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Archivi al giorno novembre 19th, 2012

lun, nov 19, 2012  Roberta Buscherini
Congedo per Malattia Scuola: diritti e doveri dei docenti
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Congedo per malattia scuola: cosa succede se il figlio si ammala?

 

 

Congedo Retribuito Scuola, da cosa dipende?
A regolare i diritti e doveri dei genitori in materia di congedo  è l’art. 47, commi 1 e 2, Capo VII del D. Lgs. n. 151/2001. Infatti, questa normativa consente ad entrambi i genitori di non assistere al lavoro nel caso di malattia del figlio (se ha meno di 8 anni).

 

 

Congedo per Malattia Scuola

Nel caso di docenti, dirigenti scolastici e altri dipendenti della scuola, il congedo per malattia scuola retribuito viene regolato in questo modo:
-    Figli da 0 a 3 anni: I genitori hanno diritto a 30 giorni di assenza RETRIBUITA, per ciascun anno di età del bambino. Ulteriori assenze, dopo i 30 giorni per anno, saranno computate nell’anzianità di servizio perché il docente né ha il diritto ma non saranno retribuite. Bisogna chiarire che si tratta di anno di età e non anno scolastico. Pertanto, potrebbe essere che in uno stesso anno scolastico il docente abbia a disposizione più di 30 giorni.
-    Figli da 3 a 8 anni: ai docenti genitori sono riconosciuti 5 giorni lavorativi per ogni anno di età del bambini. Questi giorni sono computati nell’anzianità di servizio ma non retribuiti.

 

Congedo per Malattia Scuola: Informazioni d’interesse

 

La legge, riguardo il congedo per malattia scuola, quando si ammala un figlio, parla e chiarisce altri concetti che potrebbero essere d’interesse per quel che riguarda l’applicazione e i diritti e dovere degli insegnanti. Alcuni dei più rilevanti sono:
-    Per avere il diritto al congedo per malattia scuola, il certificato di malattia del figlio deve essere rilasciato da un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale e non di qualsiasi medico.
-    Ai congedi per malattia di un figlio non è applicabile il controllo di malattia. Pertanto, gli insegnanti in questione non sono tenuti a rispettare gli orari di visita fiscale
-    Il congedo per malattia scuola di un figlio non può essere utilizzato simultaneamente per tutti i due genitori.
-    Il congedo per malattia del figlio è un diritto per tutto il personale della scuola, indipendentemente del tipo di contratto.
-    Tutti i giorni di congedo per malattia scuola, retribuiti o non retribuiti, saranno conteggiati nell’anzianità di servizio.

 

Fonti: OrizzonteScuola, UIL

 

Roberta Buscherini

 

 

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lun, nov 19, 2012  Roberta Buscherini
Lavoro Carcere: NO ai bimbi in Carcere
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Lavoro in Carcere: No ai bambini in prigione, è una questione di diritti.

In Italia le leggi vengono approvate ma poi….nulla!!!!
Vi parlo del lavoro in carcere e della Polizia Penitenziaria. Due anni fa è stata approvata una legge che prevede alternative alle celle in prigione nel caso di mamme che non siano state incarcerate per delitti di mafia o terrorismo. L’obiettivo principale di quest’iniziativa, che fa parte del lavoro in carcere,  è quello di evitare un trauma per i bambini i carcere.
Invece, come dicevamo prima, nel momento della verità….niente!!! Questo è il lavoro in carcere.

 

 Lavoro In Carcere: SAPPE denuncia

lavoro in carcere
Il sindacato di polizia penitenziaria SAPPE denuncia che, alla data del 30 giugno scorso, i penitenziari italiani accoglievano 60 bambini di meno di 3 anni, chiusi in cella con le mamme, e 13 donne in gravidanza. Questa è la realtà del lavoro in carcere e delle prigioni italiane e, non possiamo dimenticare, che i centri penitenziari in Italia sono in pessime condizioni: sovraffollati e con infrastrutture decadenti.

Il lavoro in carcere è sempre più difficile in questo modo.
Non parliamo più di diritti di detenuti ma di diritti dei bambini. Pensate che una prigione è il posto migliore per fare crescere un bambino? Non esiste niente che si possa fare al riguardo?
Io non ci credo. Sinceramente.
La legge c’è, ma a questo punto risulta evidente che il Ministro della Giustizia Paola Severino ed il Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Tamburino “siano del tutto inadempienti su questo delicato tema e colpevolmente responsabili, nonostante le cicliche ed ipocrite dichiarazioni di sdegno su questo argomento. Chi ha visto i bimbi in carcere sa quali sensazioni di profondo disagio lasciano nell’animo di ognuno di noi. Per questo va valorizzato e messo in luce l’encomiabile impegno delle donne con il Basco Azzurro del Corpo che, nei 14 asili nido delle carceri italiane, hanno espresso nel tempo ed esprimono quotidianamente una professionalità ed una umanità davvero particolari”, queste sono le parole esatte del segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria SAPPE, Donato Capece.

 

Lavoro in Carcere: Alternative per i bambini

 

Nello specifico, la legge di cui stiamo parlando prevede una custodia cautelare negli ‘Istituti a custodia attenuata per madri detenute’ ma, in questo momento in Italia, ce n’è solo uno, a Milano è non è proprio quello ma una casa famiglia concepita per i bimbi senza sbarre interne. In questo centro, sempre secondo la SAPPE, possono andare anche donne incinta o padri, nel caso in cui la madre sia deceduta o impossibilitata.

 

Lavoro in Carcere: difficoltà del mestiere

 

Quella dei bambini in carcere è parte del lavoro in carcere e una realtà che dovrebbe essere cancellata. Da sempre le prigioni italiane hanno ospitato molti bambini, soprattutto figli di donne immigrate che non hanno altri familiari in Italia. Visto che il fenomeno immigratorio è sempre maggiore e il lavoro in carcere sempre più impegnativo, bisogna assolutamente trovare una sistemazione in fretta perché questo problema sarà sempre più presente e non possiamo permettere che i piccoli vedano soltanto le sbarre mentre durante i loro primi anni di vita.
Il segretario del SAPPE, riguardo il lavoro in carcere, considera grave il fatto che il governo “non abbia ancora trovato il tempo per individuare le strutture dove realizzare questa nuova tipologia di Istituto. Non c’è la volontà politica a creare queste strutture”. Inoltre, il rappresentante sindacale ha sottolineato il lavoro degli agenti di polizia penitenziaria, molti di loro donne e mamme, che riescono a conciliari il loro lavoro di sicurezza e ordine con una missione di educazione sensibile.

 

Fonte: Grnet / SAPPE

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