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Archivi al giorno novembre 11th, 2015

mer, nov 11, 2015  Valentina
Polizia Penitenziaria. Far West in corsia
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Una scena da film tristemente reale: l’ergastolano Fabio Perrone, di 42 anni, in ospedale per eseguire un esame medico, non appena gli sono state tolte le manette ha sfilato la pistola dalla fondina di uno due poliziotti penitenziari che lo scortavano e ha fatto fuoco sei volte. Poi ha raggiunto il parcheggio si è fatto consegnare l’auto da una donna, minacciandola con la pistola ed è  fuggito sfondando le sbarre all’ingresso dell’ospedale.È accaduto pochi giorni fa nel reparto di chirurgia endoscopica dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

Fonte: leccenews.it

Fonte: leccenews.it

Polizia Penitenziaria. I Sindacati Gridano Aiuto

 

 

Il bilancio poteva essere molto ma molto più alto di tre feriti e un contuso. A dirlo con non poco sconcerto è Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “quel che è accaduto oggi nell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce ha dell’incredibile, (…) Una cosa grave, che poteva creare ulteriori seri problemi alla sicurezza e all’incolumità dei poliziotti, dei detenuti, dei cittadini e dei ricoverati. Mi auguro che l’evaso venga presto catturato, ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria”.

 

Questa volta il Sappe non è solo a gridare la propria indignazione. “La sicurezza penitenziaria è allo sbando“, accusa la Uilpa Penitenziari.

Anche l’Osapp Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria rincara la dose attraverso il suo segretario generale Leo Beneducci, dichiarando che si tratta di “un episodio gravissimo, frutto di disinteresse, di disorganizzazione e di trascuratezza istituzionale e per il quale il ministro della Giustizia Andrea Orlando dovrebbe dimettersi. Sono migliaia i poliziotti penitenziari che subiscono lesioni e ferite anche gravi a seguito delle condizioni in cui sono costretti ad operare all’interno e all’esterno degli Istituti penitenziari in ragione di una gravissima trascuranza istituzionale politica che affligge in questo momento la polizia penitenziaria”.

 

Un grido che rimane inascoltato. Nonostante le proteste di piazza, nonostante il sangue versato. Nonostante stiamo parlando di figli dello stato. Cosa si può fare ancora per farsi ascoltare, per cambiare le cose? Difficile rispondere oggi. Episodi di violenza come questo scuotono le coscienze delle istituzioni per poche ore. Poi si torna alla drammatica normalità dei tagli.

 

 

 

Fonte: repubblica / sappe / iltempo

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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