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Archivi al giorno marzo 22nd, 2013

ven, mar 22, 2013  Valentina
Clamorosa Retromarcia dell’Italia. I Marò Tornano in India.
4.8 (96%) 5 Vota Questo Articolo

Svolta del tutto inaspettata. un dietrofront improvviso che ha lasciato molti a bocca aperta. Dopo il pugno duro si torna alle carezze. il presidente del Consiglio Mario Monti, insieme al ministro della Difesa Giampaolo Di Paola e al sottosegretario agli Esteri Steffan de Mistura durante una riunione del Cisr (Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica) ha deciso che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone dovranno tornare in India.

 

Certo la decisione è maturata solo e soltando dopo aver richiesto e ottenuto dalle autorità indiane la garanzia scritta rispetto al trattamento che sarà riservato ai nostri fucilieri di Marina e alla tutela dei loro diritti fondamentali. Tale rassicurazione si traduce in concreto nel fatto che non sarà applicata loro la pena di morte e nel fatto che potranno rimanere all’interno dell’ambasciata italiana. Quindi la presa di posizione di qualche giorno fa sul mancato rientro in India era dettata dalla paura che New Dehli potesse addiruttra decidere arbitrariamente sulla sorte dei nostri connazionali, non essendoci ancora alcuna dichiarazione ufficiale della corte suprema circa il tribunale speciale che dovrà scrivere la parola fine a questa incresciosa vicenda.

 

Certo che quando pochi giorni fa l’Unione Europa, citando la Convezione di Vienna, auspicava che Italia e India arrivassero a una soluzione soddisfacente e coerente con il diritto internazionale e coni l diritto del mare, probabilmente non intendeva questo. Non intendeva che uno dei due paesi coinvolti abbassasse la testa, calpestando dignità e onore nazionali…

 

Le Prime Reazioni Alla Decisione

 

La partenza verso l’India dei nostri marò è prevista entro poche ore; saranno accompaganti dal sottosegretario Steffan de Mistura che ha ricordato come la parola data da un italiano sia sacra. Il presidente napolitano ha invece sottolineato la responsabilità dimostrata dai marò nell’apprendere questa notizia affatto buona per loro.

 

Seppure dall’India arriva la soddisfazione per l’accordo raggiunto, le autorità d’oltreoceano non hanno mancato di ribadire che “le richieste italiane di incontri a livello diplomatico o di esperti non possono essere accettate. L’Italia e’ obbligata a rispettare l’impegno solenne assunto con la Corte Suprema”. Hanno poi fatto sapere anche che se il rientro avverrà a stretto giro

”Non possiamo e non vogliamo dire niente. E’ una cosa troppo grande” questo l’unico commento dei familiari del Maresciallo Latorre. Difficile dare loro torto.

 

Come Siamo Arrivati a Questa Clamorosa Retromarcia?

 

Come primo passo va riconisciuto che questa mossa italiana ha generato senz’altro un risultato, ovvero l’impegno indiano a non applicare la pena di morte ai nostri soldati. Da qui a poterci ritenee soddisfatti la strada è ancora lunghissima.

 

L’italia aveva infatti puntato i piedi trattenendo i marò in patria sulla base del fatto che l’india non avesse giurisdizione sul processo. e adesso? cosa è cambiato? Possono essere state le pressioni sull’ambasciatore italiano? Possono essere stati interessi commeciali poco trasparenti? rimane tutto anocra da capire. Ma la verità, amara, è che siamo un passo indietro rispetto al punto di partenza. E questo non fa bene prima di tutto ai nostri ragazzi, in balia degli umori istituzionali dell’uno e dell’altro paese. Non fa bene neanche all’Italia, alla sua immagine e al peso internazione che sempra sempre meno incisivo.

Proprio su questo vertono le polemiche politiche scatenata dalla decisione del Governo Monti: da destra e da sinistra arrivano parole dure che condannano questa inversione dell’Italia, ingiustificata, senza senso e che riduce sotto i piedi l’orgoglio nazionale agli occhi del mondo.

 

 

fonte: grnet /ansa / ilsussidiario / fanpage

 

Valentina Stipa

 

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ven, mar 22, 2013  Ranalli
Come Diventare Insegnanti Scuola: Le nuove regole
4.3 (86.67%) 3 Vota Questo Articolo

Insegnanti Scuola: Si diventa insegnanti scuola ovviamente dopo aver conseguito uno specifico titolo di studio che fino a qualche anno fa era riconducibile al titolo finito della scuola secondaria di secondo grado mentre oggi è riconducibile solo ed esclusivamente alla laurea magistrale.

insegnanti scuola

Foto: today.it

Il diploma magistrale e di scuola magistrale fino a qualche anno fa rappresentava l’abilitazione per poter accedere all’insegnamento nella scuola primaria e dell’infanzia mentre la laurea vecchio ordinamento consentiva di poter accedere all’insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado.

Ma i tempi cambiano e anche velocemente anche se non appare e non ci sembra. Il mondo della scuola è in una fase di profondo cambiamento. Stanno cambiando i programmi sta cambiando lo stato giuridico del docente…insomma tutto scorre inesorabilmente, anche le regole per diventare insegnanti scuola.

Acquisito il titolo di studio richiesto, diversi sono i percorsi che si possono seguire per avvicinarsi al mondo della pubblica istruzione e diventare insegnanti scuola.

 

Insegnanti Scuola: Graduatorie e Ruolo

 

In genere per poter essere inseriti nelle graduatorie di circolo o d’istituto, e diventare insegnanti scuola, è necessario attendere l’ordinanza ministeriale della Pubblica Istruzione di nuovo inserimento nelle medesime.

Ma attenzione: si può essere inseriti solo nella secondo e terza fascia di questo particolare tipo di graduatorie.

Per poter invece aspirare al ruolo ( alias tempo indeterminato) è necessario perseguire altre strade.

In primis la strada del concorso ordinario a cui si può accedere ovviamente solo se in possesso dell’abilitazione all’insegnamento.

 

TFA per diventare Insegnanti Scuola

 

Oggi, ed è questa la grande novità del mondo della scuola, se si consegue l’abilitazione all’insegnamento attraverso il tirocinio formativo attivo si ha di fatto una possibilità in più per poter diventare insegnanti scuola.

Infatti i vincitori del tirocinio formativo attivo o utilmente collocati potranno partecipare in via assoluta al 25% dei posti sul 50% riservati al concorso ordinario.

Il rimanente 25% sarò riservato a tutti gli altri che hanno il titolo per poter insegnare ma non sono abilitati al T.F.A.

Mi preme ricordare che a far data dall’anno scolastico 2013/2014 le precedenti graduatorie dei concorsi ordinari saranno di fatto sostituite dalle nuove graduatorie che nasceranno per effetto del concorso ordinario in itinere ed in fase di ultimazione.
L’altra strada è quella della graduatorie ad esaurimento che consente di poter accedere all’insegnamento sia come docente a tempo indeterminato che come docente a tempo determinato.

Così come per le graduatorie d’istituto o di circolo per poter far parte delle graduatorie ad esaurimento bisogna aspettare che un ordinanza ministeriale stabilisca i nuovi inserimenti o gli aggiornamenti delle medesime.

Una volta che tutto ciò è avvenuto hanno seguito le nomine.

Queste nomine sono a tempo indeterminato per il contingente dei posti messi a disposizione dal Miur e a tempo determinato per il resto fino alla copertura totale delle disponibilità.

E’ utile ricordare che le nomine a tempo determinato potranno avere luogo se in sede di inserimento o aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento si è optato per questa opportunità.

Mentre per le nomine a tempo indeterminato la convocazione avviene per telegramma oppure tramite la pec per le nomine a tempo determinato ( incarichi e supplenze ) bisogna o dotarsi della pec oppure verificare sul sito del csa locale ovvero sui siti delle varie sigle sindacali della scuola le convocazioni che periodicamente vengono pubblicate per diventare insegnanti scuola.

 

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ven, mar 22, 2013  Patrizia Caroli
Supplenze Brevi: Nuovi modelli di contratto, penalizzate le ferie.
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Supplenze brevi: penalizzate le ferie. Le supplenze brevi sono le sostituzioni del personale docente temporaneamente assente e la copertura di posti di lavoro resisi disponibili, per qualsiasi motivo, dopo il 31 dicembre dell’anno scolastico in vigore. Per regolare le supplenze brevi vengono utilizzate le graduatorie di circolo o di istituto. Nel caso di esaurimento, è compito del dirigente scolastico assegnare il posto vacante di supplenze brevi, usando le graduatorie di altri istituti della provincia.

 

Nuovi modelli di contratto Supplenze Brevi: Si parla di ferie

 

supplenze breviI nuovi modelli di contratto, per le supplenze brevi, vigenti da gennaio 2013 presentano una clausola restrittiva rispetto le ferie non godute da parte dei docenti di supplenze brevi. Infatti, i sindacati hanno già mostrato la loro volontà d’intraprendere azioni legali se il Ministero non troverà una soluzione.

 

Le tipologie di supplenze brevi interessate al nuovo modello di contratto sono:

 

-          Le supplenze brevi (N01)

-          Le supplenze brevi N19 (per la copertura di posti disponibili dopo il 31 dicembre)

-          Le supplenze brevi in attesa dell’avente diritto (N20)

 

La clausola in questione, per quel che riguarda le ferie nelle supplenze brevi, prevede che: “La liquidazione relativa alle ferie non godute spetta esclusivamente nel limite di quelle non godibili per incapienza rispetto ai giorni di sospensione delle attività didattiche compresi nel contratto.”

 

Irregolarità della clausola Supplenze Brevi

 

Secondo i sindacati, questa normativa dovrebbe essere applicata dal prossimo anno scolastico, ovvero dal 1 settembre 2013, e non dal 1 gennaio 2013.

 

La Gilda degli Insegnanti, in questo senso, considera che si tratta di una disposizione illegittima in quanto non rispetta la legge 228/2012, ovvero la normativa che dispone la monetizzazione delle ferie non godute, anche per supplenze brevi, nei mesi estivi saranno disapplicate soltanto a partire dal primo settembre 2013.

 

Fino a tale data – spiega la Gilda – l’amministrazione non può costringere i supplenti a consumare le ferie quando le scuole sono chiuse per festività e ponti che si verificano in corso d’anno. Abbiamo chiesto da tempo al ministero di aprire un tavolo di confronto su questa delicata materia, ma finora viale Trastevere ha preferito procedere con atti unilaterali. A questo punto, se non vi sarà a breve un’inversione di tendenza, - conclude il sindacato - la Gilda ricorrerà alle vie legali”.

 

Fonte: Orizzontescuola / Gilda degli Insegnanti /

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