerebbe oltre 90.000 posti di lavoro; è proprio di questo che i manifestanti vogliono parlare ai tre ministri del welfare, della sanità e delle finanze. I sindacati di categoria dei camici bianchi hanno giustificato questa scesa in piazza spingendo proprio sul pericolo che questi indiscriminati tagli provocano ai cittadini: “di tagli si può morire, visto che chi può pagare va nel privato, ma chi non può, si cura sempre di meno ”; è l’allarme lanciato da Massimo Cozza, segretario della CGIL medici, con il quale si invitano anche i cittadini a scendere al fianco dei camici bianchi in segno di una protesta estesa, poiché  riguarda l’intero sistema sanitario internazionale ormai al collasso e quindi tutti gli italiani.

 

Fonti: Ansa, LiberoQuotidiano, Repubblica.it, Tg1.

Foto: Ansa

 

 

 

 

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lun, ott 29, 2012  Roberta Buscherini
Esercito Italiano: Tiziano, Ennesima Vittima di una Missione di Pace
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“Sappiamo che questa fase della presenza italiana in Afghanistan è la più delicata e complicata. il Governo si è impegnato a rispettare le date del ritiro in accordo con gli alleati transatlantici, fino a completare la transizione verso le forze di sicurezza afgane. Tiziano non ti dimenticheremo. Grazie del tuo esempio quotidiano e del tuo impegno fino all’estremo sacrificio ”. È con queste parole che il ministro della difesa Gianpaola Di Paola rende omaggio al Caporale Tiziano Chierotti, classe 1988, appartenente al Secondo Reggimento degli alpini di Cuneo, brigata alpina Taurinense, deceduto a seguito delle ferite all’addome riportate nello scontro a fuoco a Bakwa in Afghanistan. Insieme a lui, sono rimasti feriti altri tre soldati che per fortuna non sono in pericolo di vita, ed è rimasto ucciso anche un soldato afghano.
Dal lontano 7 ottobre 2001, giorno di inizio della missione in quel martoriato paese asiatico i soldati italiani rimasti sul campo sono 52.

 
All’arrivo della Salma di Tiziano sul suolo italiano, il Parà Giangranco Paglia, medaglia d’oro al valore militare, ha voluto sottolineare ai microfoni di Sky tg24 che le vittime iniziano ad essere davvero troppe e che la stanchezza comincia a farsi inevitabilmente sentire; ciò nonostante non è ancora il momento di cambiare idea, poiché in questo modo il sacrificio dei nostri soldati sarebbe vano.

 
 “Tiziano è morto per difendere i civili” ha detto il Maggiore Mario Renna, portavoce delle forze italiane in Afghanistan . Ma questa non era una missione di pace per “esportare la democrazia”?

 

Non ci è stata presentata così dall’Europa, dall’America, dalle nostre istituzioni?

E allora perché tutti questi morti (Chierotti è la vittima italiana numero 52 dall’inizio dell’operazione Isaf in Afghanistan nel 2004). E quanti ancora ce ne vorranno per capire che la democrazia non si esporta o più semplicemente per arrendersi all’idea che è ridicolo giustificare queste operazioni politico-militari con la retorica del “menomale che ci siamo noi che insegniamo loro a essere democratici e civili”. Che poi siamo proprio così convinti di esserlo al punto da poterlo insegnare agli altri o sarebbe il caso di affinare prima le nostre capacità? Ma questo è ancora un altro argomento…il punto adesso è che in nome della democrazia, della pace e dell’equilibrio internazionale è morto un altro ragazzo italiano.

A questo si aggiunge l’amarezza di una morte vana, poiché nonostante la missione si sia protratta per anni, i risultati stentano ad arrivare e forse il motivo è da ricercare nel fatto che i risultati sono molto distanti dal vero motivo che spinge le nostre istituzioni a rimanere in quel territorio: l’Afghanistan è un paese geograficamente e politicamente strategico, confina con Iran, Pakistan e ha ottime relazioni con i paese dell’Ex unione sovietica ricchi di gas naturali e petrolio. Avere un governo amico e fedele in un paese con queste caratteristiche non può che far gola a un’Italia sempre meno rilevante a livello internazionale.

 

Fonte: Grnet.it / Repubblica.it

 

 

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lun, ott 29, 2012  Roberta Buscherini
Scuola: Flash Mob dei Docenti contro la Legge di Stabilità
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I docenti italiani si manifestano a Roma contro i tagli, contro l’aumento delle ore di lezione e contro il concorso a cattedra. Precari, insegnanti di ruolo, idonei, supplenti, dirigenti scolastici e alcune associazioni di studenti sono stati protagonisti di una protesta, in forma di Flash Mob, per richiamare l’attenzione sulla scuola pubblica.

 

Insegnanti: Proteste

 

Denunciano che la scuola, in Italia, è sempre più privatizzata e ricordano il diritto di tutti i cittadini ad un’istruzione pubblica di qualità. In quanto agli orari di lezione, che il governo pretende innalzare alle 24 ore settimanali senza una corrispondenza stipendiale, i docenti ricordano che il loro lavoro non è limitato alla presenza in classe ma ci sono molte ore dietro, dicono, per correggere esami e riunirsi con colleghi o genitori.

 

D’altra parte gli istruttori denunciano le precarie infrastrutture nelle quali lavorano, con mancanza di strutture adeguate ed edifici molto vecchi. Considerano che la scuola pubblica necessità di una forte inversione in infrastrutture di qualità, in quanto alcuni licei non hanno palestre, sedi per accogliere riunioni, laboratori, ecc…. Questa è la triste realtà della scuola italiana oggi, secondo i docenti.

 

 

 

 

 

 

Fonte: Orizzontescuola

 

 

 

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