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Archivi al giorno giugno 3rd, 2014

mar, giu 3, 2014  Marco Brezza
Corruzione Settore Pubblico: In Italia piccoli ma insufficienti miglioramenti
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Continuano a spirare alisei negativi nel nostro paese per quanto riguarda alcune parti della pubblica amministrazione: emerge infatti da una inchiesta di Transparency International (una organizzazione non governativa) che in Italia il grado di corruzione settore pubblico sia particolarmente elevato, facendo sì che il nostro paese si classifichi, nella classifica di rendimento di questa particolare categoria, in posizioni poco dignitose.

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Corruzione settore pubblico
italpress.com

La classifica della corruzione settore pubblico

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Nella classifica generale inerente alla corruzione settore pubblico stilata nel 2013 l’Italia si posiziona al 69° posto, addirittura terzultima tra gli stati appartenenti all’Unione Europea (al pari della Romania, davanti soltanto a Bulgaria e Grecia). Ad affiancare il Belpaese sono nazioni che non ci si aspetterebbe vicine all’Italia in questa particolare lista: Uruguay, Botswana e Costarica infatti possiedono livelli di corruzione settore pubblico politica molto simili a quelli italiani. Tra i paesi virtuosi (e quindi svettanti in classifica) vi sono ovviamente le nazioni scandinave (Norvegia, Svezia, Finlandia ed anche la Danimarca) e la Nuova Zelanda.

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Alcune cause del fenomeno nel nostro paese

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Per quel che riguarda le cause di questo andamento molto negativo per la trasparenza e l’efficienza del nostro settore pubblico i fattori scatenanti sono diversi: innanzitutto la presenza endemica della malavita organizzata, che in Italia possiede una rilevanza senza uguali tra le nazioni occidentali: la malavita penetra nei gangli del settore pubblico ammorbandone efficienza e buon andamento, elevando gli indici di corruzione. A ciò va aggiunta la altissima inefficienza del sistema giudiziario italiano, che rende probabile l’avvento della prescrizione prima della sentenza definitiva, creando in tal modo una percezione di impunità tra corrotti e i corruttori. A complicare il quadro della questione interviene poi anche l’eccessiva complicazione inerente al rapporto tra cittadino e cosa pubblica: ciò attecchisce in un sistema italiano caratterizzato da una procedimento legislativo farraginoso, una burocrazia inefficiente ed una applicazione capziosa e complicata delle leggi stesse: la giungla normativa e amministrativa si addensa sempre più creando coni d’ombra rilevanti che nutrono efficacemente il fenomeno della corruzione settore pubblico.

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Corruzione settore pubblico: piccoli segnali di svolta

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La Corte dei Conti ha calcolato che i costi diretti dell’esiziale fenomeno della corruzione settore pubblico in Italia ammontano a 60 miliardi di euro all’anno: una cifra mostruosa che la Commissione Europea ha fortemente stigmatizzato denunciando, ad esempio, la mancanza di una regolamentazione di poteri forti e lobby, la presenza di troppe leggi “ad personam” e criticando  il mancato completo recepimento di una direttiva europea per combattere il fenomeno della corruzione. La Commissione stessa ha poi affermato che l’Italia deve assolutamente rafforzare le norme che disciplinano i requisiti e l’integrità dei pubblici funzionari sia a livello nazionale che a livello decentrato e locale. Grande importanza, per uscire dal tunnel della corruzione, viene attribuita al fondamentale concetto di trasparenza negli appalti pubblici: in questa direzione parrebbe necessario ed indifferibile conferire più ampi poteri alla nuova Commissione indipendente per la valutazione, trasparenza ed integrità, organo cui sono stati affidati compiti di coordinamento dalla legge anticorruzione emanata nel corso del 2012.

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A quest’ultimo riguardo va sottolineato che nella classifica di cui si parlava in precedenza l’Italia ha effettivamente fatto un passo in avanti, migliorando, seppur di poco, i suoi indici in tema di corruzione nel settore pubblico, balzando avanti di tre posizioni in graduatoria: secondo Maria Teresa Brassiolo, presidente di Transparency International, proprio la legge anticorruzione (legge 6 novembre 2012, n. 190) avrebbe cominciato a far sentire i suoi benefici effetti al settore. Ma la strada è ancora lunga ed i piccoli progressi non sono ancora sufficiente per far sì che si possa parlare di effettivi miglioramenti: l’Italia rimane, ancora (e purtroppo), un, luogo in cui il fenomeno della corruzione trova ampia e feconda cittadinanza.

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Fonti: supermoney.eu, Sole 24 Ore, lavoce.info.

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Marco Brezza

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