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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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Archivi al mese agosto, 2013

gio, ago 29, 2013  Roberta Buscherini
Graduatorie d’Istituto: Guida alla Presentazione di Domande
3.69 (73.85%) 13 Vota Questo Articolo

Graduatorie d’istituto. Le graduatorie d’istituto sono elenchi graduati di personale docente da utilizzare per le supplenze e le sostituzioni degli insegnanti assenti per malattia, motivi familiari, maternità, ecc…Inoltre, le graduatorie d’istituto vengono utilizzate per coprire, in modo transitorio, le cattedre e i posti scoperti all’inizio del anno scolastico, in attesa delle nomine da parte del provveditorato. Infine, le graduatorie d’istituto vengono utilizzate per coprire i posti e le cattedre rimaste vuote, dopo le nomine del provveditore, o i frammenti fino a sei ore che, secondo la normativa vigente, devono essere coperti dal proprio centro scolastico.

 

Chi può scriversi alle graduatorie d’istituto?

 

graduatorie d'istitutoAlle graduatorie d’istituto possono iscriversi tutte le persone con la laurea o diploma di scuola secondaria superiore a seconda della disciplina e/o dell’ordine e grado di scuola, tanto se sono abilitati o idonei come se non lo sono.

Inoltre, possono fare domanda:

-      gli aspiranti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento provinciali per chiedere l’inserimento in altre graduatorie diverse

-      gli aspiranti non inclusi nelle graduatorie ad esaurimento provinciale che abbiano titolo ad essere inseriti in 2° fascia (abilitati, idonei, abilitati SSIS, laureati in scienze della

formazione ecc.), oppure in 3° fascia, se in possesso del titolo di studio valido per l’accesso all’insegnamento

 

Come presentare la domanda per le graduatorie d’istituto?

 

Per le domande d’inserimento nelle graduatorie d’istituto vengono utilizzati il Modello A1 (per la II fascia) e il modello A2 o A2/bis (per la terza fascia). Le domande devono essere consegnante direttamente alla scuola scelta come prioritaria, manualmente o tramite raccomandata r/r.

-      Il modello A2 è utilizzato dagli insegnanti che devono confermare la propria posizione e da quelli che invece s’inseriscono per la prima volta in III fascia.

-      Il modello A2/bis invece, è utilizzato dagli insegnanti che confermano la posizione per alcuni insegnamenti ma s’inseriscono per la prima volta per altri insegnamenti.

-      Gli insegnanti che presentano domanda per le graduatorie d’istituto in gradi di scuola diversi, devono scegliere come prioritaria una delle scuole di grado superiore.

-      La domanda va presentata alla prima scuola indicata nella compilazione del modello B.

-      E’ possibile presentare una sola domanda per tutte le graduatorie d’istituto richieste.

-      La firma degli interessati è prevista in tutte le pagine della domanda ma, è fondamentale firmare l’ultimo foglio. Altrimenti la domanda per le graduatorie d’istituto non sarà valida.

-      È possibile fare domanda per un massimo di 30 scuole.

 

Reclami e ricorsi graduatorie d’istituto

 

È possibile presentare un reclamo al dirigente scolastico che ha pubblicato le graduatorie d’istituto provvisorie, nel caso di seconda e terza fascia, entro 10 giorni dalla pubblicazione. Il dirigente scolastico a sua volta, ha 15 giorni per dare una risposta.

 

Come sono formate le graduatorie d’istituto?

 

Le graduatorie d’istituto sono organizzate in fasce diverse: prima, seconda e terza. Nella prima fascia sono inseriti gli insegnanti già iscritti nella graduatoria permanente per lo stesso posto oppure per la stessa classe di concorso.

Nella seconda fascia vanno inseriti i docenti abilitati o idonei, che non sono inseriti nella graduatoria permanente. Nella terza fascia è inserito il personale, non abilitato né idoneo in base al proprio punteggio.

Per la prima fascia, la domanda per le graduatorie d’istituto va ripresentata ad ogni rinnovo della graduatoria permanente. Mentre per la seconda e la terza fascia, le graduatorie d’istituto vengono direttamente rinnovate ogni tre anni.

 

Per ottenere ulteriori informazioni riguardo le graduatorie d’istituto del Personale docente ed educativo nel triennio 2011/12-2012/13-2013/14, segue questo link: Graduatorie d’istituto

 

Fonte: Flc-cgil / Ecn.org

 

Roberta Buscherini

 

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mer, ago 28, 2013  Valentina
Polizia. Governo Nuovo. Questioni Vecchie
4.81 (96.15%) 78 Vota Questo Articolo

 

Senza sicurezza non può esserci ripresa e rilancio economico e sociale. A dirlo è l’Unione Europea. Ma nonostante le larghe intese, il governo attuale non sembra volersi fare carico di questi figli in divisa, trattandoli ancora una volta come prole indesiderata.

 

Come? Tanto per cominciare, in totale sordina, il consiglio dei ministri ha approvato la proroga fino al 31 dicembre 2014 del blocco dei rinnovi contrattuali – già congelati dal lontanissimo 2010 – , degli automatismi stipendiali e anche del tetto individuale salariale per tutti i lavoratori del comparto sicurezza e anche per gli appartenenti al corpo dei vigili del fuoco.

Polizia pronta a manifestare per i propri diritti

Polizia pronta a manifestare per i propri diritti

Inutile l’indignazione del Cocer e dei sindacati di categoria che hanno gridato a gran voce l’assurdità di questo provvedimento e la paralisi a cui le forze di polizia vanno incontro, in un momento storico dove gli scontri di piazza e le manifestazioni che richiedono la loro presenza attiva andranno aumentando, a discapito della sicurezza dei cittadini.

 

Un altro punto per il quale le associazioni di categoria della polizia di stato puntano il dito contro il governo Letta riguardo alla militarizzazione della sicurezza e dell’ordine pubblico interno: sono stati infatti spesi la bellezza di 70 milioni di euro per  destinare l’esercito a compiti di sicurezza civile.

 

In una nota diffusa qualche giorno fa si legge tutto il malcontento della categoria e l’amarezza per una situazione che non accenna a sbloccarsi: “tra i poliziotti il malcontento è fortissimo, stretti come siamo tra una professione che diventa ogni giorno più difficile, una retribuzione che rende quasi impossibile arrivare alla fine del mese e frequenti attacchi esterni che, spesso, mettono in discussione il nostro operato”.

 

 

 

L’ultima Speranza E’ Appesa A Un filo

 

L’ultima speranza prima di scendere in piazza potrebbe avverarsi entro il prossimo mese e riguarda la  modifica del tetto individuale a quello di amministrazione. In questo modo infatti verrebbe garantito l’impiego di tutti i poliziotti in funzione delle esigenze di sicurezza del paese e nel rispetto dei limiti economici dettati dal bilancio.

 

Inoltre sarebbe possibile arrivare a una legge delega  per il riordino delle carriere entro poche settimane, in modo da creare un distacco netto e preciso tra le forze di polizia e quelle militari che hanno ben altre funzioni e compiti differenti dalla sicurezza civica.

 

Anche l’ispezione annunciata del Ministro Kyenge all’interno dei CIE è stata accolta dal SIUL come una buona notizia: servirà non solo per accertare le condizioni di vita degli ospiti, ma anche per toccare con mano la quotidianità lavorativa dei poliziotti impiegati al loro interno.

Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, infatti non fa mistero che “questi luoghi sono diventati delle vere e proprie bombe ad orologeria con il rischio che esplodano tutti insieme con gravi ricadute sulla tenuta dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

 

La speranza è che l’interesse delle istituzioni non si focalizzi esclusivamente sugli stranieri, ma che allarghi le vedute e l’impegno anche ai dipendenti statali che garantiscono ordine e sicurezza a loro discapito all’interno dei centri.

Il 4 settembre prossimo si terrà un importante incontro tra le associazioni di categoria, il Cocer e il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione Gianpiero D’Alia. Un incontro, l’ultimo, prima che le forze di polizia perdano definitivamente speranza e pazienza rispetto al loro lavoro, al loro futuro, alla loro dignità professionale.

 

 

 

Fonte: grnet / uglpoliziadistato / sap-nazionale / ilcittadinodinomb

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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lun, ago 26, 2013  Roberta Buscherini
Come diventare dirigenti scolastici?
4.23 (84.62%) 13 Vota Questo Articolo

I dirigenti scolastici sono, per ogni scuola italiana, i responsabili di gestire le risorse finanziarie e strumentali del centro scolastico. Infatti, è obbligato a fare un resoconto periodico del bilancio al Consiglio d’Istituto. Hanno la responsabilità direzionale e di coordinamento delle risorse umane, in particolare i dirigenti scolastici hanno la competenza di organizzare l’attività scolastica in base a criteri di efficacia ed efficienza.

 

Chi sono i dirigenti scolastici?

 

I dirigenti scolastici sono figure di molta responsabilità nella scuola e le loro competenze vengono regolate dall’articolo 25 del D.Lvo 165 / 2001.

 

 

dirigenti scolastici

 

Inoltre, promuovono azioni per assicurare la qualità dell’insegnamento, la collaborazione culturale e professionale della scuola con altri centri scolastici, la libertà d’insegnamento e di scelta educativa.

In poche parole possiamo dire che i dirigenti scolastici sono i rappresentanti legali della scuola davanti allo Stato, ma anche i datori di lavoro per quel che riguarda la scuola, gli insegnanti e la protezione della sicurezza degli alunni.

Come abbiamo appena visto, i dirigenti scolastici sono la massima autorità nella scuola. Questo implica che non sempre siano apprezzati. Dipende anche da come si rapportano con gli altri insegnanti e con i genitori.

 

 

Come diventare dirigenti scolastici?

 

Per diventare un dirigente scolastico è necessario superare un concorso apposito svolto in sede regionale.  Per presentarsi al concorso, è necessario:

-          Essere laureati

-          Aver maturato almeno 7 anni di servizio come insegnante o educatore di ruolo in una scuola pubblica.

 

I concorso per diventare dirigente scolastico si svolge a cadenza periodica ma, una volta superato il concorso, è necessario realizzare un periodo di formazione che si conclude con un esame per l’assegnazione dei posti vacanti. I candidati, una volta superato il concorso, sono assunti di ruolo.

 

Prove del concorso per dirigente scolastico

 

 

Il concorso per dirigenti scolastici consta di:

-          Prova preselettiva

-          Prova scritta

-          Prova orale

 

Gli argomenti principali di queste prove sono la gestione di risorse finanziarie e umane, l’ordinamento scolastico, i sistemi scolastici in Europa, il diritto amministrativo, la funzione dirigenziale e la lingua inglese.

 

Tutte tre le prove devono essere superate per diventare dirigenti scolastici.

 

 

Come prepararsi al concorso per dirigenti scolastici

 

 

dirigenti scolasticiIl concorso per dirigenti scolastici è molto esigente e selettivo. La prova scritta, quella più importante, riguarda vari argomenti tanto legislativi come economici ed educativi. Inoltre, ci potrebbero essere alcuni quesiti su psicologia e psicopedagogia. In seguito vedremo in modo più approfondito i principali argomenti della prova scritta:

 

-          Sistemi Scolastici in Europa

I dirigenti scolastici devono conoscere i principali ordinamenti scolastici nell’Unione Europea, così come i programmi in materia scolastica. Questo include il diritto comunitario, l’organizzazione didattica, l’istruzione per adulti e le competenze regionali e locali in materia educativa.

-          Pof, Autonomia e Territorio

Si tratta di nozioni in materia di gestione dell’istituzione scolastica, autonomia delle istituzioni scolastiche e rapporto con le esigenze formative regionali. In questo ambito è importante avere nozioni di Pedagogia generale, Didattica generale e pedagogia speciale.

-          Gestione Amministrativa della Scuola

Sono materie giuridico-amministrativo-finanziarie con riferimento specifico alla gestione dell’offerta formativa annuale. Le materia coinvolte sono il diritto costituzionale, il diritto amministrativo e il diritto comunitario. Inoltre, diritto del lavoro, diritto civile e normativa in materia di tutela dei dati personali.

-          Procedimenti di Apprendimento e Valutazione

In ambito socio-psicopedagogico, è necessario conoscere i processi di apprendimento, la valutazione di tale apprendimento, le motivazioni e le principali problematiche o difficoltà. Le materia coinvolte in questo caso sono: la pedagogia generale, la Didattica generale, la Psicologia dell’apprendimento, laGestione della classe, la Difficoltà dell’apprendimento e la Motivazione scolastica.

-          Relazioni Interpersonali, Intercultura e Comunicazione

Materie come la sociologia dell’educazione, la sociologia dei processi migratori e la normativa sugli alunni di nazionalità non italiana per il miglioramento dell’interculturalità scolastica, la relazione e la comunicazione interna.

-          Management educativo

Materie di organizzazioni complesse e gestione della scuola.

-          Informatica nella Scuola

Uso dei principali strumenti informatici.

-          Lingua Straniera

Nel concorso per dirigenti scolastici bisogna dimostrare la conoscenza in una di queste lingue straniere: francese, inglese, tedesco, spagnolo.

 

Altri consigli

È importante, per affrontare con successo il concorso dirigenti scolastici, possedere una buona base di cultura generale e conoscenze approfondite sulle principali problematiche della gestione di un centro scolastico. Inoltre, è fondamentale possedere grandi doti direzionali e di comunicazione perché il dirigente scolastico necessita di aver un buon rapporto di collaborazione con gli altri insegnanti.

 

Alcuni testi che potrebbero aiutare nella preparazione del concorso per dirigenti scolastici sono:

-          Storia della scuola e delle istituzioni educative” di Giuseppe Decollanz, edito da Laterza,

-          “Legislazione e pedagogia nella scuola della riforma”, scritto da Silvio Minnetti e distribuito da Franco Angeli Editore.

 

Fonti: Orizzontescuola, Soldielavoro.it, Anpsa.it

 

Roberta Buscherini

 

 

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gio, ago 22, 2013  Patrizia Caroli
Mobilità a Domanda Polizia Penitenziaria: Guida Utile
4.5 (90%) 8 Vota Questo Articolo

Mobilità a domanda Polizia Penitenziaria: Nuovi criteri e nuove modalità di valutazione dei requisiti per la mobilità a domanda polizia penitenziaria e la formazione di graduatorie.

 

Chiarimenti Mobilità a Domanda Polizia Penitenziaria

 

 

-          I dipendenti della polizia penitenziaria per la mobilità a domanda polizia penitenziaria possono indicare fino a 3 sedi d’istituto penitenziario

-          L’istanza di trasferimento può essere presentata dal personale che abbia maturato almeno un anno ININTERROTTO nell’ultima sede di servizio.

-          Gli appartenenti alla polizia penitenziaria in servizio in sedi disagiate potranno far valere il punteggio in merito solo per un trasferimento.

-          È possibile ottenere punteggi supplementari, per la mobilità a domanda polizia penitenziaria, nel caso di malattie o menomazioni derivanti dal proprio lavoro.

-          Le graduatorie, tanto provvisorie come definitive, sono pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della Giustizia.

-          La domanda di revoca di partecipazione all’interpello oltre i termini previsti, diviene richiesta di trasferimento nella sede di originaria appartenenza. In questo modo, l’accettazione della deroga della domanda oltre i termini impedisci al dipendente di partecipare ai successivi due interpelli.

 

Pubblicazione Posti Mobilità a domanda Polizia Penitenziaria e Presentazione di Domande

 

mobilità a domanda-          I posti disponibili per la mobilità a domanda polizia penitenziaria saranno pubblicati entro il 31 agosto di ogni anno. La pubblicazione inoltre, contiene il termine e i modi per la partecipazione

-          L’amministrazione deve comunicare ai dipendenti gli avvisi riguardo la partecipazione per la mobilità a domanda polizia penitenziaria.

-          Le domande devono essere presentate entro i termini indicati in ogni bando altrimenti saranno improcedibili.

-          Nella domanda è possibile indicare, in ordine di preferenza, fino a tre sedi penitenziarie. Se si tratta di diversi istituti nella stessa città bisogna precisare la sede preso la quale intende essere trasferito.

-          Tutti i titoli o qualità personali che costituiscano punteggio per la mobilità a domanda polizia penitenziaria devono essere posseduti entro il termine della presentazione di domanda.

-          Le domande, per la mobilità a domanda polizia penitenziaria, vengono presentate presso la propria sede di appartenenza che, entro 5 giorni, dovrà inviarla alla direzione di assegnazione e alla direzione generale del personale e della formazione.

 

Graduatorie Polizia Penitenziaria

 

La graduatoria provvisoria è formata con l’inserimento dei dati tramite una procedura informatizzata e in base al punteggio corrispondente alla data di scadenza del bando.

La graduatoria è pubblicata sul situo ufficiale del Ministero di Giustizia. Se i dipendenti non dovessero essere d’accordo con tale punteggio, hanno la possibilità di presentare la domanda di revisione, con le stesse modalità previste per la presentazione della domanda, entro 20 giorni decorrenti dalla data della pubblicazione della graduatoria.

 

Altre informazioni utili sulla mobilità polizia penitenziaria

 

Patrizia Caroli

 

 

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mer, ago 21, 2013  Valentina
Dipendenti Pubblici. Dalla Casta Al Populino
4.44 (88.75%) 16 Vota Questo Articolo

 

Che il problema principale del nostro paese sia la disoccupazione è sotto gli occhi di tutti. Oltre il 12% degli italiani  non ha un lavoro e il dato più allarmante è che quasi il 40% dei disoccupati non ha ancora compiuto 25 anni di età. Alla disoccupazione ormai cronica si collega direttamente l’economia: meno soldi, meno spese, meno consumi, imprese in crisi e meno posti di lavoro a disposizione. Proprio questa deduzione del tutto semplicistica ma logica, sta alla base della convinzione, rafforzata negli ultimi anni di crisi, che il posto di lavoro del dipendente pubblico sia un paradiso intoccabile e dai contorni definiti, senza ombre e ricco di tutele.

 

dipendenti pubbliciPer sfatare in parte questa credenza, basta pensare che nel 2011, dopo 31 anni di costante crescita, le retribuzioni dei lavoratori pubblici hanno segnato un calo dell’1.6%. Non solo ma negli ultimi 10 anni la pubblica amministrazione ha registrato una perdita di ben 368 mila dei suoi dipendenti, nell’ottica del risparmio sulla spesa pubblica prima e della spending review poi.

 

La Soluzione Alla Crisi Potrebbe Arrivare Dal Passato

 

E allora come si esce da questa situazione di stallo della pubblica amministrazione e non solo? Qual è la formula per far ripartire l’economia, sbloccare gli stipendi e creare posti di lavoro stabili? Spesso le risposte sul nostro futuro vanno ricercate nel passato.

 

Questo è quello che pensano provocatoriamente coloro che auspicano una soluzione alla Reagan maniera, un licenziamento di massa di un settore dei dipendenti pubblici che aprì letteralmente la strada all’esponenziale crescita degli anni ottanta. il 5 agosto di 32 anni fa il presidente americano decise di non cedere alle minacce degli 11 mila controllori di volo, dipendenti dell’amministrazione federale, i quali, consapevoli della peculiarità e della delicatezza del proprio ruolo, richiedevano un aumento di retribuzione di 10 mila dollari. L’amministrazione non era in grado di accettare questa richiesta e si passò a un duro braccio di ferro, alla fine del quale Reagan decise per il licenziamento di massa, a meno che i piloti non avessero entro due giorni messo fine allo sciopero e rinunciato alle loro esose richieste, aggiungendo che coloro che avessero continuato con il pugno duro, oltre al licenziamento avrebbero subito l’allontanamento perpetuo da qualunque ufficio federale Questo braccio di ferro di Reagan non andò a discapito delle aziende, dei passeggeri e dei turisti che normalmente usufruivano dei voli, in quanto furono intensificati i corsi per diventare controllori di volo e vennero ingaggiati i piloti dell’aeronautica per coprire i buchi rimasti e garantire comunque il medesimo servizio.

 

Oltre a far traballare le convinzioni di potere delle élite lavorative di stato, il gesto di Reagan rese inefficace il sindacato e dimostrò come esista una flessibilità e una mancata certezza anche per i dipendenti pubblici.

 

Quando accaduto negli Stati Uniti è senza dubbio un episodio su cui riflettere tenendo però conto delle condizioni economiche di partenza ben diverse e delle peculiarità di quel paese e di quella cultura. Quello che i nostri politici dovrebbero dedurre dall’azione vincente quanto discussa di Reagan è la necessità, in taluni casi, di decisioni precise e determinate che vadano a scardinare tutti quei meccanismi ben radicati di clientelismo che da anni mangiano giorno dopo giorno sempre un po’ di più della nostra spesa pubblica.

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano / lastampa / nanopress / ilsole24ore

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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