Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi al giorno settembre 19th, 2014

ven, set 19, 2014  Marco Brezza
Assenze per malattia infermieri: come cala la retribuzione?
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Infermieri impiegati nel settore pubblico ed assenze per malattie: come si concretizza la relazione dei lavoratori con questo rilevante tema? Andiamolo a scoprire analizzando la disciplina delle assenze dovute a malattia nel settore pubblico: naturalmente, con la lente d’ingrandimento puntata sulla categoria degli infermieri.

 

Assenze per malattia infermieri

Assenze malattia infermieri, 36 mesi complessivi per le assenze: e la retribuzione?

 

L’infermiere dipendente pubblico che sia assente dal lavoro per malattia possiede il diritto alla conservazione del posto di lavoro per un periodo di 18 mesi: per calcolare con precisione la maturazione di tale intervallo di tempo è necessario sommare tutte le assenze per malattia infermieri intercorse nei tre anni precedenti l’ultimo episodio morboso. Oltrepassate le “Colonne d’Ercole” del diciottesimo mese scatta il periodo dell’assenza non retribuita: questa si sostanzia in un ulteriore periodo di 18 mesi che può essere concesso in casi particolarmente gravi e documentati dalla azienda sanitaria competente. Questo periodo supplementare si posiziona a pieno regime dentro la categoria delle assenze per malattia infermieri e si configura come intervallo temporale all’interno del quale si tende a conservare il posto di lavoro per il dipendente impiegato nel settore pubblico (in particolare istanza, nel caso di specie, nella sanità). Da ciò si deduce pertanto che il periodo massimo di assenza per malattia per ciò che riguarda i lavoratori impiegati a tempo indeterminato è pari a 36 mesi, modulato nella scansione esplicitata sopra.

 

Assenze per malattia infermieri: legge e contratti collettivi

 

Le assenze per malattia per i lavoratori dei comparti pubblici sono disciplinate dalle norme di legge e dai contratti collettivi nazionali del lavoro. Una volta che siano trascorsi i 36 mesi, qualora il lavoratore sia dichiarato idoneo al lavoro, ma non alla mansione propria, l’amministrazione, potrà utilizzarlo in mansioni diverse nell’ambito della categoria di appartenenza. Addirittura, con l’esplicito consenso dell’interessato, il dipendente potrà essere adibito anche a mansioni inferiori. L’assenza per malattia va comunicata alla struttura di appartenenza in maniera tempestiva (all’inizio dell’orario di lavoro del giorno in cui si verifica).

 

Quale stipendio nei 18 mesi di assenza per la categoria degli infermieri?

 

Nel caso in cui l’infermiere, dopo il complessivo periodo di 36 mesi, venga (in seguito a visite e controlli) dichiarato permanentemente inidoneo a svolgere qualsiasi lavoro proficuo, allora l’ente di riferimento può procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro (ovviamente attivando le procedure per la corresponsione dell’indennità sostitutiva di preavviso).
Per quanto riguarda i primi 18 mesi di assenza, quelli retribuiti (attraverso un “decalage”) ed appartenenti al primo scaglione, questi rilevano ai fini della maturazione dell’anzianità di servizio.

Ma ecco il “decalage” della retribuzione scandito nell’orizzonte temporale dei mesi di assenza per malattia: all’infermiere spetta la retribuzione piena (comprensiva del trattamento accessorio fisso e continuativo) per i primi 9 mesi di assenza. Successivamente, per gli ulteriori 3 mesi, spetta il 90% della retribuzione. Infine si transita al 50% della retribuzione per i rimanenti 6 mesi di assenza per malattia. Questo è il trattamento dei 18 mesi di assenza retribuita (cd. periodo di comporto), mentre per gli ulteriori 18 mesi di possibile assenza per malattia garantiti all’infermiere non è prevista alcuna retribuzione.
Marco Brezza

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest