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Archivi al giorno febbraio 19th, 2013

mar, feb 19, 2013  Valentina
Scuola. Obiettivo Crescita Mancato !!!
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Fallimentare risultato dell’Italia nel programma PISA, come conferma il rapporto annuale Going for Growth (Obiettivo Crescita) dell’OCSE, nel quale il sistema educativo italiano è stato durante criticato nel bilanciamento tra spesa sostenuta e rendimento raggiunto: nel rapporto si parla di una bassa percentuale di lavoratori occupati in possesso di laurea e diploma, alti tassi di dispersione scolastica e di giovani “Neet“, che sono fuori dalla scuola e fuori dal mondo del lavoro e che rappresentano il 16%, in crescita dunque rispetto al 2008 dopo un calo all’inizio degli anni duemila.

 

Scuola: riflesso di una società che non va

Siamo dunque fanalino di coda secondo l’organizzazione parigina con un misero 9% della spesa pubblica destinato all’istruzione, guadagnando il 31esimo posto in classifica su 32 paesi.

L’OCSE, oltre a bacchettare il nostro bel paese, ci suggerisce di migliorare la valutazione nella scuola secondaria, aumentando l’offerta di percorsi di formazione professionale e di migliorare anche il mondo dell’apprendistato, volti a trasferire professionalità lavorativa ed esperienza a chi suo malgrado ne è sprovvisto.

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla mortificazione dell’istruzione tecnica e professionale, anche in termini di prestigio sociale, prima con un processo di liceizzazione voluto dall’allora ministro Moratti e più di recente con la riforma Gelmini, che ha ancor più specializzato socialmente gli iscritti. Ma i dati Ocse confermano che anche in momenti di recessione economica un livello maggiore di formazione assicura una più facile permanenza nel mondo del lavoro e una garanzia di reddito maggiore” afferma Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei Deputati.

A supporto di questa affermato dalla presidente ci sono i dati contenuti nel rapporto annuale che vedono il 15% della popolazione laureata con una media europea del 31%.

Il presidente di AGeSC Roberto Gontero invece lancia un allarme in proposito: è urgente spostare l’asse dell’ impianto educativo italiano verso tipologie formative maggiormente mirate alle reali opportunità di lavoro. La responsabilità prima di ciò ricade sulle famiglie, che possono ri-orientare i giovani verso il lavoro manuale, recuperandone il valore educativo e culturale e, nello stesso tempo, superando il pregiudizio verso l’istruzione tecnica e professionale”.

Nel rapporto annuale OCSE l’Europa consiglia anche di aumentare le tasse universitarie introducendo contestualmente un sistema di prestiti per studenti con rimborso condizionato al reddito.

 

Fonte: orizzontescuola / scuolaoggi / tuttoscuola / repubblica / 123rf

 

Valentina Stipa

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mar, feb 19, 2013  Patrizia Caroli
Cambio Turno Polizia: Nuova Circolare e Aggiornamenti sull’Indennità
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Cambio Turno Polizia. Il Ministero dell’Interno ha pubblicato la bozza della nuova circolare relativa al cambio turno e alla reperibilità della Polizia di Stato. Il documento è ora in attesa della forma del Capo della Polizia.

 

Cambio Turno Polizia: Ambito di Applicazione

 

cambio turno poliziaLa normativa sul cambio turno si applica al personale della Polizia di Stato non dirigente, ma anche alle altre categorie delle Forze dell’Ordine, al personale che realizza attività tecnico scientifiche ed al personale che appartiene al ruolo professionale dei sanitari.

Il cambio turno polizia è la modifica dell’orario di lavoro programmato in una settimana, e viene applicato quando:

-          Lo richiede il personale interessato: la richiesta deve essere giustificata e presentata per scritto.

-          D’ufficio: quando ci sono esigenze particolari di servizio. Il cambio turno d’ufficio non è possibile per più di una volta a settimana per dipendente. Viene effettuato con criteri di rotazione e, comunque, nel limite massimo della pianificazione del cambio turno polizia. Il cambio turno polizia d’ufficio è gestito e organizzato dal dirigente che, deve in ogni momento rispettare i diritti del personale che, con i cambi dell’orario di lavoro, può vedere condizionata la possibilità di organizzare la propria vita.

Nel caso di cambio turno polizia relativo all’orario notturno, la normativa prevede la possibilità solo in caso di assoluta necessità e non più di una volta al mese.

D’altra parte, la circolare sul cambio turno prevede che se si tratta di servizi continuativi, è considerato cambio turno solo la prima variazione, rappresentando quelle successive quali sviluppo della tipologia di orario.

Non costituisce cambio turno invece, l’anticipo o il posticipo del turno di un’ora dell’orario di lavoro previsto e programmato.

È considerato cambio turno polizia, come indica il proprio nome, la modifica dell’orario di lavoro, ma non la modifica della tipologia del servizio ordinariamente svolto.

 

Cambio Turno Polizia – Criteri di Rotazione

 

Il cambio turno polizia d’ufficio deve essere organizzato sotto criteri di rotazione. Questo significa che la necessità di cambio turno sarà soddisfatta in base a criteri di scelta del personale che garantiscano equilibrati carichi di lavoro, giusta ripartizione del disagio ed evitino di gravare soltanto su alcuni dipendenti.

 

A chi spetta l’Indennità per Cambio Turno

 

Il cambio turno polizia a richiesta dell’interessato non comporta alcuna indennità. Negli altri casi, ovvero il cambio turno d’ufficio, è prevista una specifica indennità.

Il compenso per il cambio turno polizia è attribuito:

-          Per modifica d’ufficio dell’orario di lavoro previsto dalla programmazione settimanale

-          Per una seconda variazione, d’ufficio, dell’orario di lavoro nell’ambito della programmazione settimanale.

Per aver diritto al compenso, è necessario aver prestato almeno 15 giorni di servizio nel mese di riferimento.

 

Qui puoi scaricare la bozza della Circolare: Cambio Turno Polizia e Reperibilità

 

Fonte: Anfp / Ministero dell’Interno

 

Patrizia Caroli

 

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