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Archivi al giorno dicembre 11th, 2013

mer, dic 11, 2013  Valentina
Mobilità Dipendenti Pubblici: un problema ancora spinoso
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mobilità dipendenti pubbliciNei prossimi tre anni si dovrà concretizzare un miglioramento di due punti PIl rispetto al 2013, che tradotto in soldi  ammonta ad almeno 32 miliardo. Questo è l’obiettivo dei  programmi del ministero dell’economia  per il piano di revisione della spesa dello stato diretto dal commissario governativo Carlo Cottarelli.

 

Questo dato si traduce chiaramente in provvedimenti concreti che in tema di pubblico impiego non esulano dalla mobilità, argomento non solo spinoso, ma ancora tutto da regolare perché manca di regole contrattuali armonizzate e regole retributive per rendere più facili i trasferimenti.

 

Mobilità Dipendenti Pubblici: La soluzione allo spreco

 

In altre parole, con la mobilità dei dipendenti pubblici,  un dipendente di un’amministrazione che ha problemi di esubero del personale, potrà essere spostato senza particolari controindicazioni verso un ente diverso, che ha invece un organico carente. Il risultato che si vuole ottenere è quello di aumentare l’efficienza degli uffici e ridurre gli sprechi, grazie a una gestione migliore delle risorse umane tale come indicato nell’articolo 3 del Decreto Legge N. 101 del 31 agosto del 2013. Non solo, ma verrà messo in piedi anche un programma di incentivi per tutti quegli enti che favoriranno in maniera incisiva il risparmio della spesa pubblica consentendo alla mobilità dipendenti pubblici.

 

In compenso alla mobilità dipendenti pubblici verranno istituiti dei corsi mirati per trasformare i dirigenti pubblici “in veri manager della spesa pubblica” con obiettivi di contenimento dei costi e di miglioramento dei servizi”. E proprio il numero dei dirigenti pubblici è molto elevato in Italia con 1 ogni 11.5 dipendenti. Cosa ben diversa avviene tra i nostri cugini francesi, dove questa quota è di tre volte più bassa.

 

 

 

Mobilità Dipendenti Pubblici. Un progetto Non Certo Nuovo Per Il Pubblico Impiego

 

 

Tutti questi progetti non sono però di certo una novità per il pubblico impiego. Esistono infatti da anni e sono anche oggetto di decreti normativi già in vigore.

 

Ciò nonostante la mobilità dipendenti pubblici è sempre rimasta in potenza. Basta pensare a quello che stabilisce la legge di Stabilità per il 2012 ovvero che ciascun ente pubblico deve effettuare ogni anno una ricognizione degli organici, per verificare se vi sono delle eccedenze sulle quali intervenire. Gli impiegati in esubero devono essere destinati ad altri enti, oppure, se questo non è possibile,  allo scoccare del novantesimo giorno, il dipendente viene lasciato a casa e ha diritto a percepire un assegno di mobilità, pari all’80% dello stipendio, per un periodo massimo di 24 mesi.

 

Secondo una ricerca di Forum Pa, società di relazioni pubbliche, la mobilità tra i dipendenti statali è quasi del tutto assente; nel 2011 infatti solo un impiegato su mille ha cambiato amministrazione e soltanto uno su cento si è trasferito da un ufficio all’altro, e quasi sempre su basi volontarie.

 

Seppure relativi a due anni fa questi dati valgono ancora, l’Italia nel frattempo non è ancora cambiata, nonostante anche la geografia sarebbe favorevole a una maggiore mobilità. Facciamo un esempio: in Calabria gli impiegati statali rappresentano il 13% degli occupati, contro il 6% della Lombardia.

 

In realtà se si ragione per termini assoluti, il numero dei dipendenti pubblici in Italia non è elevato, quantomeno non è più elevato dei nostri confinanti europei: se ne contano infatti 3,4 milioni, contro i 5,5 milioni della Francia e i 5,7 milioni della Gran Bretagna, due paesi che hanno un numero di abitanti vicino comparabile con il nostro.

 

La vera differenza è più sottile e riguarda l’età e la preparazione:  i dipendenti pubblici italiani sono spesso più vecchi e meno qualificati di quelli esteri. In Francia, per esempio, il 28% degli impiegati ha meno di 25 anni, nel nostro paese questa percentuale è del 10%.

 

 

Fonte: economia.ilmessaggero / panorama / intrage / comuni

 

 

Valentina Stipa

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