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Archivi al giorno dicembre 13th, 2013

ven, dic 13, 2013  Ranalli
IL Fondo Perseo…Storia Di Un Fondo All’Inizio Del Percorso Forse Accidentato
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Il  Fondo Perseo. Siamo agli inizi ma già è un gran parlare nei corridoi dei Comuni, ASL e Regioni. Ci si domanda ma che cos’è e soprattutto a chi conviene e quali vantaggi in prospettiva si possono prevedere. Cerchiamo di dare una risposta seppure parziale.

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Innanzitutto bisogna chiarire subito una cosa : chi aderisce al Fondo Perseo che è un previdenzaperché gestito da un Ente Pubblico cessa nell’immediatezza di essere iscritto al TFS ( trattamento di fine servizio ). Quindi dal giorno dell’adesione si aderisce al TFR ( trattamento di fine rapporto ). L’adesione al fondo negoziale Perseo determina per il lavoratore che vi aderisce il pagamento di una quota fissa dell’1% della retribuzione tabellare ( ovvero fissa e continuativa ) , si percepisce quindi una retribuzione netta mensile leggermente ridotta, a cui va aggiunto un ulteriore 1% del datore di lavoro. Per i dipendenti assunti prima del 2000 vi è ulteriore partecipazione da parte dell’Ente datore di lavoro dell’1,50% quindi per un totale del 2,50% che diventa il 3,50 con l’1% del lavoratore. La corrispondente somma di questo 3,50% viene girata mensilmente al Fondo Perseo che raccoglierà a carriera conclusa l’ulteriore TFR nel frattempo maturato e accantonato presso l’INPS. Le statistiche e gli esperti in materia spingono a far aderire soprattutto tutti quei lavoratori i quali hanno ancora da svolgere una carriera lavorativa medio lunga (diciamo 15/20) anni per vedere una sostanziale pensione complementare a supporto di quella pubblica. Per quanti invece hanno ancora pochi anni di servizio da svolgere sembrerebbe non esservi la convenienza per un’eventuale adesione.

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Fondo Perseo: Fondo negoziale conveniente?

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Su quest’ultimo punto tuttavia è necessario fare una precisazione importante :  Se il versamento al Fondo Perseo ( quota del lavoratore obbligatoria ) effettivamente si rischia di mettere da parte davvero poco per poter usufruire di una decente pensione complementare. Ma dobbiamo dire anche che la legge che istituisce i Fondi Negoziale concede al lavoratore di poter concorrere per un ulteriore 9% della propria retribuzione. E’ chiaro che a questo punto le cose cambierebbero ed anche di molto. Ma quanti lavoratori dipendenti possono consentirsi una partecipazione di tale portata? Ritengo che anche quel 1% rappresenti oggi un problema per il lavoratore i quali vedrebbe ulteriormente depauperata una busta paga già terribilmente segnata dalla mancanza di rinnovi di contratti di lavoro che hanno determinato una mortificante perdita del potere di acquisto delle retribuzioni. Ecco perché è veramente difficile ad una esplosione di aderenti a detti fondi, invero c’è addirittura il rischio di un clamoroso flop a cui dovrebbero dar conto le politiche reddituali dei governi succedutisi alla guida del paese negli ultimi cinque anni. Fatta la legge quindi ma con i dipendenti allo stremo delle loro forze appare difficile pensare ad una legge funzionante. La riduzione del cuneo fiscale sicuramente in questa prima fase non determinerà un sostanzioso aumento del reddito disponibile, ragion per cui è lecito pensare ad un fondo con poche decine di iscritti. Con i simulatori tuttavia inserendo il reddito imponibile si può conoscere l’eventuale differenza in positivo tra TFS e TFR. Al termine della carriera lavorativa quindi si percepirà dal Fondo la pensione complementare maturata . Sarà poi il pensionato a scegliere la modalità : se percepire una rendita vitalizia oppure il TFR percentualizzando il dovuto.

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L’adesione al Fondo Perseo trai suoi vantaggi contempla nell’immediata la deduzione dal reddito imponibile di quello che si versa. Questo significa meno tassazione perché c’è meno Irpef da pagare.

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GIANCARLO RANALLI

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