Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi al giorno marzo 14th, 2013

gio, mar 14, 2013  Roberta Buscherini
Scatti di anzianità 2011 nella Busta Paga di Aprile
4.1 (81.67%) 12 Vota Questo Articolo

 

Scatti di anzianità 2011.  Saranno rimborsati ad aprile/maggio 2013 e potranno arrivare a 3.000 euro lordi.

Molto si è parlato in questi giorni sugli scatti di anzianità 2011 e la confusione tra i docenti è considerevoli. Riprendendo le indicazioni di alcuni rappresentanti sindacali, cercheremo di mettere un po’ di ordine. Ieri finalmente è stato firmato l’accordo per il pagamento degli scatti di anzianità docenti corrispondenti al 2011 che prevede una decurtazione del fondo di istituto per pagare gli scatti arretrati.

 

Ma, chi ha diritto all’importo e quando saranno pagati gli scatti di anzianità 2011?

 

Il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, ha affermato al rispetto che “con l’intesa si riconosce, per tutto il personale, l’anno 2011, così come accaduto per il 2010, ai fini della anzianità e si garantisce il pagamento con tutti gli arretrati per coloro, circa 200 mila, che hanno maturato lo scatto al 31 dicembre 2011. Il pagamento dovrebbe avvenire tra aprile e maggio”.

 

Ecco due tabelle informative sugli Scatti di Anzianità 2011

 

scatti di anzianità 2011

 

 

 

 

Il sindacato UIL ha spiegato che se gli scatti di anzianità 2011 vengono rimborsati a maggio, con un aumento per anzianità a decorrere dal 2012, il calcolo degli arretrati si ottiene includendo anche i quattro mesi ( gennaio – aprile 2013) all’aumento annuale riportato in tabella per i diversi profili e per le diverse anzianità.

 

Scatti di anzianità 2011: Esempi

Ecco alcuni esempi spiegativi:

  1. Docente di primaria che passa nel gradone 15-20. Gli corrisponde l’aumento annuo che deriva dallo scatti di anzianità 1.878 € (vedi tabella) a decorrere da gennaio 2012 Più l’importo corrispondente ai quattro mesi del 2013 (156 € x 4)
  2. Insegnante di scuola secondaria di II grado del gradone 9-14: gli corrisponde l’aumento annuo derivante dallo scatto 3.089,29€ (vedi tabella) PIù l’importo corrispondente agli arretrati dei 4 mesi di 2013 (257 € x 4)

 

Bisogna sottolineare inoltre che il personale della scuola che ha maturato gli scatti di anzianità 2011, proprio nel corso del 2011, ha diritto anche ad aggiungere i mesi a decorrere dalla dada di decorrenza dell’anzianità.

 

Fonte: Tuttoscuola / UIL Scuola

 

Roberta Buscherini

 

Accede ora al tuo cedolino senza muoverti da casa: Stipendio Pubblica Amministrazione

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, mar 14, 2013  Roberta Buscherini
Bisogni Educativi Speciali: Guida per l’Insegnamento agli alunni BES
3.7 (74%) 10 Vota Questo Articolo

Il MIUR ha emanato recentemente una nuova circolare, C M n. 8 del 6/3/2013, con alcuni chiarimenti riguardo la Direttiva sui Bisogni Educativi Speciali, BES, del 27 dicembre 2012.

Prima di analizzare insieme questi chiarimenti, vediamo di precisare quali sono i casi di BES.

 

 

 

Cosa sono i Bisogni Educativi Speciali?

 

 

I BES sono le necessità di tutti quelli alunni che presentano delle particolarità che impediscono il loro normale apprendimento e richiedono interventi individualizzati. Nello specifico, si tratta di alunni con disabilità o con qualche menomazione e che, per tanto, hanno bisogno di competenze e risorse migliori, più efficaci ed speciali.

In ogni caso, avere Bisogni Educativi Speciali non significa per forza avere una disabilità fisica o psicologica, ma anche semplicemente essere in una situazione particolarmente difficile. Per tanto, è doveroso e responsabile rispondere in modo serio e adeguato a questo problema che presentano alunni in tutte le scuole italiane.

bisogni educativi speciali

 

 

 

 

Bisogni Educativi Speciali: Normativa Vigente

 

 

 

 

La normativa vigente in materia di Bisogni Educativi Speciali, è regolata dalla direttiva sui BES del 27 dicembre 2012.

Secondo il documento, i principali motivi per i quali un alunno potrebbe presentare una situazione di Bisogni Educativi Speciali sono: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché́ appartenenti a culture diverse.

In questo modo, e vista la complessità e diversità di problemi specifici, sono individuate tre grandi sotto categorie dentro dei Bisogni Educativi Speciali:

-          Disabilità

-          Disturbi Evolutivi Specifici (disturbi dell’apprendimento, deficit del linguaggio o della coordinazione motoria)

-          Svantaggio socio-economico, linguistico o culturale

Bisogna sottolineare che molti di questi disturbi, soprattutto quelli appartenenti alle due ultime sottocategorie, non hanno una diagnosi e non possono venir certificate ai sensi della legge 104 / 92. Per tanto, non hanno diritto alle provvidenze né alle misure previste dalla stessa legge che includono l’insegnante di sostegno.

E quindi necessaria una speciale attenzione da parte dei docenti in quanto sono loro i responsabili di capire le situazioni di Bisogno Educativo Speciale, nelle loro aule, e di studiare il modo migliore di affrontarle.

 

 

Strategia per l’apprendimento degli alunni BES

 

 

Gli alunni con Bisogni Educativi Speciali hanno bisogno di un percorso personalizzato  ed individuale che serva come strumento di lavoro tanto per i docenti come per i genitori. I docenti, per disegnare questi percorsi per gli studenti con Bisogni Educativi Speciali, possono avvalersi degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della Legge 170/2010 (DM 5669/2011), meglio descritte nelle allegate Linee guida.

La direttiva ministeriale avverte inoltre sull’importanza di non lasciare indietro nessuno nell’affrontare l’insegnamento dei bambini con Bisogni Educativi Speciali. Si tratta quindi di una didatti inclusiva più che di una didattica speciale.

I docenti hanno a disposizione diversi corsi di formazione per affrontare al meglio le situazioni di BES nelle loro classi. Ad esempio, dall’anno scolastico 2011/2012 sono stati attivati 35 corsi/master in “Didattica e psicopedagogia dei disturbi specifici di apprendimento” in tutto il territorio nazionale. Inoltre, da quest’anno è prevista la costituzione di una rete delle facoltà/dipartimenti di scienze della formazione per migliorare l’offerta formativa in materia di Bisogni Educativi Speciali e disabilità.

 

 

Bisogni Educativi Speciali: La Circolare spiegativa

 

 

La Circolare spiegativa emanata recentemente dal Ministero insiste soprattutto nella necessità di creare un progetto educativo didattico guida per tutti gli alunni con Bisogni educativi speciali, sia quale sia il loro svantaggio. Su questa base poi, bisogna studiare ogni caso particolare se è necessar

bisogni educativi speciali

 

 

 

 

Inoltre, la nuova circolare fa alcune precisazioni sulle misure compensative e dispensative da prendere e sulle valutazioni.

 

bisogni educativi speciali

 

 

 

 

 

Per concludere, la nuova circolare sui Bisogni Educativi Speciali fa riferimento alle nuove classi di BES come sono gli alunni con difficoltà causa problemi economici o culturali. In questo caso, secondo la normativa, è necessario coinvolgere gli operatori dei servizi sociali e fare le valutazioni psicopedagogiche necessarie. “Per questi alunni, e in particolare per coloro che sperimentano difficoltà derivanti dalla non conoscenza della lingua italiana – per esempio alunni di origine straniera di recente immigrazione e, in specie, coloro che sono entrati nel nostro sistema scolastico nell’ultimo anno – è parimenti possibile attivare percorsi individualizzati e personalizzati, oltre che adottare strumenti compensativi e misure dispensative (ad esempio la dispensa dalla lettura ad alta voce e le attività ove la lettura è valutata, la scrittura veloce sotto dettatura, ecc.), con le stesse modalità sopra indicate”.

 

Cosa devono fare le singole scuole in caso di Bisogni Educativi Speciali

 

 

Sempre con l’obiettivo di evitare l’ esclusione o l’ emarginazione di alunni con Bisogni Educativi Speciali, la circolare del ministero fornisce alcuni consigli e strategie per le singole scuole:

-          Rilevazione dei BES presenti nella scuola

-          Raccolta di informazione sugli interventi formativi tra scuole o in rapporto con il MIUR

-          Confronto sui casi e consulenza tra i colleghi

-          Valutazione del livello d’ inclusione della scuola

-          Raccolta delle proposte fornite dal Gruppo di lavoro e di studio d’Istituto (GLHI), per gli alunni con problemi inclusi nella legge 104 / 92

-          Elaborazione di una proposta di Piano Annuale per l’Inclusione riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico (entro il mese di Giugno).

 

In questo senso bisogna sottolineare l’importanza che la circolare offre al gruppo di lavoro GLHI, troppo spesso ignorate da molte scuole, in quanto gli attribuisce i compiti inclusivi anche per tutti gli altri casi di BES (denominandolo ora GLI, gruppo di lavoro per l’inclusione).

 

Per accedere al documento segue questo link: C M n. 8 del 6/3/2013

 

Fonte: MIUR / Edscuola

 

Roberta Buscherini

 

Come scaricare online il proprio cedolino? Tutte le risposte qui: Stipendi Pa – Stipendio Pubblica Amministrazione

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, mar 14, 2013  Patrizia Caroli
Ridicola Situazione delle Carceri Italiane
Vota Questo Articolo

Foto: espresso.reppublica

Nelle carceri italiane, la situazione è sempre più difficile per una questione di sovraffollamento, mancanza di personale e sovraffollamento. Alimentare ogni detenuto ha un costo per lo stato di meno di 4 euro al giorno, una somma che non sempre riesce a garantire cibi di qualità per tutti. La maggior parte dei reclusi sopravvive grazie ai vivere che riceve dalla propria famiglia.

Se ricordiamo che in Italia ci sono ad oggi oltre 65.000 detenuti, in strutture con una capacità massima di 47.000 persone, il problema sembra considerevole.

Ma non è tutto. Poco fa abbiamo saputo che mentre in galera le condizioni sono davvero pietose, alcuni dirigenti e magistrati dell’amministrazione di giustizia godono di benefit scandalosi. Parliamo di foresterie con jacuzzi in terrazzo, appartamenti costosissimi nel centro di Roma con un canone di 6 euro al giorno, acqua, luce, gas e pulizie compresi. In alcuni casi, i magistrati conservano questi diritti anche dopo aver lasciato l’incarico.

La Corte dei Conti e il Pubblico Ministero di Roma hanno aperto indagini per analizzare tutte queste spese irregolari, in un sistema penitenziario sempre più ridicolo e vergognoso.

Le nostre carceri sono come quelle del terzo mondo. Non hanno la capacità di garantire nessun tipo di rieducazione e inoltre, la maggior parte delle volte, viene umiliata anche la dignità dei detenuti.

 

Situazione vergognosa delle carceri in Italia

 

Questi sono i dati che dimostrano la situazione appena descritta:

-          Lo stato destina due miliardi e 800 milioni di euro per l’amministrazione penitenziaria

-          L’88 % di queste risorse è destinato agli stipendi del personale

-          Il  7’3 % è destinato per il vitto dei detenuti

-          Il 5 % restante è riservato ad altre necessità (benzina, vetture, divise, arredi, ristrutturazioni, ….)

 

 Non vi sembra ridicolo?

 

Fonte: Espresso.reppublica.it

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest