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Archivi al giorno agosto 12th, 2014

mar, ago 12, 2014  Marco Brezza
Polizia di Stato Pensione Privilegiata: Ecco come si configura
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Assume molta importanza nel settore pubblico italiano la tematica inerente alla Polizia di Stato pensione privilegiata: quest’ultima è infatti rivolta al dipendente della Polizia di Stato che abbia subito menomazioni dell’integrità personale le quali abbiano reso quest’ultimo inabile al servizio. Più precisamente, ha diritto alla prestazione il dipendente afferente alla Polizia di Stato, collocato a riposo per qualsiasi causa, che sia affetto da infermità oppure da lesioni dipendenti da fatti di servizio ascrivibili a categorie inserite in una tabella regolamentare (allegata ad una risalente legge inerente al settore pubblico, la n. 313 del 1968).

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Fonte: cronachecittadine.it

Fonte: cronachecittadine.it

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Polizia di Stato pensione privilegiata: il parere della Corte dei Conti

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Proprio a proposito del tema Polizia di Stato pensione privilegiata, la Corte dei Conti (sezione giurisdizionale per la regione Lazio), attraverso una importante sentenza del 2006, ha confermato che possiede il diritto ad usufruirne il dipendente che, per infermità determinate unicamente da causa ovvero da concausa necessaria e preponderante di servizio, abbia subito menomazioni dell’integrità personale che lo abbiano reso inabile al servizio. Per ciò che inerisce all’accertamento della necessità del requisito della “inabilità al servizio” sembrerebbe necessario, secondo la Corte, fare riferimento all’art. 67 del Decreto presidente della Repubblica n. 1092/1973, all’interno del quale è disposto che al dipendente “le cui infermità o lesioni dipendenti da fatti di servizio, siano ascrivibili ad una delle categorie della Tab. A annessa alla 313/68 e non siano suscettibili di miglioramento , spetta la pensione”.

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La liquidazione dell’assegno

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Pertanto, secondo il dettato della suprema corte tributaria italiana, “al  personale della Polizia di Stato continuano ad applicarsi, ai fini dell’acquisizione del diritto al trattamento di pensione privilegiata, le norme previste per il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ad ordinamenti militari”.

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Per ciò che riguarda la durata del trattamento Polizia di Stato pensione privilegiata, l’assegno viene liquidato per un periodo che va dai 2 ai 4 anni, eventualmente rinnovabile per l’assegnazione a vita (ovviamente previo congruo accertamento sanitario). Esiste inoltre una pensione privilegiata ordinaria che viene assegnata a vita, qualora l’infermità che ha colpito il dipendente del corpo di polizia non sia suscettibile di miglioramento. In questi due casi le infermità in questione devono essere inserite nella Tabella A annessa alla legge 313/1968 e successive modificazioni. Qualora tali lesioni dovessero invece far parte della Tabella B (sempre allegato allo stesso strumento normativo), al dipendente spetta una indennità “una tantum” parametrata su una o più annualità afferenti alla pensione di ottava categoria.

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Polizia di Stato pensione privilegiata: la domanda

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La domanda per ottenere la prestazione deve essere rivolta all’Inps. È importante sottolineare come la misura inerente alla pensione di privilegio sia stabilita dall’articolo 67 del D.P.R. n. 1092 del 1973: quest’ultimo stabilisce un’articolazione di importi determinati in funzione delle varie categorie di ascrivibilità relativi a infermità o lesioni. La decorrenza del trattamento parte nel momento in cui il dipendente pubblico viene posto a riposo. Gli effetti inerenti alla questione Polizia di Stato pensione privilegiata si diffondono ampiamente nell’ordinamento italiano, facendo assurgere l’istituto ad importante passaggio nella disciplina del pubblico impiego inerente a questa forza di polizia.

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Fonti: siulp.it, poliziadistato.it

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Roberta Buscherini

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