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Archivi al giorno aprile 23rd, 2014

mer, apr 23, 2014  Marco Brezza
Spending review polizia: ecco che cosa potrebbe realmente accadere
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Le complicate strade della spending review transitano anche per il nodo del comparto difesa e sicurezza. Nelle ultime settimane si sono rincorse le voci più differenti in ordine ad un tema che lascia un segno importante sia sul districarsi dell’opinione pubblica che sul definirsi delle modalità di revisione della spesa in questo 2014 di grandi cambiamenti.

 

spending review polizia

Fonte: statik.nanopress.it

Spending review polizia: i tagli ci saranno?

 

La spending review polizia infatti è stata palesata nei suoi aspetti embrionali dal commissario Carlo Cottarelli, attraverso la proposizione di un prospettiva di tagli da effettuare alle spese dello Stato per finanziare le nuove (e, se approvate, rivoluzionarie) riforme del Governo condotto da Matteo Renzi. Proprio nelle ultime settimane è emerso un fiorire di contraddizioni, tra dichiarazioni e smentite, a  proposito dell’entità dei tagli: il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha voluto sottolineare come per il governo non esistano dissidi in questo senso con il commissario alla spending review Cottarelli.

 

La parola d’ordine: razionalizzazione

 

In questa direzione sembra chiaro ormai che i tagli colpiranno certamente la Difesa, ma anche vigili del fuoco e capitanerie di porto. Nel frattempo il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha già chiarito da qualche tempo che il capitolo della revisione della spesa che riguarda il suo dicastero comporterà una semplice “razionalizzazione”. Le parole del Segretario del Nuovo Centrodestra sono state le seguenti: “Ciò non potrà in alcun modo permettere tagli indiscriminati e abbassamento del livello di sicurezza delle nostre città”. Il risparmio previsto dal programma di Cottarelli con il suddetto sfoltimento si aggira sui  600 milioni di euro entro il prossimo triennio: la bozza inerente alla spending review polizia prevede lo smantellamento di ben 80 presidi della Polizia postale, specialità che resterebbe in attività solo nei capoluoghi di regione.

 

Spending review polizia: i sindacati non ci stanno

 

Ovviamente non si è fatta attendere la voce dei sindacati di categoria: il Sap (Sindacato autonomo di polizia): Gianni Tonelli, presidente nazionale della sigla ha affermato di temere che i 600 milioni in ballo potrebbero causare future mancate assunzioni. Secondo i “rumors” provenienti da Palazzo Chigi sembrerebbe infatti che il governo stia cercando di prolungare il blocco del turnover fino al 2018: con la conseguenza di generare un sotto-organico di circa 50mila unità per la sola Polizia di Stato. La spending review polizia andrebbe pertanto a configurarsi (nell’opinione di Tonelli) come un grave “vulnus” per il settore, creando una reale “destrutturazione del sistema sicurezza in questo paese”.
A questo riguardo sembrano interessanti le parole del viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, secondo il quale la razionalizzazione delle risorse dovrebbe avvenire “senza intaccare occupazione, retribuzioni e sicurezza. La riorganizzazione deve mirare a migliorare le condizioni di sicurezza dei cittadini, il presidio del territorio e mettere gli operatori di polizia in condizione di poter agire ricevendo le gratificazioni necessarie”. Bubbico infila il dito nella piaga parlando di contratti di lavoro non aggiornati per gli operatori di polizia, con addirittura il mancato congruo pagamento degli straordinari.
La spending review polizia si configura pertanto come un passaggio critico sia nell’ottica complessiva delle manovre di revisione della spesa del governo, sia per ciò che riguarda la gestione delle forze dell’ordine in questo periodo di crisi nel nostro paese.

 

Fonti: liberoquotidiano.it, huffingtonpost.it

 

Marco Brezza

 

 

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