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Archivi al giorno dicembre 12th, 2013

gio, dic 12, 2013  Valentina
La Mobilità Sarà La Vera Chiave Della Riforma Dello Strumento Militare
4.7 (93.33%) 3 Vota Questo Articolo

 

Mobilità militariBasteranno 10 anni per riformare l‘intero strumento militare in Italia. 10 lunghi anni nei quali dovrà essere creata una nuova struttura in grado di destreggiarsi in maniera equa tra spese del personale, investimenti, le risorse destinate alla difesa.

 

Ad oggi la situazione non è bilanciata con il 70% del costo complessivo impiegato per gli stipendi e il restante 30 investito per gli armamenti. Per portare in equilibrio questi due settori, risorse strumentali e risorse umane, e mantenere il nostro esercito al passo con i tempi e on le ultime tecnologie, bisogna prima di tutto tagliare gli eccessi. Come 18 mila soldati e 10 mila civili.

 

Ed ecco che si inizia a parlare di mobilità anche per il personale militare; coloro che verranno nominati dovranno quindi, senza scelta né alternative, accettare il trasferimento presso un ente pubblico o un ministero oppure, se si è militari, accontentarsi di un pensionamento anticipato obbligatorio percependo l’85% dello stipendio ma mantenendo la possibilità di arrotondare eseguendo lavoretti extra senza incorrere in sanzioni.

 

Se si lavora nel comparto difesa come operatori civili, la possibilità del prepensionamento non esiste e, se si rifiuta la mobilità forzata, rimane solo l’alternativa della “ messa in disponibilità” ovvero una sorta di cassa integrazione.

 

 

Come Vengono Scelti I Candidati Alla Mobilità

 

 

L’introduzione della mobilità all’interno del mondo militare non è stata creto accolta a braccia aperte e in effetti le peculiarità di questo settore non si sposano bene con questa possibilità, come spiega il maresciallo Antonio Ciavarelli: “che vuol dire mobilità per un militare? Le Forze armate hanno una loro specifica identità. Non vorremmo ritrovarci ad assistere al fenomeno di qualche maresciallo o capitano o colonnello che si tramuti in un bidello o in un usciere, senza voler nulla togliere ai bidelli e agli uscieri”.

 

Ovviamente la scelta di coloro che possono essere destinati a operatività di carattere amministrativo deriva dalla creazione di una graduatoria, nella quale vengono inseriti coloro che tra i 45 e i 55 anni non svolgono più un ruolo attivo e il cui spostamento su mansioni civili non comporterebbe alcuna perdita per l’operatività concreta dell’esercito.

 

Grazie anche alle pressioni del Cocer e delle associazioni sindacali di categoria in tema di mobilità nel settore militare non ci sono ancora regole precise e ben definite. Rimane però innegabile che nell’ambito della riforma dello strumento militare questa opzione rappresenta una delle più efficaci per il raggiungimento dell’obbiettivo finale, ovvero l’ottimizzazione delle risorse umani al fine di impiegare maggiori risorse finanziarie sulla spesa per gli armamenti.

 

 

 

Fonte: blitzquotidiano / grnet / repubblica

 

 

Valentina Stipa

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gio, dic 12, 2013  Valentina
Mobilità Personale Ministero Giustizia: Ecco le regole
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Se un poliziotto ha prestato servizio ininterrottamente per almeno 4 anni – che diventano due se si tratta di sedi che rientrano nell’elenco di quelle disagiate – può usufruire della possibilità di trasferimento polizia come previsto dall’art. 55, 10 comma D.P.R. 335/82.

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Seppure la domanda di mobilità personale Ministero Giustizia deve essere presentata direttamente dal soggetto interessato, l’amministrazione destinataria della domanda, nella sua valutazione deve considerare come prevalenti le esigenze di servizio ovvero accettare la domanda di trasferimento polizia nell’ottica di preminenti fini di pubblico interesse, poiché questi trasferimenti deve trarre ispirazione, oltre che dall’esigenza personale del richiedente anche dalla garanzia dell’ottimizzazione degli uffici coinvolti.

Il trasferimento polizia può avvenire secondo due modalità distinte: d’ufficio oppure a domanda. I requisiti per poter richiedere il trasferimento polizia possono invece essere riassunti come segue:

-      Anzianità di servizio

-      Situazione familiare (eventuale ricongiungimento e numero dei figli a carico)

-      Coincidenza tra la domanda di trasferimento e la richiesta dell’ufficio di destinazione del medesimo ruolo professionale.

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Mobilità Personale Ministero Giustizia: I Trasferimenti d’Ufficio

 

La mobilità personale Ministero Giustizia, ovvero i trasferimenti polizia d’ufficio è disposto dall’amministrazione e avviene quando la permanenza di un soggetto all’interno dell’amministrazione ne metta a repentaglio la professionalità e il buon nome.

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Mobilità Personale Ministero Giustizia: Trasferimenti A Domanda

 

Seppure per le mobilità personale Ministero Giustizia, ovvero i trasferimenti polizia a domanda, la stessa viene avanzata dal soggetto interessato, per poter andare a buon fine devono comunque sussistere l’esigenza di servizio ovvero deve essere possibile effettuare il trasferimento polizia tenendo conto della disponibilità di posti nella sede di destinazione e senza che ciò arrechi danno all’ufficio di provenienza.

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Mobilità Personale Ministero Giustizia: Come Presentare Domanda di Trasferimento

 

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La domanda di trasferimento deve essere inoltrata rispettando la via gerarchica, dunque all’ufficio  del personale dell’amministrazione a cui si appartiene. La suddetta domanda di trasferimento deve contenere in ordine di preferenza, le sedi ove l’interessato desidera essere spostato. È lo stesso ufficio che riceve la domanda di trasferimento che verifica la disponibilità del posto nella sede di destinazione darà corso al provvedimento di trasferimento polizia effettivo, qualora non emergano cause ostative che ne impediscano l’attuazione.

Coloro che ottengono un trasferimento polizia possono anche godere di un congedo straordinario, secondo quanto disposto dall’articolo 15 del D.P.R. 395/1995, che il beneficiario dovrà impiegare per espletare tutte le incombenze relative a questi tipi di trasferimenti, come il trasloco e la riorganizzazione familiare. La durata del congedo straordinario trasferimento polizia varia a seconda della distanza della nuova sede di lavoro. Durante il congedo straordinario di trasferimento polizia, il trattamento economico rimane invariato.

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Fonte: silpbari2 / siulp / anipitalia

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Valentina Stipa

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