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Archivi al giorno giugno 4th, 2014

mer, giu 4, 2014  Roberta Buscherini
Pensioni Comparto Sicurezza, Continuano I Tempi Difficili?
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Tempi difficili quelli attuali per il comparto sicurezza in Italia: come se non bastasse la tendenza che si sta concretizzando attraverso le mosse dell’attuale Governo Renzi verso la revisione di spesa orientata a 600 milioni di tagli per il settore nell’arco temporale dei prossimi tre anni, giungono ulteriori (e confuse) notizie sulla questione inerente alla armonizzazione delle pensioni comparto sicurezza.

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Fonte: vigilidelfuoco.usb.it

Fonte: vigilidelfuoco.usb.it

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Pensioni comparto sicurezza, per chi ha maturato i requisiti prima del 2010

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Risalgono allo scorso anno, il 2013, alcuni chiarimenti diffusi dalla Direzione Centrale Previdenza dell’INPS in merito alla corrente disciplina per l’accesso alle pensioni comparto sicurezza, con particolare riferimento al pensionamento del personale afferente ai settori della difesa e del soccorso pubblico. Per quella fascia temporale riprendono vita i requisiti previsti dalla previgente normativa, per cui rimangono invariati sostanzialmente i requisiti necessari, sia per il il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia che di anzianità, a cui andranno aggiunti, per il personale interessato che al 31 dicembre 2010 non aveva raggiunto i requisiti di accesso al pensionamento di anzianità, la cosiddetta “finestra mobile”, ovvero 12 mesi di ulteriore permanenza in servizio ai fini della decorrenza del trattamento, senza dimenticare gli incrementi connessi all’aumento della speranza di vita.

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Pensionamenti Polizia Penitenziaria: la circolare chiarificatrice

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Venendo al 2014 balza invece all’occhio il Decreto del Presidente della Repubblica n. 157 del 28 ottobre 2013, che disciplina il Regolamento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico del personale del comparto difesa-sicurezza e del comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico. Il suddetto decreto, pubblicato lo scorso 16 gennaio sulla Gazzetta Ufficiale n. 12, si presta a non facili interpretazioni: in questo senso pare utile fare affidamento su una circolare del Dipartimento per le Relazioni Sindacali del Ministero della Giustizia (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) rivolta ai sindacati, che sfoltisce le nebbie intorno ad una questione che investe anche le pensioni comparto sicurezza. La circolare afferma che il regolamento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico contenuto nel Decreto “non fa alcun riferimento al comparto sicurezza e difesa”. Le preoccupazioni suscitate tra il personale dipendente a causa della pubblicazione del provvedimento vanno pertanto fatte rientrare: infatti nella stesura iniziale del suddetto regolamento il personale militare e delle forze di polizia era incluso. Successivamente, dopo il passaggio alle commissioni parlamentari, è però sopravvenuto lo stralcio di tali categorie dal testo: quindi, all’attuale stato dei fatti, per gli appartenenti al corpo di Polizia Penitenziaria, sebbene citati dall’intestazione del regolamento riguardante le pensioni comparto sicurezza, continuano ad applicarsi le disposizioni contenute nella circolare n. 54520 del 12 febbraio 2013.

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Pensioni comparto sicurezza: falso allarme?

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Per completezza di informazioni va detto che il sopracitato regolamento si pone l’obiettivo di armonizzare i requisiti minimi di accesso al sistema pensionistico per alcune tipologie di lavoratori per le quali la riforma del 2011 non aveva trovato immediata applicazione. Tra le categorie investite dal provvedimento vanno sicuramente citate quelle relative al personale viaggiante dei servizi di trasporto, alcuni lavoratori marittimi, gli sportivi professionisti, i lavoratori dello spettacolo: queste categorie per la particolarità dell’attività svolta, necessitano di una declinazione specifica dei requisiti pensionistici di tipo generale. Tutti ciò non deve trarre in inganno il personale afferente al reparto difesa e sicurezza alle dipendenze dello Stato: la situazione delle pensioni comparto sicurezza non viene infatti toccata da questo strumento.

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Fonti: silpcgiltoscana.it, polpenuil.it, grnet.it

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Patrizia Caroli

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