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Archivi al giorno giugno 11th, 2014

mer, giu 11, 2014  Marco Brezza
Dipendenti Pubblici Doppio Lavoro, 3 Cose Importanti Da Sapere
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Si tratta senza dubbio di uno degli argomenti che scaldano maggiormente gli animi tra le varie scuole di pensiero che allignano all’interno del pubblico impiego in Italia: la questione afferente ai dipendenti pubblici doppio lavoro attraversa diverse e variegate sfere della materia attinente alla gestione dell’amministrazione pubblica, e come tale si presta ad interpretazioni e prese di posizione fortemente polarizzate.

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Fonte: ocst.com

Fonte: ocst.com

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Dipendenti pubblici doppio lavoro: quando è possibile?

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Va innanzitutto analizzato ciò che la legge afferma nel nostro paese riguardo al tema dei dipendenti pubblici doppio lavoro: in questo senso il Decreto Legislativo n. 165 del 30 marzo 2001 statuisce, senza troppi timori o dubbi, il generale divieto per i dipendenti statali di svolgere un secondo lavoro. Esistono tuttavia delle deroghe, di carattere tassativo, a favore, per esempio, dei lavoratori a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al 50% di quella a tempo pieno. Questi ultimi possono pertanto effettuare una attività lavorativa (di tipo subordinato oppure autonomo) qualora non esista alcun tipo di conflitto di interessi con le funzioni esercitate per conto della Pubblica Amministrazione.

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Un fenomeno molto diffuso nel nostro paese

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È evidente, però, che nella pratica delle cose e nella contingenza degli accadimenti presenti (fortemente condizionati dalla crisi economica) il doppio lavoro per i dipendenti statali si configura come esorbitante i limiti imposti dalla legislazione italiana: nel corso del 2012, per esempio, la Guardia di Finanza ha puntato la sua lente di ingrandimento su 879 casi nei quali il secondo lavoro si configurava come “lavoro nero”. Le oltre 300 indagini concluse nel corso di quell’annata hanno permesso di accertare oltre 5 milioni di euro percepiti indebitamente a causa dell’ulteriore lavoro nero: pertanto ogni dipendente pubblico “doppiolavorista” ha incamerato di nascosto dal Fisco uno stipendio di oltre 14mila euro. Non esattamente bruscolini, o piccoli “extra” dall’impatto veniale.

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La materia inerente ai dipendenti pubblici doppio lavoro si presta senza ombra di dubbio a pareri discordi: c’è infatti tra i dipendenti statali chi ne invoca la necessità per sopperire ai basi stipendi (con scatti di anzianità ed adeguamenti congelati) e per fare fronte alle numerose spese imposte dalla quotidianità (si fa spesso riferimento a indifferibili spese mediche). Motivazioni legittime ma che non paiono possedere la forza giuridica per invertire la tendenza normativa che vede il pubblico impiego come occupazione precipuamente esclusiva: è infatti il principio di esclusività che sovrintende alla materia inerente ai dipendenti pubblici doppio lavoro.

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Dipendenti pubblici doppio lavoro: la Corte dei Conti cosa dice?

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Utilizzando parole usate più volte dalla Corte dei Conti per definire controversie in tema, si configura come “incompatibile qualsiasi attività non pertinente al rapporto di impiego che, per intensità, prevalenza, continuità costanza e professionalità, individui la realizzazione di un nucleo di interessi estranei ai doveri d’ufficio”. Ovviamente, come detto in precedenza, vanno escluse le attività esercitate in maniera occasionale.

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In questa direzione pare interessante citare un caso concreto avvenuto nella Regione Trentino: qui ad un infermiere sono state contestate attività svolte in un biennio presso una cooperativa esterna in assenza di preventiva e specifica autorizzazione. Il dipendente pubblico aveva un contratto part-time pari e poteva pertanto svolgere legittimamente altre attività ma avrebbe dovuto comunque comunicarlo all’Azienda Sanitaria dal momento che questa tipologia di incarichi per regolamento non possono essere svolti in “conflitto di interessi”. In questo caso sussisteva conflitto di interessi poiché il dipendente svolgeva presso terzi la medesima attività di infermiere: quest’ultimo è quindi stato condannato ad un risarcimento di circa 8mila euro, cifra equivalente agli stipendi ricevuti dal dipendente da parte dell’Azienda sanitaria nel periodo di coabitazione dei due lavori.
Va pertanto tenuto conto di diverse variabili per definire la legittimità o meno in materia di dipendenti pubblici doppio lavoro.

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Fonti: lineaamica.gov.it, ilsole24ore.com, atlasorbis.it, ladige.it

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Marco Brezza

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