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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

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Archivi al mese settembre, 2013

lun, set 30, 2013  Patrizia Caroli
Previdenza Integrativa Inpdap: Perchè Ti Conviene?
2 (40%) 3 Vota Questo Articolo

La previdenza integrativa o complementare Inpdap è aggiuntiva alla pensione obbligatoria, gestita dall’Inps ex Inpdap, per assicurare prestazioni e benefici nel momento della pensione dei dipendenti statali.

Le formule di previdenza integrativa sono sempre più utilizzate dai dipendenti pubblici, in quanto negli ultimi anni il grado di copertura del sistema pensionistico nazionale è calato considerabilmente.

 

 

Chi può accedere alla previdenza integrativa Inpdap e quali sono le principali caratteristiche.

 

previdenza integrativaLa previdenza integrativa Inpdap è riservata ai dipendenti pubblici ma, dall’anno scorso, con la soppressione dell’ente, è l’Inps a gestire tutte le modalità pensionistiche.

Le principali caratteristiche che distinguono la previdenza integrativa da quella obbligatoria sono:

  1. La pensione complementare è volontaria: è il dipendente pubblico in questione a decidere se aderire ad una formula pensionistica complementare oppure no.
  2. La previdenza integrativa viene capitalizzata individualmente
  3. La pensione integrativa è a contribuzione definitiva: il totale dipende dalla somma di tutti i versamenti e dal rendimento di questi investimenti.
  4. La previdenza integrativa è gestita da enti di diritto privato

 

 

Previdenza Integrativa Vantaggi

 

Il principale vantaggio della di questa tipologia di formule pensionistiche è riuscire a mantenere, dopo il pensionamento, lo stesso tenore di vita che si aveva prima. Nello specifico, questi vantaggi sono:

-          Per i dipendenti pubblici e statali è possibile dedurre dall’imponibile IRPEF, i contributi versati al fondo pensione fino ad un massimo di 5.164 euro

-          Usufruire di un versamento mensile da parte dalla propria amministrazione di appartenenza o dal datore di lavoro

-          Ottenere una produttività superiore a quella che fissa la legge per il TFR.

-          Richiedere un anticipo in caso di necessità

 

 

Le ultime normativa prevedono, indicativamente, che dopo 35 anni di contributi, l’ammontare della previdenza integrativa a 65 anni, oscilla tra il 12 % e il 15 % dell’ultimo stipendio.

 

Come ottenere la pensione complementare Inpdap

 

Per fare richiesta di pensione complementare è necessario compilare gli appositi moduli, reperibili presso le sedi dell’Inps, le sedi della propria amministrazione di appartenenza, i luoghi di lavoro o le sedi delle principali organizzazioni sindacali.

Una volta compilati e presentati i moduli, i dipendenti pubblici interessati devono versare una quota unica d’iscrizione, “una tantum”, con trattenuta sulla busta paga. Il datore di lavoro inoltrerà la domanda, allegando le documentazioni necessarie, al fondo negoziale.

Se si tratta di previdenza integrativa verso forme pensionistiche individuali, i dipendenti interessati possono rivolgersi direttamente alla forma pensionistica scelta.

 

 

Per ulteriori informazioni visita questa guida dell’Inpdap: Pensione Integrativa Inpdap 

 

Patrizia Caroli

 

 

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gio, set 26, 2013  Valentina
Volontari Esercito. Ecco Come Diventarlo
4.09 (81.82%) 11 Vota Questo Articolo

Nel 2005 con l’abolizione del servizio di leva obbligatorio è stata istituita la figura del volontario nell’esercito ovvero il VFP1, volontario in ferma prefissata di 1 anno che ad oggi rappresenta lo scalino imprescindibile per accedere alla carriera militare da professionista come truppa in qualità di volontario in servizio permanente insieme al superamento del concorso VFP4.

 

Volontari esercitoL’accesso alla figura di VFP1 avviene tramite un concorso, i cui bandi sono pubblicati periodicamente sul sito della difesa; coloro che lo superano vengono arruolati col grado di soldato e raggiungono, dopo tre mesi dall’arruolamento, il grado di caporale.

 

 

In Cosa Consiste Il Concorso Per VFP1

 

 

Una volta vinto il concorso iniziano due mesi di addestramento nei centri appositamente creati chiamati RAV, cioè il reggimento addestramento volontari. Durante questo lasso di tempo i ragazzi vengono indirizzati alle regole base della vita militare e avranno i primi approcci con le armi. Al termine dell’addestramento avverrà il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana.

 

Successivamente i militari saranno indirizzati ai reparti di destinazione nei quali frequenteranno nuovi corsi per l’apprendimento di nozioni tecniche specifiche, fondamentali per lo svolgimento degli incarichi di settore. Se si supera con successo la ferma come VFP1 ci si guadagna l’accesso di diritto ai concorsi per il reclutamento dei VFP4 nelle forze armate e di polizia, Esercito, Aeronautica e Marina Militare e ai concorsi dell’arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato e delle altre forze armate e di polizia, nel ruolo più semplice.

 

 

Come Presentare La Domanda Per VPF1

 

 

La domanda per il concorso VFP1 necessita di una compilazione telematica, per poi essere stampata e inviata al distretto militare di appartenenza tramite raccomandata con ricevuta di ritorno oppure di persona agli uffici. All’interno della domanda è possibile indicare la regione nella quale si desidererebbe, essere arruolati.

 

Dopo poche settimane si viene convocati per le visite mediche e psico-attitudinali, superate le quali, se il punteggio è sufficiente, si riceve la lettera di convocazione al RAV.

 

Per poter presentare la domanda come VPF1 è necessario avere i seguenti requisiti:

 

- la cittadinanza italiana;

- un’età compresa tra i 18 e i 25 anni;

- altezza minima di 1,65 per i maschi e di 1,61 per le femmine;

- pieno godimento dei diritti politici e civili; – diploma d’istruzione secondaria di primo grado (scuola media);

- il certificato d’idoneità all’attività sportiva agonistica.

 

 

 

Fonte: esercito.difesa / informaweblog / militariforum / lavocedelvolturno

 

 

 

Valentina Stipa

 

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gio, set 26, 2013  Valentina
Indennità Una Tantum: Guida Utile su Come Ottenerla
4 (80%) 3 Vota Questo Articolo

L’ indennità una tantum è un ammortizzatore sociale che può essere concesso agli eredi di un assicurato INPS nel caso il soggetto deceduto abbia svolto attività lavorativa dopo il 31 dicembre 1995 e sia stato destinatario di una pensione contributiva.

 

Precisiamo subito che il diritto di richiedere l’ indennità una tantum si prescrive dopo 10 anni dalla data di decesso del soggetto assicurato.

 

A Chi Spetta L’ indennità una tantum

 

L’ indennità una tantum spetta al coniuge anche se separato o divorziato purché destinatario di un assegno stabilito dal tribunale.

 

Anche i figli possono godere dell’ indennità una tantum purché alla data del decesso siano minori, inabili, studenti. Stessi diritti di richiesta indennità una tantum sono estendibili anche ai figli nati dopo il decesso e ai figli coniugati.

 

Qualora non ci siano né figli né coniugi, l’ indennità una tantum può essere riscossa dai genitori non titolari di pensione diretta che abbiamo compiuto 65 anni; ai fratelli o alle sorelle nubili o inabili del deceduto.

 

L’importo di indennità una tantum è pari all’importo mensile dell’assegno sociale moltiplicato per il numero delle annualità di contribuzione accreditata ed è ripartito tra i beneficiari secondo il seguente schema:

 

Quota per il coniuge

Quota per ciascun figlio, genitore, fratello o sorella

Solo il coniuge

100 %

Coniuge e un figlio

75 %

25 %

Coniuge e due figli

60 %

20 %

Coniuge e tre figli

60 %

33,33 %

Un figlio

100 %

Due figli

50 %

Tre figli

33,33 %

Quattro figli

25 %

Cinque figli

20 %

 

Nel caso in cui non ci siano né coniugi né figli o nipoti, l’assegnazione dell’ indennità una tantum viene ripartita tra gli altri eredi secondo le seguenti percentuali:

RICHIEDENTE

PERCENTUALE

Quota per ciascun genitore, fratello o sorella

Un genitore

100 %

Due genitori

50 %

Un fratello o una sorella

100 %

Due fratelli o sorelle

50 %

Tre fratelli o sorelle

33,33 %

Quattro fratelli o sorelle

25 %

Cinque fratelli o sorelle

20 %

 

Se si rientra di una delle categorie appena descritte, per poter usufruire dell’ indennità una tantum, è necessario però anche avere una serie di altri requisiti ben specificati nella circolare 104 del 6.6.2003:

-      non si ha diritto alla pensione indiretta né a quella supplementare indiretta

-      non si ha titolo alla concessione di rendite INAIL per infortunio su lavoro o malattia professionale

-      possiede i requisiti di reddito per l’assegnazione dell’assegno sociale

 

Presentazione Della Domanda Di Indennità Una Tantum

 

La domanda di accesso all’ indennità una tantum deve essere presentata direttamente allo sportello INPS o attraverso i patronati riconosciuti; in questo caso la prestazione è gratuita per il richiedente.

 

La domanda di indennità una tantum può essere redatta sul modulo apposito Mod. SO1; in alternativa è possibile anche presentarla in carta semplice allegando in ogni caso, se si tratta di un coniuge, anche l’autocertificazione di stato civile e di famiglia aggiornata alla data del decesso, la dichiarazione dei redditi e le deduzioni d’imposta.

 

Se la richiesta di indennità una tantum viene presentata dai figli, questi dovranno accompagnarla  dall’autocertificazione di frequenza scolastica, il codice fiscale e un certificato auto redatto che attesti di non prestare attività lavorativa autonoma o dipendente. Se l’ indennità una tantum viene richiesta da superstiti inabili invece la domanda deve essere accompagnata dal modello SS3 stilato dal medico curante e la copia di attestazione di invalidità rilasciata dalla ASL di competenza.

 

Fonte: inps / blog.libero / indipendenza

 

Valentina Stipa

 

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mer, set 25, 2013  Valentina
Forze Armate. A Che Punto Siamo?
5 (100%) 2 Vota Questo Articolo

 

Stabilità e forza sono due caratteristiche dalle quali non si può prescindere oggi, poiché il nostro è “un mondo in transizione“, come lo ha definito il Segretario Generale della NATO Anders Fogh Rasmussen durante un incontro a Bruxelles, finalizzato a capire e rivedere il futuro della NATO e il suo rapporto con l’Unione Europea, anche alla luce delle vicende internazionali che si stagliano all’orizzonte, non ultima quella della Siria.

 

forze armate

La precaria situazione di lavoro delle forze armate italiane rischia di esplodere se le istituzioni non porranno rimedio entro breve tempo.

Dopo l’11 settembre il ruolo delle forze armate è inevitabilmente cambiato, perché è cambiato il mondo e il nostro modo di viverlo. Per questo è fondamentale non trascurarle, garantendo loro, già dall’interno dei singoli paesi, stabilità e sicurezza del ruolo nel rispetto delle specificità professionali.

 

Questo tema In Italia è dibattuto e sentito da molti mesi, anni forse ma siamo ancora a un nulla di fatto. In realtà accusare le istituzioni di non occuparsi del comparto difesa sarebbe un errore. È di pochi giorni fa ad esempio la trasmissione alle camere del decreto interministeriale dello Sviluppo dell’Economia e Finanze e della Difesa per l’acquisto di 15 elicotteri Combat-SAR AW-101, destinati all’aeronautica militare per migliorare le operazioni di Ricerca e Soccorso e anche l’acquisto di un sistema informativo per il controllo del Territorio per l’Arma dei Carabinieri. Totale costo: 375 milioni, di cui 275 per gli elicotteri realizzati da Augusta WestLand spa e 100 milioni per il sistema di controllo del territorio realizzato da Selex Es Spa, entrambi del gruppo Finmeccanica .

 

Ora guardando i numeri e considerando i blocchi stipendiali e di avanzamento, i mezzi quotidiani in dotazione a buona parte delle forze dell’ordine e lo stato degli uffici, si rimane perplessi: se la priorità è valorizzare e far lavorare nel migliore dei modi le forze armate, affinché mantengano un equilibrio precario all’interno del nostro paese, evitando scontri di piazza e alte tensioni sociali, sarà proprio la scelta giusta dirottare oltre 300 milioni di euro in mezzi, seppure importanti? Non sarebbe il caso di investire sulle risorse umane e sul miglioramento della loro condizione lavorativa?   E’ una domanda lecita che non trova al momento risposta. Forse lo sciopero generale che avverrà tra qualche giorno potrebbe smuovere gli animi. Lo speriamo in molti.

 

I fatti però dicono, a dispetto di quello che vuole l’Europa e di quello che chiede la NATO, che l’Italia trascura i militari e investe in mezzi. Promette cambiamenti, ma di fatto rimane in questa eterna fase di stallo. Questa situazione non potrà però durare in eterno, perché il rischio che chi dovrebbe schierarsi per evitare violente tensioni sociali si trasformi in chi, queste tensioni, le crea e le cavalca inizia a farsi alto. Questo sarebbe davvero un bel guaio per tutti. E gli elicotteri e l’informatica non ci salverebbero di certo.

 

 

Fonte: ilnuovogiornaledeimilitari / grnet / tuscania.nissolinocorsi

 

 

Valentina Stipa

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mar, set 24, 2013  Ranalli
L’attesa Infinita delle Modifiche alla Riforma Fornero sulle Pensioni
4.42 (88.37%) 43 Vota Questo Articolo

pensione-riforma-forneroDedico questo articolo a tutti quelli che sono in attesa delle preannunciate novità alla riforma Fornero sulle pensioni. Ma di cosa si tratterà cerchiamo di capirlo attraverso i mille spifferi e le tante ipotesi circolate in questi giorni o mesi. Innanzitutto una cosa gia è certa. Nel senso che si sono aperte le porte alle pensioni con le previgenti regole per  tutti quelli che raggiungeranno quota 96 entro il 30.12.2014.

 

L’unico ostacolo a ciò è rappresentato dall’obbligo da parte delle amministrazioni di servizio della dichiarazioni di esubero. Ovviamente i requisiti una volta acquisiti il dipendente interessato dovrà aspettare la finestra di un anno per poter accedere al trattamento di quiescenza. Questa opportunità è esente da ogni forma di riduzione del trattamento di pensione poiché non sono previste riduzioni.

Per l’altra ipotesi ventilata in questi mesi cioè quella di poter lasciare il servizio con i requisiti previgenti ma con significative penalizzazioni sembra che questa ipotesi nelle ultime ore sia stata sostituita da una molto più morbida che consentirebbe poter lasciare il servizio entro il 31.12.2015 con il solo rispetto dal 2013 non più di quota 96 ma di quota 97 più i tre mesi legati agli aumenti delle aspettative di vita.

 

Modifiche alla Riforma Fornero: La Cautela è di dovere

 

Tuttavia su questa ultima ipotesi sarei molto cauto perché credo che non sia agevole arrivare ad una siffatta soluzione . Quindi mentre con la semplice dichiarazione di esubero si potrebbe subito fare la domanda di pensionamento per la seconda ipotesi il cantiere è ancora aperto e non si conoscono i tempi di chiusura. Ragion per cui chi può farlo a la convenienza a non aspettare altre soluzioni che potrebbero vedere tempi molto lunghi per la nascita.

L’esperienza mi porta ovviamente ad essere assai cauto su ciò che realmente succederà in futuro e di prendere al volo l’occasione al momento offerta. Quindi gli interessati hanno la convenienza a premere presso le proprie amministrazioni affinchè vi sia la dichiarazione di esubero. Una volta ottenuto questo ci si può recare presso i patronati o i caf e presentare la domanda di pensionamento.

Giova ricordare che bisogna recarsi presso gli enti che dovranno acquisire la domanda di pensione con tutti i dati personali necessari che si ricordano brevemente: codice iban, codici fiscali componenti nucleo familiare, adesione al fondo credito , ecce cc. E’ consigliabile quindi farsi rilasciare una copia della domanda e consegnarla all’amministrazione di appartenenza per completare la pratica che prevede altresì la firma della domanda per la liquidazione del trattamento di fine servizio . Per quanto concerne la domanda di pensionamento si ricorda che essa può essere fatta personalmente dall’interessato per via telematica se in possesso del codice pin dispositivo.

Allo stato non sembrano esserci altre ipotesi in campo ragion per cui si può essere sicuramente ottimisti…ma conviene non abbassare la guardia poiché la situazione a livello europeo appare ancora molto nebulosa per cui ciò che appare oggi quasi possibile potrebbe diventare immediatamente non più raggiungibile ecco perché tutti quelli che hanno la possibilità di lasciare con il certo che viene offerto oggi dovrebbero non lasciarsi sfuggire l’occasione appunto perché del domani non si sa mai.

 

GIANCARLO RANALLI

 

Per scaricare il tuo cedolino accedi da qui: Stipendi PA Noi PA

 

 

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