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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al mese dicembre, 2013

ven, dic 20, 2013  Marco Brezza
Corruzione E Malcostume: denunciati oltre 5mila dipendenti pubblici
2.6 (52%) 5 Vota Questo Articolo

Truffa, corruzione e malcostume, consulenze inutili, autodichiarazioni fasulle: sono solo alcuni dei reati denunciati dalla Guardia di Finanza nel corso dell’indagine 2013 inerente al malcostume diffuso tra numerosi dipendenti pubblici nel nostro paese. Sono infatti oltre 5mila i dipendenti pubblici denunciati nell’ambito delle verifiche imposte dai processi di spending review grazie alle quali (come si legge nel rapporto della Guardia di Finanza) si sono potute predisporre “campagne massive di controllo su forme diffuse di irregolarità anche relativamente alla fruizione dei ticket sanitari e delle prestazioni sanitarie agevolate”.

Denunciati oltre 5mila dipendenti pubblici
Secondo un’inchiesta del Corriere della Sera, la spesa pubblica del nostro paese sarebbe dovuta scendere sensibilmente nel 2013 grazie ai cospicui tagli previsti dal Governo Letta. Contrariamente a ciò la spesa è invece rimasta stabile sui livelli elevatissimi a cui si è abituati da diversi anni: questo sia a causa di truffe operate dai cittadini sia a causa della corruzione che permea diversi ambiti del pubblico impiego. Questi due flagelli hanno portato ad un immane drenaggio di risorse pubbliche che sono state in questo modo distolte da obiettivi più importanti nel complessivo (e complicatissimo) bilancio statale.

 

Dipendenti pubblici: le consulenze non necessarie

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Ma ecco due perniciose tipologie, scovate dalla Guardia di Finanza, del diffuso malcostume in alcuni ambiti del pubblico impiego italiano: da una parte, infatti, alla voce “consulenze pleonastiche o non necessarie” possono essere ricondotti più di 150 casi, calcolando un esborso illecito che supera ampiamente gli 8 milioni di euro; ancora più elevate sono poi le altre spese causate dalla cattiva gestione delle istituzioni da parte di dipendenti pubblici. Dall’altro lato, molto grave si presenta la piaga degli appalti truccati, di cui un palese caso è costituito dal Comune di Brindisi, all’interno del quale è finita sotto inchiesta l’attività dell’Area Tecnica della Asl per l’assegnazione di lavori a ditte amiche: il Rapporto redatto dai GF afferma in questo caso che “il meccanismo fraudolento prevedeva l’apertura e successiva chiusura delle buste contenenti le offerte economiche delle ditte concorrenti e la comunicazione a ditte conniventi delle informazioni così acquisite, affinché fosse possibile formulare l’offerta più idonea per vincere la gara”.

 

Malcostume nella sanità: una storia di lungo corso

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Per quanto riguarda la sanità, i dati parlano di 626 dipendenti pubblici che dovranno rendere conto del loro operato illecito nell’ambito della loro attività professionale. In questa direzione appare sconsolante la vicenda accaduta nella provincia di Caserta dove l’Azienda Sanitaria Locale non avrebbe aggiornato per diversi anni la quota degli iscritti nelle liste dei medici di base: sfruttando, sia pur inconsapevolmente questa tipologia di omissioni, circa 400 dottori operanti all’interno del territorio della provincia campana hanno continuato a percepire compensi relativi ad oltre 1200 soggetti deceduti, 2mila soggetti emigrati all’estero e 2700 emigrati fuori provincia, per un danno complessivo accertato di 1,5 milioni di euro. Un gravissimo danno per le “piangenti” casse dello Stato.

 

Corruzione e Malcostume, Funzionari e dipendenti pubblici infedeli: ecco il danno complessivo

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Dai falsi poveri ai finti consulenti risultano infine essere 5073 (secondo i dati rilasciati dalla Guardia di Finanza e rilanciati dal Corriere della Sera) i dipendenti pubblici denunciati per fattispecie che oscillano tra truffa, corruzione e malcostume: il danno erariale complessivo si aggirerebbe sui 3 miliardi di euro suddivisi in categorie tra le quali emergono anche quelle inerenti a attività di riscossione, gestione del patrimonio pubblico, frodi su fondi Ue o statali, danni di immagine, spese dirette sotto soglia. In soldoni (è proprio il caso di dirlo), il danno complessivo provocato per l’anno 2013 (fino allo scorso ottobre compreso) da funzionari ed impiegati pubblici infedeli ammonterebbe a oltre 2 miliardi di euro mentre il danno cagionato da truffe si assesterebbe sulla cifra di 1 miliardo e 358 milioni di euro. La somma delle due voci va a comporre l’abnorme cifra sopra indicata: oltre 3 miliardi di euro.

 

Marco Brezza

 

 

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gio, dic 19, 2013  Valentina
Concorsi Polizia Penitenziaria. Ecco Come Fare
3.9 (78.62%) 29 Vota Questo Articolo

Concorsi polizia penitenziaria: Informazioni utili. Come si può facilmente intuire il corpo di polizia penitenziaria, una forza dell’ordine alle dipendenze del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia, svolge un ruolo particolarmente delicato e complesso che richiede competenze tecniche, professionali e specifiche doti caratteriali come equilibrio psicofisico e resistenza.

Per entrare in questo corpo è necessario, come per tutte la altre forze armate, partecipare a degli specifici concorsi polizia penitenziaria. a ricordato infatti che al di là dei concorsi polizia penitenziaria, il ruolo che questi agenti svolgono è anche di rieducazione dei detenuti con attività di recupero sociale, dunque una funzione delicata e di estrema responsabilità.

 

 

 

I concorsi polizia penitenziaria danno accesso a ruoli dirigenziali, direttivi, di ispettori, fino al truolo di agente semplice. i compiti che si potranno svolgere accedendo e superando i concorsi polizia penitenziaria sono di pubblica sicurezza e di gestione ma anche di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza al di fuori degli specifici ambiti penitenziari.

I concorsi polizia penitenziaria sono riservati ai Volontari in Ferma Prefissata nelle Forze Armate (VFP) di uno o quattro anni.

 

 

Concorsi Polizia Penitenziaria: Dove e Come?

 

Il primo passo da compiere se si vuole partecipare ai bandi di concorsi polizia penitenziaria è quello di consultare il sito del ministero dell’interno alla voce concorsi polizia penitenziaria oppure recarsi presso un Istituto Penitenziario e compilare la domanda di reclutamento. In questo modo si verrà convocati tramite raccomandata una volta che i bandi di concorsi polizia penitenziaria vengono resi pubblici.

Alla domanda di partecipazione ai concorsi polizia penitenziaria va allegato un certificato di sana e robusta costituzione, un Certificato del Casellario Giudiziario, un Certificato multiplo comprendente nascita, residenza e famiglia e i propri documenti personali.

 

Come Si Preparano I Concorsi Polizia Penitenziaria?

 

Prima di tutto ricordiamo che per partecipare ai concorsi polizia penitenziaria è necessario avere svolto il servizio militare come VFP1 o/e VFP4.

Come per tutte le altre forze armate anche i concorsi polizia penitenziaria vertono su diverse materie teciche come Diritto Costituzionale, Ordinamento Penitenziario, Riforma dell’amministrazione, elementi di diritto penale, penitenziario e successive modificazioni. I concorsi polizia penitenziaria si svolgono con una prima prova scritta con quiz a risposte multiple, il cui superamento dà accesso a colloquio orale. La prova finale dei concorsi polizia penitenziaria riguarda la parte fisica con un test sui requisiti fisici e di resistenza allo stress.

 

 

fonte: concorsiforzepolizia.worldpress / nuoviconcorsi / poliziapenitenziaria / prossimiconcorsi / soldielavoro

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mer, dic 18, 2013  Ranalli
Scatti Di Carriera 2012….Ennesima Nuova Puntata
1.5 (29.01%) 455 Vota Questo Articolo

imagesCAFR3UL3Gli scatti di carriera 2012. La notizia è certamente positiva e sicuramente rappresenta un bel regalo di Natale per tanti docenti a tempo indeterminato e quelli che hanno una ricostruzione di carriera operativa. Il MIUR ha comunicato in data 26/11/2013 alle OOSS di aver reperito i soldi necessari per poter pagare gli scatti di carriera relativi all’anno 2012 bloccati dalle precedenti leggi di stabilità.

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Ma nel concreto, cosa succederà con gli scatti di anzianità, cerchiamo di capire. Tutti quelli che al momento trovano sul proprio cedolino la scadenza 01/01/2014 percepiranno di conseguenza tutti gli arretrati per effetto del passaggio di gradone da quella data e fino alla messa in pagamento dello scatto medesimo. Quelli che invece sono passati di fascia nel corso del 2013 riceveranno gli arretrati con effetto 01/01/2012 e fino alla data se il passaggio è realmente avvenuto.

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Quindi fortunatamente la doppia penalizzazione tanto temuta per il personale della scuola si sta dissolvendo per effetto del recupero prima dell’anno 2010 poi del 2011 e adesso del 2012. Parlavo di doppia penalizzazione perché le leggi di stabilità degli anni scorsi hanno, per il resto dei dipendenti del pubblico impiego, bloccato gli aumenti contrattuali mentre per il personale della scuola oltre agli aumenti contrattuali veniva bloccato anche gli scatti di carriera almeno per i suddetti anni.

 

Scatti di carriera: disposizioni governative

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Ai fortunati non resta ora che attendere che il governo invii all’ARAN la relativa disposizione per mettere definitamente fine a questa questione attraverso un accordo sindacati parte pubblica che deve necessariamente passare attraverso l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale.

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Sui tempi credo che passeranno almeno i primi tre quattro mesi del 2014 per avere materialmente il beneficio in busta paga ma credo che questo sia la cosa che meno interessi a tanti. Ovviamente per tutti quelli che non avranno gli arretrati né gli scatti di carriera, ci sarà l’anticipo di un anno del prossimo passaggio. Ad esempio chi si trova sul proprio cedolino la scadenza 31/12/2016 con passaggio di gradone 01/01/2017 troverà la nuova scadenza che sarà 31/12/2015 con passaggio di gradone 01/01/2016.

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Tuttavia c’è da sottolineare una cosa assai importante. La legge di stabilità 2014 attualmente in discussione al Parlamento prevede per il pubblico impiego il blocco dei contratti e della relativa vacanza contrattuale fino al 31/12/2014 ed in particolare per il comparto scuola prevedrebbe anche il blocco per i passaggi di carriera relativi all’anno 20113.

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Quindi rientrerebbe dalla finestra il problema della doppia penalizzazione per i docenti il che sarebbe ovviamente incostituzionale. Quindi cosa succederà con gli scatti del 2013 già pagati? E’ possibile che costoro dovranno restituire l’anno 2013 e percepire solo gli arretrati del 2012? Staremo a vedere. L’appuntamento è a breve…la nuova legge di stabilità sta diventando legge dello stato quindi non ci sarà da attendere molto per capire le reali intenzioni del governo Letta.

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Giancarlo Ranalli

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mar, dic 17, 2013  Marco Brezza
Visite Fiscali per Malattia: ecco quante se ne possono ricevere
4.3 (85.79%) 38 Vota Questo Articolo

La tematica delle visite fiscali per malattia assume un ruolo di grande interesse nella disciplina del diritto del lavoro italiano, ed in particolar modo la parte di disciplina inerente ai dipendenti pubblici: ecco quindi un breve focus che inquadra con rapidità le principali caratteristiche dell’istituto.

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Numero di visite fiscali per malattia consentite

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L’art. 2 del Decreto Ministeriale n. 206/2009 stabilisce innanzitutto che sono esclusi dalle visite fiscali per malattia tutti i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata l’ispezione fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato. A partire da questa statuizione pertanto, la visita fiscale per malattia non può essere prevista per due volte per il medesimo evento morboso. Facendo un rapido esempio, se per una prognosi di dieci giorni il medico fiscale dovesse effettuare la visita fiscale di controllo già il primo giorno, per i rimanenti nove il dipendente avrebbe la facoltà di allontanarsi dal proprio domicilio senza alcun obbligo di reperibilità. È quindi possibile una sola visita medica di controllo. Gli eventuali prolungamenti del periodo morboso fanno invece scattare la possibilità di una successiva visita fiscale di controllo.

visite-fiscali-per malattia

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Quando avviene la decurtazione

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Ma quando e come avviene la decurtazione dello stipendio per ingiustificata assenza alle visite fiscali per malattia? Perlustrando la normativa e la giurisprudenza in materia ci si imbatte nel decisivo Decreto Legge n. 463 del 12 settembre 1983: l’art. 5, ultimo comma di questo strumento normativo afferma che qualora il lavoratore dovesse risultare assente alle visite fiscali di controllo per malattia senza giustificato motivo, lo stesso decadrebbe dal diritto a qualsiasi trattamento economico per l’intero periodo sino a dieci giorni e nella misura della metà del trattamento per l’ulteriore periodo, esclusi quelli di ricovero ospedaliero o già accertati da precedente visita di controllo.
In ulteriore istanza poi, la Corte Costituzionale, attraverso la sentenza n. 78 del 1988, ha confermato la regola della perdita del trattamento economico per i primi dieci giorni, stabilendo che per quelli successivi la decadenza dal medesimo diritto nella misura del 50% possa verificarsi soltanto nel caso di assenza ingiustificata a una seconda visita fiscale per malattia.
Pertanto si può certamente affermare che l’assenza ingiustificata alla prima visita fiscale per malattia cagiona la perdita dell’indennità per i primi 10 giorni di malattia (o comunque per il minor periodo di malattia certificato), oppure per il minor periodo che precede la seconda ed ulteriore visita. Mentre l’assenza alla seconda visita provoca la perdita dell’indennità per il periodo residuo dei primi 10 giorni di malattia e la riduzione del 50% dell’indennità per i giorni successivi, e così via per tutte le ulteriori visite fiscali di lavoro.

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Giustificazioni eventuali per le assenze alla visite fiscali per malattia

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Per comprendere meglio la disciplina della decurtazione occorre approfondire la questione della legittima giustificazione per l’assenza alle visite fiscali per malattia. Ampia e variegata è infatti la casistica normativa e giurisprudenziale inerente alla materia delle giustificazioni da parte del dipendente per un’eventuale assenza ad una di queste visite. A tal proposito una circolare emanata dall’Inps (più precisamente la n. 134421 dell’8 agosto 1984) afferma che debbano essere considerati giustificati i lavoratori assenti alla visita fiscale in caso di forza maggiore e situazioni che abbiano reso imprescindibile ed indifferibile la presenza personale del lavoratore in altro luogo. Questa circolare viene poi integrata da una importante sentenza della Corte di Cassazione (sent. 6 aprile 2006 n. 8012) nella quale si afferma che è legittimo considerare giustificato motivo di assenza non solo lo stato di necessità o di forza maggiore, bensì anche una “seria e valida ragione socialmente apprezzabile”: ovviamente l’onere della dimostrazione di questa “ragione” grava sul lavoratore dipendente.
Osservando la materia dall’alto, pertanto, è immediato intuire che l’assenza durante le fasce di reperibilità inerenti alle visite fiscali per malattia potrebbe essere considerata giustificata in presenza di situazioni, documentate in maniera congrua, che abbiano reso imprescindibile e indifferibile la presenza del lavoratore altrove, al fine di evitare gravi conseguenze per sé o per gli altri membri della famiglia.

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Marco Brezza

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lun, dic 16, 2013  Patrizia Caroli
Come Diventare Insegnanti Scuola Infanzia?
4.3 (85%) 4 Vota Questo Articolo

Insegnanti Scuola Infanzia: uno dei mestieri più belli che sicuramente si possa realizzare nella vita, soprattutto per quelle persone appassionate dai bambini. Gli insegnanti scuola infanzia sono responsabili di bambini la cui età oscilla tra i due anni e mezzo e i cinque anni. Proprio per questo motivo si tratta di un mestiere importante, gli anni che questi bambini trascorrono nella scuola dell’infanzia, ex scuola materna, sono decisivi. Gli insegnanti scuola infanzia devono essere professionisti molto preparati per soddisfare le necessità ed esigenze dei loro alunni. Infatti, è un mestiere che necessità di una forte vocazione.

 

Competenze degli Insegnanti Scuola Infanzia

 

Gli insegnanti scuola infanzia si occupano degli alunni tra due e sei anni, approssimativamente, e propongono attività didattiche, educative e di socializzazione durante questi primi anni dei bambini. Questo tipo d’istruzione non è obbligatoria, ma importante per la formazione della personalità dei bambini e il loro  futuro insegnamento. Alcuni obblighi e responsabilità degli insegnanti scuola infanzia sono sviluppare e stimolare la creatività, l’apprendimento e l’autonomia dei bambini.

 

Come diventare Insegnanti Scuola d’Infanzia

 

Come abbiamo appena accennato, la cosa più importante per diventare insegnanti scuola infanzia è passione per i bambini e per la scuola. Il lavoro degli insegnanti scuola infanzia non è adatto a persone senza pazienza e senza valori collegati all’educazione e l’insegnamento. Delle volte può sembrare una professione semplice e comoda, ma non lo è. Al contrario, richiede di tanta tolleranza, spirito di coinvolgimento, immaginazione e serenità.

Per diventare insegnanti scuola d’infanzia oggi non è come una volta che bastava possedere il diploma magistrale e poi fare un concorso. Attualmente è necessaria una laurea in Scienze della Formazione Primaria, di durata 5 anni. Per accedere alla laurea però, è necessaria la realizzazione di un test preliminare con domande sulla lingua italiana, la storia, la geografia, la pedagogia, la logica e qualche domanda di chimica, fisica e matematica.

Per accedere alla laurea per diventare insegnanti scuola infanzia è necessario essere sempre aggiornati riguardo le date delle prove di accesso. Queste date sono diverse per ogni università italiana e quindi, bisogna controllare periodicamente i rispettivi siti.

Nei bandi di concorso delle diverse università per la realizzazione del test previo alla laurea per diventare insegnanti scuola infanzia sono presenti informazioni utili come il versamento da realizzare, le date della prova e i posti disponibili per ogni università. Una volta superato il test e uscite le graduatorie non resta altro che realizzare la matricola per diventare insegnanti scuola infanzia.

 

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