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Archivi al giorno marzo 5th, 2014

mer, mar 5, 2014  Roberta Buscherini
Tagli Esercito: Cala La Scure Della Spending Review
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La scure della spending review si abbatte metallica anche sulle spoglie dell’Esercito italiano: quello dei tagli Esercito è un argomento che è stato spesso messo in ombra da altre operazioni di snellimento probabilmente più appariscenti (almeno per quanto riguarda l’opinione pubblica), ma che sta avendo importanti (e spesso deleteri) effetti sul personale impiegato. Tra gli atti che danno forma concreta ai tagli affiora la chiusura di diverse caserme, l’aumento dei mezzi militari da rottamare (per non parlare di quelli fuori uso) ed i tagli Esercito al personale: quest’ultimo è infatti stato ridotto del 20% nell’ultimo anno.

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Fonte: www.esercito.difesa.it

Fonte: www.esercito.difesa.it

Tagli esercito: la questione degli stipendi

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Interessante in questi termini (al fine di analizzare al meglio la questione spending review sull’Esercito italiano) analizzare l’esemplificativa vicenda degli stipendi dei soldati: queste retribuzioni non vengono distinte in base alla specificità del ruolo, ma vengono fatti confluire impropriamente nel florilegio dei tagli alla spesa pubblica. Per cui il blocco degli aumenti di stipendio si unisce alle cifre non elevate che si guadagnano: un caporale maggiore in servizio permanente guadagna circa 1250 euro al mese, un pari grado che non si trovi in servizio permanente ne ottiene  900: in caso di promozione lo stipendio non varia di un centesimo (e l’antifona è uguale anche per gli ufficiali). Pertanto le responsibilità che aumentano non contribuiscono ad incidere minimamente sugli stipendi.

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La struttura del sistema militare italiano cambia

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La revisione dello strumento militare nazionale è stata implementata attraverso l’approvazione della Legge n. 244/2012: gli interventi in materia si sono allineati necessariamente alle disposizioni sulla spending review, componendo un combinato disposto tridimensionale che trasformerà inesorabilmente la composizione del sistema  militare nazionale del nostro paese. La trasformazione ed i tagli Esercito coinvolgeranno le dotazioni organiche del personale, apportando rilevanti mutamenti anche in tema di stato, avanzamento, formazione ed impiego. Come affermato nel 55° messaggio al personale A.M. del 3 aprile 2013 “il Paese è impegnato nello sforzo per uscire dalla crisi economica, con forti ripercussioni sociali, che attanaglia l’Europa e alla base della ripresa – si osserva da più parti – non può che esserci il cambiamento. In questo quadro, la Difesa aspira a governare la propria trasformazione in modo ordinato e razionale, per garantire costantemente un elevato livello delle capacità operative e al tempo stesso valorizzare e salvaguardare il personale.”

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L’inevitabile concretizzarsi dei tagli esercito

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I dati che fuoriescono dalle disposizioni necessarie per operare alla spending review sono i seguenti: riduzione del volume organico complessivo delle Forze Armate da 190mila a 170mila unità da realizzare come valore totale al primo gennaio 2016, data entro la quale deve essere inoltre realizzata la contrazione della dotazione organica dei dirigenti (ripartita in un -20% Generali e in un -10% Colonnelli). Il volume organico delle singole Forze armate e, all’interno di esse, delle singole categorie di personale dovrà essere raggiunto in maniera graduale entro la data del primo gennaio 2021.

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Riduzioni importanti, ridimensionamenti non certo esili: i tagli esercito assumono senz’altro un aspetto ineludibile dell’odierna situazione della Difesa italiana: un processo epocale di “razionalizzazione delle Forze Armate che deve inevitabilmente fare i conti con le condizioni della finanza pubblica e di bilancio dello Stato” affermava non più di pochi mesi fa il Ministro della Difesa Mario Mauro. Un processo che dovrà essere compiuto senza creare un grave “vulnus” all’apparato dell’Esercito italiano.

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Fonti: www.forzearmate.org, www.ilgiornale.it

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Roberta Buscherini

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