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Archivi al giorno ottobre 11th, 2013

ven, ott 11, 2013  Ranalli
Soppressione Enti Locali: qual’è lo stato dei lavori?
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soppressione-enti-localiSoppressione enti locali: Il governo tecnico guidato da Monti, nel decreto SalvaItalia ha tra i tanti provvedimenti più o meno popolari adottati, ha previsto anche la soppressioni di due enti previdenziali quali l’Inpdap e l’Enpals. Molti di voi si chiedono e mi chiedono nel concreto cosa ha significato  in termini pratici questa operazione. Cerchiano di capirlo facendo prioritariamente presente che la soppressione dal punto di vista normativo e effettivamente avvenuto ma non ancora avvenuto nella pratica ovvero non avvenuto del tutto.

 

Soppressione Enti locali: INPDAP e Enpals.

 

E’ certo che l’Inpdap e l’Enpals come enti previdenziali giuridicamente non esistono più. Questa operazione è visibile soprattutto dal punto di vista normativo. Infatti ogni norma che riguarda i due ex enti previdenziali oggi sono emesse direttamente dall’Inps. Nella pratica le gestioni restano separate. In termini concreti questo significa che operativamente i calcoli dei trattamenti di quiescenza e del trattamento di fine servizio o rapporto vengono operati dalla gestione ex Inpdp e dalla gestione ex Enpals. Quindi come possiamo ben capire tecnicamente è cambiato ben poco…ma è da sottolineare che siamo appena all’inizio di questo particolare processo di integrazione tra enti che fino ad oggi operavano diversamente anche dal punto di vista normativo.

 

Soppressione enti locali: gestione ex Inpdap – gestione ex Enpals

 

Quindi si conferma che tutti i lavoratori la cui gestione previdenziale apparteneva all’INPDAP o ENPALS normativamente sono assoggettati all’inps per effetto della predetta soppressione ma gestionalmente dovranno fare sempre e solo riferimento alle precedenti gestioni previdenziali che continueranno a curarne la pratica. La soppressione enti locali a priori sembra questa operazione efficace soprattutto in un ottica di ottimizzazione della cosa pubblica al fine di rendere meno farraginosa e tortuosa la macchina statale che comporterà inevitabilmente un sostanziale risparmio.

Questi soldi obiettivamente ( quelli ricavati dal risparmio grazie alla soppressione enti locali)  potrebbero essere utilizzati per migliorare lo stato sociale, aumentare gli stipendi del pubblico impiego ormai fermi da quattro anni, premiare il tanto decantato merito lavorato rivo, aumentare le pensioni sociali, gli assegni sociali, gli assegni familiari, le detrazioni familiari, le agevolazioni a favore delle persone diversamente abili, creare occupazione per i tanti giovani soprattutto diplomati e laureati in ansia per una soluzione occupazionale per migliaia di essi appare decisamente lontana e che allontana inevitabilmente anche la creazione del futuro , creare una famiglia su basi certe e concrete. Oggi i giovani sono davvero disorientati . Aver studiato tanto, essersi formati dal punto di vista culturale e non avere possibilità di formarsi un avvenire crea effettivamente un disagio che in alcuni casi diventa esplosivo.

 

Soppressione enti locali: considerazioni finali

 

A parere dello scrivente l’efficienza della macchina dello stato dovrà sposarsi necessariamente con la necessità di dare risposte alle domande di cui sopra al fine di creare effettivamente quella equità sociale tanto decantata e che è alla base della crescita sociale e del benessere a cui avrebbe diritto ogni comune mortale e non solo pochi privilegiati oppure i figli i parenti gli amici di questi pochi privilegiati.

 

 

 GIANCARLO RANALLI

 

 

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