Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi al mese gennaio, 2016

ven, gen 22, 2016  Valentina
Polizia penitenziaria. Anno nuovo, problemi vecchi. Soluzioni? Nessuna
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: repubblica.it

Fonte: repubblica.it

Il 2016 si apre subito con delle aggressioni nei confronti dei pochi agenti impegnati nelle carceri del paese, strutture sempre più abbandonate a se stesse (…) C’è bisogno di maggiore attenzione per gli operatori della sicurezza per il loro modo contrattuale abbandonato da 6 anni, per loro condizioni pessime di igiene, sicurezza salubrità, delle mense, delle caserme, del vestiario e degli automezzi (…) E poi le assunzioni ferme nella polizia penitenziaria con circa 2000 nuovi agenti messi in stand by dal governo”.

Nuovo disperato appello del sindacato Cosp, per voce del suo segretario nazionale Mimmo Mastrulli, in favore degli agenti di polizia penitenziaria che hanno lasciato un 2015 durissimo per accogliere un nuovo anno che, purtroppo non si preannuncia diverso.

 

 

 

Polizia Penitenziaria. A Repentaglio Anche La Sicurezza Dei Cittadini

 

 

Effettivamente gli episodi di violenza ai danni degli agenti di polizia penitenziaria in questo iniziato 2016 sono stati davvero tanti se si pensa che l’anno è iniziato da appena 20 giorni.

L’ultimo in ordine di tempo, il detenuto falso invalido di Messina che ha aggredito 5 baschi blu.

 

Anche alla luce di questi episodi il Dirigente Nazionale del SIPPE Antonino Solano ha avanzato al DAP la richiesta di dotare il personale di polizia penitenziaria di spray per la difesa personale poiché è inammissibile subire continue aggressioni.

 

Proprio in questi giorni il Sindacato autonomo Sappe sta tenendo i lavori del VI Congresso Nazionale, l’organismo al quale partecipano i componenti la segreteria generale, i coordinatori nazionali, i segretari nazionali e regionali del sindacato ed i delegati provenienti da tutte le regioni d’Italia.

 

Uno dei temi principali rimane la sicurezza, degli agenti sì. Ma anche dei cittadini perché come denuncia proprio questo sindacato “la sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli indiscriminati e ingiustificati. E la realtà è che con sei miliardi di tagli che i vari governi Prodi, Berlusconi, Monti, Letta e Renzi hanno operato dal 2008 a oggi, i cittadini sono meno sicuri”.

 

Al Congresso è stato inviato anche il ministro della giustizia Andrea Orlando. Lo spirito del congresso è ben espresso da uno degli organizzatori, Donato Capece: “sollecitiamo le autorità competenti affinché si avvii nel nostro paese una indispensabile e decisa inversione di tendenza sui modelli che caratterizzano la detenzione, modificando radicalmente le condizioni di vita dei ristretti e offrendo loro reali opportunità di recupero”. Tutto questo potrà avvenire solo e quando le condizioni di lavoro degli agenti di polizia penitenziaria diverranno più sicure e meno denigranti.

 

 

 

 

 

Fonte: traninews / strettoweb / repubblica / sappe

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, gen 21, 2016  Valentina
Concorso a Cattedra 2016. Le Ultime Novità
Vota Questo Articolo

Fonte: leggioggi.it

Fonte: leggioggi.it

I bandi previsti per il concorso a cattedra di questo neonato 2016 non sono ancora usciti, anche se la loro pubblicazione è attesa dai primi giorni dello scorso dicembre come previsto dalla Legge 107.

 

Di fatto il MIUR continua a divulgare a singhiozzo notizie riguardando i più disparati aspetti del concorso; dalle prove ai corsi di formazione.

Una informazione derivata da fonte sicura è la disponibilità di tre bandi: infanzia/primaria, secondaria primo e secondo grado e sostegno. Ad annunciarlo è stato il sottosegretario del MIUR, Davide Faraone.
E allora concentriamoci su uno degli aspetti di questo tanto atteso concorso e proviamo a fare ordine.

 

Concorso a Cattedra 2016. Info per posti da dirigente scolastico

 

 

 

Iniziamo con il precisare che i posti messi a disposizione dal MIUR per gli aspiranti dirigenti scolastici sono circa mille e che coloro che vorranno presentare la propria candidatura, dovranno selezionare una regione per poter partecipare.

 

Ma chi potrà candidarsi a questo concorso per dirigente scolastico? Prima di tutto occorre precisare che l’immissione in ruolo è requisito primario per l’accesso al concorso. Questo significa che i docenti precari abilitati non potranno partecipare.

Potranno invece accedere al concorso a cattedra tutti i docenti e gli educatori che abbiano conseguito una laurea magistrale oppure del vecchio ordinamento, assunti con contratto a tempo indeterminato e con un servizio minimo prestato di 5 anni.
Già in questo ultimo passaggio è presente una novità: il calcolo dei 5 anni di servizio potrà includere anche il periodo di precariato, ampliando così il raggio di personale che potrà approcciare a questo concorso.

 

Secondo quanto dichiarato da MIUR, le prove del concorso a cattedra per dirigente scolastico si apriranno con un test di pre selezione che riguarderà argomenti come didattica, organizzazione e sicurezza scolastica. Coloro che supereranno questa prova, avranno accesso al vero e proprio concorso, composto da una prima prova scritta e, qualora si raggiunga in questa la sufficienza, da una prova orale.

 

 

Concorso a cattedra 2016. Cosa accade dopo

 

 

Ma cosa succede una volta superato il concorso per dirigente scolastico? Qui si apre la seconda grande novità.

Il corso di formazione previsto per i vincitori sarà finanziato direttamente dal ministero dell’economia e delle finanze, seppure con un piccolo contributo da parte dei partecipanti.

Di fatto però l’organizzazione del corso di formazione non è più delegata alla Scuola Nazionale Dell’amministrazione. Del corso di formazione post concorso non si sa ancora molto.

 

Di certo c’è che il MIUR non prevede alcuna interferenza con l’attività didattica e promette un full immersione che, se necessario comprenda i periodi nei quali le lezioni sono sospese, come l’estate o le vacanze natalizie.

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / irpinianews

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mer, gen 20, 2016  Valentina
Carabinieri e Forestali. Non sarà tutto indolore
5 (100%) 3 Vota Questo Articolo

Fonte: blitzquotidiano.it

Fonte: blitzquotidiano.it

Non che ci siano problematiche interne tra i due corpi o disguidi o screzi. Ma è come voler mettere il sale al posto dello zucchero e sperare che il risultato sia eccellente.

 

Due divise differenti. Compiti e aree di competenze distinte. Carabinieri e forestali. Una vocazione militare contro una civile. E il punto è proprio qui.

Nonostante le rassicurazioni di circostanza del comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette, il quale parla di “polo di eccellenza unico nel settore ambientale per vastità della missione e potenzialità” che “di proporsi come modello internazionale in un futuro in cui l’ambiente dovrà sempre più essere al centro dell’attenzione del mondo”.

 

Di fatto comunque entro sei mesi dall’approvazione del Decreto Madia, i settemila agenti del Corpo Forestale dovranno indossare la divisa dei Carabinieri, ad eccezione di coloro che transiteranno nei vigili del fuoco (120), nella Guardia di finanza (30) e nella Polizia di Stato (120).

 

 

Carabinieri E Forestali Sotto Un’Unica Divisa

 

 

L’accorpamento forzato del corpo di polizia forestale all’interno dell’Arma dei carabinieri è prima di tutto un cambio forzato e non concertato di vocazione.

 

I carabinieri sono militari. I forestali invece hanno affrontato un concorso pubblico per entrare in una forza civile e costringerli a un cambiamento del genere è senza dubbio una forzatura che non va sottovalutata come spiega Marco Moroni, segretario generale del sindacato Sapaf.

 

Ma si può cancellare un corpo che esiste dal lontano 1822? Fu infatti Re Carlo Felice proprio in quell’anno a creare l’amministrazione forestale, la quale divenne Corpo Reale delle Foreste con l’Unità d’Italia per poi venire soppresso e militarizzato nel 1926 con l’ascesa di Mussolini. Dal 1948 ha l’assetto che conosciamo oggi e che oggi scomparirà.

 

 

Carabinieri e Forestali. Sicuri che Sia Una Buona Idea?

 

 

Il comandante Del Sette, tra le altre cose, ci ha tenuto a precisare che non ci saranno cambi di mansioni: “continueranno a fare il lavoro svolto finora, mantenendo ogni professionalità e aspettativa col nuovo stato militare”.

Di fatto però non sarà proprio così.

 

I forestali infatti dovranno frequentare uno specifico corso di formazione militare. E in termini di mansioni, verranno loro tolte le funzioni in materia di lotta agli incendi boschivi che verranno invece trasferite ai vigili del fuoco.

 

L’ultima nota sull’argomento la vogliamo lasciare alla dichiarazione del procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti che in un’audizione al Senato, nel novembre 2014 dichiarò: “noi siamo contrarissimi alla soppressione del Corpo forestale dello Stato, perché sarebbe come togliere all’autorità giudiziaria l’unico organismo investigativo in materia ambientale che dispone delle conoscenze, delle esperienze, del know-how e anche dei mezzi per poter smascherare i crimini ambientali”.

Non facciamo altri commenti.

 

 

 

 

Fonte: ilgiornale / targatocn / lavocesociale

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mar, gen 19, 2016  Roberta Buscherini
Licenziamento dipendenti pubblici: cosa cambia con la riforma?
3 (60%) 1 Vota Questo Articolo

Sono i giorni caldi del pugno di ferro brandito dal premier Matteo Renzi sui dipendenti pubblici con specifico riferimento alla vessata questione dei licenziamenti dei cosiddetti “fannulloni”. Solo lo scorso venerdì nella sua consueta newsletter, il premier è stato chiaro: “Tra i principi che giudico più interessanti (all’interno dei decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione che saranno emananti in questi giorni, ndr), il licenziamento immediato di chi viene scoperto a timbrare il cartellino e poi se ne va (e se il dirigente non procede, licenziamo anche il dirigente!). Ci sono centinaia di migliaia di persone perbene che vengono infangate dai truffatori: è l’ora di farla finita”. Il riferimento evidente è da attribuirsi alla riunione del Consiglio dei Ministri di questo mercoledì. ”Chi va, finge, timbra e scappa deve essere sanzionato -­ spiega Renzi -­ perché i dipendenti pubblici che fanno così distruggono la credibilità della Pubblica amministrazione”.

 

Licenziamenti dipendenti pubblici

Licenziamenti dipendenti PA: la riforma

 

Le principali novità per i dipendenti pubblici contenute nel testo di riforma complessiva della Pubblica Amministrazione riguardano la possibilità di essere licenziati come esito di un’azione disciplinare e il ruolo unico per i dirigenti, i cui incarichi saranno a tempo e che potranno essere licenziati o retrocessi se ricevono valutazione negativa sull’ultimo incarico ricoperto. ”Non li chiamerei fannulloni ma truffatori ­- prosegue il premier -­ quelli che vanno timbrano e poi scappano. Abbiamo visto cose pazzesche, come a Sanremo dove c’era chi timbrava in mutande e anche in queste ore si vedono queste immagini. Stanno distruggendo la credibilità della stragrande maggioranza dei dipendenti pubblici che lavorano bene”.

 

Licenziamenti in 48 ore: ma saranno tutelati i dipendenti che fanno il loro dovere

 

Proprio per questo motivo risulta, a parere del Governo, a questo punto necessario ed indifferibile un vero proprio “pugno di ferro e mercoledì in Cdm porteremo la nostra proposta. Chi si comporta così deve essere licenziato entro 48 e se il dirigente non procede al licenziamento rischia lui stesso. Buoni sì, ma basta con questo atteggiamento che è insopportabile per i cittadini per bene”. Una dichiarazione che mette un punto fermo ben preciso al delicatissimo tema: i dipendenti pubblici che lavorano correttamente (e sono la netta maggioranza) trarranno evidente vantaggio da questa “stretta” disciplinare”. E nell’Italia che in queste settimane accorre al cinema a vedere il successo di Checco Zalone, che in una satira sottile ed efficace mette al centro il personaggio (nella finzione un po’ caricaturale) dello statale, il tema non può che inserirsi in vetta alle notizie più lette e seguite.

 

L’obiettivo del Governo

 

L’obiettivo che il governo si prefigge tramite questa misura, è quello di passare da una media di 102 giorni per il licenziamento (quelli oggi necessari per effettuare tale procedura, osservando le ultime statistiche della Funzione pubblica) ad appena 2. Al momento non sempre l’azione disciplinare viene portata a termine: su circa 7mila procedimenti aperti ogni anno quelli che portano all’interruzione del rapporto di lavoro sono poco più di 200, di cui circa 100 per assenteismo. All’attenzione della compagine governativa è ora posta la falsa attestazione della presenza in servizio, con l’ipotesi di mettere subito fuori dall’ufficio chi viene colpito in flagrante. Nel mirino delle nuove norme fanno inoltre capolino finti malati, furbetti del cartellino e “professionisti” dello sciopero bianco. Alla lunga lista di provvedimenti targati Madia in rampa di lancio, oltre dieci, si aggiungeranno anche le misure per rafforzare lo strumento della visita fiscale.

 

Fonte: repubblica.it

 

Roberta Buscherini

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
lun, gen 18, 2016  Valentina
Mobilità Scuola. Terra di Scontro
Vota Questo Articolo

Fonte: flcgil.it

Fonte: flcgil.it

Sul tema della mobilità nel comparto scuola, sindacato e istituzioni non trovano un accordo che soddisfi entrambe le parti e ad oggi questa questione rimane tra le più spinose del settore.

 

L’ultimo incontro tra le due fazioni è di pochi giorni fa e la dichiarazione di Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda insegnanti lascia poco spazio alle speranze di accordi: “con l´incontro avvenuto (…) al Miur, consideriamo chiuso il confronto sulla mobilità: qualunque ulteriore prova di dialogo risulterebbe inutile di fronte alla posizione determinata del ministero di introdurre la chiamata diretta e gli ambiti territoriali senza alcun tipo di graduatoria e con inique discriminazioni tra docenti che svolgono lo stesso lavoro”.

 

 

 Mobilità Scuola.  I Punti Di Disaccordo

 

 

La mobilità in termini contrattuali si sviluppa ad oggi in diverse fasi. Sulle prime due fasi, cioè quella comunale e provinciale, si intravede la possibilità di accettazione da parte del Miur anche sulla base delle vecchie regole che escludono gli ambiti.

 

In altre parole per ciò che riguarda la fase comunale, tutti i docenti, quindi anche gli assunti entro il 2014, che richiederanno un trasferimento all’interno del comune di attuale titolarità andranno su singola scuola e non su ambito.

Anche per la fase provinciale la storia si ripete esattamente come per i comuni, solo su base intercomunale e sempre su base scuola e non ambito.

 

Le fasi sulle quale non si trova accordo sono quella interprovinciale e professionale, ovvero i passaggi di cattedra e di ruolo.

La richiesta dei sindacati per queste due fasi è quella di “consentire, anche nella fase interprovinciale e professionale dei movimenti, la possibilità di presentare domanda indicando i codici di scuola in alternativa, o in aggiunta, al codice di ambito territoriale”.

Il secondo punto che vogliono raggiungere i sindacati riguarda l’introduzione all’interno del contrato di mobilità, di un procedimento che stabilisca i titoli validi a formare una graduatoria, utile al Dirigente Scolastico per la scelta del docente all’interno dell’ambito territoriale.

Su queste due richieste i sindacati sono concordi e non arretrano. Il miur, dal canto suo fa lo stesso, per cui siamo a uno stallo da cui sarà difficile uscire senza scontentare nessuno.

 

Mobilità Scuola. Ultima Speranza Il 21 Gennaio

 

 

Un’ultima speranza di dialogo in realtà è riposta nel prossimo 21 gennaio, giorno in cui il Miur ha convocato le sigle sindacali con lo scopo di raggiungere l’approvazione definitiva della sequenza contrattuale per la mobilità relativa all’anno scolastico 2016/2017. Ricordiamo che la domanda di mobilità per i docenti di ogni ordine e grado dovrebbe essere presentata entro la fine del mese di marzo a partire dall’inizio dello stesso mese.

 

 

 

 

Fonte: gildains / orizzontescuola

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest