Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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Archivi al mese luglio, 2014

gio, lug 31, 2014  Valentina
Chiamata in servizio infermieri; Tutto quello che devi sapere
4.36 (87.14%) 14 Vota Questo Articolo

 

Chiamata in servizio infermieri; Nonostante la disoccupazione tocchi vette altissime, la grave carenza di personale infermieristico è un problema reale. Italia, paese dei

chiamata in servizio infermieri

chiamata in servizio infermieri

paradossi? Certamente. E come al solito si riduce tutto a mancanza di fondi, blocco dei finanziamenti, soldi insomma.

 

Ma questa carenza di personale si ripercuote inevitabilmente sugli infermieri in servizio, poiché le dirigenze sanitarie, per far fronte al problema, spesso danno un’interpretazione molto estesa a quanto previsto da alcune clausole dei contratti di lavoro.

 

In particolare la maggiore motivazione di disagio per gli infermieri riguarda il richiamo del dipendente in servizio fuori dal suo orario di lavoro per sopperire ad una improvvisa assenza; in termini contrattuali parliamo del decreto legislativo 29/1993,  che stabilisce anche un’indennità nella misura di euro 20,66 per ogni 12 ore di reperibilità. Va precisato però in modo forte che non esiste nessuna legge  che obblighi l’infermiere a lasciare il proprio numero di telefono in reparto, fatta eccezione per chi ha il SPD.

 

Chiamata in Servizio infermieri. Le  regole d’oro

 

 

 

Diamo di seguito alcune preziose informazioni in merito alla chiamata in servizio infermieri:

 

1. L’esposizione del turno di lavoro deve essere disponibile entro il 20 del mese precedente come stabilito dalla sentenza numero 14668 della Corte di Cassazione; le modifiche non sono possibili senza comunicazione ed approvazione da parte di entrambe le parti, dirigenza e dipendente pubblico, poiché il turno è uno strumento vincolante per garantire ordine ed efficienza nei reparti.

 

2. Gli articoli 28 del CCNL 1995 e il 34 del CCNL 1999 stabiliscono che l’ordine di servizio deve essere scritto, motivato, riportare la data, deve provenire da una figura di responsabile e deve avere carattere di eccezionalità oltre ad essere consegnato con almeno 24 ore di anticipo.

 

3. Il non rispetto delle 24 ore di preavviso può diventare oggetto di contestazione, poiché l’assenza improvvisa di un collega dovrebbe essere evento previsto dalla direzione e non lasciato alla diligenza dei coordinatori e degli infermieri.

 

 

4. il datore di lavoro non può obbligare il dipendente a presentarsi a lavoro a fronte di una semplice telefonata o dal recapito di ordine di servizio scritto a meno che non ci sia una preventiva  disponibilità chiaramente espressa dal dipendente stesso.

 

 

 

Fonte e foto: faceook.com/pages/oss-operatore-socio-sanitario / nursingup / fimmgroma

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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mer, lug 30, 2014  Marco Brezza
Esuberi forze armate 2014: i tagli si abbattono sulla Difesa
3.5 (70%) 2 Vota Questo Articolo

Parliamo di esuberi forze armate 2014: La bozza di spending review elaborata dal commissario Cottarelli sta per giungere sul tavolo della compagine governativa capitanata da Matteo Renzi: la somma complessiva dei tagli spaventa, e non poco, il comparto pubblico (con i sindacati già in fibrillazione e pronti alla protesta). È altresì vero che una sorta di “cura antibiotica” pare essere necessaria per un’Italia in seria difficoltà sul piano dei conti dello Stato, per non parlare della crisi economica e di una ripresa che pare non essere ancora sul punto di cominciare realmente.

 

esuberi forze armate 2014

Fonte: forzearmate.org

Esuberi forze armate 2014: il piano di revisione di spesa

 

Nel complessivo piano di revisione della spesa entrano, senza ombra di dubbio, i settori di sicurezza e difesa: e il tema rappresentato dagli esuberi forze armate 2014 si configura certamente come denso di criticità e spigoli acuminati. Le forze armate dovranno essere “colpite” da una sforbiciata di personale che dovrebbe assestarsi sulla riduzione di 20mila militari da attuare entro il prossimo decennio: lo sfoltimento riguarderà poi circa 7800 dipendenti civili afferenti al Ministero della Difesa. Le forze armate scenderanno pertanto ad una consistenza numerica di 150mila unità (tra tutte e tre le Armi, Esercito, Marina ed Aeronautica) dalle circa 170mila attualmente in servizio. Per ciò che riguarda il personale civile della Difesa in esubero sarà prevista una mobilità verso altre amministrazioni dello Stato.

 

Come ridurre il personale delle forze armate?

 

La dinamica procedurale scelta per ottemperare alla riduzione del personale, con contestuale edificazione di esuberi forze armate 2014, si definisce attraverso gli strumenti della mobilità e dell’aspettativa per riduzione quadri. Non vi saranno violente misure espulsive nei confronti del personale dipendente: ed inoltre saranno stabilite per i militari in esubero riserve di posti nei concorsi pubblici e altre misure di favore per il transito nei ruoli di altre amministrazioni dello Stato. I numeri stabiliti dal commissario Carlo Cottarelli si assestano su una crescita dei tagli nel corso del prossimo triennio. Si comincia con 100 milioni di riduzione nel 2014. In questo senso non va poi dimenticato che le misure di risparmio includono la riduzione delle missioni all’estero, il cui costo di rientro sarebbe da coprire attraverso risorse “una tantum”.

 

Esuberi forze armate 2014, un cambiamento epocale?

 

Sempre con attento riferimento agli esuberi forze armate 2014, va poi detto che il piano generale di revisione complessiva della spesa afferente alle forze armate stesse transita anche per l’accorpamento e la rimodulazione di decine e decine di uffici. A parere Andrea Margelletti, presidente del Cesi (Centro Studi Internazionali), la riforma, se correttamente implementata, costituirebbe una grande rivoluzione per il settore, quasi un cambiamento epocale: “La rimodulazione dei fondi permetterà di avere una Difesa più snella e meno onerosa per il cittadino ma ancora più capace di affrontare nuove sfide. A beneficiarne non saranno solo le missioni all’estero ma anche gli interventi in occasione di disastri naturali che hanno portato tanto dolore al nostro Paese”.
Come a dire: trarre la linfa positiva da un periodo di difficoltà, trasformare i momenti difficili in importanti occasioni per rivedere, riorganizzare e conferire maggiore efficienza allo strumento della Difesa italiana, mutare la questione degli esuberi forze armate 2014 in nuove ed inedite possibilità. Potrebbe essere il modo corretto di fare buon viso al “cattivo gioco” dei tagli?

 

Fonti: ilmessaggero.it, forzearmate.org

 

Marco Brezza

 

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mar, lug 29, 2014  Patrizia Caroli
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Orario insegnanti scuola pubblica: L’eterna estate del cambiamento (presunto, almeno per ora) del contratto degli insegnati della scuola pubblica prosegue. Nelle scorse settimane si erano susseguite le voci (provenienti da vertici rilevanti dell’apparato ministeriale dell’Istruzione, ovvero dal sottosegretario Reggi) in merito a notevoli novità in materia scatti stipendiali basati sul merito, meccanismo delle assunzioni insegnanti, cambiamento del calendario, modifiche alla procedura di assunzione e, last but leastcambio dell’orario per gli insegnanti da 18 a 36 ore settimanali.

 

36 ore insegnanti

Orario insegnanti scuola pubblica, 36 ore: falso allarme, almeno per ora

 

Giunge ora una parziale smentita della notizia che aveva gettato nel panico parte della categoria docenti per la vicenda del orario insegnanti della scuola pubblica: il passaggio dell’orario a 36 ore non sarebbe al momento oggetto di riflessione al Ministero dell’Istruzione. Lo ha affermato il Ministro Giannini nel corso di una interrogazione parlamentare andata in scena la scorsa settimana in Parlamento. Il deputato di Forza Italia Elena Centemero (responsabile scuola per il partito di Berlusconi) ha infatti chiesto al Ministro di diradare le nebbie sulle affermazioni di quest’ultimo lo stato giuridico degli insegnanti, l’orario di lavoro e l’apertura delle scuole oltre l’orario della didattica. Il Ministro Giannini ha sottolineato i temi che attualmente fanno parte del dibattito in seno ai “pool” di lavoro ministeriali: autonomia, “governance”, competenze da trasmettere e definizione del modello educativo.
Le parole del Ministro sono riassumibili nella seguente frase: “È importante lavorare all’istituzione dell’organico funzionale, alla formazione in servizio dei docenti ai fini della carriera, ma non è ancora stato affrontato il problema dell’orario di lavoro dei docenti e non si intende affrontarlo nei prossimi mesi”. Insomma falso allarme, o così sembrerebbe.

 

Contratto insegnanti: il possibile “domino” ministeriale inciderà sui docenti?

 

È necessario comunque dire che l’eventuale ampliamento di orario per gli insegnanti della scuola pubblica avrebbe avuto una valenza prettamente cosmetica, alla stregua di una rimodulazione dell’orario idonea a legittimare le attività dei docenti che esulano dalle ore di lezione o di ricevimento genitori.
I “rumors” di palazzo parlano di dissidi tra Ministro Giannini ed altri membri del “team” ministeriale, in particolare il sottosegretario Reggi (renziano della “prima ora”): che ci sia aria di rimpasto nelle stanze di viale Trastevere, con la ex montiana Giannini in procinto di essere sostituita dal renziano di ferro Reggi, viste alcune divergenze di opinioni emerse nel mese di luglio ed esplose con le contraddizioni e le smentite di cui sopra? Difficile capirlo,  per ora sono solo supposizioni. Certo è che un eventuale cambio di poltrona potrebbe spalancare scenari di cambiamento notevoli in merito a scelte e strategie con chiare ripercussioni sugli insegnanti.

 

Time-out d’agosto: si vedrà al ritorno dalle vacanze

 

Ora è tempio di pausa d’agosto, per comprendere le reali prospettive in materia è chiaramente necessario attendere il ritorno dalle vacanze (anche se le prospettive in Parlamento sembrano deporre verso una “non stop” per approvare le riforme, vedi le ultime parole del Presidente del Senato Pietro Grasso). L’ultima settimana di agosto presumibilmente si tornerà a parlare dell’argomento. L’orario complessivo di lavoro degli insegnanti rimarrà immutato? O si provvederà al cosiddetto “ribilanciamento” generale delle reali ore di lavoro che i docenti utilizzano per far fronte alle proprie mansioni? La risposta dopo le vacanze.
Fonte: orizzontescuola.it
Patrizia Caroli

 

 

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lun, lug 28, 2014  Marco Brezza
Quota 96, per 4mila insegnanti il giorno della pensione è arrivato
2.71 (54.29%) 7 Vota Questo Articolo

Quota 96, il giorno dello sbarco: nella notte di venerdì è finalmente giunto il sospirato nulla osta all’approvazione dell’emendamento al testo di Riforma della Pubblica Amministrazione: tradotto dal lessico parlamentare, si spalancano le porte della pensione per i circa 4mila insegnanti che erano rimasti incagliati nelle “secche” normative delle Legge Fornero sui pensionamenti. La attesa pensione scatterà dal primo settembre 2014, tra poco più di un mese.

 

Quota 96, ecco l'emendamento per la pensione

Quota 96: il “numero magico” che finalmente consente la pensione

 

Un raggiungimento giunto dopo mesi di “tira e molla” nelle aule parlamentari per la vicenda quota 96. L’approvazione, come detto è giunta nella tarda serta di venerdì: l’emendamento contiene infatti le disposizioni atte a rimediare all’errore della legge Fornero, nella quale non venne definito come i lavoratori della scuola in scadenza al 31 agosto potessero usufruire della pensione consentita a chi avesse i requisiti al precedente 31 dicembre.
Penetrando più puntualmente dentro i gangli disciplinari dell’emendamento, si comprende come in questo modo vadano in pensione coloro i quali abbiano raggiunto i 60 o i 61 anni di età in combinazione con una anzianità di servizio di 36 o 35 anni (ovverosia anni di contributi versati): il tutto da raggiungersi entro l’anno 2012. Una delle conseguenze di tale approvazione (oltre al meritato raggiungimenti della pensione da parte de suddetti dicenti) sarà quella inerente alla possibile l’assunzione di 4mila giovani insegnanti. Una opzione fondamentale nell’odirno momento di crisi ce sta attraversando il mondo del lavoro (vedi tasso di occupazione tra i giovani).
Buone notizie che però devono oltrepassare un ulteriore ostacolo (seppur, questa volta di minore entità): prima che l’emendamento possa essere legittimamente approvato dal Parlamento, sarà necessario anche il via libera della Commissione Bilancio, presieduta dal deputato Pd Francesco Boccia, uno dei principali sostenitori dell’emendamento. Questo ovviamente riempie di fiducia il clima attorno all’approvazione definitiva del provvedimento che manda in pensione i 4mila insegnanti.

 

Quota 96: gli ultimi aggiustamenti al provvedimento

 

Quota 96: Una volta terminata la procedura parlamentare, si dovranno poi attendere le istruzioni operative dell’Inps: gli interessati avranno 15 giorni per presentare la domanda di pensione. Una volta presentata la domanda, lo stesso Istituto previdenziale dovrà compilare una graduatoria applicando un criterio progressivo risultante dalla somma dell’età anagrafica e dell’anzianità contributiva vantata dai singoli richiedenti alla data del 31 dicembre 2012.

 

Una Riforma della Pubblica Amministrazione nel segno del ricambio generazionale

 

L’emendamento rientra chiaramente dentro l’ordine di idee generale che sovrintende ai lavori per la grande riforma della Pubblica Amministrazione lanciata dal Governo Renzi: “svecchiamento” è la parola chiave che funge da “ratio” all’affresco complessivo, “ricambio generazionale” è il concetto che viene impresso a caratteri cubitali sulla ideale copertina del Decreto che contiene gli articoli della riforma. Sparisce infatti quasi definitivamente dal pubblico impiego italiano il vecchio istituto del trattenimento in servizio (la proroga al lavoro concessa talora ai dipendenti pubblici). La rivoluzione renziana (brandita a mo’ di vessillo del presidente del Consiglio nei suoi intendimenti programmatici) pare pertanto essere vicina a giungere, almeno in parte, attraverso l’approvazione dei Decreti su Riforma Pa e Competitività, provvedimenti gemelli, momentaneamente spacchettati e che verranno probabilmente convertiti in legge in tempi diversi.

 

Fonti: leggioggi.it, Repubblica

 

Marco Brezza

 

 

Per visionare e scaricare il cedolino stipendio PA seguire il link: stipendi pa

 

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ven, lug 25, 2014  Valentina
Sovraffollamento Carceri. Ennesimo Suicidio Sventato
4.5 (90%) 2 Vota Questo Articolo

 

Nelle carceri italiane si continuano a sventare suicidi e azioni di autolesionismo; l’Europa ci condanna. Lo stato finge di non vedere.

È questa la situazione attuale che si respira tra gli agenti della polizia penitenziaria italiana, dopo che anche un detenuto di Sassari ha ottenuto dalla Corte Europea il diritto al risarcimento per le condizioni inumane in cui era stato costretto a scontare la propria pena.

Questa è la situazione dopo che l’ennesimo poliziotto ha sventato l’ennesimo tentativo di suicidio all’interno della casa circondariale di Frosinone.

Sovraffollamento. Un problema mai risolto.

Sovraffollamento. Un problema mai risolto.

Sovraffollamento Carceri. Moniti E Sanzioni Europee Servono?

 

Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 16mila tentati suicidi ed impedito che quasi 113mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze”.  Sottolinea Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “Non si può lasciare solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria la gestione quotidiana delle costanti criticità delle carceri”.

 

Parole sacrosante. Parole ignorate dalle istituzioni, nonostante i continui rimproveri di mamma Europa e le  grida di allarme del personale interno. Ignorate anche dalle istituzioni nella stessa Europa! Nelle linee guida di presentazione delle politiche attuative italiane per il semestre europeo infatti il premier Renzi non ha menzionato alcun provvedimento compensativo per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario, ovvero risarcimenti economici e riduzione della pena.

 

Ma dall’Europa arrivano segnali contrastanti. Il bastone e la carota: se da un lato ci condannano, dall’altro riconoscono “l’impegno (..) nel risolvere la questione del sovraffollamento carcerario e i risultati significativi già ottenuti attraverso l’introduzione di varie misure strutturali tra cui l’importante e continua diminuzione del numero di detenuti e il fatto che lo spazio vitale a disposizione di ogni carcerato sia di almeno 3 metri quadri”. Un bel paradosso…

 

 

Servono Soluzioni Anche A Tutela Della Polizia Penitenziaria

 

 

 

Nell’immaginario comune quando si parla di sovraffollamento ci si focalizza principalmente sui detenuti.

 

Le condizioni di lavoro della polizia penitenziaria vanno di pari passo con la vergogna del sovraffollamento.

Le condizioni di lavoro della polizia penitenziaria vanno di pari passo con la vergogna del sovraffollamento.

In realtà la situazione è drammatica anche per i poliziotti che li devono gestire e controllare. Per questo Capece in un’intervista al Corriere dell’Umbria, ha espresso tute le sue perplessità sui provvedimenti proposti dal Dap come quello che prevede che i detenuti rimangano liberi l’intera giornata e rientrino nelle loro stanze solo per dormire, delegando il controllo della situazione alle sole telecamere e mettendo in atto una sorta di autogestione dei detenuti.

 

In questo modo però si costruiscono inevitabilmente rapporti di gerarchia e di forza che, nel lungo periodo,  vanno a minare la tranquillità e la serenità dell’istituto.

 

L’appello è al ministro della giustizia Andrea Orlando affinchè blocchi questo progetto, evitando il collasso definitivo dell’ordine pubblico all’interno e all’esterno degli istituti circondariali.

 

 

Fonte: grnet / webmasterpoint / sappe / inviatospeciale / poliziapenitenziaria

 

 

Valentina Stipa

 

 

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