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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al mese ottobre, 2013

gio, ott 24, 2013  Roberta Buscherini
Interdizione Anticipata Maternità Dipendenti Pubblici: La Guida
3.7 (73.33%) 6 Vota Questo Articolo

L’ interdizione anticipata maternità per dipendenti pubblici è un diritto delle lavoratrici che prevede un’anticipazione dell’astensione obbligatoria per maternità regolata dalla legge (articoli 16 e 17 del D. Lgs. 151/2001 – Testo Unico maternità/paternità) quando:

-          Ci sono complicazioni della gravidanza

-          Nelle considerate gravidanze a rischio

-          Le condizioni di lavoro possono danneggiare la dipendente o il bambino

-          La dipendente pubblico, addetta al trasporto o al sollevamento peso non può essere trasferita ad altre mansioni

interdizione-anticipata-maternità

Durante il periodo d’interdizione maternità, la dipendente ha il diritto all’intera retribuzione senza nessun tipo di riduzioni. Inoltre, questo periodo viene conteggiato per l’anzianità di servizio e per la maturazione delle ferie.

 

Interdizione Anticipata Maternità: Chi ne ha il diritto?

 

Tutte le dipendenti pubbliche hanno il diritto all’ interdizione anticipata maternità se si dovessero trovare in alcuno dei casi citati precedentemente.

 

Come Presentare la domanda per Interdizione Maternità

 

Per accedere all’ interdizione anticipata maternità, nel caso delle dipendenti pubbliche, è necessario presentare l’apposita domanda, allegando la corrispondente certificazione medica. Ma a chi presentare le domande?

Da novembre dell’anno scorso ci sono alcune novità riguardo le competenze. Vediamo quali sono:

Se si tratta di una richiesta d’ interdizione anticipata maternità per gravi complicanze della gravidanza è necessario fare richiesta all’ASL con il certificato medico di gravidanza e il certificato attestante delle complicazioni. Mentre negli altri casi, è la Direzione Provinciale del Lavoro ad avere la competenza.

In ogni caso, il provvedimento per poter usufruirne è emesso dal Servizio ispezione del lavoro della DPL entro il termine di 7 giorni decorrenti dal giorno successivo a quello di accoglimento della documentazione completa.

Durante il periodo di interdizione maternità anticipata, la dipendente pubblica non è soggetta a visite fiscali.

Per ottenere ulteriori informazioni su come ottenere il certificato per gravidanza a rischio e su dove andare per richiedere l’interdizione maternità anticipata, è possibile telefonare il numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale 800 033 033, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, il sabato e i prefestivi dalle 8.30 alle 13.30.

 

Per scaricare il Modulo per richiedere l’Interdizione maternità anticipata segue questo link: Modulo Interdizione Anticipata

 

 

 

Roberta Buscherini

 

 

 

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mer, ott 23, 2013  Ranalli
La previdenza integrativa dipendenti pubblici: a chi conviene e a chi no
4.7 (93.33%) 6 Vota Questo Articolo

Previdenza integrativa dipendenti pubblici:  A priori la convenienza è di tutti. Ovviamente parliamo della possibilità che viene offerta da alcuni fondi pubblici chiusi di recente istituzione ( vedi fondoperseo per le autonomie locali e fondoespero per la scuola ) di integrare la pensione che verrà erogata dallo stato con quella integrativa quella derivante dal cosiddetto terzo pilastro.

previdenza integrativa pubblico impiegoParlavo prima di convenienza a priori per tutti almeno per quanti sono certi e sono la stragrande maggioranza che percepiranno un assegno di quiescenza inferiore ai 1500 euro. Allora la domanda che ci si pone è la seguente: tutti coloro, dipendenti pubblici al momento in regime di trattamento di fine servizio e non di trattamento di fine rapporto hanno o no la convenienza ad aderire a tali fondi?

 

La previdenza integrativa dipendenti pubblici: aderire ai fondi oppure no?

 

Dal punto di vista sindacale la mia propensione è sempre stata quella di consigliare a tutti quanti sono stati assunti a far data dall’1.1.1996 ed a seguire dall’1.1.2000 di aderire prontamente a tali fondi . Non consigliavo la medesima cosa a quanti invece erano stati assunti prima della suddetta data. Tuttavia le norme e le situazioni nel tempo si modificano inesorabilmente.

Ad oggi  non me la sento più di consigliare la non adesione a tali fondi da parte dei dipendenti pubblici con molti anni di servizio alle spalle per un motivo ben preciso: dall’anno 2013 c’è stata un’ulteriore riduzioni dei coefficienti che vanno a calcolare l’assegno di pensione per cui questo significa che il medesimo assegno  anche in presenza di un cospicuo numero di anni di servizio va nel tempo sensibilmente a ridursi. Ecco perché  non me la sento più ad oggi di consigliarne la non adesione. Immagino che in particolare i dipendenti delle autonomie locali, sanità,  province e regioni con qualifica medio bassa avranno un assegno di quiescienza inferiore ai 1500 euro ragione per cui ritengo consigliabile a questo punto pensare ad una eventuale adesione ai fondi integrativi.

 

Previdenza integrativa per dipendenti pubblici: cosa significa aderire al fondo ?

 

Ricordo a quanti non lo sapessero che aderire ai fondi pensione integrativi significa pagare una minima cifra sulle competenze mensili che in genere si aggira su un minimo di 15 euro ma la sua entità dipende ovviamente dalla percentuale di adesione personale ( si va da un minimo di 0,50 ad un massimo del 10%) a questa ed è utile ricordarlo va aggiunta la parte obbligatoria che dovrà versare per legge l’amministrazione dalla quale si dipende.

Detto questo c’è da aggiungere che quanto viene versato dal dipendente e dall’amministrazione di servizio, viene gestito da una società pubblica con relativo statuto la quale ha l’obbligo di rendere il più possibile fruttuoso quanto si versa ed è per questo che da parte dei suddetti fondi viene richiesto ai dipendenti circa la cifra che si versa che tipo di gestione vuole che si venga fatta dei propri soldi ossia una gestione soft oppure più vivace.  Con l’iscrizione nell’area privata del fondo a cui si aderisce il dipendente può rendersi direttamente conto di tutto ciò che mese per mese anno per anno va maturando.

 

Previdenza integrativa dipendenti del pubblico impiego

 

I fondi ovviamente si differenziano gli uni dagli altri. Ad esempio il fondoespero per la scuola richiede un’adesione minima di otto anni per accedere alla previdenza integrativa mentre il fondoperseo per le autonomie locali ne richiede ben quindici.

Previdenza integrativa dipendenti pubblici : I benefici a cui si accede sono : la rendita vitalizia vita natural durante, rendita vitalizia + trattamento di fine rapporto ( la percentuale viene stabilita dall’interessato ) solo trattamento di fine rapporto in aggiunta a quello erogato dallo stato.

 

GIANCARLO  RANALLI

 

 

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mar, ott 22, 2013  admin
Legge di Stabilità 2014 – Per tutti lavoratori del pubblico impiego… in regalo una pizza margherita al mese.
4.9 (97.78%) 9 Vota Questo Articolo

 

Potrebbe sembrare una frase buttata lì per riderci su. Ma invece è la cruda amara realtà. La legge di stabilità 2014 ( per intenderci la ex legge finanziaria ) porterà in dote ai lavoratori del pubblico impiego otto euro di aumento mensile per effetto della riduzione del cuneo fiscale ( vale a dire l’aumento delle detrazioni che ciascun lavoratore percepisce sono forma detrazione da lavoro dipendente che va ad abbattere l’irpef che ciascuno paga sulle proprie competenze mensili ) che passerò da 1338 euro a 1450 circa annue.

 

legge di stabilità 2014Legge di stabilità 2014 e le voci che circolano

Le voci che circolano in maniera insistente in queste ore vorrebbero la liquidazione una tantum in busta paga nella prossima primavera ovvero l’intero beneficio del 2014 si percepirà ad aprire o maggio del prossimo anno … circa 100 euro pro-capite. Nella medesima legge è stabilito altresì un ulteriore riduzione del cuneo fiscale negli anni 2015 e 2016 ma credo che effettivamente i benefici a livello di retribuzione saranno davvero minimi se non addirittura nulli in previsione degli aumenti delle addizioni comunali provinciali e regionali ormai divenuta prassi.

 

La stessa legge di stabilità 2014 porta in dote insieme a questa ridicola novità diciamo positiva ( facendo un grosso sforzo a giudicarla tale ) anche una serie di notizie negativissime. Infatti dovrebbe esserci il blocco per un ulteriore anno fino al 31/12/2014 del rinnovo dei contratti di lavoro, ulteriore blocco del turn over fino al 2018, taglio del 10% sugli straordinari ( per quelli che lo fanno ) . Ovviamente non ci sono parole per giudicare tale simile operazione fatta dal governo delle larghe intese. Parlare di vergogna ormai non ha più senso. I lavoratori pubblici, ad eccezione di pochi eletti, sono davvero con le spalle al muro. Il futuro per costoro è davvero buio .

 

La stessa CGIA di Mestre ha definitivamente acclarato che i dipendenti pubblici sono ufficialmente da considerarsi tra i nuovi poveri italiani che seguono nell’immediatezza gli incapienti. Davvero triste ma i fatti sono incontrovertibili. Non ci sono più soldi per nessuno non ci sono più soldi per il sociale, non ci sono più soldi per i rinnovi contrattuali, non i sono più soldi per far ripartire l’economia ed i consumi. Il governo dimentica che l’economia parte solo se aumenta la disponibilità nelle buste paga dei lavoratori. Ma ormai dovremmo dimenticarlo. E’ un evenienza ormai remota. Il pensiero è rivolto essenzialmente alle generazioni future ai nostri figli. Loro ci credono, cercano di costruirsi un futuro .

 Legge di stabilità 2014 ultime considerazioni

Fino ad oggi avevano al loro fianco i genitori che comunque potevano contribuire alla ricerca della definizione del loro futuro. Domani non si sa se potrà continuare ad essere così, forse questo domani non è proprio così lontano ma terribilmente così vicino.

E’ vero che questo provvedimento fatto dal governo sarà ovviamente oggetto di richieste di modifiche, quindi sicuramente potrebbe cambiare sostanzialmente. Ma credo che non cambierà nei suoi cardini essenziali , credo che il blocco degli stipendi, la miseria di quanto previsto dalla riduzione del cuneo fiscale e qualcos’altro ancora resteranno e resteranno per molto tempo impresse nella memoria di ciascuno di noi.

 

GIANCARLO RANALLI

 

 

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lun, ott 21, 2013  Valentina
Riscatto Militare: un aiuto per la pensione
3.5 (70%) 6 Vota Questo Articolo

Di questi tempi, con regole che cambiano in continuazione, l’età pensionabile che aumenta e le regole di accesso al regime pensionistico che mutano col mutare dei governi è importante comprendere bene tutti i canali che possono permettere l’accesso alla pensione, dopo un’onesta carriera lavorativa, senza sprecare neanche un anno. Come ad esempio quello del sevizio militare. Per questo esiste proprio la possibilità di riscatto. 

 

 

Il riscatto militare consiste di una serie di contributi figurativi da sommare a quelli reali per il raggiungimento del numero necessario ai fini previdenziali. In sostanza il riscatto militare si traduce nell’assegnazione di una retribuzione media settimanale calcolata su quella effettivamente percepita durante l’anno solare del servizio alle armi. Se l’anno oggetto di riscatto non vanta alcuna retribuzione, si fa riferimento al primo anno immediatamente precedente al servizio.

Il periodo che l’inps prende in considerazione per riscattare il servizio militare è quello che il richiedente ha prestato nelle Forze Armate Italiane, compreso l’Arma dei Carabinieri, e tutti i servizi ad esso equiparati.

 

Utilità Effettiva Del Riscatto Militare

 

Il riscatto militare dà dunque origine ai contributi figurativi, i quali sono utili per determinare il diritto alla pensione, in quanto forniscono un contributo nel calcolo degli anni necessario all’accesso alla pensione anticipata ad esempio.

I contributi figurativi del riscatto militare sono fondamentali anche per l’ottenimento di tutte le prestazioni pensionistiche (vecchiaia, anzianità, invalidità, etc).  Questa possibilità, invece non incide sulle pensioni a carattere assistenziale come l’assegno sociale o le prestazioni concesse agli invalidi civili.

 

Documenti e Domanda Di Riscatto Militare

 

La domanda di riscatto militare, non essendo soggetta a prescrizione, può essere inoltrata in qualunque momento e va presentata direttamente all’ente previdenziale attraverso il sito www.inps.it “Servizi online – per il cittadino” – “richiesta accredito del servizio militare di leva” .

 

Il riscatto del servizio militare può dunque essere richiesto richiesta prima o contestualmente alla domanda di pensione. Se si presenta domanda di riscatto dopo la liquidazione della pensione, la stessa viene ricalcolata e gli arretrati creatisi con i contributi figurativi del riscatto militare vengono liquidati fino a un massimo di 10 anni.

 

Il riscatto militare può essere richiesto da tutti coloro che sono stati chiamati alle armi. Per poter ottenere la prestazione però è necessario presentare la prova del contributo obbligatorio anche successivo al servizio.

 

L’accredito dei contributi figurativi del riscatto militare non può essere effettuato se il periodo oggetto del riscatto militare è già stato utilizzato per l’accesso alla pensione statale o ad altro trattamento pensionistico sostitutivo.

 

Il riscatto militare può essere richiesto dai lavoratori dipendenti iscritti all’INPS e anche da coloro che sono lavoratori autonomi.  L’accredito dei contributi figurativi per riscattare il servizio militare può essere richiesto anche dai superstiti dell’assicurato o del pensionato deceduto.

 

I documenti da presentare per richiedere il riscatto militare sono:

  • foglio matricolare, per i soldati e sottufficiali;
  • stato di servizio, per gli ufficiali.
  •  dichiarazione sostitutiva di certificazione richiesta direttamente dall’inps all’ufficio indicato dal soggetto richiedente riscatto militare.

 

Il riscatto militare riguarda anche il servizio militare volontario e il servizio civile svolto con obiezione di coscienza.

 

 

Fonte: siulp / inps / job.fanpage

 

 

Valentina Stipa

 

 

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ven, ott 18, 2013  admin
Il Ministro Giovannini chiude le porte alle modifiche alla riforma Fornero sulle pensioni… almeno così sembra
4.1 (81.67%) 12 Vota Questo Articolo

 

La notizia di sicuro non ha fatto piacere alle migliaia di lavoratori e lavoratrici costrette dalla ministra Fornero alla permanenza in servizio per svariati altri anni. Ma le parole dette dal Ministro Giovannini non lasciano dubbi ad interpretazione alcuna…

 

foto "Il Fatto Quotidiano"

foto “Il Fatto Quotidiano”

“ NON CI SONO I FONDI PER POTER RIFORMARE NEPPURE PARZIALMENTE QUANTO STABILITO DALLA RIFORMA FORNERO IN MATERIA DI REQUISITI DI ACCESSO AL TRATTAMENTO DI PENSIONE ”.

 

Quindi perdete ogni speranza voi che entrate si potrebbe dire… tuttavia resta aperta e non dimentichiamolo quando stabilito dall’ordinanza della Funzione Pubblica del 29/07/2013 sulle deroghe alla riforma sulle pensioni. Infatti questa ordinanza stabilisce che il personale dichiarato in esubero dalla propria amministrazione di servizio può accedere al trattamento di quiescenza con i requisiti pre-riforma vale a dire quota 96 fino al 31/12/2012 e quota 97 e 3 mesi fino al 31/12/2013 e quota 97 e 4 mesi fino al 30/12/2014.

 

E’ superfluo dire che comunque questa ordinanza rappresenta un punto di partenza importante. Infatti le amministrazioni possono accompagnare i propri dipendenti alla pensione anticipata ( ovviamente quelli che possono far contare i requisiti su indicati ) con una semplice determinazione di esubero. Mi risulta che ci sia tanta resistenza ad operare in tal senso per cui non sono in grado di parlarvi delle ricadute positive o meno di questa ordinanza sui 7000 esuberi denunciati dall’amministrazione centrale. Un eventuale ricaduta negativa ritengo sia veramente dolorosissimo per tutti di dipendenti del pubblico impiego poiché metterebbe il governo nelle condizioni di operare altre scelte.

 

Ecco perché ritengo che una ricaduta negativa possa essere davvero dolorosa. Ovviamente ogni decisione il governo la dovrebbe prendere con le parti sociali , è questo comunque rappresenta una garanzia nel senso che ogni decisione presa andrebbe condivisa e non sarebbe un atto unilaterale.

Voglio ricordare che accedere al trattamento pensionistico con i criteri previgenti se da un lato consente di avere l’assegno di pensione nell’immediatezza, la stessa cosa potrebbe non avvenire per il trattamento di fine servizio ( buonuscita ). Infatti bisogna considerare con precisione la data in cui si acquisiscono i requisiti.

 

Se questi avverrebbero entro il 12/08/2011 si percepirà il trattamento di fine servizio entro i 9 mesi , viceversa se i requisiti si acquisiscono il 13/08/2011 bisognerà aspettare 24 mesi per poter avere il trattamento di fine servizio. Nessuno potrà chiedere di derogare alla rigidità di questa norma in quanto il sistema telematico dell’inps ex gestione INPDAP non da scampo. Quindi per i requisiti ante 12/08/2011 la macchina mette in automatico il pagamento entro i 9 mesi. Per tutti i requisiti post 13/08/2011 la  macchina mette in automatico il pagamento entro il 24 mese.

Comunque nulla è ancora perduto. Le parole del ministro sono state molto severe. Però potrebbero comunque esserci delle aperture anche se minime ma determinanti. Il motto è “CREDIAMOCI NONOSTANTE TUTTO” . I tempi sono difficili ma dobbiamo crederci e un dovere farlo.

 

Giancarlo Ranalli

 

 

 

                                                                                   

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