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Archivi al giorno agosto 31st, 2015

lun, ago 31, 2015  Roberta Buscherini
Dipendenti province: ecco come avverrà il ricollocamento degli esuberi
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Riorganizzazione assunzioni di esuberi negli enti locali, prosegue il percorso ad ostacoli per i dipendenti delle province. La (attesa e contemporaneamente temuta) Riforma della Pubblica Amministrazione si accinge a entrare in vigore, mentre il decreto enti locali è ufficialmente legge dello Stato: la combinazione di questi due strumenti normativi modifica anche parte della disciplina che tocca i dipendenti delle province.
Un passaggio che il Governo Renzi sta cercando di rendere il più indolore possibile mediante una pianificazione che nel giro di 12 mesi consentirà di riassorbire tutto il personale in esubero presso altre articolazioni della macchina statale. Scopriamo insieme in che modo.

 

Dipendenti province

Dipendenti province: a che punto siamo

 

Con il decreto 78 del 20 giugno 2015 recante rubrica “Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali” vengono posizionati limiti piuttosto rigidi alla progressiva dismissione dei dipendenti degli enti provinciali: si veleggia verso la possibilità di turnover totale della spesa destinata ai nuovi rapporti di lavoro che possono essere convertiti da part-time a full-time limitatamente a 2015 e 2016.

 

Esuberi; Quali tutele per i dipendenti?

 

Nelle scorse settimane in Conferenza Unificata è giunto il decreto sui criteri per la mobilità non volontaria dei dipendenti in esubero dalle Province e dalle Città metropolitane, su cui è stata raggiunta l’intesa con le amministrazioni locali. Il testo esaminato dalla conferenza conferma il calendario ambizioso che prova a chiudere il censimento di eccedenze e posti disponibili nell’arco di 60 giorni, toccando anche un nervo scoperto: ovverosia la tutela parziale delle buste paga del personale in mobilità, che si vedrebbe garantito solo il trattamento fondamentale e le voci fisse e continuative della retribuzione accessoria.

 

Sono 2mila i dipendenti che cambieranno lavoro

 

In concreto saranno circa 2mila i dipendenti pubblici che cambieranno lavoro per non perdere il posto in base al piano di ricollocazione dei dipendenti in esubero di quelle che diventeranno le cosiddette aree vaste (come afferma la Legge Delrio). Stiamo parlando qui dei dipendenti delle Province, che saranno trasferiti verso tribunali, cancellerie, corti e altri uffici giudiziari in cui da tempo si lamenta una carenza di personale. Nel frattempo il Ministero guidato da Marianna Madia ha concesso tempo fino al 31 ottobre alle Regioni di stabilire norme e criteri per la ricezione del personale in esubero dalle Province, pena il pagamento di sanzioni per i ritardatari.
L’operazione verrà attentamente gestita mediante la mobilità tra comparti diversi della Pubblica Amministrazione: pertanto si farà riferimento alle regole messe a punto in due differenti strumento normativi: uno che stabilisce le corrispondenze tra livelli retributivi e qualifiche e l’altro che delinea i criteri per la mobilità. Il piano con gli spostamenti dei dipendenti scatterebbe concretamente nel 2016: le coperture sono state già stanziate in un fondo “ad hoc”.
Il ministro Madia ha assicurato che nessun dipendente soprannumerario perderà il posto di lavoro. Ovvimente su tutto il procedimento di riassorbimento e ricollocamento incombe il termine del 31 dicembre 2016: a quella data chi risulterà ancora in soprannumero sarà collocato in disponibilità. Pertanto non rimane che attendere fiduciosi sul corretto espletamento della procedura.

 

Fonti: Sole24ore, leggioggi.it

 

Roberta Buscherini

 

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lun, ago 31, 2015  Valentina
Cari Marò, Vi Scrivo …
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Fonte: bosco.eldi.it

Fonte: bosco.eldi.it

Vi scrivo a nome di tutti gli italiani indignati, arrabbiati e stanchi. Di coloro che credono nello stato e nella giustizia. Di chi non sopporta più di sapervi lontani dai vostri affetti, privati della libertà e ingiustamente usati come merce di scambio da un paese, che del vostro lavoro beneficia da anni.
L’ultima umiliazione in ordine di tempo? 15 favorevoli. 6 contrari. Un giudizio a maggioranza, quello del tribunale di Amburgo che ha respinto le richieste italiane di sospensione delle misure cautelari per Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, il primo trattenuto in Inda da 3 anni e mezzo, il secondo rientrato temporaneamente per motivi di salute, ma che rischia di dover tornare oltreoceano a breve.  Il primo che pochi giorni fa è stato colpito dalla febbre Dengue e ha dovuto farsi ricoverare all’ospedale di New Dehli.
La giustificazione data a questa decisione è del tutto fuori luogo: nella sentenza si legge infatti che “non considera appropriato prescrivere misure provvisorie riguardo la situazione dei due marine italiani poiché questo toccherebbe questioni legate appunto al merito del caso”.

 

 

Caso Marò. L’Italia Non Sa Più Che Pesci Prendere

 

 

I vertici del nostro bel paese sono ormai talmente in confusione che non si trovano d’accordo neanche sulla positività o meno della sentenza dell’arbitrato internazionale.
Se da un lato il ministro Graziano Delrio confessa che l’italia si aspettava ben altre decisioni e si limita a prendere atto di quanto deciso in attesa di una presa di posizione da parte del premier Renzi, dall’altro lato c’è l’Italia rappresentata ad Amburgo da Francesco Azzarello che ammette la delusione per la mancata sospensione delle misure cautelari verso i marò, ma si aggrappa al barlume di positività dettato dallo stop del tribunale del mare alla giurisdizione indiana.
L’unico dato certo è che la prossima udienza, salvo rinvii, sarà il 13 gennaio 2016 e che entro il 24 settembre prossimo sia l’Italia che l’India dovranno presentare al tribunale internazione una rapporto su quanto accaduro nel febbraio 2012, quando due pescatori nello stato del Kerala, persero la vita.

 

 

Caso Marò. Quando La realtà Supera La Fantasia

 

 

È emblematico pensare che la vicenda dei nostri marinai abbia ispirato un videogame di grande successo.

È proprio così. due giovani sviluppatori italiani, Antonio Del Maestro ed Emiliano Negri  hanno sviluppato marò slug, un videogame che gioca a riportare a casa i due marò, facendoli evadere da una prigione indiana, il tutto sullo sfondo di un cartello attaccato a un sottomarino che riporta la scritta RIDATECELI, sulle note dell’inno di Mameli.
Molto più di un videogioco. Un appello. Una supplica che in 4 giorni ha radunato qualcosa come 300 mila giocatori.

 

 

Fonte: ansa / corriere della sera / ilfattoquotidiano

 

 

 

 

Valentina Stipa

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