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Archivi al giorno dicembre 5th, 2013

gio, dic 5, 2013  Valentina
Uranio Impoverito. Una Luce In Fondo Al Tunnel Della Giustizia
5 (100%) 2 Vota Questo Articolo

 

uranio impoveritoA volte la tenacia può premiare. È il caso di Davide Ercolani, sostituto procuratore da Rimini,  che ha aperto un’inchiesta partendo dalle denunce dei militari ammalata a causa dell’uranio impoverito o dai familiari di soldati defunti e che ora ha coinvolto perfino l’Australia in questa incresciosa vicenda che sporca l’Italia, l’esercito italiano da troppi anni ormai.

 

È proprio nella terra dei canguri infatti che gli indumenti di Giovanni Mancuso, militare deceduto a causa di un tumore al cervello nel 2010 e sopravvissuto alla missione di Nassirya, verranno inviati per eseguire delle analisi specifiche con strumenti ad alta tecnologia per dimostrare la presenza di uranio impoverito.

 

A supporto di questa tesi ci sono anche le ricerche di una commissione parlamentare ad hoc che ha approfondito i legami tra fra l’esposizione all’uranio impoverito e lo sviluppo di forme tumorali come quella che ha ucciso Mancuso e molti altri soldati. Insieme all’uranio impoverito però rimane aperta anche la questione dei vaccini somministrati ai soldati prima dlle missioni in maniera del tutto indiscriminata e senza un’accurata anamnesi preventiva.

 

L’unione della sostanza tossica e dei vaccina sarebbe la vera arma letale che ha fato morire centinaia di soldati e ne ha fatti ammalare molti di più e senza via di  scampo. Il capo d’accusa sostenuto dal procuratore Ercolani è omicidio colposo, così come previsto dall’art. 589 del codice penale comune e anche omessa esecuzione di un incarico, riconducibile all’articolo 117 del codice penale militare di pace.

La dichiarata volontà del procuratore è quella di coinvolgere nell’inchiesta anche tutti quei militari che pur consapevoli della pericolosità di quanto stava accadendo, non fecero nulla per attrezzare i colleghi con adeguati dispositivi di sicurezza.

 

Tar Di Milano Pioniero Di Giustizia

 

 

Sentenze come quella del tribunale di Milano di pochi giorni fa, non fanno altro che aumentare la voglia di rivalsa per tutti i soldati colpiti irrimediabilmente da questa ingiustizia professionale e amministrativa.

 

I giudici hanno infatti disposto un equo indennizzo per il carabiniere  scelto in servizio alla Legione carabinieri Lombardia, malato di tumore alla tiroide a causa di una missione nei Balcani del 2002 chiamata  Joint Guardian, riconoscendo la piena responsabilità in capo al ministero della difesa, costretto al pagamento di una liquidazione di 350.000 euro. Qualcuno si ricorderà di quella storica missione che ebbe inizio nel 1999 e durò fino al 2004 con l’obiettivo di ostacolare l’avanzata delle truppe di Milosevic in Kosovo.

“Si ricava inequivocabilmente la piena responsabilità dell’amministrazione intimata per la gravissima patologia, derivante da causa di servizio […] danni causati per avere impiegato il militare in una missione nel Kosovo durata più di quattro mesi, senza l’adozione di alcuna protezione specifica”. Inutile aggiungere altro quando lo stesso ministero della difesa, a suo discolpa adduce il ritardo nella presentazione della domanda…

 

La sentenza del tar di Milano arriva lo scorso febbraio, ma solo a seguito di un sollecito alla sua esecuzione  si è arrivati concretamente all’indennizzo. Questa decisione, seppure solo in primo grado, del tribunale di Milano rappresenta un passo avanti e una vittoria in questa lunga battaglia che vuole far luce piena sulle vittime dell’esposizione all’uranio impoverito e che vuole far pagare chi sapeva ma ha taciuto, mettendo a rischio la vita di giovani ragazzi che stavano svolgendo un compito delicato in nome della pace e per conto dell’Italia.

La stessa Italia che oggi non può nascondersi dietro a un dito. Ma deve invece rendere onore ai suoi uomini e combattere affinché giustizia venga fatta.

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano / ilgiornaledeimilitari / ecoblog

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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gio, dic 5, 2013  Valentina
Guardia Costiera: Come Si Può Farne Parte?
4.4 (87.5%) 8 Vota Questo Articolo

guardia costieraIl corpo militare della guardia costiera nasce negli anni 80 con l’attuazione della legge 979/82 Disposizioni per la difesa del mare;e i compiti precisi, ovvero:

1. protezione dell’ambiente marino

2. controllo degli inquinamenti in mare

3. servizio di vigilanza delle acque e delle attività che in esse si volgono

4. potenziamento del soccorso marino attraverso l’utilizzo di mezzi adeguati

 

 

La guardia costiera infatti dispone di 300 mezzi collocati in 113 differenti porti. Inoltre dispone anche di mezzi aerei in tre precisi nuclei, ovvero Sarzana, Pescara, Catania.

Questo corpo, in generale si occupa della sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana, dell’ambiente marino e delle acque marine e non.

 

Come si Entra nel Corpo e Quali requisiti Sono Richiesti

 

Ogni anno viene pubblicato un bando di concorso della guardia costiera rivolto ai giovani di età compresa tra i 17 ed i 22 anni che volessero entrare a far parte del Corpo delle Capitanerie di Porto come volontari a ferma breve.

I requisiti necessari per poter partecipare sono:

- stato civile celibe/nubile

-licenzia media inferiore

- caratteristiche psicofisiche ideonee

Ad oggi, infatti come per tutti i corpi militare, non solo per entrare ma anche per fare carriera all’interno di questo corpo è necessario partecipare ad appositi concorsi che possono essere riassunti così:

         1 – Tramite il concorso VFP1

         2 -Tramite il concorso sottufficiali o marescialli.

3 – Tramite il concorso per l’Accademia della Marina Militari

 

In questo ultimo caso è necessario essere in possesso di un diploma o di una laurea.

 

Cos’è la Guardia Costiera Ausiliaria?

 

Con i ringraziamenti dell’allora presidente della repubblica per il “…generoso impegno volontaristico in un settore particolarmente delicato ed impegnativo, data l’estensione delle coste del nostro Paese e le emergenze alle quali occorre far fronte, specie nel periodo estivo, per la vigilanza ed i salvataggi…” nasce nel 1998 la Guardia Costiera Ausiliaria.

La guardia costiera ausiliaria è una struttura parallela e complementare rispetto al Corpo delle Capitanerie di Porto composta in tutti i gradi da personale volontario, articolato attraverso la figura dell’ispettore generale e degli ispettori di zona.

La guardi costiera ausiliaria ha il preciso compito di creare e diffondere la cultura della sicurezza in acqua al fine di prevenire quindi i sinistri marittimi.

 

Quali Sono i requisiti per diventare volontario della guardia costiera ausiliaria?

 

 

I volontari della guardia costiera ausliaria non vedono distinzioni di sesso o di età; devono però essere fisicamente idonei e non aver precedenti penali pendenti.

I volontari devono prima superare un periodo di prova, con il quale si guadagnano il titolo di “Volontario Operativo“.

 

Successivamente, attraverso la partecipazione ai corsi di specializzazione mirati, il volontario può anche diventare istruttore, ispettore, comandante di unità, fino ad arrivare a incarichi di responsabilità all’interno della guardia costiera ausiliaria senza però modificare il regime di volontarietà del corpo, ma guadagnando un titolo professionale sulla base dei Modelli dell’INTERNATIONAL MARITIME ORGANIZATION.

 

Fonte: salvamento / euronautica / militari.forumfree/guardiacostiera / freebacoli

 

Valentina Stipa

 

 

 

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