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Archivi al giorno agosto 6th, 2014

mer, ago 6, 2014  Marco Brezza
Bullismo a scuola pubblica: le responsabilità di Preside e struttura
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Bullismo a scuola, un tema balzato al (dis)onore delle cronache negli ultimi 5 anni. La questione, come si sa, configura gli estremi di un reato, lasciando strascichi pertanto sia da un punto di vista penale che da uno di tipo civile (con annesso risarcimento danni). E a questo riguardo emergono, per quello che riguarda gli eventi di bullismo a scuola che accadono tra gli alunni dentro le mura scolastiche, profili di responsabilità sia per quello che riguarda i genitori, ma anche per ciò cheriguarda anche i dirigenti scolastici.

 

bullismo a scuola

Fonte: giacinto.org

Bullismo a Scuola: le responsabilità della amministrazione scolastica

 

Il bullismo a scuola si configura come un fenomeno di prevaricazione e disagio che riguarda in particolare bambini e adolescenti nelle fasce di età comprese tra gli 8 e i 16 anni: pertanto dalle scuole elementari fino ai delicati anni dell’adolescenza a cavallo tra le scuole medie inferiori e superiori.
Secondo la Cassazione infatti “la responsabilità risarcitoria dei genitori di un minore capace di intendere e volere che commetta un fatto illecito, non viene meno, anche se esso è affidato a persona idonea a vigilarlo e controllarlo, dal momento che persiste la presunzione di culpa in educando, che costituisce l’altro fondamento dell’art. 2048 del codice civile”. In tale situazione, comunque, l’amministrazione scolastica rimane direttamente responsabile dell’evento accaduto, in virtù del rapporto del collegamento organico con essa del personale dipendente, con riferimento al danno che sia stato cagionato a minore nel tempo in cui è sottoposto alla vigilanza del suddetto personale.

 

Onere della prova

 

In tale caso l’onere probatorio gravante sul danneggiato si esaurisce nella dimostrazione che il fatto si è verificato nel tempo in cui il minore è affidato alla istituzione scolastica. Ciò è sufficiente a rendere operante il punto chiave della disciplina relativa al bullismo a scuola: ovvero la presunzione di colpa per inosservanza dell’obbligo di sorveglianza. Ovviamente spetta poi all’amministrazione scolastica dimostrare la prova liberatoria rappresentata dall’aver correttamente espletato tutte le attività di sorveglianza sugli allievi attraverso una diligenza idonea ad impedire il fatto. Prova che talora si può configurare come “diabolica” poiché risulta non facile soddisfare i gravosi requisiti imposti da tale tipo di onere sul contegno di insegnanti o personale Ata.

 

La responsabilità del dirigente scolastico nel bullismo a scuola

 

Per ciò che riguarda la responsabilità del dirigente scolastico pare utile consultare un allegato ad una nota diffusa dalla Provincia di Trento sull’obbligo di denuncia da parte delle scuole in caso di bullismo: infatti ai dirigenti scolastici non spettano compiti di vigilanza, ma di organizzazione e controllo sull’attività degli operatori scolastici e un’attività di custodia. Inoltre il Preside è ritenuto responsabile (ex art. 2043 c.c.) nel caso in cui non abbia posto in essere tutte le misure organizzative congrue ed idonee a garantire la sicurezza nell’ambiente scolastico e la disciplina tra gli alunni, in quella che si può definire come una colpa normativa di tipo organizzativo (detta anche in ambito giuridico”culpa in organizzando”).
Per questa tipologia di colpa però l’onere della prova grava sulla testa del danneggiato: rimane pertanto più tutelata qui la figura del dirigente scolastico.

 

 

 

 

 

Marco Brezza

 

 

 

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