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Archivi al giorno agosto 1st, 2014

ven, ago 1, 2014  Marco Brezza
Trasferimenti Polizia di Stato: Tutti i requisiti per usufruirne
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I trasferimenti Polizia di Stato costituiscono una importante garanzia per tutto il personale impiegato alle pubbliche dipendenze della Polizia di Stato: infatti il trasferimento di sede che riguarda il personale occupato presso la stessa Polizia può essere disposto su domanda dell’interessato, a patto che quest’ultimo, però, abbia prestato servizio nella medesima sede ininterrottamente per il periodo di quattro anni (termine che si comprime fino a due anni per coloro che prestano servizio nelle sedi disagiate).

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trasferimenti polizia di stato

Fonte: reteiblea.it

Trasferimenti Polizia di Stato: riferimenti normativi

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Gli estremi normativi della materia inerente ai trasferimenti Polizia di Stato si radicano nelle pieghe del D.P.R. 335 del 1982, in particolare all’art.55 del suddetto strumento normativo: proprio qui è stabilita la perentoria necessità che il richiedente presti servizio nella medesima sede per almeno quattro anni consecutivi, ridotti a due nel caso in cui la sede in questione sia nell’elenco di quelle considerate “disagiate” dal Ministero dell’Interno attraverso un apposito decreto a scansione annuale.

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Ad illustrare altri importanti punti-chiave della disciplina dei trasferimenti è poi la circolare n. 333-A/9802.B.B.5.4 emessa il 28 ottobre 1993 dal Ministero dell’Interno: all’interno di quest’ultima è precisato che in materia di trasferimenti del personale della Polizia di Stato, l’Amministrazione, nell’adozione dei relativi provvedimenti, deve perseguire preminenti fini di pubblico interesse: pertanto la medesima Amministrazione è tenuta a considerare come prevalenti le esigenze di servizio che fungono da elemento di valutazione prioritario nei confronti di altri interessati.

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Di conseguenza i criteri seguiti nel disporre e definire i trasferimenti tendono teleologicamente ad assicurare il migliore andamento e l’ottimale organizzazione degli uffici cercando di bilanciare e contemperare, qualora sia possibile, le esigenze di servizio con quelle dei dipendenti impiegati nella Polizia di Stato.

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Trasferimenti Polizia di Stato: gli altri criteri

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Oltre al sopracitato criterio della durata della prestazione del servizio presso una precisa sede, al fine di poter accedere ai trasferimenti Polizia di Stato è necessario ottemperare ad altri tre fondamentali requisiti: in primo luogo, infatti, va detto che la graduatoria dei trasferimenti è legata a doppio filo al requisito dell’anzianità di servizio e di sede, a cui fanno eccezioni i periodi di aspettativa ed i periodi in posizioni di comando o fuori ruolo. In seconda battuta è necessario considerare la situazione familiare (e lo stato civile) del dipendente di Polizia, il numero dei figli a carico e la possibilità di un ricongiungimento familiare. Infine è necessario che la richiesta di trasferimento coincida con la domanda da parte dell’ufficio di destinazione di quel ruolo e della sua precipua competenza.

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Eccezioni: le situazioni oggettive di rilevante pericolo

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In ulteriore istanza, la materia dei trasferimenti Polizia di Stato si chiarisce meglio anche alla luce del fatto che il trasferimento può essere disposto qualora la permanenza del dipendente nella sede contribuisca a nuocere al prestigio dell’Amministrazione o qualora si sia venuta a determinare una situazione oggettiva di rilevante pericolo per il dipendente stesso: in queste ipotesi il trasferimento può essere disposto anche in soprannumero all’organico dell’ufficio o reparto.

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L’istituto dei trasferimenti si configura, pertanto, quale importante tutela nei confronti del personale impiegato presso la Polizia, affinché il dipendente possa lavorare anche in un clima di serenità e contemporaneamente garantire l’efficienza e il buon andamento dell’attività amministrativa in questione. Un’importante tutela nell’ordinamento delle forze dell’ordine del nostro paese.

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Fonti: www.silpbari.altervista.org

Marco Brezza

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