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Archivi al giorno settembre 2nd, 2014

mar, set 2, 2014  Marco Brezza
Riforma della scuola: un gigantesco nulla di fatto, almeno per ora
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Rivoluzione della scuola rinviata a data da destinarsi: una sorpresa dopo le anticipazioni che negli ultimi giorni erano fioccate golose. Sul tavolo del Presidente del Consiglio Matteo Renzi erano pronte le ormai proverbiali “slides” e tutte le tabelle preparate dal Miur per illustrare la grande riforma della Scuola. Ma poi è giunto lo stop improvviso. Riforma rinviata (non abortita): questo è ciò che traspare dalle indiscrezioni di Palazzo Chigi. Certo, dopo la grande confusione esplosa tra i cosiddetti Quota 96 nello scorso luglio, questo stop non rappresenta certo un segnale positivo. Si tratta di una frenata che mina la credibilità di un Governo che sul “fare” basa la propria energia cinetica ed il proprio dna?

 

Riforma della scuola

Riforma della scuola: una rincorsa terminata troppo presto

 

A fornire i primi dati di rilievo era stato lo stesso ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini, il quale, ospite al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini, aveva annunciato l’arrivo delle linee guida per il rinnovamento del complessivo apparato scolastico italiano.  Successivamente, nel corso della scorsa settimana si erano rincorse ulteriori anticipazioni sul contenuto di un provvedimento dall’aspetto davvero “copernicano”: eliminazione delle supplenze e chiusura delle graduatorie (anche per mezzo del concorso scuola annuale confermato dallo stesso ministro), introduzione dell’inglese negli esami di maturità, drastica ridefinizione delle seconde prove e cospicue modifiche alla prova finale di terza media.
Ma tra i vari temi che negli scorsi giorni erano stati presentati come nucleo di una imminente riforma alloggiano interessantissime idee che certamente non svaniranno come neve al tiepido sole di settembre. Qui di seguito ne segnaliamo alcune che potrebbero avere un impatto forte sulla scuola e su tutto il corpo degli insegnanti impiegati presso gli istituti pubblici, e che verranno nuovamente discusse nei prossimi giorni.

 

Assunzioni e scatti stipendiali basati sul merito: un’utopia?

 

Sotto il profilo (delicatissimo) delle assunzioni si attendono nei prossimi mesi importanti novità anche sul fronte delle immissioni in ruolo, con migliaia di vincitori senza cattedra che attendono di entrare nelle graduatorie di ruolo. In chiara connessione con questo tema si colloca quello relativo al contratto insegnanti: all’attenzione di tutti si era posizionata l’ipotesi di rivedere l’impegno degli insegnanti in aula, con il passaggio a 36 ore settimanali e la possibile apertura degli istituti fino alle dieci di sera.
E poi l’ingresso energico del merito a fungere da metro di giudizio per i prof: chi meglio lavora deve guadagnare di più (grazie a congrui scatti stipendiali), un assunto quasi lapalissiano, ma completamente sconosciuto all’interno del pianeta Scuola. Grazie a questa interessante novità dovrebbero venire scongiurati perniciosi livellamenti verso il basso della didattica.

 

Riforma della scuola: aggiornamento obbligatorio insegnanti

 

E poi più inglese, più geografia, rilancio più storia dell’arte in tutti gli istituti (elementari comprese), stage più lunghi per diplomandi e per chi studia al liceo. Ma tornando ai docenti, anche per essi, nei piani di riforma che dovranno essere implementati nei prossimi mesi, l’aggiornamento diventerà obbligatorio.
Per ora però le prospettive di riforma sono congelate: se ne parlerà nel corso dell’autunno (ma orecchie spalancate agli annunci e alle ulteriori anticipazioni dei mprossimi giorni) anche tramite una procedura ormai consueta per il Governo Renzi, ovverosia la consultazione online che spalancherà le sue porte nelle prossime settimane a chiunque voglia far sentire la propria voce per cambiare in meglio il sistema scuola in Italia.
Marco Brezza

 

 

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