Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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Archivi al mese gennaio, 2016

ven, gen 29, 2016  Valentina
Scuola. Economie MOF. Fumata Nera
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Fonte: tempi.it

Fonte: tempi.it

Le sigle sindacali non hanno ritenuto opportuno firmare l’intesa proposta dal MIUR in termini di economie MOF 2014/2015.

Si tratta di una somma che si aggira intorno ai 560.000 euro e che già stata destinata dal primo accordo del 29 dicembre 2015 a retribuire le ore effettuate in più dai docenti della pratica sportiva.

 

La proposta dell’amministrazione era quella di ripartire le economie rimanenti tra l´indennità di bilinguismo e trilinguismo (euro 117.515,00), l´indennità di direzione al sostituto del DSGA (2.212.826,00) e turni notturni e festivi svolti da educatori e ATA presso i convitti che hanno convittori (550.803,13).

 

Il NO alla firma da parte delle associazioni sindacali ha una motivazione chiara: “riteniamo che le economie che si sono realizzate, quasi esclusivamente, sul capitolo delle attività sportive vadano ridate a queste attività”. Pertanto l’incontro si è chiuso con un nulla di fatto. Il Miur ha inteso questa ripartizione come un modo per donare maggiori risorse ad attività essenziali, ma i sindacati non hanno spostato la sua causa.

 

Scuola. La Replica Di Faraone Sul Concorso

 

 

Ma le mancate intese non sono finite qui. Abbiamo parlato a più riprese delle polemiche scatenate dal nuovo concorso a cattedra e dalle implicazioni che quest’ultimo avrà nell’intero comparto scuola.

Ora finalmente il sottosegretario al ministero dell’istruzione Davide Faraone ha deciso di dire la sua, ovvero di rilasciare dichiarazione ufficiale sui punti maggiormente scottanti.

 

L’idea che un docente entri in classe per la prima volta dopo aver vinto un concorso è stata definita dal sottosegretario “allucinante”; da qui la decisione sui tirocini formativi, previsti anche per i dirigenti, non solo per gli insegnanti e che accompagneranno questa fase di transizione verso l’ingresso definitivo in aula.

In risposta invece alla protesta degli insegnanti precari, la posizione del sottosegretario è molto chiara: “se per un neo assunto è possibile far coincidere l’esperienza con il primo anno di prova, come affermato da Faraone in riferimento ai neo assunti, altrettanto si può fare per i futuri aspiranti alla cattedra tuttora relegati nella III fascia delle GI. Chi ha superato i 36 mesi, potrebbe accedere ad una supplenza che abbia validità formativa”.

 

Sul tema invece dei docenti di sostegno, Faraone ha voluto precisare che questi rimarranno dipendenti del MIUR: ”sul sostegno, l’Italia è un Paese modello nel mondo. Qualcuno sta pensando incredibilmente che la competenza degli insegnanti di sostegno passerà al Ministero della Salute, ma non sarà affatto così”.

Non nasconde però la necessità di una maggiore specializzazione in termini di specifici problemi di apprendimento.

 

 

 

Fonte: gildains / flccgil

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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gio, gen 28, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. 80 Euro, Questi Sconosciuti…
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Fonte: poliziapenitenziaria.it

Fonte: poliziapenitenziaria.it

Sembra proprio che la decisione del governo Renzi di allargare la concessione degli 80 euro in busta paga anche alle forze di polizia abbia creato dubbi e confusione più che un sospiro di sollievo.

 

Bisogna innanzitutto precisare che questo contributo non è lo stesso previsto per i dipendenti pubblici e già in vigore per tutto il 2015, poiché è legato al reddito percepito. Cerchiamo quindi di fare un po’ di ordine, analizzando insieme le informazioni ufficiali che sono arrivate sul tema.

 

 

Polizia Penitenziaria. Ecco Chi Li Avrà

 

 

Prima di tutto va precisato che questi 80 euro, contributo straordinario previsto dalla legge di stabilità 2015 per le forze dell’ordine è destinato a tutto il personale del comparto, fatta eccezione per i dirigenti e per gli allievi.

 

Tale eccezione rientra in una differenza di reddito, poiché il bonus è di 80 euro i redditi fino a 24000 euro, poi in misura ridotta per i redditi da 24000 a 26000 euro. Nessun contributo per chi supera i 26000 euro. Da qui l’esclusione dei dirigenti.

 

Va precisato che quando si parla di reddito si intende l’imponibile IRPEF detratto dai contributi previdenziali e dagli assegni familiari Tale somma sarà già presente nella busta paga di gennaio e non sarà soggetta ad alcuna trattenuta fiscale.

 

Questo contributo per ciò che riguarda la polizia penitenziaria ha carattere straordinario per l’anno in corso, mentre dovrebbe divenire ufficiale nel 2017 grazie a una nuova norma di legge che dovrà essere varata.

 

 

Polizia Penitenziaria. I Soldi Non Sono Tutto…

 

 

Sembra una frase fatta, è vero. E in parte lo è. Però anche gli encomi ogni tanto fammi piacere, seppur fine a se stessi e senza ripercussioni positive in termini di modalità di lavoro quotidiano.

La Polizia Penitenziaria ha dimostrato di reggere la pressione dell’emergenza con sacrificio e professionalità, operando una lodevole svolta nelle modalità delle sue stesse funzioni. Pur garantendo i livelli di sicurezza, messi a dura prova dalle criticità degli anni passati, gli appartenenti al Corpo hanno svolto i propri compiti assumendo la cura e la custodia delle persone detenute”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa dell’ufficio Relazioni Esterne del DAP.

Magra consolazione? Sì, ma un po’ serve anche questo.

 

 

 

 

Fonte: sappe / polpen

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mer, gen 27, 2016  Patrizia Caroli
Riforma PA, ok agli 11 decreti attuativi: cosa cambia per i dipendenti
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L’ufficialità è infine giunta: è infatti avvenuta l’approvazione, la settimana scorsa, degli 11 decreti attuativi che rendono concreta la riforma della Pubblica Amministrazione elaborata dal Governo Renzi nell’arco degli ultimi 20 mesi. Si tratta dei decreti legislativi attuativi della legge 7 agosto 2015 n. 124. Ecco una rapida disamina dei temi investiti dalla riforma che interessano maggiormente ai dipendenti pubblici: accorpamento della Forestale nel corpo dei Carabinieri, stretta in merito ai licenziamenti per i furbetti del cartellino, semplificazione di un cospicuo numero di procedure amministrative (con il Consiglio dei Ministri che potrà attivare procedure accelerate per gli investimenti strategici), razionalizzazione delle funzioni di tutte le forze di polizia. A parere del ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia “tutti i provvedimenti danno il segno del cambiamento. Sia questi undici sia gli altri nove che presenteremo entro agosto”. Risulta certo che vi siano alcuni decreti attuativi che rappresentano un sfida di rilievo rispetto al passato, sfida che il Governo Renzi ha deciso di intraprendere. Ma gli strumenti utilizzati per dare forma a questo cambiamento sono realmente corretti?

 

Riforma PA

Razionalizzazione forze di polizia

 

Il decreto che interviene in prima istanza sul corpo forestale stabilisce, in ulteriore battuta, anche la razionalizzazione delle funzioni di tutte le forze di polizia, attribuendo ad ognuna di esse specifici settori di specializzazione. Si profila, inoltre, una ripartizione delle competenze anche sotto il profilo territoriale: da un lato, la Polizia vigilerà sulle grandi aree, dall’altro, i Carabinieri si occuperanno del restante territorio.
Bisogna inoltre annotare che uno specifico articolo all’interno del suddetto decreto attuativo viene riservato al numero unico per le emergenze, che sarà d’ora in avanti il 112. Il pacchetto dei decreti attuativi della riforma Madia comprende anche un decreto relativo al riordino delle autorità portuali che diminuiranno da 24 a 15.

 

Rinnovo contratto dipendenti Pubblica Amministrazione

 

Altro tema rilevante per coloro che sono impiegati presso la Pubblica Amministrazione italiana è quello del rinnovo del contratto di lavoro fermo da sei anni (che i dipendenti pubblici auspicano, anzi reclamano). All’interno della Legge di Stabilità sono stanziati a tal riguardo appena 300 milioni. “Per avviare la trattativa è necessario che i sindacati raggiungano un accordo sulla riduzione a 4 dei comparti, come prevede la legge. Poi se la ripresa dell’economia si consoliderà, i 300 milioni potranno anche crescere” spiega la Madia.

 

“Furbetti”: la questione licenziamenti

 

Infine chiudiamo con un rapido riassunto in merito al tema “bollente” di questa riforma: quello relativo ai licenziamenti per i “furbetti del cartellino”. Il dipendente statale che sarà colto in flagranza a falsificare la sua presenza in servizio sarà punito entro 48 ore con la sospensione dall’incarico e dalla retribuzione. Qualora l’illecito non dovesse essere denunciato il dirigente rischierebbe pesanti sanzioni, fino al licenziamento (al momento al massimo c’è la sospensione). Per i dipendenti che si comportano in questa maniera il decreto stabilisce uno specifico iter accelerato per il licenziamento: entro un mese infatti il procedimento per il licenziamento dovrà chiudersi (con la disciplina, in questo momento vigente, che può invece prolungarsi anche fino a 120 giorni).

 

Fonte: corriere.it

 

Patrizia Caroli

 

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mar, gen 26, 2016  Valentina
Caso Uva. Condotta legittima dei Carabinieri
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: andreamavilla.com

Fonte: andreamavilla.com

È quanto afferma il procuratore Daniela Borgonovo nel processo sulla morte dell’artigiano 43enne, Giuseppe Uva, morto il 14 giugno 2008 in ospedale dopo essere stato fermato dai carabinieri per schiamazzi insieme al suo amico Alberto Biggioggero.

 

Secondo il procuratore infatti i carabinieri e i poliziotti sono intervenuti per cercare di contenere Uva e Biggioggero, ma senza le percosse raccontate dai testimoni, tutti puntualmente smentiti dai fatti e in qualche caso da loro stessi, avendo ritrattato le prime dichiarazioni rilasciate.

 

 

Caso Uva. La tesi del Procuratore

 

 

I carabinieri quella sera non hanno fatto altro che il loro dovere. Sono intervenuti per impedire che il reato portasse a più gravi conseguenze. Che cosa dovevano fare? lasciarli lì ubriachi a rovesciare cassonetti e a creare ulteriori situazioni di pericolo per i cittadini? il comportamento di carabinieri e poliziotti è stato proporzionato e conforme alla legge, così come giustificato è stato il suo ammanettamento e la successiva azione di contenimento“. È così che il procuratore giustifica la sua richiesta di assoluzione per i 2 carabinieri e i 6 poliziotti accusati di omicidio preterintenzionale. E la ricostruzione fatta dagli stessi imputati in aula convince molto di più di quanto abbiano dichiarato e poi smentito molti dei testimoni chiamati in causa.

 

A riprova dello stato alterato di Uva e Biggioggero, gli stessi brigadieri hanno affermato: “per noi non era una sera diversa da altre. Abbiamo avuto tanti casi di questo tipo, nei turni di notte. Ci capitò anche marocchino ubriaco che ingoiava vetri: Ma da soli, quella sera, con Uva e Biggiogero con ce la facevamo. Quindi chiedemmo ausilio alla centrale operativa. Arrivò una volante con i poliziotti Bruno e Capuano, che caricarono Biggiogero”.

 

Anche in caserma l’atteggiamento dei due non era tranquillo e a dirlo è lo stesso medico del tso, insultato con frasi razziste dallo stesso Uva ancora in evidente stato di alterazione emotiva. È in questo contesto, cioè in caserma, che Uva dà in escandescenza probabilmente, perché vede allontanarsi la possibilità di riprendere la patente che gli era stata sospesa tempo prima.

 

La complessa teoria, conosciuta come del trigger, secondo la quale Uva morì per un turbinio di emozioni che gli mandò in tilt il cuore, già compromesso da una patologia cardiaca che nessuno conosceva, e scatenata dall’abuso di alcol, dalle lesioni auto o etero prodotte e dalla contenzione, è stata sostenuta in aula e ad oggi, a quanto pare rimane la motivazione più credibile alla sua morte.

 

 

 

Caso Uva. Ora si attende

 

 

La decisione del procuratore si basa non solo sulle ricostruzioni degli imputati, tutte coincidenti e concordanti, ma anche sulla discordanza di quelle fornite dai testimoni, i quali non hanno saputo fornire un racconto coerente con quanto i fatti dicono essere avvenuto quella sera.

 

Non va poi dimenticato che Alessandra Rocco, prima consulente della famiglia Uva, medico che assistette all’autopsia confermò in aula che non vi erano lesioni o segni di percosse sul corpo dell’uomo. E lo fece quando ancora rappresentava gli interessi della famiglia del defunto. Fu anche per questo che decise di abbandonare il caso e lasciare l’incarico.

 

 

 

Fonte: repubblica / infoaut / varesenews

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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lun, gen 25, 2016  Roberta Buscherini
Concorso scuola 2016, si scaldano i motori: il 1° febbraio arriva il bando
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Il conto alla rovescia è ufficialmente partito: il momento della pubblicazione del bando per il concorso per 63.712 docenti è praticamente giunto. Per la prima volta infatti ci sono delle date certe. Ad annunciarle è il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione Davide Faraone su Facebook: 1° febbraio, questo il giorno della pubblicazione dei bandi per la scuola pubblica. “A fine marzo la prova scritta, a giugno quella orale. A settembre in classe nuovi insegnanti che porteranno una ventata di innovazione nella scuola”.

 

Concorso scuola 2016

Concorso scuola 2016: a marzo il d-day

 

E sarà proprio l’innovazione sarà la cifra risolutiva, il solido platonico delle modalità attraverso cui verranno selezionati i docenti che entreranno in ruolo a partire dal prossimo anno scolastico. “Abbiamo fortemente voluto introdurre delle modifiche rispetto al passato perché non possiamo pensare di rivoluzionare un sistema utilizzando, però, gli stessi strumenti di sempre – spiega Faraone su Facebook -. Più merito, più riconoscimento del percorso dei docenti, più qualità. Sarà un concorso in cui, per la prima volta, verificheremo non solo quello che gli insegnanti sanno ma anche e soprattutto quello che sanno fare”.
Non vi sarà alcuna prova preselettiva: “Non l’abbiamo voluta perché esamineremo professionisti che magari insegnano già nei nostri istituti e docenti già abilitati. Un concorso interamente computer based, con un conseguente risparmio di tempo non indifferente”.

 

I posti disponibili

 

Ricordiamo che i posti disponibili con il nuovo Concorso a cattedra della scuola pubblica sono 16.300 per la scuola secondaria di secondo grado, 13.800 per la scuola secondaria di I grado, 15.900 per la scuola primaria, 6.800 per la scuola dell’infanzia. La nuova selezione, spiegava già durante lo scorso mese di dicembre il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, si pone l’obiettivo principale di fornire alle scuole “tutti i docenti di cui hanno bisogno per esercitare concretamente la propria autonomia”, oltre a soddisfare la necessità di “tornare finalmente alla Costituzione, prevedendo che d’ora in avanti si possa salire in cattedra solo per concorso”.
“Stiamo parlando di un concorso in cui passerà un docente su tre – afferma in tale direzione Faraone -, finora il rapporto è stato di uno a trenta. Uno su tre vuol dire fare passare l’eccellenza e non scegliere a caso. Vuol dire assumere solo i migliori insegnanti di cui la scuola ha bisogno.

 

L’importanza della lingua straniera

 

Attenzione particolare sarà direzionata alla conoscenza delle lingue: delle otto domande a risposta aperta dello scritto, due saranno in lingua straniera. Per l’orale invece la prova consisterà in una lezione in classe di 45 minuti e per alcune materie, come musica o arte, anche una prova pratica.
“Ma per la prima volta, come avevamo promesso, avranno un peso importante titoli come il dottorato di ricerca e le certificazioni internazionali sulla conoscenza dell’inglese, dello spagnolo, del francese e del tedesco, ma anche aver frequentato un tirocinio abilitante e l’esperienza maturata già in classe. La figura dell’insegnante deve essere sempre più sfaccettata, aggiornata, poliedrica e dobbiamo riconoscere che chi possiede strumenti in più è una risorsa per l’intera scuola” prosegue il sottosegretario.

 

Fonte. orizzontescuola.it

 

Roberta Buscherini

 

 

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