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Archivi al giorno settembre 20th, 2014

sab, set 20, 2014  Valentina
Polizia Penitenziaria. Qui Grasso Che Cola Non Ce N’è
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La dichiarazione del premier Renzi di qualche giorno fa sul “grasso che cola” nella pubblica amministrazione, che ad oggi non avrebbe fatto tanti sacrifici, ha infastidito molti e ha suscitato polemiche e reazioni da più parti.

 

tagli polizia penitenziariaE anche la risposta della Consulta sicurezza non si è fatta attendere: “al premier Renzi diciamo che sul personale e sulle retribuzioni non c’è più nulla da tagliare come non c’è più nulla da tagliare sulle spese di funzionamento dei nostri apparati, già al limite del collasso dopo i tagli lineari alle assunzioni, i tagli agli automezzi e alle attrezzature ed i tagli alla formazione e agli addestramenti, (…) il vero grasso che cola non è il personale che garantisce sicurezza e soccorso ai cittadini ma gli sprechi e duplicazioni dell’apparato pubblico”.

 

 

 

Protesta Propositiva Della Consulta Sicurezza

 

 

 

Ma i rappresentanti di Polizia penitenziaria, Corpo Forestale e Vigili del Fuoco non si limitano a polemizzare sulle parole del primo ministro e avanzano proposte concrete da cui partire per intavolare un dialogo e un confronto che porti a risultati soddisfacenti.

 

In particolare la consulta individua quattro contesti nei quali sarebbe possibile effettuare dei tagli:

 

- Nella sovrapposizione delle funzioni di polizia mal coordinate e quindi non efficienti;

 

- Nei dipartimenti del Viminale che potrebbero essere accorpati, riducendo i costi di gestione, ad oggi estremamente elevati;

 

- Nella sovrapposizione di competenze in tema di protezione civile e antincendio boschivo;

 

- Nella mancanza di sale operative unificate.

 

Su un punto nessuno è disposto a cedere: lo sblocco degli stipendi che viene ritenuto non solo un diritto ma anche “assolutamente  e abbondantemente sostenuto nell’ambito delle risorse che il comparto sicurezza annualmente risparmia”.

 

Questa affermazione è supportata da un facile conto matematico che l’UGL Polizia Penitenziaria ha fatto per noi: considerando solo i blocchi delle assunzioni si è creata una carenza di organico in tutti i corpi del comparto sicurezza di circa 47.000 unità; se lo stipendio base netto di ogni neo assunto  è circa 1400 euro (quindi senza la base contributiva) ogni anno il Governo risparmia la cifra di circa 700/800.000.0000. Esattamente la stessa cifra necessaria all’esecutivo per evitare il blocco degli stipendi.

 

I poliziotti e gli associati Sap, Sappe, Sapaf e Conapo vogliono essere ascoltati per proporre azioni concrete a patto che i sacrifici previsti portino a una parziale rimessa in efficienza dei propri corpi di appartenenza; che parte dei soldi risparmiati vengano quindi reinvestiti per migliorare le condizioni di lavoro di chi si è sacrificato. Nel frattempo il presidio della consulta di fronte a Montecitorio rimane permanente fino al 26 settembre, come già annunciato in precedenza.

 

 

 

Fonte: sappe / lastampa / uglpoliziapenitenziaria / repubblica

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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