Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi al giorno gennaio 13th, 2016

mer, gen 13, 2016  Roberta Buscherini
Stabilità e Riforma PA: cosa cambia per le Forze dell’ordine
4 (80%) 2 Vota Questo Articolo

Riordino carriere e accorpamento delle Forze dell’ordine: due temi di grande rilievo che si stanno intersecando negli ultimi mesi, tra spending review e riorganizzazione complessiva della Pubblica Amministrazione.
In questa direzione va premesso che negli scorsi mesi sono state messe in moto alcune importanti pianificazioni per razionlizzare il corpus complessivo delle forze dell’ordine: unificazione del ruolo agenti e assistenti col ruolo dei sovrintendenti, “dirigenzializzazione” dell’attuale ruolo dei direttivi mediante la creazione di un nuovo ruolo dei direttivi articolato in 3 gradi. Ma è davvero efficace tale strategia? Nel frattempo, la “spending review” ha contribuito a togliere risorse importanti per il settore: ciò non aiuta di certo ad edificare un riordino complessivo dalle reale efficacia.

 

Forze dell'ordine

Forze dell’ordine: la riforma targata Madia

 

Ma il punto centrale va ricercato in quello che viene affermato nello specifico all’interno della legge n. 145/2015 (c.d. legge Madia), la quale delega il Governo a revisionare le carriere del personale delle Forze di Polizia (art. 8. Riorganizzazione dell’amministrazione dello Stato): “Il Governo è delegato ad adottare […] razionalizzazione e potenziamento dell’efficacia delle funzioni di polizia […] conseguenti modificazioni agli ordinamenti del personale delle Forze di polizia di cui all’articolo 16 della legge 1º aprile 1981, n. 121, in aderenza al nuovo assetto funzionale e organizzativo, anche attraverso: […] 1) la revisione della disciplina in materia di reclutamento, di stato giuridico e di progressione in carriera, tenendo conto del merito e delle professionalità, nell’ottica della semplificazione delle relative procedure, prevedendo l’eventuale unificazione, soppressione ovvero istituzione di ruoli, gradi e qualifiche e la rideterminazione delle relative dotazioni organiche, comprese quelle complessive di ciascuna Forza di polizia, in ragione delle esigenze di funzionalità e della consistenza effettiva alla data di entrata in vigore della presente legge, ferme restando le facoltà assunzionali previste alla medesima data, nonché assicurando il mantenimento della sostanziale equiordinazione del personale delle Forze di polizia e dei connessi trattamenti economici”.

 

L’opinione del SAP

 

Ecco, in proposito di questa stesura della legge, uno stralcio di un documento emesso nelle scorse settimane dal SAP (Sindacato autonomo di Polizia): “Certamente l’Amministrazione ha già le idee chiare sia su quali sono gli uffici da chiudere per finanziare parte del riordino ma anche e soprattutto quali sono i numeri previsti per i nuovi ruoli, le nuove qualifiche le nuove piante organiche. È imprescindibile che senza questi dati un confronto serio e trasparente non possa proseguire. Se si vuole realizzare un riordino delle carriere serio gli strumenti ci sono, basta la volontà. Ad oggi però ci pare ancora che la chiusura degli uffici di polizia e il Riordino delle carriere siano ben lontani dal raggiungimento di obbiettivi di razionalizzazione ed efficentamento. Per ora solo tagli e percorsi professionali penalizzanti. Che non possiamo accettare”. Il documento si riferisce alla definizione embrionale dei tagli e della riorganizzazione predisposta dalla Riforma della Pubblica Amministrazione targata Governo Renzi.

 

Novità dalla Legge di Stabilità: il bonus

 

Con riferimento invece alle novità 2016 per coloro che sono impiegati presso le Forze dell’ordine, va segnalata la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 dicembre della Legge di Stabilità 2016: all’interno di essa viene infatti previsto un bonus di 80 euro al mese per chi opera nelle forze dell’ordine. Si tratta di un incentivo attribuito dalla compagine governativa a tutti coloro che tutti i giorni operano al fine di garantire la nostra sicurezza. Tale bonus non va a cumularsi fiscalmente con lo stipendio ordinario del soggetto che opera nelle forze dell’ordine: pertanto dal punto di fiscale non si configura come uno svantaggio poiché non deve essere dichiarato in sede di determinazione di tasse da pagare sullo stipendio.

Fonte: www.sap-nazionale.org

 

Roberta Buscherini

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mer, gen 13, 2016  Patrizia Caroli
Concorso scuola 2016: ecco i posti a disposizione per gli insegnanti
Vota Questo Articolo

Firmato lo scorso 24 dicembre il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri relativo alla autorizzazione del bando di concorso per 63.712 posti per gli insegnanti della scuola pubblica. Ecco la suddivisione ufficiale dei posti a disposizione:
- posti comuni 52.828;
- posti di sostegno 5.766;
- posti di potenziamento. 5.118.
Colpisce il dimezzamento dei posti di sostegno rispetto ai numeri che erano stati anticipati nelle scorse settimane: secondo fonti non ufficiali, erano annunciati infatti oltre 10mila posti per tale categoria. Ora nel decreto ne rimangono poco più di 5mila. Con grande probabilità i bandi del concorso scuola che usciranno tra poche settimane saranno 3: un bando per scuola dell’infanzia e primaria, uno per scuola secondaria di I e II grado ed un terzo dediato agli insegnanti di sostegno.

 

Concorso scuola 2016

Concorso scuola insegnanti 2016: il bando

 

Entro la metà di gennaio sarà tutto pronto per l’uscita del bando poiché verrà firmato il decreto sulle prove d’esame. Con riferimento alle prove e al relativo iter di selezione, i tempi di avvio previsti sembrano convergere su date collocate in primavera. Quanto, invece, alle prime immissioni in ruolo, queste ultime dovrebbero partire entro il mese di settembre 2016, compatibilmente con l’inizio del nuovo anno scolastico.
Ecco le dichiarazione del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini: “Le 63.712 assunzioni che faremo nel triennio 2016/2018, per la copertura dei posti vacanti e disponibili, si sommeranno, nello stesso arco temporale, ad altri 30.000 posti, anch’essi vacanti, che saranno assegnati ai docenti rimasti nelle Graduatorie provinciali (Gae) che non sono andate esaurite con il piano straordinario di assunzioni di questa estate. Parliamo, pertanto, di più di 93mila assunzioni a tempo indeterminato nel prossimo triennio, che si aggiungono alle circa 90mila di quest’anno”.

 

Gli insegnanti destinatari del bando

 

Ma chi sono gli insegnanti destinatari del concorso a cattedra 2016? Docenti curriculari e di sostegno non di ruolo in possesso di abilitazione all’insegnamento. Si potrà partecipare al concorso per le abilitazioni possedute e per l’ordine di scuola corrispondente al titolo di specialiazzazione in possesso. Il concorso a cattedra 2016 è rivolto a tutti i docenti abilitati, inclusi i possessori del diploma magistrale entro il 2001/02.

 

Le critiche negative dell’ANIEF per l’anno appena trascorso

 

Nel frattempo, l’ANIEF (l’associazione sindacale professionale) giudica negativamente il 2015 della scuola italiana sotto il piano delle riforme: a partire dal piano straordinario di assunzioni della Buona Scuola che risulta (a parere dei vertici dell’associazione) piuttosto deludente. Le motivazioni di questa opinione negativa? “Le stabilizzazioni sono state la metà di quella annunciate in pompa magna un anno prima. Inoltre nel 2015 il ministro Giannini avrebbe prodotto meno assunzioni di quelle promesse, appena 20mila in più di quelle effettuate dal Governo Berlusconi con Maria Stella Gelmini (e solo dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea di fine 2014)”. Inoltre anche alcuni resoconti del 2015 prodotti dalla stampa specializzata hanno evidenziato una chiara distanza tra pianificazione e realtà: “A settembre 2014 si parlava di 150mila assunzioni, di svuotamento totale delle GAE, di cancellazione definitiva delle supplenze e di docenti aggiuntivi assegnati alle scuole in base alle reali esigenze delle istituzioni scolastiche”. Tali previsioni non sono poi state effettivamente suffragate dai fatti.

 

Fonte: orizzontescuola.it

 

Patrizia Caroli

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest