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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al mese ottobre, 2015

ven, ott 30, 2015  Valentina
Vigili Del Fuoco. Battaglie sindacali sempre in prima linea
5 (100%) 3 Vota Questo Articolo

Fonte: usb.it

Fonte: usb.it

La forza e il compito di un sindacato lo si vede ne momento del bisogno. Quando deve agevolare i priori iscritti nell’affrontare situazioni gravose anche dal punto di vista economico. “Nonostante i notevoli sforzi sindacali che il CONAPO sta mettendo in atto su più fronti, e visto che oggi abbiamo ottenuto il via libera ad un fido bancario che ci consente di far fronte nell’immediato anche alle spese straordinarie di questo ricorso collettivo in attesa delle entrate dei tesseramenti, abbiamo deliberato di premiare il senso di appartenenza dei nostri iscritti e venire incontro in maniera totale alle spese del ricorso. Confermiamo quindi il ricorso gratis per tutti gli iscritti al CONAPO, con certezza di tutte le spese a carico del sindacato anche in caso di eventuale soccombenza”.

 

Un annuncio importante quello del sindacato dei vigili del fuoco Conapo, che rasserena tutti colori che  hanno voluto ricorrere al tribunale amministrativo per vedere riconosciuta la promozione ad “esperto” per i Capi Reparto dalle decorrenze 2007/2008/2009/2010 e per i Capo Squadra dalle decorrenze 2009/2010.

 

 

 

Vigili Del Fuoco. Nel Momento Del Bisogno, Il Sindacato C’è

 

 

 

In effetti questo sindacato non è nuovo a battaglie in prima linea non solo per i diritti dei proprio iscritti e degli appartenenti alla categoria, ma anche per battaglie di rivendicazioni ben più ampie e complesse.

 

Nel caso specifico la richiesta della categoria è molto chiara; ci si oppone alla mancata applicazione della retroattività da parte dell’amministrazione al riconoscimento della qualifica di Capo Reparto e di Capo Squadra alla data della decorrenza giuridica.

 

Le motivazioni dell’amministrazione non sono state ritenuti sufficienti per spiegare quella che agli occhi di molti è una vera e propria discriminazione, se si considera che ai Capo Squadra 2006/2007/2008 invece la retroattività è stata riconosciuta.

 

 

 

Vigili Del Fuoco. Le Nuove Sfide Non Offuscano Le Vecchie

 

 

 

Se questo ricorso è certamente il più impegnativo in termini di risorse ed energie per il sindacato di categoria, lo stesso non si dimentica la lunga battaglia  contro l’amministrazione che dura ormai da diverso tempo rispetto al corso di formazione per 334 nuovi ispettori  che saranno chiamati a dirigere interi reparti operativi del Corpo per svolgere i compiti di istituto, tra i quali spiccano le attività di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza.

 

Il Conapo sta gridando da mesi ormai la necessità assoluta di fornire adeguata formazione rispetto proprio a questi due importanti ambiti attraverso il coinvolgimento diretto di istruttori “qualificati” provenienti dalle Procure della Repubblica per quanto riguarda le competenze di Polizia Giudiziaria e di istruttori provenienti dai funzionari della Polizia di Stato per quanto riguarda le competenze di Pubblica Sicurezza.

 

Appelli tutti rimasti inascoltati. Al punto che il conapo ha deciso di scrivere una missiva perfino al presidente della repubblica, nella speranza che possa intercedere  prima della fine del corso, il 13 novembre prossimo.

 

 

 

 

Fonte: conapo

 

 

 

 

Valentina Stipa

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gio, ott 29, 2015  Valentina
Province. Un Futuro mai così incerto
3.7 (73.33%) 3 Vota Questo Articolo

Fonte: ilcapoluogo.it

Fonte: ilcapoluogo.it

La Manovra Finanziaria in termini di province prevede un piano di tagli che si aggira intorno ai 650 milioni di euro a fronte di un trasferimento di 150 milioni di euro, mentre per le Città Metropolitane i tagli previsti di 250 milioni di euro vengono reintegrati con parti trasferimento di fondi.

 

La controprova che il governo non crede nel futuro delle province e nella possibilità che queste diventino enti territoriali efficienti e ben strutturati.

 

Se l’impatto della Manovra sulle Province non viene modificato in Senato, allora non possiamo più garantirne l’attuazione della legge Delrio. Non possiamo garantire l’attuazione della Legge di riordino degli enti di area vasta, in quanto è innanzitutto il governo a dimostrare di non crederci”. Questo il commento amaro del presidente della Provincia di Pescara De Marco all’indomani della presentazione della nuova Manovra Finanziaria.

 

 

Province. Come Promesso Si Scende In Piazza

 

 

Le segreterie nazionali della Funzione Pubblica Cgil, Cisl e Uil hanno indetto, per martedì 27 ottobre, una giornata di mobilitazione dei lavoratori delle Province “soprattutto a causa del diverso iter legislativo che ha portato ad una riduzione delle dotazioni organiche ed alla conseguente emanazione del decreto di mobilità per i lavoratori in esubero” e non ultimo anche per il forte ridimensionamento delle risorse finanziarie legate alla legge di stabilità, il quale renderà presumibilmente molto  critico il processo di riordino degli enti territoriali.

 

Ed è notizia fresca che le Regioni che, entro gennaio 2016, non avranno adempiuto all’obbligo di riordino delle funzioni in base alla riforma Delrio, verranno sottoposte a commissariamento, al fine di ottenere che entro la fine di giugno il personale in esubero delle Province venga riassorbito all’interno delle Regioni stesse. Niente di nuovo in effetti. Era previsto nella Legge di Stabilità.

 

 

Province. Lo Spauracchio Peggiore Rimane La Mobilità

 

 

Ma la mobilità rimane uno dei peggiori incubi dei dipendenti provinciali poiché non c’è via di uscita e coloro che ci finiranno dentro saranno costretti ad accettare un nuovo incarico in un’altra amministrazione pubblica che si trova nell’arco di 100 km di distanza.

 

Se entro due anni dal piano mobilità il lavoratore non avrà accettato un nuovo incarico, potrebbe scattare il licenziamento. Per chi volesse capire di più sul tema della mobilità, http://www.mobilita.gov.it è il sito di riferimento.

 

 

Fonte: businessonline / siracusanews / tgcom

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mer, ott 28, 2015  Patrizia Caroli
Pubblico impiego: le 3 cose da sapere sulle novità per il 2016
4.5 (90%) 2 Vota Questo Articolo

Tutto pronto per i grandi cambiamenti in arrivo con specifico riferimento alle regole in materia di pubblico impiego. All’interno della Legge di Stabilità 2016 sono previsti importanti cambiamenti in merito, con 3 novità che svettano su tutte: il rinnovo dei contratti, il turnover del personale e la annosa questione del ricollocamento del personale in esuberi proveniente dalle province. Andiamo ad analizzare questi 3 temi (in questi giorni sotto la lente d’ingrandimento) con attenzione e fornendo una sorta di specchietto aggiornato.

 

Pubblico impiego

Rinnovo dei contratti pubblico impiego

 

Confermata la dote di 300 milioni inserita nel primo testo della Legge di Stabilità: ora tocca nuovamente all’Aran (l’agenzia negoziale che rappresenta le PA come datori di lavoro) e sindacati. Questi ultimi hanno accolto con discreta freddezza la cifra messa a disposizione della manovra per i rinnovi contrattuali, calcolata dal Governo sulla base della mini-inflazione dell’ultimo periodo (con la Consulta che ha “salvato” i vecchi blocchi contrattuali).
I 300 milioni (di questi 74 sono destinati alla Polizia) sono collocati a favore delle amministrazioni statali, mentre enti locali e Regioni dovranno finanziarsi autonomamente i rinnovi (recuperando i fondi nei propri bilanci), sulla base di criteri che saranno individuati mediante decreto: proprio questo provvedimento, che andrà assunto dal Governo su proposta del ministero della Pubblica Amministrazione insieme al dicastero dell’Economia, dovrà indicare come far dialogare questo aumento di costi con i vincoli alle spese di personale, che in particolare negli enti locali devono continuare a ridursi in rapporto al totale delle uscite correnti.
Viene inoltre cancellata dalla nuova bozza della Manovra la misura, presente in origine, che consentiva di erogare gli aumenti anche prima di effettuare i rinnovi contrattuali veri e propri.

 

Turnover del personale

 

Viene confermata, nella nuova bozza, la regola generale del 25%: quella che consente alla Pubblica Amministrazione di dedicare a nuove assunzioni un quarto (25% appunto, invece del 60% che sarebbe stato previsto) dei risparmi prodotti dalle uscite per pensionamenti o altre cessazioni intervenute quest’anno. Per Regioni ed Enti locali viene invece mantenuto il turnover all’80% al solo scopo di definire il processo di mobilità degli esuberi delle province.

 

Esuberi province

 

Viene di fatto dirottata la cifra di 100 milioni di euro per finanziare gli stipendi del personale impiegato nelle province in attesa della definizione degli esuberi e della conseguente mobilità e ricollocazione verso altri enti in base alla redistribuzione delle funzioni da prevedere con legge regionale. In questo senso, i dipendenti che si siano collocati in posizione utile nel primo bando lanciato dal Ministero entreranno negli organici entro il prossimo 31 gennaio. Nel biennio 2016-2017 il Ministero della Giustizia acquisterà ulteriori 1000 persone dai cosiddetti enti di area vasta per portare avanti il progetti di supporto del progressivo processo di digitalizzazione.
Le speranze in una burocrazia che si rinnova poggiano soprattutto sui più giovani, e per questo diventa fondamentale portare in fretta al traguardo un’operazione in cui riforma e manovra viaggiano in parallelo” auspica Gianni Trovati sulle colonne del Sole24Ore: un cammino di cambiamento che avrà il suo mmento decisivo in questa fine di 2015.

 

Fonte: Sole24ore

 

Patrizia Caroli

 

 

 

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mar, ott 27, 2015  Roberta Buscherini
Bonus Insegnanti 500 euro, c’è l’ufficialità: ultimi aggiornamenti
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La scorsa settimana è stata quella dell’ufficialità (con tanto di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) del Bonus insegnanti 500 euro per l’autoformazione. Ricordiamo che i destinatari del bonus da 500 euro fornito a partire da quest’anno dal Ministero dell’Istruzione sono tutti i docenti di ruolo della scuola pubblica, compresi coloro che si trovano in periodo di formazione e prova. Sono le istituzioni scolastiche a comunicare entro il 30 settembre di ogni anno al Miur l’elenco dei docenti di ruolo e le eventuali variazioni di stato giuridico.

Bonus insegnanti 500 euro

 

Bonus Insegnanti 500 euro : il decreto in Gazzetta Ufficiale

 

All’interno del d.p.c.m. in questione (datato 23 settembre 2015 e pubblicato in Gazzetta il 19 ottobre) si può leggere che “la legge n. 107 del 2015 istituisce la Carta, con un valore nominale di 500 euro annui per ciascun anno scolastico, per sostenere la formazione continua di ciascun docente di ruolo presso le istituzioni scolastiche statali al fine di valorizzarne le competenze professionali, consentendone l’utilizzo per le attività dettagliatamente indicate, che sono liberamente individuabili dai beneficiari, per meglio realizzare sia le proprie esigenze formative che quelle individuate dall’istituzione scolastica”.

 

Come avverrà la rendicontazione?

 

Va ricordato a riguardo che il bonus inseganti di 500 euro sarà erogata per intero ed i docenti coinvolti complessivamente dovrebbero essere circa 700mila. La vera e propria Card degli insegnanti sarà invece disponibile a partire dall’anno scolastico 2016/17. I 500 euro di bonus insegnanti per l’autoformazione sono ovviamente soggetti a rendicontazione: tutti i docenti beneficiari del bonus insegnanti 500 euro saranno tenuti a presentarla agli Uffici amministrativi dell’Istituzione scolastica di appartenenza entro il 31 agosto 2016.

bonus insegnantiSe la documentazione non dovesse risultare completa o conforme all’uso stabilito dalla legge o presentata in ritardo, la somma verrà recuperata con l’erogazione dell’anno successivo. A tal proposito l’art. 7, comma 2, del nuovo decreto delinea il seguente scenario: “I docenti destinatari della Carta trasmettono agli Uffici amministrativi dell’Istituzione scolastica di appartenenza, secondo le modalità e nel rispetto dei termini indicati con il decreto di cui al comma 1, la rendicontazione comprovante l’effettivo utilizzo della somma di cui all’art. 3, per le finalità e con le modalità di cui all’art. 4.

Nel caso in cui la predetta documentazione risulti non conforme alle finalità di cui all’art. 4, incompleta o presentata oltre il termine previsto ovvero non presentata, la somma non rendicontata è recuperata a valere sulle risorse disponibili sulla Carta e, ove non sufficienti, con l’erogazione riferita all’anno scolastico successivo”.

 

Chiarimenti ulteriori sul bonus insegnanti 500 euro : alcuni casi particolari

 

Il portale orizzontescuola.it ha segnalato alcuni dubbi in merito ad alcuni dei beni che possono rientrare tra quelli fruibili con il bonus insegnanti 500 euro: in particolare emerge una necessità di chiarimenti in merito all’ambito dell’hardware e del software. Risulta corretto definire hardware come un elemento connesso all’ambito dell’ingegneria elettronica e informatica che indica la parte fisica di un computer? Ed il conctto di smartphone può rientrare in questa categoria? In linea di massima, computer, tablet e smartphone sembrerebbero poter rientrare all’interno dei beni fruibili con il bonus insegnanti di 500 euro. Tuttavia, è necessario attendere chiarimenti ufficiali da parte del MIUR per capire se tali beni rientreranno nella categoria.

 

Fonte: orizzontescuola.it

 

Roberta Buscherini

 

 

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lun, ott 26, 2015  Valentina
Suicidi Polizia. Fenomeno Sempre Più Allarmante
4.9 (98%) 10 Vota Questo Articolo

Fonte: imolaoggi.it

Fonte: imolaoggi.it

Otto volte di più della media nazionale. 600 solo nell’ultima decade. Sono i numeri, spaventosi, che descrivono il fenomeno dei suicidi tra gli appartenenti alle forze dell’ordine, in particolare tra gli agenti della polizia penitenziaria.

 

Questo è stato il fulcro dei un convegno organizzato dal Sindacato di Polizia Consap, in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo, e che si è svolto all’interno della Sala Lanza dell’Orto Botanico di Palermo.

 

 

Suicidi Polizia. Ai Baschi Blu Il Tragico Primato

 

 

Seppure questo dramma è diffuso tra tutte le forze armate, certamente i baschi blu sono quelli che detengono il triste primato, come spiegano in una nota dal sindacato Consap: “la Polizia Penitenziaria, è quella più colpita da questo disagio. Dal 2000 al 2013 si sono tolti la vita più di 100 poliziotti della penitenziaria, a fronte di un organico di quasi 1/3 dei Carabinieri, 9 nel 2014, tra le proteste e le rivendicazioni dei sindacati di categoria. (…)  il tasso di suicidi tra Poliziotti, Carabinieri e Finanzieri arriva ad essere circa tre volte più alto rispetto alla media nazionale, mentre quello della Polizia Penitenziaria è quasi 8 volte superiore”.

 

Se i baschi blu sono in prima fila in termini di numeri, gli altri agenti in divisa non sono da meno e rispetto anche alle medie europee il fenomeno sta raggiungendo picchi davvero preoccupanti: nel decennio 2003-2013 tra i carabinieri si sono contati 149 suicidi; 92 invece sono stati quelli tra Esercito, Marina e Aeronautica.

 

 

Suicidi Polizia. Cosa Devono Fare Le Istituzioni

 

 

Lo scopo di questo convegno, che agli occhi dimolti è risultato impopolare, è stato spiegato dallo stesso Segretario Provinciale della Consap Igor Gelarda e può essere suddiviso in tre obiettivi: informare la gente dell’entità e della gravità di questo fenomeno; divulgare indicazioni tecniche su possibili soluzioni operative per ridurlo; sensibilizzare la Politica e il Ministero dell’Interno affinché prenda a cuore il problema e metta a disposizione le proprie capacità e i propri mezzi per ridurlo.

 

Collegato a questo ultimo obiettivo, va ricordato come nel 2013 venne promulgata una circolare  interna dal comando generale della guardia di finanza, la quale prevedeva un supporto psicologico, affidato a personale civile, per limitare il numero dei suicidi che stava raggiungendo livelli preoccupanti.

 

Va anche ricordato però come a distanza di un anno, i sindacati di categoria e richiedessero completa applicazione, a riprova del fatto che non ci fu una traduzione infatti di tale circolare.

 

 

Come mai di questo fenomeno non si parla? La risposta ce la dà ancora una volta il Consap: “la verità è che accettare il coinvolgimento, seppur in senso lato, delle Istituzioni nei suicidi dei propri dipendenti è difficile e impopolare, sia da un punto di vista delle responsabilità, che dalle misure di prevenzione che andrebbero adottate. Tale imbarazzo cresce ancor di più se ad essere le protagoniste di questo triste fenomeno sono le forze dell’Ordine”.

 

 

Fonte: poliziapenitenziaria / lagazzettapalermitata

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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