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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al giorno maggio 7th, 2013

mar, mag 7, 2013  Roberta Buscherini
Sbloccata la pensione agli esonerati della PA
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Complimenti all’Inps, gestione ex Inpdap, che finalmente ce l’ha fatta a compilare la graduatoria degli esonerati della pubblica amministrazione da collocare in pensione, seguendo le regole della Riforma Fornero.

Parliamo di un migliaio di dipendenti pubblici e dipendenti statali che, con un’anzianità contributiva di 35 anni e grazie all’art. 72 della legge 133/2008, nel periodo dal 1 gennaio 2009 al 4 dicembre 2011, avevano chiesto di essere dispensati dal lavoro fino a raggiungere i 40 anni di contributi.

 

dirigenti pubbliciRiforma Fornero

 

La recente riforma prevista dal governo Monti, approvata con legge n. 214/2011, equiparava gli esonerati della pubblica amministrazione ai lavoratori esodati, in modo assolutamente irragionevole, in quanto si tratta di due categorie molto diverse.

In questo modo, era previsto che entro il 7 gennaio di quest’anno sarebbe stata pubblicata la graduatoria degli esonerati ammessi al trattamento previdenziale con le vecchie regole, ovvero 40 anni di anzianità contributiva; e con le nuove regole, 41 anni e 5 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 5 mesi di contributi per i uomini.

 

Le Novità

 

Con 4 mesi di ritardo, l’Inps  sta inviando una lettere agli esonerati per comunicare un possibile accesso alla pensione, con le vecchie regole, al raggiungimento della massima anzianità contributiva ovvero con decorrenza anticipata, qualora nell’anno 2012, o successivamente, abbia totalizzato quota 96, tra età anagrafica (almeno 60 anni) e anzianità contributiva.

Una “soluzione” in ritardo e molto complessa che sicuramente non potrà essere definitiva. Cosa succederà ora con le centinaia di migliaia di esodati del settore privato?

Boh….staremo a vedere….

 

Fonte: Usi Ricerca

 

Roberta Buscherini

 

 

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mar, mag 7, 2013  Valentina
Guardie e Ladri. Le Due Facce Della Stessa Tragedia
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Il consiglio d’Europa ha reso pubblica una fotografia della situazione carceraria nei 47 stati membri. Ma quanto descritto, secondo le associazioni di categoria non rispecchia affatto la realtà dei fatti con la quale tutti i giorni i poliziotti della polizia penitenziaria devono fare i conti.

 

Il segretario nazionale dell’Ugl Polizia Penitenziaria, Giuseppe Moretti è stato tra i primi a sottolineare l’imprecisione dei dati divulgati partendo dal presupposto che non si è tenuto conto del fatto che la polizia penitenziaria svolge quotidianamente compiti aggiuntivi alle mansioni contrattuali e che riguardano l’organizzazione diretta della detenzione, come i percorsi per il recupero del condannato.

 

Carceri Italiane. Numeri Che Spaventano

 

Polizia-penitenziaria

 

Non va mai dimenticato che un agente di polizia penitenziaria si rapporta mediamente  con  90/100 detenuti in un turno lavorativo che raggiunge spesso le otto ore continuative.

 

Il fatto che il sovraffollamento delle carceri riguardi altre all’Italia anche altri 19 stati membri, non rende la situazione meno drammatica. Dopo Serbia e Grecia, l’italia riveste secondo il rapporto europeo il terzo posto con 147 detenuti ogni 100 posti disponibili.

 

Drammatici anche i dati riguardanti i detenuti in attesa di giudizio: 14.140 unità  su un totale di 67.104 carcerati, che corrisponde al 21,1%. L’Italia sale invece al secondo posto, alle spalle della Spagna, in termini di numero di detenuti con pene definitive per reati connessi alla droga: 14.868 su 37.622, cioè quasi il 40%.

 

Agente Penitenziario. Un Lavoro Ad Alto Rischio

 

Ma il vero problema annoso in tema di carceri italiane riguarda la professione degli agenti penitenziari che sono sottodimensionati rispetto al volume di detenuti che si trovano a gestire; si parla di una guardia carceraria ogni 1,9 detenuti.

 

È la ciliegina sulla torta di una situazione ben oltre il limite della tolleranza” commenta così Donato Capece, segretario generale del Sappe, l’ultimo episodio di violenza ai danno di un agente penitenziario avvenuto nel carcere di Salerno per mano di un detenuto con conclamati problemi psichici. L’agente è stato colpito con estrema violenza dal detenuto, con calci, pugni e graffi e si è resa necessaria una prognosi di 10 giorni.

 

Paradossalmente poi dalla giustizia italiana arrivano anche degli schiaffi morali forti come quello del Tar Toscano che ha respinto il ricorso di 60 agenti di polizia penitenziaria che avevano avanzato allo stato la richiesta di tutela del diritto alla salute e il diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e biologici subiti, per via delle difficili condizioni di lavoro all’interno del carcere di Prato. “Pur riconoscendo la sussistenza della situazione ambientale denunciata dai ricorrenti, ha assolto l’Amministrazione Penitenziaria perché, ha ritenuto preminente l’interesse pubblico su quanto vantato dai poliziotti penitenziari”. Come dire avete ragione, ma non essendoci alternative, dovete sopportare in silenzio.

 

Punire con pene esemplari, anche sotto il profilo disciplinare coloro che commettono atti violenti contro gli agenti per evitare il sorgere di pericolosi effetti emulativi è certamente una delle priorità delle associazioni di categoria che tutelano gli agenti di polizia penitenziaria, ma è in controtendenza rispetto alle decisioni prese a livello normativo come la sottoscrizione del patto di responsabilità che di fatto indebolisce il ruolo degli agenti e il loro potere all’interno delle mura carcerarie.

Con l’insediamento del nuovo governo e del nuovo ministro Cancellieri, si apre uno spiraglio di luce e di speranza.

 

 

Fonte: uglpoliziapenitenziaria / lettera43 / notiziediprato / ilmattino / clandestinoweb

 

Valentina Stipa

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mar, mag 7, 2013  Valentina
Tfa Scuola. Poca Luce All’Orizzonte
4 (80%) 3 Vota Questo Articolo

Quando si parla di tfa scuola c’è ancora molta confusione e malcontento nel settore. Il nuovo regolamento sul faf scuola che è andato a modificare il decreto 279/2010 ha introdotto infatti il divieto espresso di inserimento nelle graduatorie a esaurimento, senza che tale comma venisse prima vagliato e discusso all’interno delle commissioni parlamentari.

Proprio per questo motivo molte associazioni di categoria, in prima linea l’ANIEF – il giovane sindacato salito agli onori della cronaca per le battaglie in favore degli esclusi dal concorso scuola – hanno chiesto la mobilitazione degli iscritti al tfa scuola ordinario, senza che l’abilitazione sia ancora stata raggiunta.

 

tfa scuola

 

Lo scopo di questa mobilitazione di massa degli iscritti al tfa scuola ha lo scopo di produrre manifestazioni e rumore a livello nazionale affinché venga vagliato un emendamento legislativo necessario alla corretta regolamentazione dei tfa scuola.

A questo panorama sui tfa scuola si aggiunge in ultima analisi, ma non ultima in ordine d’importanza, la decisione dell’ex Ministro dell’Istruzione Profumo che ha dato il via libera al decreto per l’avvio dei tfa scuola speciale attraverso i quali circa 75 mila docenti non abilitati potranno accedere alle graduatorie per l’insegnamento, qualora avessero maturato un’esperienza almeno triennale nel ruolo.

 

Tfa Scuola. Tutto Iniziò Così

 

Va ricordato che i tfa scuola speciali sono stati introdotti al posto della Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario e non sono altro che una sorta di condono per i non abilitati che hanno maturato un minimo di 180 giorni per ogni anno scolastico tra il 1999/2000 e il 2011/12. Attualmente coloro che accedono al tfa scuola ordinario e raggiungono l’abilitazione possono usufruire di un unico canale di reclutamento, ovvero le graduatorie ad esaurimento.

 

Tfa Scuola. Quali Prospettive e Quali Soluzioni

 

Le promesse istituzionali di nuovi concorsi, che pure ancora non hanno alcun aspetto concreto, non risolverebbe il problema dei tfa scuola, mantenendo di fatto una disparità di trattamento tra docenti. I tfa scuola non sono forse corsi abilitanti all’insegnamento tramite superamento di un esame finale secondo quanto stabilito dal DM 39/1998 e dal DM 22/2005? E allora come mai chi partecipa e supera i tfa scuola dovrebbe avere un acceso al ruolo limitato? È su questo che l’ANIEF in particolare ma anche molti altri sindacati della scuola si battono e stanno raccogliendo ricorsi da presentare al TAR per affrontare una battaglia che si annuncia molto dura.

Questo trattamento relativo ai tfa scuola viene considerato senza mezzi termini un’assurdità: perché i tfa scuola non possono usufruire di canali di reclutamento al pari degli iscritti Facoltà di Scienze della Formazione primaria nel 2012 e nel 2013 e a coloro che decideranno di intraprendere il percorso dei tfa scuola speciali? A questo si aggiunge anche che nel 2008/2012 con un emendamento speciale era stato consentito l’accesso ai tfa scuola nelle ex graduatorie permanenti degli specializzati e dei laureati in Scienze della Formazione primaria. Dunque cosa è cambiato da allora per i tfa scuola?

 

 

Fonte: orizzontescuola / lascuolaconvoi / leggioggi /ctzen / investireoggi

 

 

Valentina Stipa

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