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Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al giorno marzo 11th, 2013

lun, mar 11, 2013  Roberta Buscherini
Pensionamento Dirigenti Scolastici da settembre 2013
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Pensionamento Dirigenti Scolastici: Il Ministero della Pubblica Istruzione ha emanato una nota, prot. n. 2329 del 6 marzo 2013, riguardo il pensionamento dirigenti scolastici per cercare di chiarire alcune questioni che preoccupano da giorni agli insegnanti.

 

 

pensionamento dirigenti scolasticiPer accedere al pensionamento dirigenti scolastici, è necessario presentare domanda online, tramite il servizio Internet Progetto Polis ma, secondo pubblica il MIUR nella nota, i dirigenti scolastici interessati che non hanno presentato la domanda possono sanare la situazione, e accedere al pensionamento dirigenti scolastici, con l’invio della domanda in formato tradizionale, cartaceo, e il conseguente inserimento a S.I.D.I.

 

 

Pensionamento dirigenti scolastici

Nonostante ciò, i docenti interessati al pensionamento dirigenti scolastici devono presentare le corrispondenti istanze, per l’accertamento del diritto a pensione, all’Ente Previdenziale di appartenenza secondo le modalità raccolte nella C.M. n. 98 del 20 dicembre 2012.

 

 

Domanda di Pensionamento dirigenti scolastici

 

Le modalità per l’invio di domande di pensionamento dirigenti scolastici all’ente pensionistico sono:

-          Domande online attraverso il sito web dell’ente previdenziale, previa registrazione

-          Presentazione della domanda telefonicamente, tramite il Contact Center Integrato (n. 803164);

-          Presentazione telematica della domanda tramite l’assistenza gratuita del Patronato.

Questi sono gli unici canali per la presentazione di domanda di pensionamento dirigenti scolastici. Questo significa che, anche le domande presentate in modo cartaceo, devono essere trasmesse in una di queste modalità.

 

Fonte: Tecnica della Scuola

 

 

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lun, mar 11, 2013  Patrizia Caroli
Mobilità Pubblico Impiego: Come Richiederla e Quali Sono i Tuoi Diritti?
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Mobilità Pubblico Impiego: La mobilità è uno strumento di cambiamento di lavoro o trasferimento che ha lo scopo di ammortizzare l’impatto per la perdita di lavoro. Con la mobilità pubblico impiego, lo stato offre un sostegno economico ai dipendenti pubblici in esubero e attiva meccanismi per la rioccupazione, in quanto la mobilità pubblico impiego prevede trasferimenti di ruolo professionale, ma anche trasferimento di un’amministrazione all’altra.

 

Caratteristiche della Mobilità Pubblico Impiego

 

mobilita pubblico impiegoPrima di parlare dei requisiti necessari per accedere alla mobilità pubblico impiego e di come fare la domanda, vediamo di chiarire le diverse modalità di mobilità pubblico impiego che prevede la legge italiana:

  1. Mobilità Pubblico Impiego temporanea

Si tratta di casi di mobilità in cui il dipendente pubblico viene trasferito provvisoriamente presso un’altra amministrazione, ma continua il suo rapporto di lavoro con l’amministrazione di provenienza. La mobilità pubblico impiego temporanea ha una durata breve e gli istituti utilizzati sono il comando, il distacco, il fuori ruolo e le convenzioni;

  1. Mobilità Pubblico Impiego Permanente

In questo caso, il dipendente pubblico in questione viene trasferito definitivamente. La mobilità pubblico impiego permanente prevede un passaggio del dipendente nei ruoli della nuova amministrazione e la cessione del contratto di lavoro. Nell’ambito della mobilità pubblico impiego, la normativa distingue tra:

-          Mobilità volontaria, ovvero il passaggio diretto di dipendenti tra le diverse amministrazioni, richiesto dal proprio dipendente (art. 30 D.Lgs. 165/2001)

-          Mobilità imposta dallo Stato per soprannumero o eccedenza di personale (art. 33 D.Lgs. 165/2001)

 

Mobilità Pubblico Impiego per Esubero: Chiarimenti

 

La legge di Stabilità del governo Monti ha introdotto alcune modifiche riguardo la mobilità pubblico impiego permanente per soprannumero o eccedenza di personale. Infatti, le amministrazioni hanno la facoltà di decidere di ridurre il numero di dipendenti in caso di esigenze organizzatine o funzionali, ma anche nel caso di difficoltà economica.

Nel caso di mobilità per esubero, le amministrazioni hanno l’obbligo d’informare i sindacati e trascorsi 90 giorni da questa comunicazione, il dipendente pubblico in questione può essere collocato in disponibilità all’80 % dello stipendio base, senza accessorio, per 24 mesi. Dopo questo periodo, il rapporto di lavoro si risolve di diritto.

Se si tratta però di dipendenti pubblici con un’anzianità contributiva minima di 40 anni, devono essere collocati a riposo obbligatoriamente entro 10 giorni dall’informativa ai sindacati.

 

Mobilità Pubblico Impiego Volontaria: Come accedere

 

Come abbiamo detto prima, la mobilità pubblico impiego volontaria è il trasferimento di un’amministrazione all’altra, richiesta dal proprio dipendente. Questo passaggio è possibile dietro autorizzazione delle amministrazioni interessate e tra dipendenti con ruoli simili.

I dipendenti interessati alla mobilità pubblico impiego volontaria devono fare richiesta alla propria amministrazione di appartenenza tramite una lettera che contenga i motivi per cui vogliono essere trasferiti. La maggior parte delle amministrazioni raccolgono le richieste e non appena si presenta la possibilità ne danno notizia agli interessati. Se c’è un posto che interessa si può inviare all’amministrazione interessata la propria richiesta allegando il curriculum.

Inoltre, i dipendenti interessati alla mobilità pubblico impiego volontaria devono chiedere il nulla osta all’ente di appartenenza. Normalmente, nei contratti di lavoro è previsto che, trascorsi 30 gg. dalla richiesta, il trasferimento si intende rilasciato, mentre l’eventuale risposta negativa deve essere necessariamente motivata.

 

Fonte: Intrage.it / Inps / Aranagenzia.it

 

Patrizia Caroli

 

 

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