Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi al giorno agosto 14th, 2014

gio, ago 14, 2014  Roberta Buscherini
Province, il 2014 è l’anno dell’addio: ecco tutte le insidie che emergono
2.6 (52.5%) 8 Vota Questo Articolo

Le province scompaiono? La risposta è meno semplice di quello che si può pensare. Un “sì” esclamato a pieni polmoni sembra un’opzione troppo ottimista (o pessimista, a seconda dei punti di vista) un “no” farebbe pensare ad un disfattismo di base che non sembra essere il contegno giusto da tenere in questi giorni di lavoro del Governo Renzi.

 

Fonte: vanityfair.it

Fonte: vanityfair.it

Riordino province: ecco come avviene la transizione

 

La legge 56 è entrata in vigore prima delle vacanze di Pasqua: è proprio attraverso questo provvedimento che si potrà effettuare quella procedura di riordino delle amministrazioni provinciali, con la trasformazione di 10 di esse nella nuova circoscrizione delle città metropolitane (Bari, Bologna, Firenze, Milano, Genova, Torino, Napoli, Roma, Reggio Calabria, Venezia) e con la transizione delle restanti 97 in enti territoriali di area vasta, con al vertice un presidente ed un consiglio designati tra sindaci e consiglieri comunali dei comuni che fanno parte dell’attuale scansione delle singole province.

 

Anatomia di un cambiamento

 

Spariscono le province così come le conoscevamo, i consigli provinciali si trasformano, ma non vengono certamente meno i debiti, i dipendenti degli enti stessi e le società partecipare collegate. Le stime del Sole24Ore parlano di 10 miliardi di debiti in capo alle vecchie istituzioni provinciali: questa cifra dovrà ora essere spalmata sui restanti enti locali già alle prese con la riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato e con i vincoli del Patto di stabilità.
Si prospetta pertanto una situazione di non facile gestione per la compagine governativa dal momento che i Comuni in difficoltà finanziarie sono tanti, (lo testimonia il fatto che un centinaio  di municipi hanno già presentato un piano di riequilibrio finanziario alla Corte dei Conti). Il tutto va considerato tenendo anche conto che le istituzioni provinciali in procinto di essere “sepolte”  possiedono partecipazioni dirette in ben 850 aziende che impiegano circa 57mila persone, senza dimenticare tutti i dipendenti pubblici provinciali da ricollocare nella Amministrazione pubblica.

 

Gioco di prestigio o cambiamento epocale?

 

Comunque il Governo ha impartito il fischio d’inizio ad un processo che in un modo o nell’altro dovrà essere condotto innanzi, tenendo conto di tutte le conseguenze che potranno concretizzarsi: entro la fine del 2014 la nuova scansione organizzativa dell’apparato delle province dovrà essere completamente attivata, almeno in quei 64 enti i cui consigli saranno “scaduti” per fine dei mandati (le elezioni che avrebbero dovuto nominare 45 nuovi consigli provinciali in maggio, come si sa, sono state neutralizzate dal nuovo Governo con un provvedimento di legge).  Le competenze lasciate ai rinnovati enti provinciali saranno ambiente, trasporti, scuola e pari opportunità.
Il Governo sta lavorando sodo cercando di ragionare sul difficile compito dell’individuazione di beni strumentali e finanziari optando per la specificazione  per cui “l’ente che subentra nella funzione” – spiega al comma 96 dell’articolo unico della legge 56 – “succede anche nei rapporti attivi e passivi in corso, compreso il contenzioso”. Semplice travaso di funzioni ed oneri economici o efficace riorganizzazione che tenderà (si suppone nel tempo) a neutralizzare una tipologia di enti idonei forse solo a creare sovrapposizioni di competenze e “doppioni” amministrativi? La risposta per ora non è data, le critiche piovono pesanti su quello che molti definiscono solo un gioco di prestigio di Matteo Renzi per rafforzare la campagna elettorale in vista delle europee. Rimane comunque sul tavolo il tema relativo al ricollocamento di parte del personale dipendente pubblico impiegato in tali enti.

 

Fonte: IlSole24ore

 

Roberta Buscherini

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest