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Archivi al giorno febbraio 3rd, 2015

mar, feb 3, 2015  Marco Brezza
Pubblico impiego: i 3 cambiamenti più importanti per il 2015
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Licenziamento impiegati pubblici: sentendo le ultime indiscrezioni, tutto parrebbe convergere verso una soluzione definitiva. Come affermato a più riprese dal premier Matteo Renzi la materia dei licenziamenti per coloro che lavorano all’interno della Pubblica Amministrazione sarà definita mediante una legge ad hoc, mentre la gestione delle malattie passerà all’Inps. Ma come si sta definendo il percorso di riforma che interessa la disciplina del lavoro per pubblici dipendenti? Scopriamolo in questo articolo.

 

Pubblico impiego

Riforma pubblico impiego: cosa cambia per i dipendenti statali

 

Pertanto parrebbe stare per giungere la parola fine alla “querelle” esplosa nelle scorse settimane in merito alla delicata materia: il Jobs Act verrà applicato solo ai dipendenti privati. Come affermato anche su queste pagine il mese scorso, il premier Renzi ha affermato che le nuove regole incluse nel decreto delegato del Jobs Act non saranno valide per i lavoratori di enti pubblici a livello generale. Ora sarà il Parlamento ad intraprendere il percorso di ridefinizione della materia del pubblico impiego mediante il disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione. Quest’ultimo si occuperà di stabilire le novità occupazionali per coloro che sono impiegati nel pubblico.

 

Il Decreto Madia sulla Pubblica Amministrazione: le novità

 

Ma cosa accadrà nelle prossime settimane? Il presidente Renzi ha affermato di voler affrontare l’argomento degli statali all’interno del Decreto Madia sulla Pubblica Amministrazione, al momento fermo al Senato. Il centro della questione si colloca nell’articolo 13 del Decreto Madia, per il quale è stato elaborato un emendamento che affronta il licenziamento dei dipendenti pubblici. L’emendamento dovrebbe riguardare una semplificazione della Legge Brunetta, puntando ad una maggiore “applicabilità” soprattutto per quanto riguarda il suo concreto esercizio sui licenziamenti disciplinari. Per gli statali non vi saranno invece le tutele crescenti (previste invece dal Jobs Act per i dipendenti privati): in caso di licenziamento ingiusto, diversamente dal settore privato, il dipendente dovrà essere reintegrato completamente in servizio.

 

I 3 cambiamenti centrali per il pubblico impiego

 

Ma in concreto come andrà a delinearsi la situazione dei dipendenti pubblici nei prossimi mesi? Osservando le linee tematiche tracciate dal percorso della riforma si possono constatare 3 punti centrali: i lavoratori precari della pubblica amministrazione avranno la precedenza nei futuri concorsi pubblici (attualmente sono al 50%); l’Inps sarà gestore delle certificazioni per malattia anche nel settore pubblico; inoltre saranno poste modifiche sui provvedimenti disciplinari.
Tenendo in considerazione quest’ultimo punto, il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia ha affermato: “I procedimenti disciplinari devono avere una normativa che ne consenta un concreto e rapido esercizio. Su 6mila procedimenti disciplinari, circa un quarto si è chiuso con una sanzione grave, dalla sospensione al licenziamento”.
In ultima battuta va segnalato che, oltre a rendere più facili e veloci i procedimenti disciplinari nei confronti dei lavoratori pubblici, saranno previste nel provvedimento anche ulteriori norme che introducono controlli più severi in caso di assenza per malattia.
Il processo di cambiamento dovrebbe partire in queste settimane, con la discussione del provvedimento in Senato. Per un 2015 all’insegna delle novità all’interno della complessiva disciplina del pubblico impiego.

 

Fonte: corriere.it

 

Marco Brezza

 

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